{"id":15079,"date":"2022-01-17T12:19:42","date_gmt":"2022-01-17T11:19:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15079"},"modified":"2022-01-17T12:19:49","modified_gmt":"2022-01-17T11:19:49","slug":"che-il-superbonus-facciate-non-danneggi-il-palazzo-ina-di-piero-bottoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/01\/che-il-superbonus-facciate-non-danneggi-il-palazzo-ina-di-piero-bottoni\/","title":{"rendered":"Che il superbonus facciate non danneggi il palazzo INA di Piero Bottoni"},"content":{"rendered":"\n<p>La Scuola di Architettura, Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni e della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del <strong>Politecnico di Milano<\/strong> ha inviato questo appello preoccupati che i Bonus per la riqualificazione edilizia possano \u201c<em>portare ad un intervento di sostituzione del rivestimento e di modifiche consistenti di parti significative dell\u2019edificio, intervento che potrebbe danneggiare irreversibilmente una testimonianza cos\u00ec significativa dell\u2019architettura moderna nella citt\u00e0 di Milano<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>OGGETTO: Richiesta di tutela ai sensi dell\u2019articolo 10 comma 3 lettera d) del D.Lgs. 42\/2004 del \u201cPalazzo INA\u201d, situato in corso Sempione 33 a Milano, opera dell\u2019architetto Piero Bottoni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I firmatari del presente appello sono a chiedervi di porre con urgenza la massima attenzione al <strong>significato del Palazzo INA per il patrimonio culturale italiano<\/strong>, oggi studiato con grande interesse da molte istituzioni in Europa.<br>Le recenti semplificazioni amministrative legate al Bonus 110%, infatti, ci spingono a chiedere di <strong>tutelare con urgenza<\/strong> un\u2019opera maestra di Piero Bottoni, un bene importante per la storia della citt\u00e0 di Milano, per l\u2019interesse particolarmente importante che riveste l&#8217;edificio in riferimento alla cultura architettonica italiana del Novecento. L\u2019incentivo del Bonus 110%, infatti, potrebbe portare ad un intervento di sostituzione del rivestimento e di relativa coibentazione con cappotto in alcune parti, intervento che potrebbe danneggiare irreversibilmente una testimonianza cos\u00ec significativa della storia urbana e architettonica della citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi scriviamo dunque per chiedervi di avviare un procedimento di dichiarazione dell\u2019interesse culturale ai sensi dell\u2019articolo 10 comma 3 lettera d) e 13 del D.Lgs. 42\/2004 sull\u2019edificio conosciuto come \u201cPalazzo INA\u201d, opera progettata dall\u2019architetto Piero Bottoni e realizzata in corso Sempione tra il 1953 e il 1958.<\/p>\n\n\n\n<p>Il valore culturale unico di quest\u2019opera si esplicita nella complessit\u00e0 dei temi che affronta. <strong>La storia dell\u2019urbanistica e dell\u2019architettura moderna trova in questo edificio una sperimentazione eccezionale<\/strong>, dove il ruolo della costruzione in altezza diventa occasione concreta di una caratterizzazione del paesaggio urbano, memore della sperimentazione della Milano Verde razionalista.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande lama bianca, che si dispone perpendicolarmente al boulevard dell\u2019asse del Sempione, affronta uno dei grandi temi della progettazione urbana dei piani di ricostruzione del dopoguerra, ovvero <strong>il rapporto con l\u2019idea della strada<\/strong>, mediata tanto in questo progetto, come nel noto complesso di corso Buenos Aires, da un corpo pi\u00f9 basso. La citt\u00e0 moderna e la sua importante volumetria si confrontano dunque con l\u2019idea della citt\u00e0 storica, restituendo un esempio ancora studiato e riproposto. Questo rapporto aperto e fitto di relazioni con la citt\u00e0 si esplicita nella vita del portico distributivo al piano terra, capolavoro fino al dettaglio materico.<\/p>\n\n\n\n<p>La dimensione eccezionale e la scala urbana che impone il suo inserimento nella citt\u00e0 ne fanno un riferimento visivo protagonista per l\u2019intero contesto urbano e la funzione residenziale ne risolve il suo disegno architettonico con il ritmo della misura umana. Le due differenti soluzioni dei lunghi fronti principali raccontano una apertura verso il cuore della citt\u00e0 e un\u2019immagine pi\u00f9 turrita per chi arriva da fuori. Questi fronti <strong>sono l\u2019esito di una pi\u00f9 ampia ricerca sull\u2019abitare <\/strong>che si esplicita in una esemplare distribuzione che, nell\u2019alternare tipologie di dimensioni diverse, imprime al fronte quel movimento che caratterizza un\u2019immagine ormai imprescindibile nel paesaggio di questa parte della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il palazzo, oggi ancora perfettamente conservato, \u00e8 infatti diventato un landmark nello skyline della Milano contemporanea e nello stesso tempo si presenta come un <strong>elemento inconfondibile <\/strong>di quel tratto di corso Sempione, dall\u2019 alto valore monumentale, che vede in sequenza il Palazzo della RAI di Gio Ponti, il Palazzo INA, la casa Rustici di Pietro Lingeri e Giuseppe Terragni e il Palazzo Vespa della Piaggio di Luigi Vietti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Palazzo INA di Bottoni si configura dunque come <strong>uno degli edifici pi\u00f9 importanti della Milano degli anni Cinquanta<\/strong>, per quel carattere unico ed eccezionale che ha assunto nella storia e nell\u2019immagine collettiva della citt\u00e0; l\u2019ottimo stato di conservazione rende il manufatto una testimonianza fisica unica del contesto culturale di una stagione del Novecento in cui arti, architettura e urbanistica sposavano con efficacia un ruolo sociale nella formazione della citt\u00e0 che si concretizzava fin nei dettagli costruttivi e nella raffinatezza dei particolari materici.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore dell\u2019opera, Piero Bottoni (1903-1973), di formazione complessa (Brera e Politecnico), ha coltivato vasti interessi progettuali &#8211; architettura, urbanistica, restauro, allestimento, design e arredamento &#8211; in un intenso rapporto con le altre arti.<br>\u00c8 tra i protagonisti del Razionalismo italiano, come della sua revisione critica.<br>Dal 1929 al 1949 \u00e8 delegato italiano ai Congressi Internazionali di Architettura Moderna; dopo la guerra fa parte della direzione di &#8220;Metron&#8221; ed \u00e8 tra i fondatori del Movimento Studi Architettura. Dal 1949 al 1956 fa parte del comitato direttivo pag. 2 \/ 4di &#8220;Urbanistica&#8221;. Nel 1945-46 \u00e8 consultore nazionale della Camera dei deputati e dal 1956 al 1964 consigliere comunale a Milano. Dal 1967 \u00e8 professore ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano, fino alla scomparsa nel 1973.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 tra gli autori di due piani che hanno segnato la storia dell&#8217;urbanistica italiana: il Piano della Valle d&#8217;Aosta, promosso da Adriano Olivetti nel 1936, e il Piano A.R. (Architetti Riuniti) del 1944-45.<br>Nel dopoguerra, come Commissario Straordinario della Triennale, promuove e progetta il Quartiere sperimentale QT8.<br>Il Palazzo INA rappresenta un tassello fondamentale di questo percorso, e ne rappresenta una perfetta sineddoche: dall\u2019idea di citt\u00e0 alta, rivista nella nuova tradizione lecorbuseriana, attraverso la cultura dell\u2019abitare, fino al dettaglio dei mosaici di tesserine ceramiche, ogni parte del grande edificio urbano narra le tante storie di un <strong>pensiero raffinato<\/strong>, che trova nel movimento dei balconi e della facciate concavo-convesse il consolidarsi di una poetica personale che contrappone il candore delle lucide piastrelline in facciata alla vivacit\u00e0 dei rosa e dei blu del grande portico, dove si concentra la vita collettiva dell\u2019intero villaggio verticale.<br>Oltre alla sua fortuna critica, che lo vede pubblicato in molte prestigiose riviste dell\u2019epoca e come opera principale nei testi sull\u2019architettura moderna italiana e a Milano, \u00e8 oggetto di opere monografiche, come meglio esplicitato nella bibliografia allegata.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta inoltre di un edificio che troviamo pubblicato sia sul Portale Nazionale dell\u2019Architettura del Secondo Novecento del MiBACT come \u201copera di eccellenza\u201d (<a href=\"http:\/\/architetturecontemporanee.beniculturali.it\/\">architetturecontemporanee.beniculturali.it\/<\/a>), sia sul portale dei beni culturali di Regione Lombardia<br>(<a href=\"https:\/\/www.lombardiabeniculturali.it\/architetture900\/schede\/p4010-00193\/\">https:\/\/www.lombardiabeniculturali.it\/architetture900\/schede\/p4010-00193\/<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo dunque a chiedervi di valutare con la massima attenzione e urgenza <\/strong>il ruolo del Palazzo INA di Piero Bottoni in corso Sempione nel patrimonio culturale italiano, quale fondamentale testimonianza della cultura urbana e architettonica della citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Alleghiamo alla presente l\u2019elenco dei firmatari, la descrizione dell\u2019edificio, le fonti bibliografiche e alcuni documenti presenti nell\u2019Archivio Piero Bottoni (conservato presso il DAStU, Politecnico di Milano), cos\u00ec come la documentazione fotografica dell\u2019epoca della costruzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Promuovono l\u2019appello<\/strong> i docenti firmatari della Scuola di Architettura, Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano e della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aderiscono all\u2019appello<\/strong> docenti firmatari di altre Universit\u00e0, rappresentanti di Istituzioni nazionali e internazionali e protagonisti della Cultura Architettonica Internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Scuola di Architettura, Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni e della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Milano ha [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15080,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[15],"tags":[50,3529,3528],"class_list":["post-15079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lombardia","tag-milano","tag-palazzo-ina","tag-piero-bottoni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15079"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15079\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}