{"id":14606,"date":"2021-06-28T12:02:19","date_gmt":"2021-06-28T10:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14606"},"modified":"2022-04-22T09:12:53","modified_gmt":"2022-04-22T07:12:53","slug":"la-scheda-di-occhio-al-paesaggio-castelluccio-di-norcia-perugia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/06\/la-scheda-di-occhio-al-paesaggio-castelluccio-di-norcia-perugia\/","title":{"rendered":"La scheda di Occhio al paesaggio: Castelluccio di Norcia (Perugia)"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Frederick Bradley.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La lettura del paesaggio adottata in queste schede segue l\u2019approccio percettivo-cognitivo all\u2019interpretazione di paesaggio, insito nella definizione che ne d\u00e0 la <strong>Convenzione Europea del Paesaggio<\/strong>. E\u2019 noto che in tale contesto normativo <strong>non si considera il valore estetico del territorio, tipico della visione umanistica, ma il significato che questo esprime per l\u2019osservatore<\/strong> capace di percepirne i caratteri secondo la propria conoscenza.<br>Un\u2019interpretazione che estende la <strong>dignit\u00e0 di esprimere un paesaggio anche ai territori considerati non belli<\/strong>, se non decisamente brutti.<br>Esistono tuttavia dei paesaggi che alla ricchezza di significato degli elementi del territorio associano una bellezza difficilmente ignorabile anche in una lettura prettamente \u201canalitica\u201d. Anzi la stessa bellezza diventa un elemento con un significato ben preciso la cui percezione d\u00e0 conto del valore complessivo del territorio. E\u2019 il caso della <strong>fioritura dei campi di lenticchie di Castelluccio di Norcia<\/strong> che si ripresenta ogni anno in questa stagione.<br>Buona lettura\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Il paesaggio di Castelluccio di Norcia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Castelluccio di Norcia \u00e8 famoso per la coloratissima fioritura dei suoi campi di lenticchie, un fenomeno unico che richiama decine di migliaia di turisti ogni anno.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"332\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14607\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.-1.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.-1-300x166.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oltre all\u2019effetto scenico, per\u00f2, questo paesaggio \u00e8 ricco di informazioni che consentono di capire a fondo il territorio del borgo. Castelluccio ha origini medievali ma la coltivazione delle lenticchie nel Pian Grande, antistante il borgo, \u00e8 una pratica agricola ben pi\u00f9 antica ed \u00e8 da sempre parte integrante della tradizione agricola e culinaria locale. Il suo aspetto pi\u00f9 appariscente, <strong>la colorazione dei campi coltivati tra maggio e luglio, \u00e8 dato dalla fioritura delle piante infestanti che qui, non solo non vengono distrutte, ma costituiscono addirittura un valore aggiunto <\/strong>della pratica agronomica tradizionale che consente di migliorare la produzione dei legumi. La variet\u00e0 di lenticchia prodotta a Castelluccio, frutto di un adattamento millenario al rigido clima del Pian Grande, trae vantaggio anche dalle basse temperature invernali che impediscono il proliferare del tonchio, un coleottero parassita di questi legumi. <\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto, i campi variopinti e le praterie di alta montagna del vicino Monte Vettore, indicative un clima freddo, sono i segni che garantiscono una produzione di lenticchie senza l\u2019impiego di erbicidi e di pesticidi. Ma il Monte Vettore mostra anche una traccia dai risvolti tra loro contrastanti per la popolazione locale: il cosiddetto \u201ccordone del Vettore\u201d, manifestazione superficiale di <strong>un sistema di faglie tettoniche profonde<\/strong> che sono all\u2019origine sia della formazione del Pian Grande, e quindi indirettamente della coltivazione di lenticchie, sia della <strong>distruzione di Castelluccio avvenuta per un terremoto nel 2016<\/strong>. Un evento che, per quanto devastante, non sembra aver costretto il borgo all\u2019abbandono.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14609\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.-3.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.-3-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.wikitinera.it\/index.php\/castelluccio-norcia-pg-umbria\">http:\/\/www.wikitinera.it\/index.php\/castelluccio-norcia-pg-umbria<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Frederick Bradley. 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