{"id":14785,"date":"2021-10-24T22:16:59","date_gmt":"2021-10-24T20:16:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14785"},"modified":"2021-10-24T22:18:08","modified_gmt":"2021-10-24T20:18:08","slug":"lassalto-alle-dolomiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/10\/lassalto-alle-dolomiti\/","title":{"rendered":"L\u2019assalto alle Dolomiti"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Cacciari.<\/p>\n\n\n\n<p>La punta dell\u2019iceberg della devastazione ambientale iniziata con i campionati del mondo di sci dello scorso inverno a Cortina, e che si concluder\u00e0 con le Olimpiadi del 2026, \u00e8 la nuova pista di bob che si vuole costruire ai piedi del massiccio de Le Tofane. Per dimostrarlo i comitati e le associazioni ambientaliste del Cadore hanno promosso, domenica 24 ottobre, <strong>una passeggiata <\/strong>che dal centro della \u201cPerla delle Dolomiti\u201d ha risalito il vecchio impianto in disuso e le nuove piste da sci (ben sei, tra vecchie e nuove) che graffiano le pendici delle tre cime de Le Tofane e deturpano indelebilmente il paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Assalto-Dolomiti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14786\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Assalto-Dolomiti.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Assalto-Dolomiti-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019invito \u00e8 stato raccolto da <strong>una vera folla<\/strong> di attivisti (trecento secondo la polizia, molte di pi\u00f9 secondo i miei calcoli) di decine di associazioni tra cui: Mountain Wilderness,\u00a0Cai, Wwf,\u00a0Ecoistituto Alex Langer,\u00a0Italia Nostra, Legambiente e molti altri comitati locali del Veneto. La manifestazione \u00e8 stata aperta dalle lettura di messaggi di solidariet\u00e0 di scrittrici e scrittori del gruppo italiano <strong>scrittori di montagna<\/strong>, tra cui Paolo Rumiz che ha lanciato una \u201cinvettiva contro il degrado della montagna\u201d. Luigi Casanova, tra gli organizzatori, ha ricordato che nel <em>master plan<\/em> che il presidente del consiglio Draghi, con procedure speciali, semplificate, si appresta ad approvare, assieme a una infinita serie di nuovi impianti, \u201ccaroselli\u201d sciistici, villaggi olimpici, infrastrutture viarie e seguito di nuovi alberghi, c\u2019\u00e8 anche <strong>una nuova pista di bob<\/strong> che dovrebbe sostituire quella attuale, da anni in abbandono. Il progetto non \u00e8 ancora stato presentato. Si tratta di una serpentina di cemento armato lunga un chilometro e mezzo con alti muraglioni, tribune, illuminazioni e impianti di refrigerazione artificiale. \u00c8 noto che un impianto analogo costruito per le olimpiadi di Torino del 2006 a Cesana \u00e8 costato 110 milioni di euro ed \u00e8 stato chiuso poco dopo per mancanza di utenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bob \u00e8 una disciplina che in tutta Italia conta 14 (quattordici) tesserati! Ma l\u2019intrepido governatore veneto Zaia ha gi\u00e0 iscritto nella proposta di bilancio regionale 60 milioni (pi\u00f9 di quanto la Regione sta spendendo per fra fronte al dissesto idrogeologico, la difesa della residenza e dell\u2019economia di montagna) a integrazione dei 1.300 che il governo ha promesso per le Olimpiadi \u2013 che dovevano essere a \u201ccosto zero\u201d per le finanze pubbliche. Ma <strong>la pista del bob \u00e8 solo l\u2019emblema dell\u2019inutile e devastante spreco<\/strong>. Si pensi che per realizzare le nuove piste dei campionati del mondo <strong>sono stati disboscati settanta ettari, equivalenti al taglio di 100 mila piante. Per farci cosa? Ad esempio, per innevare una nuova pista sulle Tofane, sono stati installati 45 cannoni spara-neve ad alta pressione, con due motori elettrici, con una potenza complessiva di 40 kilowatt ciascuno che prendono l\u2019acqua a valle dal fiume Boite<\/strong>. L\u2019acqua viene pompata in un lago artificiale, poi viene refrigerata in due torri di refrigerazione, da novembre a Pasqua, ogni notte. La neve artificiale, quindi, viene spalmata, compressa e fresata dai battipista. Quel tanto che basta a rendere felici ignari sciatori ben paganti e a desertificare il terreno vegetale sottostante per il resto della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ministro Roberto Cingolani, scienziato com\u2019\u00e8, dovrebbe spiegare al suo presidente del Consiglio che un ettaro di superficie agricola ha la capacit\u00e0 di stoccare al suolo<strong> 100 tonnellate di carbonio<\/strong> (360 tonnellate di CO2). Meno comprensibile \u00e8 che la Fondazione dell\u2019Unesco Dolomiti monumento del mondo non sollevi un dito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/comune-info.net\/lassalto-alle-dolomiti\/\">https:\/\/comune-info.net\/lassalto-alle-dolomiti\/<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Cacciari. 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