{"id":15083,"date":"2022-01-17T12:31:37","date_gmt":"2022-01-17T11:31:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15083"},"modified":"2022-01-17T12:31:45","modified_gmt":"2022-01-17T11:31:45","slug":"ma-il-nucleare-e-sostenibile-cosa-emerge-dai-rapporti-scientifici-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/01\/ma-il-nucleare-e-sostenibile-cosa-emerge-dai-rapporti-scientifici-dellue\/","title":{"rendered":"Ma il nucleare \u00e8 sostenibile? Cosa emerge dai rapporti scientifici dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"\n<p>di Luigi Di Marco, Segretariato ASviS.<\/p>\n\n\n\n<p><em>I comitati scientifici consultati sulla proposta della Commissione d\u2019inserimento del nucleare nella tassonomia europea degli investimenti sostenibili non esprimono unit\u00e0 di consenso e accordo. Gli Stati membri divisi sulla scelta.\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il 1\u00b0 gennaio 2022, un\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_22_2\" target=\"_blank\">comunicato stampa della Commissione europea<\/a>\u00a0ha dato notizia dell\u2019avvio di una\u00a0<strong>consultazione per l\u2019inserimento nella tassonomia europea<\/strong>\u00a0degli investimenti sostenibili in alcune attivit\u00e0 relative alla produzione di\u00a0<strong>energia nucleare e gas naturale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli esperti designati dagli Stati membri e la piattaforma europea per la finanza sostenibile avranno tempo fino al 12 gennaio per esprimersi in merito. L\u2019obiettivo della Commissione \u00e8 adottare l\u2019atto in subdelega previsto dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32020R0852\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Regolamento europeo per la tassonomia<\/a>&nbsp;entro gennaio 2022 per poi inviarlo ai colegislatori del Consiglio dell\u2019Ue e Parlamento europeo che avranno tempo quattro mesi per le loro valutazioni. La maggioranza qualificata del Consiglio pari a 20 Stati membri, cos\u00ec come il Parlamento europeo con voto a maggioranza, possono esercitare il diritto di chiederne il ritiro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adozione dell\u2019atto ha degli aspetti di forte&nbsp;<strong>criticit\u00e0 politica<\/strong>, che gi\u00e0 con forza sono stati espressi negli scorsi mesi. In particolare \u00e8 la Francia ad aver promosso la costituzione di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/politics\/short_news\/nine-eu-countries-join-france-in-a-nuclear-alliance\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un\u2019alleanza con altri nove Stati membri<\/a>&nbsp;(Repubblica Ceca, Bulgaria, Croatia, Finlandia, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia) per sostenere il nucleare. La posizione della Francia sul nucleare \u00e8 ancora rilanciata nel&nbsp;<a href=\"https:\/\/presidence-francaise.consilium.europa.eu\/en\/programme\/priorities\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">programma di Macron<\/a>&nbsp;per il suo mandato alla Presidenza del Consiglio dell\u2019Ue nel primo semestre 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Germania, Austria, Lussemburgo, Portogallo e Danimarca, in opposizione, hanno assunto una&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bmu.de\/meldung\/joint-declaration-for-a-nuclear-free-eu-taxonomy-de\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dichiarazione congiunta<\/a>&nbsp;per escludere il nucleare dalla tassonomia europea per gli investimenti sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto in discussione non \u00e8 di fatto impedire agli Stati che ritengono opportuno investire nel nucleare (e nel gas naturale) per attuare la propria transizione energetica, ma se considerare o no questi investimenti come \u201csostenibili\u201d oppure no. E dunque in prospettiva poter beneficiare d\u2019investimenti della finanza privata verde e&nbsp;<strong>green bond conformi allo standard europeo<\/strong>, ed eventualmente anche di finanziamenti pubblici dell\u2019Ue.<\/p>\n\n\n\n<p>La criticit\u00e0 politica sul nucleare deriva dalle conoscenze scientifiche sull\u2019argomento. Pur riservandosi la politica dei margini discrezionali di scelta, l\u2019opinione politica e pubblica in generale, si deve basare prima di tutto sulle conoscenze scientifiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Le criticit\u00e0 emergono comunque gi\u00e0 dal confronto dei pareri espressi dagli stessi comitati scientifici che stanno assistendo la Commissione europea nella definizione delle scelte.<\/p>\n\n\n\n<p>Come reperibile dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/business-economy-euro\/banking-and-finance\/sustainable-finance\/eu-taxonomy-sustainable-activities_en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sito dedicato alla tassonomia<\/a>, i soggetti ufficialmente consultati sono tre:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Il Jrc (Centro comune di ricerca) della Commissione europea che ha svolto la&nbsp;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/file\/210329-jrc-report-nuclear-energy-assessment_it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">verifica dell\u2019impatto della produzione di energia nucleare sugli obiettivi ambientali<\/a>, secondo il principio&nbsp;<em>non nuocere<\/em>&nbsp;del Green Deal europeo che coincide di fatto con il&nbsp;<em>Do no significant harm<\/em>&nbsp;(Dnsh) della tassonomia europea;<\/li><li><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/default\/files\/business_economy_euro\/banking_and_finance\/documents\/210629-nuclear-energy-jrc-review-scheer-report_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lo Sheer (Comitato scientifico sulla salute, ambiente e rischi emergenti)<\/a>&nbsp;che ha valutato il lavoro svolto dal Jrc;<\/li><li>Il&nbsp;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/default\/files\/business_economy_euro\/banking_and_finance\/documents\/210630-nuclear-energy-jrc-review-article-31-report_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gruppo di esperti sulle protezioni dalle radiazioni e gestione rifiuti ex art.31 del trattato Euratom<\/a>, con lo stesso compito di valutazione del documento del Jrc.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il Jrc, ha valutato nelle sue conclusioni un sostanziale rispetto del principio Dnsh per l\u2019energia nucleare,\u00a0<strong><em>se tutte le misure necessarie a prevenire e mitigare gli impatti ambientali potenzialmente dannosi sono posti in essere utilizzando le attuali tecnologie disponibili<\/em>.<\/strong>\u00a0Valuta inoltre che\u00a0<strong><em>gli incidenti gravi<\/em><\/strong><em>\u00a0sono eventi con probabilit\u00e0 estremamente bassa ma con conseguenze potenzialmente gravi e\u00a0<strong>non possono essere esclusi con certezza al 100%<\/strong>.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo Scheer con la valutazione dell\u2019analisi del Jrc, evidenzia innanzitutto che il tempo assegnato per l\u2019esame \u00e8 stato insufficiente, non permettendo di chiedere l\u2019espressione di pareri anche al di fuori del Comitato stesso, cos\u00ec come di prassi avviene. Precisando in particolare la necessit\u00e0 di acquisire pareri sul trattamento a lungo termine dei rifiuti radioattivi. La valutazione generale dell\u2019analisi del Jrc, viene espressa in maniera molto diplomatica, evidenziando comunque con chiara evidenza diverse carenze:&nbsp;<strong><em>ci sono diversi risultati in cui il rapporto \u00e8 incompleto e richiede di essere rafforzato con ulteriori prove o con considerazioni approfondite.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli elementi di criticit\u00e0 evidenzia:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>In molti casi la valutazione degli impatti \u00e8 stata fatta per comparazione ad altre tecnologie,&nbsp;<strong>modalit\u00e0 valutata insufficiente&nbsp;<\/strong>ad assicurare assenza di danni significativi;<\/li><li><strong>La dipendenza dall\u2019efficacia di un sistema di regole d\u2019implementazione per non arrecare danno significativo, non \u00e8 condizione sufficiente<\/strong>&nbsp;per garantire che questi non avvengano, considerato sopratutto che parte della filiera e il carico dei relativi impatti avviene al di fuori dei confini dell\u2019Ue;<\/li><li>\u00c8 valutato&nbsp;<strong><em>semplicistico&nbsp;<\/em>e in alcuni casi trascurato<\/strong>, il modo in cui il Jrc considera gl\u2019impatti delle radiazioni sull\u2019ambiente;<\/li><li>In merito agl\u2019impatti sulla transizione a un\u2019economia circolare evidenzia che c<em>hiaramente l&#8217;energia nucleare produce maggiori quantit<\/em><em>\u00e0 di rifiuti rispetto ad altre tecnologie di produzione di energia<\/em>, ed&nbsp;<em>\u00e8 del parere che vi sia una&nbsp;<strong>scarsit<\/strong><\/em><strong><em>\u00e0 di prove<\/em><\/strong><em>&nbsp;relative all&#8217;economia circolare;<\/em><\/li><li>In merito all\u2019inquinamento&nbsp;<strong>valuta che<\/strong>&nbsp;<strong>il numero degli studi richiamati a supporto della valutazione sia inadeguato<\/strong>&nbsp;a comprovare le conclusioni. In particolare la maggior parte dell\u2019inquinamento avviene al di fuori dei confini dell\u2019Ue. Le miniere di uranio sono responsabili del 55% degli inquinamento da gas radioattivi. Per cui,&nbsp;<em>l&#8217;onere dell&#8217;impatto totale dell&#8217;ecotossicit<\/em><em>\u00e0 e della tossicit<\/em><em>\u00e0 umana dovuto all&#8217;estrazione e alla macinazione deve essere riconsiderato;<\/em><\/li><li>Sugl\u2019impatti sulla salute da radiazioni, chiede<em>&nbsp;<strong>un&#8217;analisi dell&#8217;effetto pi\u00f9 deterministica per unit<\/strong><\/em><strong><em>\u00e0 di elettricit<\/em><\/strong><strong><em>\u00e0 generata<\/em><\/strong><em>, rivolta ai lavoratori in loco e al pubblico in generale che vivono nelle vicinanze dell&#8217;unit<\/em><em>\u00e0 o dei reattori quantificando la risposta dose e effetti cancro\/non cancro (numero di casi, incidenza del cancro e altri indicatori, ad esempio per regione geografica);<\/em><\/li><li>Sul&nbsp;<strong>rischio d\u2019incidenti gravi<\/strong>, valuta che gli stessi&nbsp;<em>rimarranno indipendentemente dall&#8217;incidenza delle garanzie regolamentari&nbsp;<\/em>per attuare misure di prevenzionee che<em>&nbsp;i rischi dovuti agli incidenti nucleari permangono indipendentemente dalle misure di mitigazione;<\/em><\/li><li>Sullo stoccaggio a lungo termine dei rifiuti radioattivi, evidenzia delle contraddizioni in quanto dichiarato ed esprime il suo disaccordo con l\u2019affermazione:&nbsp;<em>il mantenimento della sicurezza dell&#8217;impianto di stoccaggio costituirebbe un onere indebito imposto alle generazioni future.&nbsp;<\/em>E conclude ad ogni modo esprimendo il parere che&nbsp;<strong>lo stoccaggio di rifiuti da produzione energetica nucleare resta una questione di ricerca aperta, con notevoli incertezze<\/strong>.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il parere espresso dal Gruppo di esperti ex art.31 sulle protezioni dalle radiazioni e gestione rifiuti, \u00e8 sostanzialmente positivo rispetto al lavoro svolto dal Jrc. Mette in evidenza comunque che la valutazione di effetti diretti e indiretti da incidenti gravi non rientra nello scopo della valutazione del Jrc. Sullo stoccaggio dei rifiuti radioattivi sottolinea quanto riportato dal Jrc in merito, ovvero che&nbsp;<strong>risulter\u00e0 necessario mantenere attivo un sistema di attivit\u00e0 in ricerca e sviluppo e la trasmissione di conoscenze poich\u00e8 i compiti di gestione dei rifiuti e delle centrali spente, coinvolgeranno diverse generazioni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il parere non \u00e8 per\u00f2 espresso all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In allegato viene riportato infatti il parere in opposizione espresso dall\u2019esperta tedesca&nbsp;<strong>Claudia Engelhardt<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di tutto l\u2019esperta indica che il mandato di valutazione al loro Gruppo \u00e8&nbsp;<em>troppo ristretto<\/em>, non considerando argomenti quali il rispetto del principio&nbsp;<em>chi inquina paga,&nbsp;<\/em>di<em>&nbsp;non imporre un carico iniquo sulle future generazioni,&nbsp;<\/em>sui costi, sulla proliferazione e sicurezza nucleare: tutti elementi fondamentali per valutare compiutamente gl\u2019impatti sull\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul rischio incidenti gravi, valuta come questo aspetto sia solo accennato nel rapporto del Jrc. Esprime in merito l\u2019opinione che l\u2019energia nucleare comporta caratteristiche di sicurezza non comparabili per nessun&#8217;altra tecnologia coperta dal Regolamento sulla tassonomia, ed&nbsp;<em>\u00e8 logico, quindi, che le conseguenze di incidenti gravi potenzialmente causati da fattori umani, eventi naturali, ma anche da attentati terroristici deve essere pienamente inclusi nella valutazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Engelhardt, richiamando il fatto che i rischi incidono potenzialmente anche sui paesi limitrofi, sottolinea che&nbsp;<em>l&#8217;energia nucleare chiaramente non soddisfa il criterio di non procurare danni significativi e&nbsp;<strong>la risposta alla domanda se l&#8217;energia nucleare sia sostenibile dal punto di vista ambientale \u00e8 molto chiaramente no<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Evidenzia infine, come&nbsp;<strong>i tempi lunghi di stoccaggio geologico dei rifiuti radioattivi lasciano spazio alle incertezze<\/strong>:&nbsp;<em>a parte la mancanza di esperienza pratica, le incertezze esistono, tra l&#8217;altro, per quanto riguarda i futuri cambiamenti del clima, i futuri sviluppi della societ<\/em><em>\u00e0 (ad es. intrusione umana nei siti di stoccaggio), comportamento sociale nonch<\/em><em>\u00e9 informazioni e conoscenze mantenute a lungo termine. Inoltre,&nbsp;<strong>l&#8217;attuazione richiede un consenso sociale che deve essere mantenuto per un lungo periodo di tempo<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/energy-environment\/news\/leak-eu-drafts-plan-to-label-gas-and-nuclear-investments-as-green\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">bozza di atto in subdelega<\/a>&nbsp;che la Commissione europea ha fatto circolare, pone per gl\u2019investimenti per gas naturale e nucleare la condizione che gli stessi siano considerati di&nbsp;<strong>transizione<\/strong>&nbsp;e che quindi si differenzino comunque dagli altri investimenti definiti sostenibili, valutando<em>&nbsp;che le energie rinnovabili che rispettano la soglia appropriata non sono ancora disponibili in commercio su scala sufficiente&nbsp;<\/em>e che gli stessi investimenti, con particolare riferimento al nucleare,&nbsp;<strong>vanno posti in essere<em>&nbsp;in assenza di un&#8217;alternativa tecnologicamente ed economicamente fattibile<\/em><\/strong><em>&nbsp;a basse emissioni di carbonio su scala sufficiente a coprire la domanda di energia in modo continuo e affidabile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aggiunge inoltre che<em>&nbsp;<strong>\u00e8 necessario fornire un elevato grado di trasparenza agli investitori<\/strong>&nbsp;per quanto riguarda le attivit<\/em><em>\u00e0 relative al gas fossile e all&#8217;energia nucleare per le quali devono essere stabiliti criteri di vaglio tecnico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La bozza di atto cos\u00ec come presentata, resta comunque non rassicurante per alcuni Stati e alcune forze politiche europee, anche all\u2019interno degli stessi Stati membri.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Austria in particolare, ha rilanciato la minaccia di&nbsp;<strong>portare la Commissione europea dinanzi alla Corte di giustizia<\/strong>&nbsp;se intende proseguire nel progetto d\u2019inclusione del nucleare nella tassonomia. Come riportato da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/politics\/short_news\/austria-threatens-to-sue-commission-over-eu-taxonomy-rules\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Euractiv in una news del 3 gennaio<\/a>, la ministra austriaca del clima&nbsp;<strong>Leonora&nbsp;<\/strong><strong>Gewessler<\/strong>&nbsp;ha definito la mossa un&#8217;<em>operazione di cappa e spada<\/em>&nbsp;e ha sottolineato che per l&#8217;Austria n\u00e9 l&#8217;energia nucleare n\u00e9 il gas dovrebbero essere inclusi nella tassonomia, poich\u00e9<em>&nbsp;sono dannosi per l&#8217;ambiente e distruggono il futuro dei nostri figli<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo dei Greens al Parlamento europeo con il&nbsp;<a href=\"https:\/\/act.greens-efa.eu\/stopgreenwashing?source=gg_email_climate_2022-01-07&amp;link_id=2&amp;can_id=d597ba606e84f11c7a466aef782d65fd&amp;email_referrer=email_1402328&amp;email_subject=_-feeling-the-heat-on-greenwashing-gas-and-nuclear-energy\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">lancio di una petizione<\/a>&nbsp;contro l\u2019inclusione nella tassonomia del nucleare e del gas, definisce la stessa&nbsp;<strong><em>un operazione di greenwashing<\/em>&nbsp;da parte della Commissione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione \u00e8 divenuta incerta infine anche per l\u2019Italia, con la posizione da ultimo assunta dal Segretario del Pd&nbsp;<strong>Enrico Letta<\/strong>&nbsp;nel suo&nbsp;<a href=\"https:\/\/twitter.com\/EnricoLetta\/status\/1478766767182909447\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tweet del 5 gennaio<\/a>&nbsp;<em>non ci piace la bozza di #tassonomia verde che la Commissione Ue sta facendo circolare<\/em>, nonostante la&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/652950\/presentazione-mozione-sul-nucleare-e-gas-nella-tassonomia-eu\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">proposta di mozione<\/a>&nbsp;di alcuni parlamentari per impegnare il governo al non inserimento di gas e nucleare nella tassonomia sia stata bocciata alla Camera lo scorso 15 dicembre.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, l\u2019incertezza scientifica sull\u2019argomento, supporta l&#8217;applicazione del&nbsp;<strong>principio di precauzione<\/strong>&nbsp;indicato all\u2019<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=CELEX:12008E191:EN:HTML\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">art.191 del Trattato di funzionamento dell\u2019Unione europea<\/a>&nbsp;che riflette il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files\/agenda21\/1992-dichiarazione-rio.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">principio 15 della Dichiarazione di Rio del 1992<\/a>, ed \u00e8 richiamato dallo stesso Regolamento Ue sulla tassonomia. La&nbsp;<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/summary\/glossary\/precautionary_principle.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">definizione ufficiale<\/a>&nbsp;di questo principio \u00e8 molto chiara:&nbsp;<em>il principio di precauzione \u00e8 un approccio alla gestione del rischio in cui, se \u00e8 possibile che una determinata politica o azione possa arrecare danno al pubblico o all&#8217;ambiente e se non vi \u00e8 ancora un accordo scientifico sulla questione, la politica o l&#8217;azione in questione dovrebbe non essere effettuata<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La valutazione effettuata dai comitati scientifici dell\u2019Ue riapre dunqueil<em>&nbsp;vaso di pandora&nbsp;<\/em>sulla questione, non solo in merito all\u2019inserimento del nucleare nella tassonomia europea, ma sull\u2019uso futuro della stessa come fonte di produzione di energia nell\u2019Ue e nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta dei paesi che hanno programmi ambiziosi di decarboinizzazione (includendo anche la dismissione del nucleare come nel caso della Germania), stanno dimostrando con la loro pianificazione che conseguire gli obiettivi climatici \u00e8 possibile anche senza il ricorso alla produzione di energia nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di partenza su di un discorso politico razionale e costruttivo nell\u2019ottica di sviluppo sostenibile, prima ancora d\u2019indicare il&nbsp;<strong><em>come<\/em><\/strong>&nbsp;vogliamo produrre l\u2019energia &#8211; dovrebbe indicare &#8211; di&nbsp;<strong><em>quanta<\/em><\/strong>&nbsp;energia abbiamo bisogno e per farci&nbsp;<strong><em>cosa<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\u00a0<em>cosa<\/em>\u00a0implica una riflessione seria sul cambio del nostro modello di sviluppo ed \u00e8 comunque necessaria per poter fare una valutazione preventiva dei fabbisogni, quale base imprescindibile per ogni pianificazione. La stessa scelta dicomeprodurre l\u2019energiae con quale tecnologia, anche aldil\u00e0 degli aspetti relativi agli impatti ambientali e alla sicurezza, non \u00e8 socialmente neutra, e deve essere affrontata con ottica sistemica. Andrebbe valutato dunque, se meglio privilegiare ancora un modello di produzione centralizzato rispetto a un modello di generazione distribuita e incentivante del risparmio e dell\u2019efficienza energetica per riequilibrare la domanda con l\u2019offerta. Fattori determinanti nelle scelte sarebbero anche la resilienza di sistema, e i benefici sociali e redistributivi degli oneri e dei proventi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/asvis.it\/approfondimenti\/22-10974\/ma-il-nucleare-e-sostenibile-cosa-emerge-dai-rapporti-scientifici-dellue#\">https:\/\/asvis.it\/approfondimenti\/22-10974\/ma-il-nucleare-e-sostenibile-cosa-emerge-dai-rapporti-scientifici-dellue#<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luigi Di Marco, Segretariato ASviS. 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