{"id":15212,"date":"2022-03-05T19:05:47","date_gmt":"2022-03-05T18:05:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15212"},"modified":"2022-03-14T18:03:59","modified_gmt":"2022-03-14T17:03:59","slug":"col-piano-borghi-rischiamo-di-buttare-1-miliardo-per-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/03\/col-piano-borghi-rischiamo-di-buttare-1-miliardo-per-nulla\/","title":{"rendered":"Col Piano Borghi rischiamo di buttare 1 miliardo per nulla"},"content":{"rendered":"\n<p>di Leonardo Bison.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato presentato il 20 dicembre scorso il piano del ministero della Cultura per i borghi italiani, che punta a investire&nbsp;<strong>un miliardo del Pnrr<\/strong>&nbsp;(circa un sesto del totale dei fondi previsti per progetti del ministero),&nbsp;<strong>\u201cper il rilancio di 250 borghi\u201d<\/strong>&nbsp;usando le parole dell\u2019ufficio stampa. Il ministro Franceschini, che dal 2020 parlava di questa \u201cgrande operazione di valenza culturale e sociale\u201d, l\u2019ha spiegata cos\u00ec: \u201cLe nuove condizioni tecnologiche consentono di far diventare dei luoghi di lavoro reali delle realt\u00e0 che fino a pochi anni fa non potevano attrarre n\u00e9 persone, n\u00e9 occupazione.&nbsp;Il Piano Nazionale Borghi va in questa direzione con risorse molto importanti, pari a 1 miliardo di euro, per vincere la sfida del ripopolamento\u201d. L\u2019ambizioso progetto parte quindi dalla premessa che le nuove tecnologie possono convincere le imprese a trasferirsi nelle aree interne. Eppure, nonostante la mole di denaro, non \u00e8 stato accolto con l\u2019entusiasmo che ci si poteva aspettare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019investimento \u00e8 strutturato in tre parti. La \u201cLinea A\u201d stanzia 420 milioni di euro per 21 borghi \u2013 uno per regione o provincia autonoma \u2013 che avranno\u00a0<strong>20 milioni a testa per rimettersi a nuovo e creare cose<\/strong>\u00a0come \u201cscuole o accademie di arti e dei mestieri della cultura, alberghi diffusi, residenze d\u2019artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali (Rsa), residenze per famiglie con lavoratori in smart working e nomadi digitali\u201d. Si tratta della parte maggiormente contestata del piano, dato che la scelta di concentrare 20 milioni su\u00a0<strong>un solo borgo, scelto dalla regione senza prevedere criteri chiari<\/strong>\u00a0e insindacabili per la scelta, ha portato a querelle difficili da sciogliere: ogni regione sta scegliendo con criteri diversi (la scadenza \u00e8 il 15 marzo), a volte con manifestazioni d\u2019interesse, altre no, ma sempre con la necessit\u00e0 di scegliere un solo luogo. Un \u201cbiglietto della lotteria da 20 milioni di euro\u201d, lo ha definito il presidente dell\u2019unione nazionale dei Comuni, comunit\u00e0 ed enti montani (Uncem) Marco Bussone. \u201cAbbiamo sollevato a pi\u00f9 riprese\u00a0<strong>l\u2019esigenza di interventi \u2018a grappolo\u2019<\/strong>\u00a0\u2013 ha spiegato ad Altreconomia \u2013 cio\u00e8 operazioni per distribuire i 20 milioni di euro su un\u2019intera valle e, pi\u00f9 in generale, per far s\u00ec che le risposte ai bandi e agli avvisi potessero essere date anche dalle Unioni dei Comuni o dalle Comunit\u00e0 montane\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ministero, per\u00f2, ha insistito per interventi concentrati. Venti milioni sono molti per un piccolo borgo, per questo<strong>&nbsp;il Mic ha deciso di dare solo indicazioni, non vincoli<\/strong>: \u201cLa scelta \u00e8 rimessa alla valutazione della Regione, tenuto conto che l\u2019intervento del Pnrr \u00e8 finalizzato alla realizzazione di progetti di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi\u201d, scrivono. Ma \u201cimporre dall\u2019alto uno schema che non ha regole definite n\u00e9 una matrice comune tra le regioni \u00e8 una scelta poco opportuna.&nbsp;<strong>Si possono creare disparit\u00e0 e fare scelte che non sono nello spirito del bando<\/strong>\u201d, commentava due settimane fa sul&nbsp;fattoquotidiano.it Luca Pastorino, presidente della Commissione Turismo dell\u2019ANCI (l\u2019associazione dei Comuni): ed ecco infatti che il Friuli Venezia Giulia pensa di candidare Gorizia, che borgo non \u00e8, mentre il Piemonte ha candidato la Palazzina di caccia di Stupinigi, nell\u2019area urbana di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la piattaforma dei Borghi (che comprende Borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia, Legambiente, Unione Nazionale Pro Loco d\u2019Italia e Touring Club Italiano) ha sottolineato come sarebbe \u201causpicabile da parte del ministero, in virt\u00f9 dei malumori e delle proteste che pervengono dai territori,&nbsp;<strong>provvedere al ritiro del bando della Linea A<\/strong>&nbsp;facendo confluire i fondi interamente sulla Linea B, consentendo cos\u00ec il finanziamento di altri 260 progetti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La linea B prevede infatti un investimento di&nbsp;<strong>380 milioni in 229 borghi scelti con avviso pubblico<\/strong>, circa 1,6 milioni a testa, invitando al partenariato pubblico-privato: possono partecipare solo Comuni o gruppi di 3 Comuni con meno di 5 mila abitanti. Anche in questo caso, fondi volti alla creazione di attivit\u00e0 imprenditoriali o turistiche, che possono essere anche culturali ma \u2013 l\u2019avviso lo chiarisce \u2013 comunque pensate per creare posti di lavoro nel settore privato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bando, pubblicato il 20 dicembre, spiega che \u201cal fine di assicurare il pi\u00f9 ampio coinvolgimento delle comunit\u00e0 locali,&nbsp;<strong>le candidature possono essere corredate dall\u2019adesione (\u2026) di partner pubblici e privati<\/strong>, diversi dai soggetti attuatori (Comune proponente o Comune aggregato), i quali si impegnano a concorrere al raggiungimento degli obiettivi dei Progetti (\u2026) attraverso interventi di cofinanziamento o l\u2019esecuzione di interventi sinergici e integrati\u201d e che in questo quadro \u201csaranno ritenute meritevoli di un maggior punteggio le candidature&nbsp;accompagnate da formule di partenariato in grado di esprimere efficaci forme di coordinamento e collaborazione tra soggetti pubblici e privati\u201d. E ancora,&nbsp;\u201cin particolare, saranno positivamente apprezzate (\u2026) forme flessibili e innovative di gestione in ambito culturale attraverso il ricorso a partenariati pubblico-privato, gi\u00e0 perfezionati al momento della presentazione della candidatura o da perfezionarsi nei termini previsti dal Progetto nel rispetto delle disposizioni di legge\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiaro \u00e8 che, essendo un bando che richiede (giustamente) un\u2019ampia progettazione ma aperto solo ad amministrazioni di comuni (o unioni di tre comuni) sotto i 5 mila abitanti, solo pochi di questi avranno le risorse e le competenze per affrontare la sfida, finendo per essere incentivati ad accettare l\u2019aiuto, pi\u00f9 o meno interessato, di aziende e partner terzi. Infine, gli ultimi&nbsp;<strong>200 milioni del miliardo previsto per il Piano di Franceschini (la Linea C) saranno spesi per sussidi alle imprese<\/strong>&nbsp;che sono o si vogliono trasferire in un borgo (l\u2019avviso uscir\u00e0 a marzo, e ancora non \u00e8 noto quali misure saranno messe in atto per monitorare la reale residenzialit\u00e0 dell\u2019impresa).<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 del caos creato dalla fumosit\u00e0 dei criteri, nella scommessa ministeriale&nbsp;<strong>appare rischiosa la premessa stessa dell\u2019operazione<\/strong>, cio\u00e8 l\u2019idea che l\u2019attrattivit\u00e0 turistica e la residenzialit\u00e0 temporanea o d\u2019impresa possono portare con s\u00e9 la creazione di servizi (non prevista dal bando) e non viceversa: i borghi e le aree interne si spopolano per tanti motivi, \u00e8 vero, ma la carenza di servizi, dagli ospedali alle poste fino alle scuole, sono tra i principali. L\u2019investimento sar\u00e0 in grado di portare indirettamente un\u2019inversione di tendenza a questo riguardo?<\/p>\n\n\n\n<p>Nella conferenza stampa di presentazione era stato specificato che si tratta di \u201cun esperimento: se andr\u00e0 bene lo replicheremo\u201d.&nbsp;<strong>Se andr\u00e0 male, per\u00f2, i borghi rischiano di finire nelle mani di aziende<\/strong>&nbsp;che \u2013 fallito l\u2019investimento (o senza investimenti, dato il sussidio statale) potrebbero decidere di abbandonarli. Non mancano gli esempi di tentati hotel diffusi divenuti borghi abbandonati o quasi: il pi\u00f9 famoso \u00e8 forse quello di Corvara (Pescara) divenuto set di&nbsp;<em>Omicidio all\u2019italiana<\/em>&nbsp;di Maccio Capatonda e risale a ben prima che si pensasse a sussidi plurimilionari per spingere simili tentativi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avviso spiega che \u201ctutti gli interventi devono essere progettati, realizzati e gestiti secondo il modello dell\u2019economia circolare e nel quadro di obiettivi di riduzione dei consumi energetici.\u201d C\u2019\u00e8 da sperare che debbano essere progettati, realizzati e gestiti avendo al centro anche il borgo e le persone che abitano il territorio.&nbsp;<strong>Ma l\u2019intero assetto del bando appare avere al centro dell\u2019altro.<\/strong>&nbsp;\u201cUna situazione che \u00e8 dannosa e pericolosa \u2013 dice ancora Marco Bussone di Uncem \u2013 Va fermata a costo di ripensare completamente il Piano da un miliardo. Evitiamo che i territori siano in balia di acquirenti facili e speculatori. Palazzo Chigi e i ministeri ascoltino il grido dei sindaci dei Comuni\u201d. Ancora poche settimane perch\u00e9 accada.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/emergenzacultura.org\/2022\/03\/04\/col-piano-borghi-rischiamo-di-buttare-1-miliardo-per-nulla\/\">https:\/\/emergenzacultura.org\/2022\/03\/04\/col-piano-borghi-rischiamo-di-buttare-1-miliardo-per-nulla\/<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Leonardo Bison. 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