{"id":14598,"date":"2021-06-22T11:23:14","date_gmt":"2021-06-22T09:23:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14598"},"modified":"2021-06-22T11:23:20","modified_gmt":"2021-06-22T09:23:20","slug":"grandi-opere-inutili-e-imposte-la-grande-abbuffata-del-pnrr-non-salvera-il-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/06\/grandi-opere-inutili-e-imposte-la-grande-abbuffata-del-pnrr-non-salvera-il-paese\/","title":{"rendered":"Grandi opere inutili e imposte: la grande abbuffata del PNRR non salver\u00e0 il paese"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>E sabato 26 giugno (ore 17.30) \u00e8 prevista un&#8217;assemblea\/webinar dei movimenti contro le grandi opere inutili e imposte.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La crisi economica ormai cronica, aggravata dalla sindemia da covid-19, si unisce a quella climatica in un drammatico mix che si abbatte sui territori e i settori sociali pi\u00f9 svantaggiati economicamente.<br>La soluzione proposta dal Governo per uscire da questo disastro <strong>affida in buona parte la ripresa economica e la crescita del PIL alla realizzazione di nuove infrastrutture dalla dubbia utilit\u00e0 e dagli impatti piuttosto pesanti sui territori.<\/strong> La lobby dei grandi cantieri, molto forte e attiva dentro Confindustria, ha orecchie attente anche dentro tutto lo schieramento politico parlamentare, compresa la finta opposizione che sta solo preparandosi a ereditare le redini del potere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Soltanto l&#8217;Italia<\/strong>, tra le 27 nazioni UE, ha integrato il recovery plan con lo sblocco di quei cantieri previsti fin dal 2001 dalla L. Obiettivo di Berlusconi &#8211; mai avviati o rimasti fermi finora nonostante le semplificazioni dei vari governi Monti, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e 2, per problemi tecnici e ambientali pi\u00f9 che per le opposizioni di movimenti e ambientalisti o &#8220;per l&#8217;odiata burocrazia&#8221;. Con il risultato di stravolgere, fino a cancellarla, l&#8217;invocata &#8220;transizione ecologica&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La riprova che il piano italiano arriva addirittura a negare i criteri del Green Deal europeo<\/strong> e ad assumere i caratteri di un nuovo &#8220;attacco all&#8217;ambiente&#8221; (altro che svolta ecologica!) sta nelle cifre: si spendono per Alta Velocit\u00e0 e Grandi Opere, tra PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e SBLOCCA CANTIERI 21, oltre 110 miliardi di Euro. Laddove per risanamento e riqualificazione del territorio e manutenzione del patrimonio infrastrutturale si spende meno del 10% di tale cifra!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutti gli interventi previsti, come in passato, sono soprattutto infrastrutture ferroviarie e autostradali che danno garanzie ai costruttori di proficui profitti<\/strong>. Ancora si continua a gettare una mole enorme di risorse in opere scollegate tra loro e senza un chiaro piano della mobilit\u00e0 del paese, si pensa soprattutto al trasporto di una piccola \u00e9lite senza alcuna analisi della domanda sociale globale e dei ritorni economici. A differenza della vulgata ufficiale che magnifica solo la \u201cvelocit\u00e0\u201d, le necessit\u00e0 di trasporto vengono soprattutto dalle esigenze di mobilit\u00e0 nella media distanza o delle citt\u00e0; purtroppo anche quando si parla di mobilit\u00e0 cittadina o suburbana si pensa ancora a grandi infrastrutture gerarchiche invece che ad un trasporto capillare che sia accessibile a tutti e integri le periferie.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste condizioni anche l\u2019investimento di decine di miliardi in infrastrutture causa soltanto danni sempre pi\u00f9 profondi ed estesi all\u2019ambiente ma non redistribuisce ricchezza ed \u00e8 soprattutto un sostanziale finanziamento parassitario del complesso industriale\/finanziario dominante. Qualcuno ha definito questo fenomeno un \u201c<em><strong>keinesismo per ricchi<\/strong><\/em>\u201d. Con questi metodi non si uscir\u00e0 mai dalla cronica emergenza deflazionistica e si avranno solo ulteriori disuguaglianze.<\/p>\n\n\n\n<p>La consueta narrazione propinata dal sistema politico dominante giustifica queste opere come strumento per risolvere l\u2019enorme disoccupazione esistente; anche questa \u00e8 una solenne falsit\u00e0: oggi questi lavori sono prevalentemente meccanizzati, soprattutto l\u2019escavazione di gallerie tanto amate dalla lobby del cemento; sono attivit\u00e0 capital invensive con bassissima incidenza di mano d\u2019opera. <strong>Per rilanciare l\u2019occupazione occorrono progetti di dimensioni ridotte e dalla forte domanda sociale come la messa in sicurezza del territorio, lo sviluppo di vera mobilit\u00e0 collettiva, manutenzione e riuso dell\u2019esistente.<\/strong><br>Oggi nessuno pare pi\u00f9 notare che la maggior parte dei fondi del Next Generation UE sono debiti futuri soprattutto per le prossime generazioni, soggetti per di pi\u00f9 a rigide condizioni imposte dalla Commissione Europea; adesso vengono presentati come generosi regali, ma si trasformeranno in fortuna per pochi che poi il paese dovr\u00e0 ripagare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello cui assistiamo \u00e8, oltre ad un sostanziale furto di risorse economiche, un attacco frontale ai residui di democrazia rappresentativa; processo in corso da tempo, imposto dalla globalizzazione neoliberista che, con l\u2019incoronazione di Mario Draghi, gi\u00e0 principe delle banche, a monarca taumaturgico, sta finendo di esautorare il pallido simulacro del Parlamento da ogni decisione e discussione. Proprio l\u2019approvazione del PNRR \u00e8 stato una prova di questo tristo totalitarismo: il testo del Piano, di parecchie centinaia di pagine, \u00e8 stato consegnato ai gruppi parlamentari pochi giorni prima del voto; questo \u00e8 avvenuto praticamente senza alcuna discussione. Il Parlamento \u00e8 ormai ridotto a strumento notarile di ratifica di decisioni partorite in ristretti gruppi di potere extra-istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Da anni la politica espressa dalle istituzioni \u00e8 lontana dalla realt\u00e0 sociale, adesso assistiamo ad una accelerazione pericolosa, foriera di un clima repressivo che dovrebbe preoccupare; il fascismo non \u00e8 solo archeologia di olio di ricino e gagliardetti.<br>I sintomi di questa <strong>deriva autoritaria <\/strong>sono presenti da tempo e lo hanno ben sperimentato i gruppi che pi\u00f9 efficacemente hanno cercato di contrastare le politiche di devastazione dei territori, come il movimento No TAV o quello No TAP o quello che si \u00e8 opposto alle folli politiche di gestione dei rifiuti: i territori sono stati militarizzati, dichiarati assurdamente \u201czone strategiche\u201d, sostanzialmente occupati da reparti delle forze dell\u2019ordine o addirittura dell\u2019esercito.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"588\" height=\"392\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Idra-Tav.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12738\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Idra-Tav.jpg 588w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Idra-Tav-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questo clima un altro frutto avvelenato \u00e8 l\u2019alto rischio di persecuzioni giudiziarie e di obbrobri giuridici (come le recenti condanne di Dana Lauriola e Nicoletta Dosio il cui reato \u00e8 stato di parlare ad un megafono durante una manifestazione; ma l\u2019elenco in tutta Italia sarebbe lunghissimo).<br>Normali diritti costituzionali e il buon senso sono stati cancellati criminalizzando popolazioni e gruppi che osano opporsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Paradossalmente, con la scusa di difendere una legalit\u00e0 fatta di imposizioni, <strong>si stanno smantellando basilari strumenti di controllo e di tutela del territorio<\/strong>: furiose semplificazioni, evocate da chi interessato a imporre grandi opere, in realt\u00e0 non semplificano, ma complicano la vita della societ\u00e0 e garantiscono solo gli interessi della peggior minoranza esistente.<br>Si richiede a gran voce non solo la modifica del Codice degli Appalti, cosa che potrebbe avere un senso se diretta a velocizzare e rendere chiari i processi di controllo, ma addirittura la sua abolizione; qualunque garanzia per il territorio e le persone \u00e8 vista come un ostacolo da abbattere per il glorioso trionfo del profitto privato di grandi gruppi finanziari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un\u2019altra vittima di questa deregolamentazione sar\u00e0 sicuramente il mondo del lavoro<\/strong>, non \u00e8 difficile immaginare un\u2019impennata negli incidenti sul lavoro, soprattutto in un settore gi\u00e0 cos\u00ec pericoloso e dove \u00e8 cos\u00ec diffuso il lavoro precario e irregolare.<br><strong>Con la proposta della Soprintendenza Unica Nazionale <\/strong>si pensa di distruggere uno dei pochi baluardi, peraltro molto indebolito, a difesa del territorio, del paesaggio e del patrimonio culturale.<br>La logica che guida la furia emergenziale di questo governo abbattutosi sul paese \u00e8 di piegare tutto agli interessi di pochi; ogni ostacolo va eliminato. Che poi queste presunte semplificazioni complichino la vita di piccole imprese e semplici cittadini \u00e8 una cosa che nessuno vuol rilevare, ma \u00e8 una grottesca realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La logica delle grandi opere inutili purtroppo sta travolgendo anche il settore delle tecnologie rinnovabili<\/strong>: l\u2019emergenza climatica, fatto indiscutibile, viene usata per imporre a territori e popolazioni impianti che hanno pi\u00f9 funzioni speculative che non di produzioni sostenibili. Gli interessi delle grandi imprese riciclate alle rinnovabili stanno abbattendosi in maniera antidemocratica su territori spesso marginali che ne usciranno ulteriormente impoveriti, sconvolgendo equilibri economici ed ecologici gi\u00e0 precari, distruggendo talvolta terreni a vocazione agricola che saranno sempre pi\u00f9 necessari nel prossimo futuro e che andrebbero difesi con cura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sarebbe da chiedersi perch\u00e9 non coinvolgere questi territori nella progettazione e gestione di indispensabili impianti di rinnovabili invece di favorire le solite multinazionali che estraggono ricchezza, non la portano. Favorire la territorializzazione delle produzioni energetiche non solo avrebbe benefici enormi per le comunit\u00e0, ma favorirebbe il ripopolamento di territori marginali che rischiano l\u2019abbandono.<br>In ambiti urbani l&#8217;auto-produzione da rinnovabili potrebbe dare un sostegno economico alle famiglie che vivono soprattutto nelle periferie. Le rinnovabili avrebbero il grande pregio di non avere necessit\u00e0 di grandi impianti centralizzati, ma potrebbero essere strumento di democrazia economica. Non ci pare, per\u00f2, che questo governo abbia minimamente intenzione di favorire politiche del genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Una possibile via d\u2019uscita dalla crisi economica ed ambientale non pu\u00f2 essere affidata solo alle tecnologie come spesso, anche tra molti ambientalisti, si pensa; <strong>le tecnologie non sono mai neutre<\/strong>, la loro progettazione risponde agli interessi di chi le promuove.<br>Il futuro sar\u00e0 meno fosco se usciamo dall\u2019illusione di una gestione centralizzata e funzionale ai soli dati del PIL e andremo verso una progettazione delle infrastrutture, anche energetiche, affidate ai territori, cio\u00e8 agli abitanti, con una pianificazione nazionale innestata da una partecipazione dal basso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scelte non condivisibili del governo italiano contenute nel PNRR avranno ricadute molto negative socialmente, economicamente e sull\u2019ambiente.<br>Si \u00e8 scelto solo di perseverare con cemento e distruzione di suolo.<br>Occorre far capire che esiste un movimento che dice no e ha altre proposte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E sabato 26 giugno (ore 17.30) \u00e8 prevista un&#8217;assemblea\/webinar dei movimenti contro le grandi opere inutili e imposte. 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