{"id":14770,"date":"2021-10-21T18:13:40","date_gmt":"2021-10-21T16:13:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14770"},"modified":"2021-10-21T18:14:33","modified_gmt":"2021-10-21T16:14:33","slug":"piantare-mille-miliardi-di-alberi-si-puo-fare-e-sarebbe-risolutivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/10\/piantare-mille-miliardi-di-alberi-si-puo-fare-e-sarebbe-risolutivo\/","title":{"rendered":"Piantare mille miliardi di alberi: si pu\u00f2 fare? E sarebbe risolutivo?"},"content":{"rendered":"\n<p>La dichiarazione del neurobiologo vegetale Stefano Mancuso ha riaperto il dibattito sulle potenzialit\u00e0 della riforestazione. Piantumare fa bene a noi e al Pianeta, ma l\u2019obiettivo dei mille miliardi potrebbe essere irraggiungibile. Non bisogna per\u00f2 ricadere nel \u201cbenaltrismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>di Flavio Natale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa soluzione immediata per ridurre il riscaldamento globale? Piantare mille miliardi di alberi\u201d. <strong>Stefano Mancuso<\/strong>, neurobiologo vegetale presso l\u2019Universit\u00e0 di Firenze, in un\u2019intervista rilasciata ad <em>Avvenire<\/em>, ha proposto <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/ansa2030\/notizie\/green_blue\/2020\/09\/09\/ambiente-mancusoitalia-dovrebbe-piantare-2-miliardi-alberi_e59f6633-fd5d-412d-87b8-e3ce810dac3f.html\">nuovamente<\/a> la sua idea per ridurre la concentrazione di CO2 nell\u2019atmosfera: una riforestazione intensiva per la cattura del carbonio, che rientra tra le cosiddette <a href=\"https:\/\/futuranetwork.eu\/focus\/533-2541\/ripartire-dalla-natura-unopzione-presente-per-adattarsi-al-clima-futuro-\">Nature based solutions<\/a>, \u201csoluzioni basate sulla natura\u201d per combattere il surriscaldamento globale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAvete fatto l&#8217;azione pi\u00f9 intelligente ed efficiente per combattere il riscaldamento globale\u201d, ha detto Mancuso alla <a href=\"https:\/\/festivalsvilupposostenibile.it\/2021\/cal\/767\/coop-youth-experience#.YW12MhpBxEY\">Coop Youth Experience<\/a>, l\u2019evento tenuto dal 27 al 29 settembre a Milano per piantare i primi mille alberi dei diecimila (in dieci citt\u00e0 italiane) previsti dall\u2019iniziativa. \u201cDiecimila piante non basteranno, ma \u00e8 un inizio, e attraverso questo tipo di operazioni si potrebbe davvero cambiare il mondo e il nostro futuro. <strong>Le piante sono il motore della vita<\/strong>: senza di loro il Pianeta diventerebbe in breve tempo una roccia sterile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea del neurobiologo affonda le radici in uno <a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/full\/10.1126\/science.aax0848\">studio<\/a> pubblicato su <em>Science<\/em> nel 2019, dove il team di ricerca del Crowther Lab dimostr\u00f2 l\u2019enorme potenziale di un sequestro di carbonio operato a partire dalle piante. L\u2019analisi illustrava che \u201cpiantare mille miliardi di alberi\u201d avrebbe, almeno in parte, risolto la crisi climatica. Da questo lavoro \u00e8 nata l\u2019iniziativa <a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/agenda\/2020\/01\/one-trillion-trees-world-economic-forum-launches-plan-to-help-nature-and-the-climate\/\">One trillion trees<\/a> del World economic forum: una campagna internazionale che mira al ripristino e alla piantumazione di foreste, <strong>per arrivare a quota mille miliardi di nuovi alberi entro il 2050<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi parla poco delle conseguenze del taglio degli alberi e pi\u00f9 delle tecnologie\u201d, ha sottolineato ancora Mancuso. \u201cNegli ultimi due secoli abbiamo tagliato duemila miliardi di alberi, e la conseguenza di tutto questo \u00e8 anche la causa del riscaldamento globale\u201d. Il neurobiologo ha aggiunto che, tagliando gli alberi, non si influisce solamente sul computo di CO2, ma anche sul <strong>decremento delle specie che vivono intorno agli alberi stessi<\/strong>. \u201cLa riduzione della biodiversit\u00e0 \u00e8 un eufemismo. Sappiamo che nel 2070 non ci saranno pi\u00f9 pesci al di fuori di quelli allevati: questo \u00e8 lo stato della biodiversit\u00e0 del nostro Pianeta\u201d. Secondo uno studio dell\u2019universit\u00e0 di Cambridge citato dallo stesso Mancuso, infatti, l\u201980% degli animali che vivono sulla Terra \u00e8 bestiame da allevamento, mentre 1&#8217;85% degli uccelli \u00e8 pollame per uso alimentare. \u201cBisogna applicare una vera e propria <em>conversione biologica<\/em>\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il <em>Time<\/em> ha dedicato un <a href=\"https:\/\/time.com\/6093342\/1-trillion-trees-climate-change\/\">lungo approfondimento<\/a> al tema, identificando la riforestazione, tra le tante misure da prendere, come una \u201cpotente soluzione climatica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGli alberi sono i depuratori d&#8217;aria del nostro Pianeta: il \u2018dispositivo\u2019 pi\u00f9 efficace che abbiamo per estrarre il carbonio dall&#8217;atmosfera. Negli Stati Uniti, ad esempio, le foreste catturano e immagazzinano quasi <a href=\"https:\/\/www.epa.gov\/sites\/default\/files\/2021-04\/documents\/us-ghg-inventory-2021-chapter-6-land-use-land-use-change-and-forestry.pdf\">il 15% delle emissioni annuali di anidride carbonica<\/a>, equivalente alle emissioni di <a href=\"https:\/\/www.epa.gov\/energy\/greenhouse-gas-equivalencies-calculator\">163 milioni di automobili all\u2019anno<\/a>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, per\u00f2, la perdita di alberi \u00e8 ancora altissima: \u201c<strong>Ogni sei secondi, il nostro Pianeta perde un campo da calcio di foresta pluviale a causa della deforestazione<\/strong>\u201d, si legge sul <em>Time<\/em>. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il settimanale ha perci\u00f2 rimarcato l\u2019efficacia di iniziative come <a href=\"https:\/\/www.1t.org\/\">1t.org<\/a>, organizzazione nata per favorire il raggiungimento dell\u2019obiettivo \u201cmille miliardi di alberi\u201d entro il 2050. \u201cNel suo <a href=\"https:\/\/us.1t.org\/\">anno inaugurale<\/a>, la sezione statunitense di 1t.org ha ottenuto impegni da oltre 70 citt\u00e0 e Stati americani, oltre ad aziende e Ong, per conservare, ripristinare e far crescere oltre 50 miliardi di alberi negli Stati Uniti e all&#8217;estero entro il 2030\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa <em>conversione<\/em> \u00e8 veramente possibile?<\/p>\n\n\n\n<p>Delle controindicazioni ha parlato Matteo Grittani in un lungo focus pubblicato a puntate su <a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/ambiente\/politiche-ambientali\/mille-miliardi-di-alberi-salvare-pianeta-funzionera\/\"><em>Rinnovabili.it<\/em><\/a>. \u201cUna premessa, semplice ma fondamentale: qualsiasi albero piantato dove prima non c\u2019era, \u00e8 un bene; anche solo un piccolo arbusto in pi\u00f9 deve farci piacere\u201d, ha sottolineato Grittani. \u201cLa riforestazione, secondo la letteratura scientifica pi\u00f9 aggiornata, sar\u00e0 senz\u2019altro un\u2019attrice di primo piano della sfida che attende l\u2019umanit\u00e0, se vorr\u00e0 davvero dare seguito agli impegni dell\u2019Accordo di Parigi del 2015. <strong>Il punto \u00e8 che con ogni probabilit\u00e0 non ne sar\u00e0 la protagonista assoluta<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 da questo snodo centrale che parte la disamina delle implicazioni che potrebbe generare l\u2019iniziativa di \u201cpiantare mille miliardi di alberi\u201d, pubblicata su <em>Rinnovabili.it<\/em>. Grittani fa notare, prima di tutto, il rischio che \u201cla sola idea di piantare alberi porti l\u2019opinione pubblica a pensare che basti ci\u00f2 per risolvere la crisi climatica e che tutte le trasformazioni epocali che dovremmo imporre alle nostre esistenze per renderle pi\u00f9 sostenibili non siano pi\u00f9 necessarie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, Grittani stima che, al conto dei <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/nature14967\">tremila miliardi di alberi presenti sul Pianeta a oggi<\/a> e dell\u2019<strong>altissimo livello di deforestazione <\/strong>(15,3 miliardi all\u2019anno), sarebbe pi\u00f9 utile concentrarsi su come frenare quest\u2019ultima, piuttosto che pensare come riforestare i terreni incolti. Grittani ha evidenziato che non tutti gli alberi sono uguali: quelli pi\u00f9 maturi, al contrario di quelli che vengono piantumati nel breve periodo, sono \u201cnel pieno dell\u2019efficienza di sequestro del carbonio\u201d. Nelle foreste \u201cmature\u201d, infatti, non avviene solo la trasformazione dell\u2019anidride carbonica in glucosio (per sostenere la pianta), ma anche quel fenomeno noto come <strong>sequestro biologico del carbonio (Bccs)<\/strong>. Le foreste pi\u00f9 strutturate, infatti, sono connesse tramite un \u201cvero e proprio network fungino, una rete di miceli dominata da una delle proteine pi\u00f9 importanti della biosfera: la glomalina\u201d. Nell\u2019arco di 150 anni, grazie alla glomalina e a questa rete di funghi e batteri, le piante possono immagazzinare tonnellate di CO2, che si decompongono aerobicamente (in presenza di ossigeno), andando a nutrire le piante pi\u00f9 piccole. \u201cInsomma, <strong>servono un migliaio di miliardi di piante, ma non tutte le piante sono uguali ed egualmente efficaci ad assorbire anidride carbonica<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Alberi-1000-miliardi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14771\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Alberi-1000-miliardi.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Alberi-1000-miliardi-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E il problema della deforestazione \u00e8, in effetti, enorme: anche a livello nazionale ed europeo. Lo richiama il <a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/ambiente\/politiche-ambientali\/deforestazione-italia-europa\/\">rapporto<\/a> del Wwf, \u201cStepping Up. The continuing impact of Eu consumption on nature worldwide\u201d, documento che attesta l\u2019influenza della deforestazione dei singoli Stati europei. \u201c<strong>Ogni anno spariscono quasi 36mila ettari di foresta per soddisfare i consumi degli italiani<\/strong>\u201d. Questa deforestazione, per\u00f2, non avviene sul nostro suolo nazionale \u2013 dove la superficie forestale \u00e8 anzi aumentata del 25%: \u201c\u00c8 ai paesi di origine di alcune merci come soia, caff\u00e8, cacao, carne che bisogna guardare per trovare il disboscamento. Roma \u00e8 tra le peggiori d\u2019Europa in questa classifica. Seconda solo alla Germania, che di ettari di foresta ne taglia pi\u00f9 di 43mila l\u2019anno, tallonata dalla Spagna a quota 33mila\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Vero \u00e8 che la performance europea \u00e8 migliorata, arrivando a -40% tra 2005 e 2017. Ci\u00f2, per\u00f2, non basta, dal momento che <strong>l\u2019Ue risulta responsabile del 16% della deforestazione globale<\/strong>, preceduta solo dalla Cina (24%) e seguita da Stati Uniti (7%), Giappone (5%) e India (9%).<\/p>\n\n\n\n<p>A complicare la situazione c\u2019\u00e8 il fatto che, secondo quanto riportato dal sito One trillion trees, gli alberi piantati a oggi sono solamente 63 milioni (a fronte dei gi\u00e0 citati 15,3 miliardi abbattuti annualmente). \u201cSupponendo anche che ne piantassimo 100 milioni a settimana\u201d, dichiara Grittani, \u201cper arrivare a mille miliardi ci vorrebbero poco pi\u00f9 di 192 anni. La grande sfida imposta dalla crisi climatica non pu\u00f2 attendere tanto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli effetti della riforestazione sarebbero, inoltre, non risolutori: secondo il gi\u00e0 citato studio pubblicato su <em>Nature<\/em>, piantare mille miliardi di alberi ridurrebbe \u201c<strong>l\u2019anidride carbonica in atmosfera del 25% e annullerebbe circa 20 anni di emissioni antropiche liberate con i ritmi attuali<\/strong>. [\u2026] Si tratterebbe di circa la met\u00e0 di tutti i gas serra emessi dall\u2019essere umano dal 1960. Sembra un buon risultato e per certi versi lo \u00e8 senza dubbio, ma bisogna ricordare che l\u2019uomo ha prodotto in circa 300 anni circa quattromila miliardi di tonnellate di CO2 in eccesso\u2019\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi?<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la domanda che pu\u00f2 capitare di porsi leggendo critiche (anche comprensibili) come quelle sopracitate. Nelle tematiche ambientali (e in quelle che toccano, pi\u00f9 genericamente, lo sviluppo sostenibile) si tende ad andare spesso a caccia della soluzione definitiva, il Santo Graal in grado di abbassare il termometro del nostro Pianeta. Alternative non risolutorie (come lo sono tutte quelle proposte dall\u2019umanit\u00e0 fino a oggi) vengono prima o poi passate per le armi, e tendono a non sopravvivere. \u00c8 quello che <strong>Enrico Giovannini<\/strong>, ministro delle Infrastrutture e della mobilit\u00e0 sostenibili, <a href=\"https:\/\/festivalsvilupposostenibile.it\/2021\/notizie\/1081-4464\/goal-1-10-esperienze-territoriali-significative-ma-manca-una-visione-di-sistema-\">ha recentemente definito<\/a> come il problema del <strong><em>benaltrismo<\/em><\/strong>: \u201cOgni volta che c\u2019\u00e8 una bella esperienza, diciamo che ci vorrebbe ben altro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che il cambiamento climatico, e pi\u00f9 in generale lo sviluppo sostenibile, <strong>affronta problemi multipli che richiedono soluzioni multiple<\/strong> <strong>e non escludenti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il sopracitato articolo del <em>Time<\/em>, \u201cNon esiste un\u2019unica soluzione a una crisi cos\u00ec ampia. Le nazioni devono adempiere agli impegni assunti nell&#8217;ambito dell&#8217;Accordo di Parigi. Le industrie devono decarbonizzare e le aziende, in particolare le \u201cFortune 1000\u201d (le mille pi\u00f9 grandi imprese statunitensi secondo <em>Fortune<\/em>, ndr), devono raggiungere emissioni nette pari a zero. Nella nostra vita, dobbiamo cambiare le abitudini e i modelli di consumo. Nessuna di queste soluzioni climatiche si escludono a vicenda\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quindi dalla molteplicit\u00e0 di soluzioni che si deve partire. Tra queste, molte sono gi\u00e0 in atto, anche nel campo della riforestazione: progetti come \u201c<a href=\"https:\/\/ambiente.regione.emilia-romagna.it\/it\/radiciperilfuturoer?fbclid=IwAR0Sgc5QutLCZsxSvZLQ0384SQq2oXP3TjtyXJgUz99Xne-LtQg9YQq4vh4\">Mettiamo radici per il futuro<\/a>\u201d, che in Emilia-Romagna ha visto crescere dal 1\u00b0 ottobre 2020 al 15 aprile 2021 587mila nuovi alberi in aree pubbliche e private. Oppure, tanto per citarne una buona pratica proveniente dall\u2019estero, il progetto del <a href=\"https:\/\/www.mpi.govt.nz\/forestry\/funding-tree-planting-research\/one-billion-trees-programme\/about-the-one-billion-trees-programme\/\">governo neozelandese<\/a> di piantare un miliardo di alberi entro il 2028.<\/p>\n\n\n\n<p>Per dirla con Mancuso, dunque: \u201cCambiare il proprio stile di vita in maniera sostenibile non \u00e8 semplice. Il consiglio che posso darvi \u00e8 quello di piantare quello che vi pare dove vi pare: \u00e8 una piccola goccia ma va nel senso del giusto e del bene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tratto da: <a href=\"https:\/\/futuranetwork.eu\/focus\/533-2849\/piantare-mille-miliardi-di-alberi-si-puo-fare-e-sarebbe-risolutivo\">https:\/\/futuranetwork.eu\/focus\/533-2849\/piantare-mille-miliardi-di-alberi-si-puo-fare-e-sarebbe-risolutivo<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dichiarazione del neurobiologo vegetale Stefano Mancuso ha riaperto il dibattito sulle potenzialit\u00e0 della riforestazione. Piantumare fa bene a noi e al Pianeta, ma l\u2019obiettivo [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14771,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1374,42],"tags":[520,2505,3452],"class_list":["post-14770","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-citta-e-verde-urbano","category-parchi-e-aree-protette","tag-alberi","tag-riforestazione","tag-stefano-mancuso"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14770"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14770\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}