{"id":1473,"date":"2012-01-05T16:35:03","date_gmt":"2012-01-05T15:35:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=1473"},"modified":"2012-01-05T17:05:14","modified_gmt":"2012-01-05T16:05:14","slug":"in-ogni-caso-stop-al-consumo-di-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/01\/in-ogni-caso-stop-al-consumo-di-territorio\/","title":{"rendered":"In ogni caso, stop al consumo di territorio"},"content":{"rendered":"<p><span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1478\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/il-suolo-minacciato-31.jpeg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" \/><em>Articolo di Gabriele Bollini pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, del 5 gennaio 2012<\/em><\/span><\/p>\n<p><span>Alcuni giorni dopo la pubblicazione del mio articolo <em><strong>\u201cSe\u00a0la Regione\u00a0cede al cemento\u201d<\/strong><\/em> (Terra del 22 dicembre) ho ricevuto, a nome e per conto della redazione di Terra, dall&#8217;Ufficio Stampa della RER, alcune precisazione da parte dell\u2019assessore regionale all\u2019agricoltura Tiberio Rabboni:<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span> \u201cLe cose non stanno cos\u00ec. I dati rilevati dai Censimenti generali dell\u2019Agricoltura evidenziano una situazione diversa da quella descritta nell\u2019articolo \u201cSe\u00a0la Regione\u00a0cede al cemento\u201d pubblicato, a firma da Gabriele Bollini, dal quotidiano Terra.\u00a0\u00a0Il problema della riduzione della superficie agricola esiste, ma colpisce soprattutto le aree collinari e appenniniche, dove dal 2000 al 2010,\u00a0\u00a0si e&#8217; perso il 31%\u00a0della sperficie coltivata a causa per\u00f2 non della cementificazione, bens\u00ec dell\u2019abbandono del&#8217;agricoltura di montagna.\u00a0\u00a0In pianura, dove la perdita di superficie agricola \u00e8 invece\u00a0largamente imputabile alla realizzazione di interventi infrastrutturali ed alla urbanizzazione di aree per insediamenti industriali e civili,\u00a0\u00a0i dati pi\u00f9 recenti evidenziano una netta inversione di tendenza:\u00a0\u00a0se nel periodo 1990 \u2013 2000 abbiamo avuto una diminuzione\u00a0\u00a0dello 4, 25% \u00a0(pari a 31.942\u00a0ettari),\u00a0nell\u2019ultimo\u00a0\u00a0decennio la\u00a0\u00a0perdita\u00a0\u00a0\u00a0si decisamente ridotta ed \u00e8 stata\u00a0\u00a0dello 0,85%\u00a0\u00a0(\u00a0pari a\u00a05.966 ettari). Il problema\u00a0\u00a0sicuramente permane\u00a0ma le politiche messe in atto \u00a0dalla Regione\u00a0nell&#8217;ultimo decennio, in particolare la legge urbanistica che privilegia la riqualificazione del costruito e la concentrazione dei nuovi insediamenti esclusivamente nei poli di carattere sovracomunale e provinciale, stanno dando importanti risultati.\u00a0Quanto alla montagna, l\u2019abbandono\u00a0\u00a0dell&#8217;agricoltura \u00e8 purtroppo un fenomeno generale, generato da molteplici cause tra le quali la pi\u00f9 rilevante e&#8217; sicuramente la bassissima redditivit\u00e0 di quella agricoltura. In Emilia-Romagna abbiamo in atto un ampio programma di iniziative per il rilancio e la riqualificazione delle produzioni agricole tipiche\u00a0 della montagna in stretta sinergia con l&#8217;offerta turistica ed ambientale, cui destiniamo oltre il 35% del miliardo e settanta milioni di euro del Programma regionale di sviluppo rurale.\u201d<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Non \u00e8 facile avere dati attendibili e confrontabili sul consumo di suolo in Italia<\/strong>, perch\u00e9 le banche dati sono eterogenee e poco aggiornate e perch\u00e9 la pressione sul territorio \u00e8 ampliata spesso da carenze di pianificazione e dall\u2019abusivismo edilizio.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Osservatorio Nazionale sul Consumo di Suolo<\/strong> (ONCS), promosso dal DIAP del Politecnico di Milano, dall\u2019INU e da Legambiente, ha calcolato, nel suo rapporto del 2009, il consumo di suolo in Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte. Secondo la medesima fonte &#8211; che utilizziamo per omogeneit\u00e0 dei dati \u2013 <strong>in Emilia-Romagna il territorio consumato tra il 1976 e il 2003 \u00e8 stato di 80.964 ettari, circa 14 volte la citt\u00e0 di Bologna<\/strong>, dato che corrisponde a 8,2 ettari al giorno, circa 12 volte Piazza Maggiore. In provincia di Bologna, nello stesso periodo, il territorio consumato \u00e8 stato di 15.619 ettari, circa 2,6 volte la citt\u00e0 di Bologna, il che corrisponde a 1,6 ettari al giorno, circa 2,3 volte Piazza Maggiore.<\/p>\n<p>Cifre aride e desolanti che in ogni caso motivano la proposta di azzerare entro il 2050 l&#8217;occupazione di suolo non costruito, agricolo, (nel territorio nazionale ma anche regionale) passando per uno stadio intermedio di meno di un quarto dei consumi attuali entro il 2030.<\/p>\n<p><strong>La Germania ha stabilito la soglia di 30 ettari al giorno<\/strong>, pari a un quarto della tendenza in atto nel 2000 (129 ettari al giorno), alla quale limitare il consumo di suolo non urbanizzato entro il 2020, per poi giungere alla crescita zero entro l\u2019anno 2050, quando ogni trasformazione di suolo da rurale o naturale a urbanizzato dovrebbe essere compensata dalla contemporanea naturalizzazione di suolo urbanizzato. Sono principi contenuti nella Strategia per lo sviluppo sostenibile del 2004, nel Codice per l\u2019edilizia e nella nuova legge sulla pianificazione territoriale del 2008, oltre che in accordi promossi con i <em>lander<\/em> e gli enti locali.<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<h3>Considerato che la superficie della Germania \u00e8 pi\u00f9 grande di quella dell\u2019Italia, e che oltre il 50% del nostro Paese \u00e8 montano, le tendenze italiane del 2011, se confrontate con quelle tedesche del 2000, risultano estremamente preoccupanti e rendono indispensabile un intervento immediato attraverso una politica nazionale di contenimento del consumo di suolo.<\/h3>\n<p><strong>Come avviene in sede europea, il contenimento del consumo di suolo e il contrasto della dispersione insediativa devono diventare obiettivi prioritari delle politiche territoriali a tutti i livelli<\/strong>, in stretta connessione con il perseguimento di una migliore qualit\u00e0 del paesaggio e la tutela delle risorse naturali . L&#8217;utilizzo di suolo a fini insediativi e infrastrutturali deve essere consentito esclusivamente qualora non sussistano alternative di riuso e riqualificazione degli insediamenti esistenti, come gi\u00e0 indicano leggi regionali approvate o in via di approvazione.<\/p>\n<p><strong>La Regione Emilia-Romagna<\/strong>, in applicazione alle proprie leggi e alla luce degli indirizzi contenuti nel PTR, dovrebbe promuovere e anticipare il processo nazionale attraverso un \u201cPatto per il risparmio delle aree&#8221;, concordato tra regione, province, comuni e associazioni, come ad esempio \u00e8 stato fatto qualche anno fa in alcuni lander tedeschi come la Baviera. Se si mantiene la proporzione con quello nazionale, l\u2019obiettivo regionale potrebbe essere di 2 ettari al giorno e quello della provincia di Bologna, ad esempio, di 0,4 ettari al giorno entro il 2030.<\/p>\n<p><strong>Il Patto deve prevedere impegni precisi e condividere obiettivi concreti e monitorabili<\/strong>, da assumere attraverso lo strumento delle intese istituzionali e da declinare nei differenti strumenti di pianificazione.<\/p>\n<p>Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Bologna, approvato nel 2004, ha indicato come obiettivi prioritari la riduzione della dispersione insediativa e del consumo di suolo. Ma, bench\u00e9 da quel momento le nuove edificazioni siano state in larga misura ricondotte agli obiettivi di localizzazione compatta, <strong>il tema del consumo di suolo rimane ancora un problema aperto, anche per la sovrapposizione tra le nuove previsioni dei PSC e la conferma dei residui dei vecchi PRG. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Si potrebbero assumere da subito impegni quantitativi per il contenimento del consumo di suolo da qui al 2030<\/strong>, ponendo le basi concrete per la sua attuazione nella strumentazione urbanistica comunale. In tal senso le attuali previsioni di sviluppo edilizio su suolo non urbanizzato nella provincia di Bologna risultano decisamente sovradimensionate (cfr. le relazioni al seminario di Laboratorio Urbano del 19 novembre 2010, sul sito <a href=\"http:\/\/www.laboratoriourbano.info\" target=\"_blank\">www.laboratoriourbano.info<\/a>). Esse andranno perci\u00f2 valutate e riviste alla luce dei nuovi limiti fissati, degli obiettivi condivisi e dei nuovi impegni assunti in sede di Conferenza metropolitana, adottando regole identiche per tutti i comuni, affinch\u00e9 si possa andare oltre le generiche affermazioni di principio e si stabilisca concretamente come subordinare il consumo di suolo ad una valutazione di tutte le alternative possibili e come farlo rientrare entro criteri predefiniti di ambiti territoriali e di interessi collettivi da perseguire.<\/p>\n<h3><strong>La politica di contenimento del consumo di suolo a tutti i livelli dovr\u00e0 orientare in maniera decisa la trasformazione delle citt\u00e0 e del territorio urbanizzato verso la riqualificazione urbana, anche a fini energetici ed ambientali. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il recupero e la sostituzione edilizia, innanzitutto per l\u2019efficienza energetica e la diffusione capillare delle fonti rinnovabili<\/strong>, \u00e8 una grande occasione di rigenerazione per i tessuti urbani e di contenimento dei consumi, in tal senso deve diventare una priorit\u00e0 anche per il Piano energetico regionale (e nazionale, se ci fosse) e un\u2019occasione per il settore dell\u2019edilizia, uno dei pi\u00f9 colpiti dalla crisi economica, che ha una significativa presenza a Bologna e nella regione.<\/p>\n<p>Il contributo del settore edilizio tradizionale alla ricchezza materiale complessiva (PIL) nei sistemi economici forti \u00e8 molto ridotto. In Italia, il settore delle costruzioni ha avuto, in termini di contributo al PIL, un peso decrescente tra il 9% della fine anni &#8217;70 e il 6% dell&#8217;anno 2006 (fonte: ISTAT, 2007). <strong>Solo una riconversione del settore verso tecnologie innovative per la riqualificazione urbana pu\u00f2 offrire nuove opportunit\u00e0 di sviluppo economico e occupazionale legate alle prospettive della green economy.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Gabriele Bollini pubblicato su Terra, quotidiano ecologista, del 5 gennaio 2012 Alcuni giorni dopo la pubblicazione del mio articolo \u201cSe\u00a0la Regione\u00a0cede al cemento\u201d [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":1482,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,11],"tags":[152,153,121],"class_list":["post-1473","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-emilia_romagna","tag-pianificazione-territoriale","tag-politiche-pubbliche","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1473","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1473"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1473\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}