{"id":15106,"date":"2022-01-24T10:02:56","date_gmt":"2022-01-24T09:02:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15106"},"modified":"2022-01-24T10:03:02","modified_gmt":"2022-01-24T09:03:02","slug":"lucca-negata-ai-cittadini-la-partecipazione-al-futuro-della-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/01\/lucca-negata-ai-cittadini-la-partecipazione-al-futuro-della-citta\/","title":{"rendered":"Lucca: negata ai cittadini la partecipazione al futuro della citt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura della Societ\u00e0 dei territorialisti e delle territorialiste.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Autorit\u00e0 regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione della Regione Toscana in data 17 gennaio 2022 <strong>ha respinto, dopo il pronunciamento negativo del Comune di Lucca<\/strong>, la richiesta di sostegno presentata per il progetto \u201cLA EX MANIFATTURA TABACCHI SUD TORNA A VIVERE PER LA COMUNIT\u00c0: una domanda per un processo partecipativo per la definizione di un progetto di rigenerazione e di gestione\u201d del complesso, presentata lo scorso 30 settembre dalla Societ\u00e0 dei territorialisti e delle territorialiste, quale capofila di un ricco partenariato di realt\u00e0 associative (Comitato Uniti per la Manifattura, Comitato Salviamo la Manifattura, Legambiente sezione Lucca, Italia Nostra sezione Lucca, Comunit\u00e0 Interattive-Officina per la Partecipazione, Rete dei Comitati, Comitato Vivere il Centro Storico, Comitato Assi Viari, Comitato Sanit\u00e0 Lucca, Comitato San Concordio, Filt Cgil provinciale Lucca, Fiom Cgil provinciale Lucca, Sindacato altra cosa Cgil area programmatica Cgil provinciale di Lucca, Custodi della citt\u00e0 per gli stati generali sulla cultura) e sottoscritta da 1400 cittadini residenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il processo partecipativo si poneva come obiettivo quello di coinvolgere la comunit\u00e0 locale in un progetto collettivo di rigenerazione urbana dell\u2019area dell\u2019ex Manifattura Tabacchi Sud di Lucca<\/strong>, bene immobile culturale pubblico dismesso e posto nel centro storico della citt\u00e0. Esso intendeva essere un progetto territoriale \u201coperativo\u201d nel quale la progettualit\u00e0 e l\u2019intenzionalit\u00e0 espresse dalla societ\u00e0 locale e dagli abitanti si sviluppava in connessione al rispetto e alla rigenerazione di una parte di patrimonio territoriale sottoutilizzato, contribuendo cos\u00ec ad innalzare complessivamente la qualit\u00e0 del vivere urbano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto riceve una prima risposta positiva, anche se tardiva rispetto al normale iter autorizzativo, dall\u2019Autorit\u00e0 regionale il 2 dicembre 2021. Inoltre nella stessa comunicazione l\u2019Autorit\u00e0 fa presente che, l\u2019art. 18 comma 3 della <strong>legge regionale che promuove la partecipazione (46\/2013), subordina l\u2019approvazione<\/strong> regionale definitiva e il sostegno finanziario per i progetti presentati da gruppi di residenti o da associazioni locali alla condizione che l\u2019amministrazione territorialmente competente (in questo caso il Comune di Lucca) \u201csia disponibile a partecipare\u201d al processo partecipativo proposto, impegnandosi a tener conto dei risultati del medesimo, o a motivarne pubblicamente le ragioni del mancato o parziale accoglimento di quelle stesse risultanze. Pertanto, l\u2019Autorit\u00e0 regionale domanda tale disponibilit\u00e0 al Comune di Lucca, che in data 14\/01\/2022 la nega poich\u00e8 \u201c<em>ritiene che ad oggi, non vi siano, in termini di concretezza progettuale, le premesse per avviare un processo partecipato sulla ex Manifattura<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda rappresenta a nostro modo di vedere non solo <strong>una occasione mancata per la citt\u00e0<\/strong>, ma una potente manifestazione del perdurare di una sostanziale<strong> incapacit\u00e0 da parte di molte amministrazioni locali nel sapersi aprire ad una gestione collaborativa del \u201cbene comune\u201d territorio<\/strong>, in grado di cogliere le importanti sfide della sostenibilit\u00e0 da un lato e di estendere la forza della democrazia dall\u2019altro. Tale esperienza denuncia il fatto che ancora, purtroppo, le pratiche partecipative o riescono a sintonizzarsi con esigenze di marketing politico o difficilmente si traducono in modalit\u00e0 di partecipazione civica e di mutuo apprendimento tra amministrazione locale e cittadinanza attiva, capaci di mettere solide radici nel funzionamento effettivo della citt\u00e0 e delle sue politiche pi\u00f9 critiche.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda evidenzia infine <strong>i limiti di una legge regionale molto celebrata ma la cui applicazione non si \u00e8 ancora avvicinata al suo obbiettivo primario<\/strong> (<em>\u00ab\u2026 promuovere la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e di governo della Regione in tutti i settori e a tutti i livelli amministrativi\u00bb<\/em> &#8211; art. 1, comma 2, lettera b -), su cui quindi urge riaprire un dibattito. Risulta nei fatti inesistente l\u2018autonomia dell\u2019Autorit\u00e0 regionale della partecipazione nel promuovere processi partecipativi nel territorio, dal momento che essa riferisce (come in questo e in altri casi) le sue decisioni non gi\u00e0 alle domande di attivare processi partecipativi espresse collettivamente da comitati e associazioni di cittadini e lavoratori, ma le subordina ai veti di amministrazioni locali barricate nei loro istituti insindacabili della delega.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura della Societ\u00e0 dei territorialisti e delle territorialiste. 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