{"id":15081,"date":"2022-01-17T12:27:09","date_gmt":"2022-01-17T11:27:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15081"},"modified":"2022-01-17T12:27:15","modified_gmt":"2022-01-17T11:27:15","slug":"si-dice-razionalizzazione-ma-si-chiama-interconnector-preveggenza-no-semplicemente-consapevolezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/01\/si-dice-razionalizzazione-ma-si-chiama-interconnector-preveggenza-no-semplicemente-consapevolezza\/","title":{"rendered":"Si dice razionalizzazione, ma si chiama Interconnector. Preveggenza? No, semplicemente consapevolezza"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di Filippo Pirazzi e Sonia Vella, Comitato Salviamo il Paesaggio Valdossola.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Era dall\u2019estate-autunno 2019 che tenevamo costantemente sotto controllo il sito del ex Ministero dell\u2019Ambiente (MATTM) aspettando la <strong>definitiva conclusione con esito negativo <\/strong>della procedura di Valutazione Impatto Ambientale di Interconnector Svizzera-Italia 380 kV, preannunciata in pubblico dall\u2019allora Ministro del MISE On. Crippa a Pieve Vergonte, durante la campagna elettorale per le regionali.<br>La conferma di archiviazione definitiva dell\u2019opera, tanto controbattuta dal 10 maggio 2012 da Formazza a Milano, arriver\u00e0 solo verso la met\u00e0 di dicembre 2021, nemmeno un mese fa.<br>In realt\u00e0, dai verbali pubblicati sullo stesso sito, oggi del Ministero della Transizione Ecologica, si viene a sapere che <strong>\u00e8 Terna stessa, cio\u00e8 il proponente il progetto Interconnector, che si ritira dal procedimento di VIA durato sette anni<\/strong>, al fine di avviare un nuovo iter di valutazione di impatto ambientale per un nuovo progetto: \u201c<em>Razionalizzazione rete AT nella Val Formazza<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente, potevamo tirare un meritato sospiro di sollievo: le belle montagne che impreziosiscono la catena Lepontina lungo il versante orientale dell\u2019Ossola erano salve. Ora, con un progetto diverso si doveva procedere alla sistemazione delle vecchie linee elettriche che dagli anni del boom economico mortificano il fondovalle. Ma la speranza dura il tempo delle vacanze di Natale, cio\u00e8 poco o niente: <strong>l\u00e0 dove avevano previsto di fare passare Interconnector, adesso ci vogliono far passare la Razionalizzazione. Praticamente, tutto uguale a prima<\/strong>. L\u2019illusione \u00e8 prontamente servita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo progetto della Razionalizzazione <strong>percorre infatti lo stesso corridoio nord-sud <\/strong>che va dal Passo San Giacomo all\u2019alta Val Isorno, tutt\u2019ora sgombro da linee elettriche in alta tensione. Lungo questa direttrice si incontrano i motivi della nostra ferma \u201copzione zero\u201d: gli altopiani del Toggia, i laghi del Boden, i pascoli profumati del Castel, i severi contrafforti del Basodino, il lago Nero, gli alpi di Tamia con le \u201csue tre marmottine\u201d, le ardite bocchette di Fioriera, Cazoli, Hireli, Forcolaccia, Hendar e Guriner Furggu, quel gioiello incastonato tra le rocce del lago Superiore con le sue praterie d\u2019alta quota, i laghetti di Cramec con le Corone del Pizzo Quadro, tutta la Cravariola per il lungo e il largo al di sopra del limite del bosco, i leggendari passi della Fria e della Forcoletta con il Lago di Matogno, poi ancora la val Antolina che scende a Maglioggio e alla Balma dei Cervi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale preziosit\u00e0 deriva dall\u2019essere queste <strong>montagne uniche <\/strong>per integralit\u00e0, purezza, sacralit\u00e0, vita, naturalit\u00e0; un&#8217;essenza primordiale ancora non aggredita dai rumori del fondovalle, che invece \u00e8 compromesso dal punto di vista urbanistico da file disordinate di capannoni, piste sterrate, muri di cemento e blocchi di cava, con tutto il suo carico di inquinamento; un valore aggiunto di risorse naturali ereditate da padri sapienti e lungimiranti, spendibili oggi come domani per attirare il turista del futuro, che guarder\u00e0 sempre pi\u00f9 a cosa nel mondo \u00e8 rimasto di originale e sempre meno ai posteggi per le macchine.<\/p>\n\n\n\n<p>Che questo nuovo progetto, chiamato abilmente Razionalizzazione della Rete elettrica in alta tensione (220.000 Volt) della Valle Formazza (che per\u00f2 adesso si allunga per tutta la Valle Antigorio fino a Montecrestese) fosse <strong>la brutta copia di Interconnector <\/strong>ne avemmo il sospetto gi\u00e0 dal 2019. Consapevoli, noi, che Terna e gli Amministratori dei Comuni di Formazza, Premia, Crodo e Montecrestese ci avrebbero riprovato all\u2019insaputa di tutti, avendo sempre rifiutato qualsiasi confronto aperto con la popolazione e con i portatori di interessi locali. Infatti, in un paio di riunioni a porte chiuse a Crodo (26\/09\/2019) e a Villa Taranto (02\/08\/2019), i Sindaci delle due Valli chiederanno a Terna di ritornare ai tavoli di concertazione del 2011, cos\u00ec come risulta negli allegati al nuovo progetto. Vale a dire: la nuova Razionalizzazione passi esattamente dove era previsto il tracciato di Interconnector.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole <strong>sembra che non importi pi\u00f9 a nessuno delle alte terre in quota<\/strong>: spostare le vecchie linee dell\u2019alta tensione lass\u00f9 oltre le creste \u00e8 la soluzione pi\u00f9 sbrigativa e comoda; non importa se gli elettrodotti saranno visti dagli Svizzeri, da qualche alpinista o dagli amanti dei panorami interminabili, da chi la montagna sa ancora godersela e conquistarla con le proprie gambe; \u201clontano dagli occhi, lontano dal cuore\u201d, lontano da chi pretende di guardare il mondo da un finestrino mentre viaggia comodamente su una strada asfaltata; e poi, in fin dei conti a pascolare le mucche a 2000 metri non ci va quasi pi\u00f9 nessuno e il fastidio \u00e8 tolto.<\/p>\n\n\n\n<p>In preveggenza, ma molto concretamente, il nostro comunicato per la stampa del 25 settembre 2019 cos\u00ec titolava: &#8220;<em>Per un Interconnector che esce dalla porta, un altro super-elettrodotto in alta tensione e\u2019 pronto a rientrare dalla finestra<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi <strong>ora siamo di nuovo pronti a batterci <\/strong>per ricacciarlo ancora una volta fuori dalla porta. Lo faremo con l\u2019aiuto di tutti quelli che vorranno darci una mano, a costo di rivolgerci a Bruxelles, alla Commissione Europea, perch\u00e9 quei territori che Terna vuole percorrere con i suoi 221 tralicci bianco-rossi ad alto sovraccarico e elevati fino a 45 metri dal suolo, con i suoi cavi d\u2019acciaio per un totale di 6 nuove linee aeree a 220 kV e 4 nuove linee aeree a 132 kV attraversano i siti protetti della Rete Natura 2000. E di l\u00ec non si passa.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli abitanti di Formazza hanno un innegabile diritto di pretendere da Terna un volto diverso dei loro paesi, senza fili stesi sopra i centri abitati, per restituire bellezza al Paesaggio e per eliminare i rischi alla salute, anche per una questione di dignit\u00e0. Lo sosteniamo, oggi come ieri, quale reale rivendicazione di tutte le comunit\u00e0 di montagna che hanno subito il lato negativo delle linee elettriche aeree, piantate davanti agli edifici, in particolare se tipici o storici. <strong>E\u2019 tuttavia impensabile togliere un danno paesaggistico da una parte per spostarlo tale e quale da un\u2019altra<\/strong>. Le associazioni di protezione ambientale sono come sempre disponibili per discutere di soluzioni alternative alla solita indolente trasfigurazione delle Alpi, che sono invece Bene Comune di ogni cittadino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sarebbe stato pi\u00f9 intelligente proporre un progetto innovativo<\/strong>, al passo con i tempi e le nuove tecnologie, che anche Terna realizza in altre zone d\u2019Italia meno subalterne e culturalmente pi\u00f9 coraggiose: l\u2019interramento o la posa a livello delle infrastrutture esistenti (strade, ponti, gallerie, vecchie tubazioni abbandonate del metano, canali di gronda esistenti e gi\u00e0 di propriet\u00e0 di Enel o altre soluzioni meno impattanti e definitive), anche a costo di scavare uno o pi\u00f9 nuovi tunnel per cavi elettrici. Pu\u00f2 sembrare un\u2019ipotesi folle, ma tutti sanno che in Formazza si sta discutendo di costruire una galleria ferroviaria per portare gli sciatori dal Ticino all\u2019Italia, mentre il mondo fuori dibatte di cambiamenti climatici. Per far passare sei cavi dell\u2019alta tensione dentro le montagne, e non sopra le montagne, bastano molti meno soldi del walser metr\u00f2 e tecnicamente oggi si pu\u00f2 fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec almeno il patrimonio di risorse ambientali di immenso valore non verrebbe sacrificato <strong>per la cecit\u00e0 degli amministratori locali e per la carriera di un funzionario di multinazionale <\/strong>che viene da Roma a tentare di convincere gli ossolani della \u201cbont\u00e0\u201d di questo progetto, praticamente uguale a quell\u2019altro, gi\u00e0 bocciato definitivamente dalle critiche nemmeno un mese fa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Filippo Pirazzi e Sonia Vella, Comitato Salviamo il Paesaggio Valdossola. 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