{"id":14938,"date":"2021-11-27T12:09:18","date_gmt":"2021-11-27T11:09:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14938"},"modified":"2021-11-27T12:09:23","modified_gmt":"2021-11-27T11:09:23","slug":"frontiere-di-un-nuovo-umanesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/11\/frontiere-di-un-nuovo-umanesimo\/","title":{"rendered":"Frontiere di un nuovo umanesimo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Franco Arminio, poeta e paesologo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I paesi sono una grande risorsa dell\u2019Italia, \u00e8 una grande fortuna che non li abbiamo ancora perduti, come \u00e8 accaduto in molte nazioni. Altre nazioni hanno villaggi o frammenti urbani che somigliano pi\u00f9 a semplici aggregati abitativi e non a piccoli mondi, ognuno diverso dall\u2019altro, come sono i nostri paesi. <strong>Forse \u00e8 arrivato il momento di pensare i paesi non come semplice retrovia <\/strong>anginosa, dove arriva poco sangue e dove ne arriver\u00e0 sempre meno. Bisogna pensarli come frontiere di un nuovo umanesimo, luoghi dove sperimentare modi per sfuggire all\u2019apocalisse della noia e dell\u2019infelicit\u00e0 che sta conquistando il mondo. Il paradosso \u00e8 che bisogna farlo proprio partendo da posti in cui i noiosi e gli infelici spesso dominano la scena. Si parla tanto di cambiamento, ma spesso \u00e8 la parola usata da chi non sa o non vuole cambiare niente. Il vero cambiamento \u00e8 di chi sa aprirsi all\u2019impensato, di chi sa salire sul cavallo inquieto dell\u2019immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bisogna avere il coraggio di apparire deliranti <\/strong>se davvero si vuole licenziare la sfiducia, riaccendere un poco di entusiasmo nella vita associata. Quello che segue \u00e8 un prontuario assai facoltativo di suggestioni che non sostituiscono i progetti concepiti negli ultimi anni contro l\u2019anoressia demografica. <strong>Quando uno zoppica \u00e8 inutile pensare di farlo camminare in maniera normale, meglio pensare a farlo volare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-list\"><li><strong>Ufficio dell\u2019arcaico<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Un luogo in cui ci si reca per sapere cose strettamente inattuali e inutili. Bisogna che da qualche parte si rompa il conformismo di allinearsi sul presente. Allora in quest\u2019ufficio puoi trovare il vecchio berretto di una guardia comunale o la vecchia sedia del barbiere, puoi trovare una lettera di un emigrato in America. Non pensate ai soliti musei della civilt\u00e0 contadina. Non \u00e8 un\u2019esposizione, \u00e8 proprio un ufficio dell\u2019arcaico. Qui ti puoi curare una malattia della pelle come si faceva cento anni fa. Puoi imparare a fare un cesto, un centrino, puoi comprarti una sciarpa fatta con lana antica, puoi chiedere notizie di persone morte senza aver fatto nella vita nulla di memorabile. L\u2019ufficio dell\u2019arcaico mette insieme archeologia e etnografia, si occupa di preservare le parti del paese meno manomesse, \u00e8 l\u2019ufficio che tutela i luoghi e i paesaggi inoperosi.<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"2\" class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-list\"><li><strong>Casa della gioia<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Una piccola casa al centro del paese. La funzione \u00e8 diffondere buone notizie in luoghi in cui in genere circolano solo cattive notizie. Si prende un giovane attore pieno di entusiasmo e gli si affida questa funzione di accendere un focolaio di buon umore. Nella casa dell\u2019allegria si porta una crostata, si festeggiano compleanni fuori dal cerchio ristretto dei propri familiari. Si ospitano persone a cui sono accadute cose belle, uno che \u00e8 guarito da un tumore, uno che ha aperto un negozio che sta andando assai bene. Si canta e si suona, si raccontano storie mirabili. \u00c8 la casa per combattere la sfiducia, il vittimismo, \u00e8 un modo per farla finita con gli scoraggiatori militanti.<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"3\" class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-list\"><li><strong>La guardia medica della poesia<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Apre una volta la settimana. Ogni settimana un poeta diverso. Il poeta sta nella sua stanza e legge i suoi versi o racconta qualcosa a chi va a trovarlo. Ovviamente il poeta fa anche visite domiciliari. Va a trovare un malato, passa un poco di tempo con lui. Oppure va a trovare uno scapolo che vive da solo o un anziano che ha voglia di compagnia. Nei momenti liberi il poeta sta per i fatti suoi. Scrive o guarda il paese, lo usa come una cura per i suoi nervi.<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"4\" class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-list\"><li><strong>Musei senza custodi e senza biglietto<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Gestire un museo in un paese in genere \u00e8 molto difficile. Non ci sono abbastanza entrate per mantenere il personale. Ma si possono aprire dei musei che non hanno bisogno di personale e a cui si pu\u00f2 accedere gratuitamente. Si possono fare un museo dell\u2019aria in un luogo in cui l\u2019aria \u00e8 particolarmente salubre o un museo del buio in luoghi dove non ci sono inquinamenti luminosi o un museo del silenzio in luoghi particolarmente silenziosi.<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"5\" class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-list\"><li><strong>La stanza del lutto<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Adesso anche nei paesi dopo il giorno dei funerali dei morti non parla pi\u00f9 nessuno. Si pu\u00f2 creare una casa dove si incontrano persone che hanno avuto lutti pi\u00f9 o meno gravi. La stanza \u00e8 aperta anche a persone provenienti da altri luoghi. La casa diventa un luogo per federare le ferite, un luogo dove custodire lo spirito comunitario in attesa di tempi migliori.<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"6\" class=\"has-primary-color has-text-color wp-block-list\"><li><strong>La casa dei maestri<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Si tratta di riconoscere i maestri e portarli vicino ai cittadini e ai turisti. Si fa una mappa dei maestri, anonimi o famosi, poco importa. \u00c8 bello avere un maestro in paese per tutto l\u2019anno. Pu\u00f2 stare un giorno o un mese, o una settimana, residenze variabili. E pu\u00f2 essere un maestro che parla in piazza o al teatro, un maestro invitato ogni giorno a pranzo in una famiglia diversa del paese. Le case diventano luoghi aperti. Il poeta che arriva in paese magari va a prendere il caff\u00e8 da una coppia di pensionati e poi passa per il bar. Il paese si salva da dentro e da fuori. Ci vuole chi porta freschezza e saperi, saperi antichi e nuovi. Ci vuole un baratto coi generosi: il paese accoglie chi sa raccontargli qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/comunivirtuosi.org\/frontiere-di-un-nuovo-umanesimo\/\">https:\/\/comunivirtuosi.org\/frontiere-di-un-nuovo-umanesimo\/<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Arminio, poeta e paesologo. 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