{"id":14603,"date":"2021-06-28T11:29:47","date_gmt":"2021-06-28T09:29:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14603"},"modified":"2021-07-13T10:47:45","modified_gmt":"2021-07-13T08:47:45","slug":"necessario-riflettere-per-custodire-la-biodiversita-dellalta-langa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/06\/necessario-riflettere-per-custodire-la-biodiversita-dellalta-langa\/","title":{"rendered":"Necessario riflettere per custodire la biodiversit\u00e0 dell&#8217;Alta Langa"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"337\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/1-cantiere-Gaja.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14604\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/1-cantiere-Gaja.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/1-cantiere-Gaja-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>di Alessandro Mortarino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Domenica 4 luglio un folto novero di cittadine\/i, associazioni, comitati e collettivi promuove <strong>una manifestazione per riflettere sul futuro dell&#8217;Alta Langa, sempre pi\u00f9 aggredita dal diffondersi di monocolture (noccioleti e vigneti) e nuovo cemento<\/strong>. L&#8217;appuntamento \u00e8 alle 15,30 a Trezzo Tinella, nell&#8217;area panoramica &#8220;Donna di Langa&#8221; da dove partir\u00e0 una passeggiata di circa 4 km attorno a Cascina Langa, i luoghi della Malora e il grande cantiere dove sta sorgendo la nuova cantina dei Gaja: un luogo simbolo che abbiamo scelto per poter ragionare compiutamente del futuro della nostra &#8220;<em>piccola Amazzonia<\/em>&#8221; tra Resistenza, Resilienza, consumo di suolo e mancanza di pianificazione.<br>Un primo momento per ritrovarci, discutere, proporre una visione, far risuonare la nostra voce\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Se negli ultimi anni la comunit\u00e0 locale ha profuso sforzi notevoli per consolidare la vena \u201coutdoor\u201d del suo territorio, alcuni segnali inequivocabili iniziano a farci comprendere che il futuro non sar\u00e0 altrettanto sensibile nel preservarne l&#8217;integrit\u00e0: <strong>il cambiamento climatico e alcune scelte strategiche da parte di grandi aziende dolciarie e vitivinicole stanno stimolando lo sviluppo di monocolture e di nuove edificazioni nei luoghi pi\u00f9 \u201csacri\u201d della Resistenza<\/strong>, sapientemente narrati da Beppe Fenoglio.<br>Addio prati? Addio boschi?<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201c<em>Progetto Nocciola Italia<\/em>\u201d, promosso dalla <strong>Ferrero Halzelnut Company <\/strong>(divisione interna del Gruppo Ferrero) per la riconversione e valorizzazione di ampie superfici del nostro territorio, ha gi\u00e0 espresso le sue potenzialit\u00e0: 20.000 ettari di nuove piantagioni di noccioleto previste entro il 2025 in tutta Italia con grande rilevanza per l&#8217;aerale dell&#8217;Alta Langa, da cui trae origine la prelibata Tonda Gentile delle Langhe considerata la variet\u00e0 di maggior pregio coltivata nel nostro Paese.<br>Sufficiente uno sguardo dall&#8217;alto per cogliere le modificazioni gi\u00e0 avvenute nel paesaggio dell&#8217;Alta Langa con le inconfondibili macchie dei <strong>nuovi noccioleti che si estendono inesorabilmente<\/strong>, lambendo e divorando boschi e prati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non si pu\u00f2 parlare di \u201cmonocoltura\u201d al singolare, perch\u00e8 <strong>anche le vigne iniziano ad allargarsi<\/strong> per mano di aziende agricole che in questo modo ritengono di <strong>poter rispondere alle crescenti difficolt\u00e0 che le temperature sempre pi\u00f9 elevate e i repentini cambi atmosferici provocano alle abituali produzioni della Langa<\/strong> pi\u00f9 nota, quella del vino.<br>Monocolture al plurale, dunque. Che si moltiplicano nella triste preoccupazione di quel \u201c<em>game over<\/em>\u201d gi\u00e0 raggiunto nella Langa del Barolo, del Barbaresco, del Dolcetto e della massa di trattamenti chimici di sintesi che tanto il nocciolo quanto la vite impongono a contadini ormai troppo distanti da una vera cura delle loro coltivazioni a causa delle dimensioni della \u201cterra da governare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pericolo autentico per la biodiversit\u00e0. A cui si aggiunge l&#8217;atterraggio di <strong>nuovo cemento<\/strong>, come nel caso del comune di Trezzo Tinella, porta nord dell&#8217;Alta Langa, nel pieno del cuore dei luoghi narrati, appunto, da Beppe Fenoglio. A poche decine di metri di distanza da Cascina Langa, quartier generale della Resistenza piemontese, e a poche centinaia di metri dal Pavaglione, teatro della &#8220;Malora&#8221; e luogo di uno dei pi\u00f9 significativi racconti sulla difficile vita contadina di non molti anni fa, <strong>l&#8217;azienda agricola di Angelo Gaja sta costruendo ex novo la sua imponente cantina<\/strong>.<br>Angelo Gaja non \u00e8 un personaggio \u201cqualunque\u201d ma <strong>uno dei pi\u00f9 celebrati produttori mondiali di vino<\/strong>, soprannominato \u201cLe Roi\u201d dai concorrenti cugini dell&#8217;elite enoica di Francia. Un personaggio carismatico e, spesso, controcorrente che tra i suoi motti pi\u00f9 volte ha ripetuto una sorta di mantra: \u00ab<em><strong>La natura ci salver\u00e0, se salviamo la natura<\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"270\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/2-cantiere-Gaja.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14605\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/2-cantiere-Gaja.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/2-cantiere-Gaja-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un nobile intento, purtroppo, smentito dai fatti reali.<br>A Trezzo Tinella ci troviamo in un&#8217;area agricola che ospitava un noccioleto, acquistata da Gaja e trasformata per alcuni anni in un bel prato. Non solo: <strong>un&#8217;area inedificabile, perch\u00e9 sottoposta a vincolo idro-geologico e interessata da vari movimenti franosi attivi<\/strong>.<br>Nel dicembre 2019 Gaja chiede ad un geologo di rivalutare la situazione geomorfologica e, grazie alla sua perizia, richiede una modifica delle indicazioni della Tavola di Sintesi,<strong> declassando l&#8217;idoneit\u00e0 urbanistica nella classe II<\/strong>, ovvero &#8220;<em>porzioni di territorio con condizioni di moderata pericolosit\u00e0 geomorfologica e quindi edificabili con vari accorgimenti e prescrizioni<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Comune di Trezzo Tinella recepisce integralmente tali indicazioni tecniche e provvede rapidamente a deliberare la <strong>Variante Strutturale<\/strong> n\u00b0 5, che consente a Gaja di richiedere alla Regione Piemonte l&#8217;autorizzazione a costruire, ricevuta il 13 gennaio di quest&#8217;anno, immediatamente trasformata in concessione da parte del Comune e subito seguita dall&#8217;avvio dei devastanti lavori di cantiere.<br><strong>Un iter talmente rapido<\/strong> da rendere poco comprensibili le mille manovre che la Regione Piemonte, da anni, sta tentando di attuare attraverso nuove norme regionali per favorire la &#8220;semplificazione&#8221; delle procedure edilizie e <strong>diametralmente distante dalle indicazioni del Piano Paesaggistico Regionale che, all&#8217;articolo 31, specifica<\/strong> che <em>&#8220;I nuovi impegni di suolo a fini insediativi e infrastrutturali possono prevedersi solo quando sia dimostrata l&#8217;inesistenza di alternative di riuso e di riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti. In particolare \u00e8 da dimostrarsi l&#8217;effettiva domanda previa valutazione del patrimonio edilizio esistente e non utilizzato, di quello sotto-utilizzato e di quello da recuperare<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ovviamente il progetto prevede ogni sorta di ecocompatibilit\u00e0: ma questo pu\u00f2 giustificare il consumo di suolo, la ferita paesaggistica \u201cmitigata\u201d e lo sfregio a un luogo che dovrebbe essere considerato sacrale?<\/strong> Senza dimenticarci le ampie nuove vigne gi\u00e0 impiantate negli ettari circostanti la futura cantina e secondo il controverso metodo &#8220;a ritocchino.<\/p>\n\n\n\n<p>Utile ricordare che <strong>la nuova Strategia dell&#8217;Unione Europea afferma l&#8217;esatto opposto di quanto sta avvenendo al Bric della Torre<\/strong>, indicando l&#8217;urgente necessit\u00e0 di trasformare almeno il 30 % della superficie terrestre in zone protette gestite in modo efficace, non certamente di aggiungere nuovo cemento anche nel cuore di verdi colline. Dovremmo innanzitutto preoccuparci di salvaguardare la biodiversit\u00e0, come anche <strong>Papa Francesco<\/strong> suggerisce nella Laudato Si&#8217;, e recuperare l&#8217;esistente inutilizzato anzich\u00e9 intaccare aree naturali: <strong>ricordiamo che per formare 1 cm di suolo occorrono dai 3 ai 4 secoli e addirittura 3 mila anni per raggiungere uno spessore utile ai fini agricoli!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Monocolture e nuovo cemento avanzano in Alta Langa in un silenzio assordante<\/strong>. Che non pu\u00f2 durare e occorre sostituire con un dibattito, pubblico e ampio, tra cittadine\/i, forze economiche e sociali, istituzioni: <strong>dobbiamo pianificare il futuro di queste terre e non lasciare alla sola iniziativa dei privati la sua definizione<\/strong> legata a un profitto temporaneo e individuale.<br>Occorre una visione d&#8217;insieme, insomma, che indirizzi anche l&#8217;economia e l&#8217;occupazione armonicamente connessa alla biodiversit\u00e0 ancora (re)esistente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Qui trovate un documento di approfondimento della \u201cstoria\u201d della nuova cantina dei Gaja: <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gaja-il-cantiere.pdf\">http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gaja-il-cantiere.pdf<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>L&#8217;iniziativa del 4 luglio \u00e8 promossa da:<\/strong><br>Collettivo Mononoke &#8211; Collettivo Chabas Collettivo Studentesco &#8211; Circolo ARCI Cinema Vekkio \u2013 Non Una di Meno Alba &#8211; Camminare Lentamente \u2013 Canale Ecologia \u2013 Comuneroero &#8211; Comunit\u00e0 Laudato Sii Alba &#8211; Forum nazionale Salviamo il Paesaggio \u2013 Gruppo d\u2019intervento Giuridico &#8211; Italia Nostra Alba &#8211; Legambiente Circoli di Bra e di Cuneo &#8211; Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio \u2013 Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero &#8211; Pro Natura Piemonte &#8211; Associazione Altritasti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Programma:<\/strong><br><strong>ore 15,30: Ritrovo<br>ore 16,00: Camminata tra natura, paesaggi, siti fenogliani e nuovi muri<br>ore 17,30: Incontro pubblico &#8220;Il futuro del pianeta \u00e8 anche qui. Ambiente, cultura, identit\u00e0 e attivit\u00e0 eco-sostenibili.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Mortarino. 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