{"id":15219,"date":"2022-03-08T09:49:46","date_gmt":"2022-03-08T08:49:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15219"},"modified":"2022-03-15T09:50:18","modified_gmt":"2022-03-15T08:50:18","slug":"dissesto-idrogeologico-quasi-il-94-dei-comuni-a-rischio-frane-alluvioni-ed-erosione-costiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/03\/dissesto-idrogeologico-quasi-il-94-dei-comuni-a-rischio-frane-alluvioni-ed-erosione-costiera\/","title":{"rendered":"Dissesto idrogeologico: quasi il 94% dei comuni a rischio frane, alluvioni ed erosione costiera"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di ISPRA.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aumenta nel 2021 la superficie nazionale potenzialmente soggetta a frane e alluvioni: l\u2019incremento sfiora rispettivamente il 4% e il 19% rispetto al 2017. Quasi il 94% dei comuni italiani \u00e8 a rischio dissesto e soggetto ad erosione costiera e oltre 8 milioni di persone abitano nelle aree ad alta pericolosit\u00e0.<br>Segnali positivi per le coste italiane: dopo 20 anni, a fronte di numerosi interventi di protezione, i litorali in avanzamento sono superiori a quelli in arretramento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"294\" height=\"416\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Rapporto-Ispra-dissesto-idrogeologico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15223\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Rapporto-Ispra-dissesto-idrogeologico.jpg 294w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Rapporto-Ispra-dissesto-idrogeologico-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 il \u201cDissesto idrogeologico in Italia\u201d, il rapporto 2021 presentato dall\u2019ISPRA che fornisce il quadro di riferimento nazionale sulla pericolosit\u00e0 associata a frane, alluvioni e sull\u2019erosione costiera dell\u2019intero territorio italiano.<br>Nel 2021, oltre 540 mila famiglie e 1.300.000 abitanti vivono in zone a rischio frane (13% giovani con et\u00e0 &lt;15 anni, 64% adulti tra 15 e 64 anni e 23% anziani con et\u00e0 &gt; 64 anni), mentre sono circa 3 milioni di famiglie e quasi 7 milioni gli abitanti residenti in aree a rischio alluvione. Le regioni con i valori pi\u00f9 elevati di popolazione che vive nelle aree a rischio frane e alluvioni sono Emilia-Romagna (quasi 3 milioni di abitanti a rischio), Toscana (oltre 1 milione), Campania (oltre 580 mila), Veneto (quasi 575 mila), Lombardia (oltre 475 mila), e Liguria (oltre 366 mila).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Gli edifici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Su un totale di oltre 14 milioni di edifici, quelli ubicati in aree a pericolosit\u00e0 da frana elevata e molto elevata superano i 565 mila (3,9%), mentre poco pi\u00f9 di 1,5 milioni (10,7%) ricadono in aree inondabili nello scenario medio. Gli aggregati strutturali a rischio frane oltrepassano invece i 740 mila (4%).<br>Le industrie e i servizi ubicati in aree a pericolosit\u00e0 da frana elevata e molto elevata sono oltre 84 mila con 220 mila addetti esposti a rischio, mentre quelli esposti al pericolo di inondazione, sempre nello scenario medio, superano i 640 mila (13,4%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Beni Culturali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Degli oltre 213 mila beni architettonici, monumentali e archeologici, quelli potenzialmente soggetti a fenomeni franosi sono oltre 12 mila nelle aree a pericolosit\u00e0 elevata; raggiungono complessivamente le 38.000 unit\u00e0 se si considerano anche quelli ubicati in aree a minore pericolosit\u00e0. I Beni Culturali a rischio alluvioni, poco meno di 34 mila nello scenario a pericolosit\u00e0 media, arrivano a quasi 50 mila in quello a scarsa probabilit\u00e0 di accadimento (eventi estremi). Per la salvaguardia dei Beni Culturali, \u00e8 importante valutare anche lo scenario meno probabile, tenuto conto che, in caso di evento, i danni prodotti al patrimonio culturale sarebbero inestimabili e irreversibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Le coste<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo rilievo delle coste italiane ha consentito un aggiornamento dei dati sullo stato e sui cambiamenti in prossimit\u00e0 della riva: nel periodo 2007-2019, risulta in avanzamento quasi il 20% dei litorali nazionali e il 17,9% in arretramento. A fronte di un progressivo aumento dei tratti di costa protetti con opere di difesa rigide,<br>rispetto al 2000-2007 aumentano i litorali stabili e in avanzamento e diminuiscono dell\u20191% quelli in erosione. A livello regionale il quadro \u00e8 pi\u00f9 eterogeneo: la costa in erosione \u00e8 superiore a quella in avanzamento in Sardegna, Basilicata, Puglia, Lazio e Campania; le regioni con i valori pi\u00f9 elevati di costa in erosione sono Calabria (161 km), Sicilia (139 km), Sardegna (116 km) e Puglia (95 km).<\/p>\n\n\n\n<p>Dati e mappe sono disponibili sulla piattaforma nazionale IdroGEO (idrogeo.isprambiente.it), un\u2019APP multilingua, open data, accessibile da smartphone, tablet e desktop.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/resolveuid\/34a277b84e1146f99699511fb6d97d36\">Qui potete scaricare il Rapporto ISPRA integrale.<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di ISPRA. 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