{"id":15303,"date":"2022-04-11T10:22:08","date_gmt":"2022-04-11T08:22:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15303"},"modified":"2022-04-11T10:22:14","modified_gmt":"2022-04-11T08:22:14","slug":"a-napoli-si-vuole-privatizzare-il-patrimonio-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/04\/a-napoli-si-vuole-privatizzare-il-patrimonio-culturale\/","title":{"rendered":"A Napoli si vuole privatizzare il patrimonio culturale"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Petizione del gruppo campano di &#8220;Mi Riconosci&#8221;, per opporsi alla gestione privatistica del patrimonio culturale nel Comune di Napoli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il 14 marzo il Comune di Napoli&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.vesuviolive.it\/aree-locali\/notizie-di-napoli\/424776-piano-della-cultura-manfredi-napoli\/\">ha presentato al Teatro Mercadante le linee di indirizzo del Piano della Cultura 2022-2026<\/a>. La forma di gestione individuata per i beni culturali della citt\u00e0 sarebbe quella di una fondazione per la cultura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019istituto della fondazione sancisce una gestione pubblico-privata;&nbsp;<a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/trentanni-di-cultura-privatizzata-sulla-pelle-dei-lavoratori\/\">come dimostrato per\u00f2,<\/a>&nbsp;<strong>una gestione privatistica del settore culturale porterebbe nel tempo&nbsp;<\/strong><strong>molti benefici al privato e perdite per il pubblico<\/strong>. Tra i beni che finirebbero in questa fondazione spiccano Castel dell\u2019Ovo, Castel Nuovo, il Pan. Il Cimitero delle Fontanelle, chiuso da due anni, viene citato&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.comune.napoli.it\/comunicatistampa?id=24185\">tra i siti da gestire tramite un partenariato pubblico-privato<\/a>, un cimitero che \u00e8 chiaramente sempre stato comunale, pubblico e gratuito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sindaco guarda con favore al modello della Fondazione Musei Civici di Venezia: un esempio&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.miriconosci.it\/musei-chiusi-per-motivi-economici\/\">fortemente criticato<\/a>&nbsp;per la dichiarata&nbsp;<strong>priorit\u00e0 data agli introiti derivanti dal turismo di massa, a discapito della fruizione pubblica<\/strong>; una fondazione che, al pari di un\u2019azienda,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.miriconosci.it\/27-2-2021-manifestazione-per-venezia-e-i-suoi-musei-ostaggio-del-turismo-rassegna-stampa\/\">ha chiuso i battenti per mancanza di introiti durante la pandemia<\/a>&nbsp;e che, anche quando avrebbe potuto riaprire, ha prorogato le chiusure e ha continuato a tenere in cassa integrazione i lavoratori, perch\u00e9 continuavano a mancare i turisti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non appoggiamo il modello della fondazione<\/strong>. Queste fondazioni infatti, una volta preso in gestione un bene culturale,&nbsp;<strong>tendono sempre ad alzare i prezzi dei biglietti<\/strong>&nbsp;<strong>e a risparmiare sul costo del lavoro<\/strong>:&nbsp;inseguendo tendenzialmente l\u2019obiettivo del pareggio di bilancio e avendo dei margini maggiori di flessibilit\u00e0 quanto alla gestione del personale, ricorrono al volontariato sostitutivo, adottano contratti non adeguati,&nbsp;spesso a chiamata e senza le necessarie tutele, e in caso di perdita chiedono aiuti allo Stato.&nbsp;<strong>Il regime privato in cui operano permette loro di non ricorrere a concorsi pubblici trasparenti per assumere personale,<\/strong>&nbsp;facilitando assunzioni spesso clientelari e arbitrarie, che tagliano fuori professionisti qualificati e innescano favoritismi.&nbsp;In pi\u00f9,&nbsp;<strong>a causa dell\u2019opacit\u00e0 stessa dello strumento giuridico della fondazione, rimangono problematiche le possibilit\u00e0 di recesso degli enti pubblici<\/strong>, per cui ogni conferimento si configura di fatto come perpetuo.<\/p>\n\n\n\n<p>Riteniamo che finora sia stato fatto troppo poco e male per i cittadini nel settore culturale: troppo spesso beni storico artistici, un tempo gratuiti o chiusi al pubblico, sono stati affidati in gestione a enti privati o appartenenti al terzo settore che hanno adottato strategie imprenditoriali svantaggiose per i lavoratori, per i visitatori e per l\u2019istituzione pubblica, dando prova di poca trasparenza.&nbsp;<strong>Questo ha portato nel tempo a un\u2019estrema parcellizzazione del sistema e all\u2019impossibilit\u00e0 di fruire di quei beni se non a pagamento<\/strong>, piegando la natura civica del patrimonio culturale alla logica dell\u2019economia turistica, per sua natura fragile e veicolo di precarizzazione del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Troppo spesso queste politiche di turistificazione e privatizzazione sono state presentate come partecipative o frutto di co-progettazione, con l\u2019obiettivo di neutralizzare in partenza critiche e conflitti da parte della cittadinanza attiva e realmente vitale per il territorio. Una retorica opportunista che ha favorito la progressiva deresponsabilizzazione delle istituzioni cittadine nei confronti del patrimonio culturale, nel quadro di una&nbsp;<strong>mancanza di visione pubblica sistemica per la gestione della cultura sull\u2019intero tessuto urbano, che ha accentuato l\u2019esclusione delle aree esterne al circuito turistico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riuscire a sfruttare la chiave partecipativa, la co-progettazione e i movimenti spontanei di rivendicazione delle politiche urbane creando nuove istituzioni e difendendo i beni comuni \u00e8 possibile, come mostra questa citt\u00e0, a patto di tenere ben distinte le sfere del pubblico e del privato, resistendo alla retorica dell\u2019impresa sociale e all\u2019imperativo della sostenibilit\u00e0 economica, del marketing urbano e della generazione del consenso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il popolo napoletano<\/strong>&nbsp;<strong>merita che i beni culturali del Comune restino liberi e gratuiti,<\/strong>&nbsp;o a prezzi molto accessibili: vanno evitati fenomeni come l\u2019innalzamento improvviso dei biglietti, la conseguente inaccessibilit\u00e0 economica e l\u2019ulteriore marginalizzazione sociale di cui soffre una citt\u00e0 come Napoli.<br>Sottoscrivendo questa petizione, chiediamo pertanto:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Che Castel dell\u2019Ovo e il Cimitero delle Fontanelle restino gratuiti; che il Pan e Castel Nuovo rimangano a gestione pubblica e aperti alla cittadinanza, senza alcuna maggiorazione di biglietti d\u2019ingresso;<\/li><li>Che nessuna nuova fondazione di partecipazione venga creata per gestire il patrimonio pubblico, n\u00e9 venga messa in atto alcuna altra forma di privatizzazione dei beni culturali del Comune;<\/li><li>Che l\u2019amministrazione comunale si impegni in una riflessione su come garantire l\u2019interesse pubblico nella gestione dei luoghi della cultura e la dignit\u00e0 del lavoro culturale, senza sfociare nella turistificazione;<\/li><li>Che si guardi al futuro con un approccio sistemico e integrato della gestione dei beni culturali, per favorire una maggiore chiarezza, agevolazioni per i pubblici, e partecipazione da parte dei cittadini; che si garantisca produzione e fruizione culturale sull\u2019intero territorio cittadino.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>Promotori<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Mi Riconosci \u2013 Campania<br>Napoli Monitor<br>Villa Medusa \u2013 Casa del Popolo<br>Comitato San Martino Napoli<br>Ex OPG \u2013 Je so\u2019 pazzo<br>Potere al popolo \u2013 Napoli<br>Emergenza Cultura<br>Circolo Legambiente La gabbianella e il gatto \u2013 Napoli<br>Lavoratrici e Lavoratori dello spettacolo Campania (LLSC)<br>Italia Nostra Napoli<br>Rete Set (Sud Europa Turistificazione)<br>Scugnizzo Liberato<br>GRIDAS \u2013 Gruppo risveglio dal sonno<br>Chi rom e\u2026chi no<br>Ecomuseo Urbano di Scampia<br>L\u2019Asilo<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Firmatari<\/strong>:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Federazione provinciale napoletana del Partito della Rifondazione Comunista<br>Santa Fede liberata<br>Sergio Staino<br>Fabio Tirelli \u2013 Consigliere Municipalit\u00e0<br>Gennaro Ferrillo \u2013 Altro Modo Flegreo<br>Concetta Casolaro<br>Anna Stefanelli<br>Luigi De Magistris<br>demA \u2013 Democrazia e Autonomia<br>Alessandra Clemente<br>Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli<br>Quelli del Maggio<br>Stefano De Caro<br>Annalisa Porzio<br>Nicola Spinosa<br>Luigi Abetti<br>Gruppo parlamentare \u201cManifestA\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le associazioni che desiderano firmare questa petizione possono inviare mail a&nbsp;<a href=\"mailto:campania.miriconosci@gmail.com\"><strong>campania.miriconosci@gmail.com<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Petizione del gruppo campano di &#8220;Mi Riconosci&#8221;, per opporsi alla gestione privatistica del patrimonio culturale nel Comune di Napoli. 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