{"id":15318,"date":"2022-04-22T08:57:04","date_gmt":"2022-04-22T06:57:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15318"},"modified":"2022-04-22T08:57:12","modified_gmt":"2022-04-22T06:57:12","slug":"a-melegnano-continua-il-consumo-di-suolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/04\/a-melegnano-continua-il-consumo-di-suolo\/","title":{"rendered":"A Melegnano continua il consumo di suolo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura dell&#8217;Osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con riferimento alla Delibera della Giunta comunale 17 del 18 febbraio 2022 PIANO ATTUATIVO COMPARTO C DELL&#8217;AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT 24 &#8211; ADOZIONE, nell\u2019esprimere la nostra contrariet\u00e0 agli insediamenti previsti sull\u2019<strong>area della San Carlo<\/strong>, qui di seguito avanziamo una serie di osservazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Premessa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa premessa \u00e8 destinata alla politica che sta amministrando il Comune e dalla politica ci piacerebbe avere delle risposte. Siamo consapevoli che la valutazione delle osservazioni diventa un semplice esercizio di certificazione \u201cnotarile\u201d effettuata dagli uffici, non potrebbe essere altrimenti. Alla politica invece spetta il compito di compiere scelte e di giustificarle ai cittadini nel cui nome amministra.<br>Ricordiamo innanzitutto che questo piano trova fondamento in un PGT, deciso dalla precedente amministrazione, che prevede la cementificazione di quattro lotti per complessivi 409.307 mq., il 10% del territorio comunale.<\/p>\n\n\n\n<p>Al punto 4.2.3. Il sistema insediativo della Relazione generali viene citato il <strong>rapporto DUSAF (<\/strong>con una versione ormai superata da altre due edizioni). Gi\u00e0 oggi il grado di urbanizzazione del comune di Melegnano, con il 60,3% del totale della superficie comunale (dati ERSAF 2018), \u00e8 tra i pi\u00f9 elevati dell\u2019intera area metropolitana milanese. Con questo intervento la percentuale delle aree antropiz-<br>zate salirebbe al 63,7% Dato confermato anche dalla lettura dell\u2019ultimo <strong>rapporto ISPRA<\/strong>. Nel 2020, la Lombardia era la regione con la pi\u00f9 alta percentuale di suolo consumato: il 12,1% ,con la provincia di Milano maglia nera con il suo 31.6%. I comuni dell\u2019area omogenea del Sud Est sono posizionati sopra la media regionale ma sotto quella provinciale, con l\u2019eccezione di San Donato Milanese e Melegnano, all\u2019ultimo posto con il 47.3%.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La documentazione allegata alla delibera mai affronta in modo serio il valore del suolo<\/strong>. Non considera i rischi, sia per le persone sia per l\u2019ambiente, e i costi che derivano dalla perdita dei servizi ecosistemici che un suolo gratuitamente ci fornisce.<br>Abbiamo apprezzato l\u2019attenzione all\u2019ambiente dichiarata nell\u2019allegato 3.8 Sostenibilit\u00e0, attenzione che per\u00f2 si limita a identificare un percorso sostenibile riferito alle sole scelte edilizie. Questo sarebbe perfetto se parlassimo di un progetto di rigenerazione urbana, qui invece si vuole sigillare suolo agricolo.<br>Riteniamo doverosa una riflessione. Il suolo produce il nostro cibo. Gi\u00e0 oggi, colpa anche della forsennata cementificazione del patrio suolo siamo costretti ad importare molte delle materie prime necessarie per la nostra sopravvivenza. Consumare suolo significa dipendere ancora di pi\u00f9 da altre nazioni per poterci nutrire, significa perdere ancora un altro pezzo della nostra sovranit\u00e0 alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stima che in Lombardia un ettaro di suolo possa fornire le calorie necessarie per nutrire 5,9 persone; dunque, sigillando il terreno del comparto C condanneremo alla fame perpetua pi\u00f9 di 100 persone. In Lombardia l\u2019autoproduzione alimentare ricopre solo il 74,1% del fabbisogno calorico. Per supplire alla carenza di cibo dobbiamo ricorrere alle importazioni, con un effetto negativo sulla bilancia dei pagamenti e con la perdita di sovranit\u00e0 alimentare sia per noi che per i paesi che ci vendono il cibo, molto spesso sottraendolo ai loro connazionali.<br><strong>Ma il suolo non si limita a fornirci il nostro pane quotidiano, \u00e8 anche il pi\u00f9 importante serbatoio di biodiversit\u00e0 del pianeta e, ormai \u00e8 noto a tutti, \u00e8 fondamentale per la tutela dell\u2019ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il citato rapporto ISPRA valuta anche i costi della perdita dei servizi ecosistemici del suolo sigillato.<br>A puro titolo di esempio, il rapporto Mappatura e valutazione dell\u2019impatto del consumo di suolo sui servizi ecosistemici valuta che solo per il sistema di raccolta e allontanamento delle acque in<br>un\u2019area urbanizzata occorrono 6.500 euro per ettaro per anno.<br><strong>Questi costi sono stati considerati nella analisi economica del piano?<\/strong><br>Non stiamo parlando di minuzie, l\u2019impatto del consumo di suolo nell\u2019economia nazionale e locale \u00e8 significativo, un costo annuo per ettaro compresa tra 36.000 e 55.000 euro, un valore che (capitalizzato) \u00e8 maggiore della rendita speculativa derivata dall\u2019edificazione. E non possiamo dimenticare che questi costi sono finanziate dalle tasse, dunque, escono dalle nostre tasche. E sono costi che oggi paghiamo noi, poi li dovranno pagare i nostri figli e i nostri nipoti\u2026 per l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si spiega dunque la disattenzione dell\u2019amministrazione che ha certamente dimenticato di considerare questi costi, prima di approvare il progetto.<br>Come sempre, a livello locale, il miraggio degli <strong>oneri di urbanizzazione<\/strong>, quei pochi maledetti e subito, fa compiere alle amministrazioni scelte antieconomiche. E questo piano ne \u00e8 l\u2019ulteriore riprova.<br>Negli ultimi anni, consapevole dell\u2019importanza del suolo pur considerando i legittimi interessi della propriet\u00e0, la maggior parte dei piani di intervento edilizio garantisce una percentuale superiore al 50% di superfice da destinare a servizi pubblici, principalmente ad aree verdi. Su un\u2019area complessiva di circa 215 mila m 2 solo poco pi\u00f9 di 4mila sono stati riservati ai melegnanesi, un misero 20%.<br>Se poi guardiamo all\u2019intera AT24 del PGT corrente scopriamo che la percentuale scende al 12%.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel piano di cui alla delibera, si tratterebbe di nuova costruzione che va a sigillare su suolo libero e agricolo, scelta non in linea con le attuali politiche territoriali e urbane in materia edilizia.<br>Di fronte a un livello di urbanizzazione ormai non pi\u00f9 accettabile, l\u2019Unione europea ha stabilito obiettivi di riduzione progressiva e di azzeramento del consumo di suolo entro il 2050. Sembra quasi che a Melegnano questa sfida sia stata interpretata come un invito a fare in fretta e sigillare tutto il suolo fertile al pi\u00f9 presto.<br>Questo pressante invito \u00e8 stato recepito dalla legislazione nazionale, regionale e provinciale.<\/p>\n\n\n\n<p>Citt\u00e0 Metropolitana di Milano e di regione Lombardia, danno, seppur con qualche ambiguit\u00e0, precise indicazioni di riduzione del consumo di suolo. La Regione poi, con la LR 18\/2019 stabilisce che per i comuni lombardi la scelta prioritaria \u00e8 quella della rigenerazione urbana.<br>Questa forte raccomandazione ad usare aree dismesse \u00e8 supportata anche dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio che, come riportato al punto 3.4.<\/p>\n\n\n\n<p>PRESCRIZIONI DERIVANTI DAL DECRETO DI ESCLUSIONE VAS DELL\u2019AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT24 della Relazione Generale, chiede, tra l\u2019altro, di <strong>verificare soluzioni alternative<\/strong> magari in aree gi\u00e0 urbanizzate e dismesse al fine di non consumare altro suolo.<br>Se da un lato siamo abituati, ma non rassegnati, alla voracit\u00e0 dei proprietari che cercano di costruire su ogni singolo centimetro nel totale disinteresse del benessere dei cittadini, troviamo immorale che questa voracit\u00e0 sia avallata da un\u2019amministrazione comunale.<br>Questa nostra considerazione \u00e8 condivisa anche dall\u2019<strong>ISPRA<\/strong>. Citiamo ancora dall\u2019ultimo rapporto diffuso:<\/p>\n\n\n\n<p><em>la maggior parte dei servizi ecosistemici sono minacciati da una serie di pressioni politiche, economiche e culturali, il cui controllo \u00e8 in gran parte regionale e locale. D\u2019altra parte, anche i parametri del benessere umano, quali ricchezza, salute, valori culturali, cui sono in ultima istanza finalizzate le valutazioni, si correlano con le risorse naturali soprattutto a livello locale. Di conseguenza la dimensione locale, nonostante le difficolt\u00e0, rimane una priorit\u00e0 per la valutazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>e conclude: <em>la scala locale rimane invece pi\u00f9 difficile da affrontare.<\/em><br>Per questi motivi, si chiede di revocare\/annullare la delibera di giunta comunale 17 di adozione del Piano attuativo del comparto C della AT24.<\/p>\n\n\n\n<p>In subordine, qualora l\u2019Amministrazione Comunale, resti insensibile ai problemi del nostro pianeta e, di conseguenza, alla salute dei suoi cittadini, che dovrebbe tutelare e di cui il sindaco \u00e8 responsabile, <strong>avanziamo le seguenti ulteriori osservazioni<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li><strong>Adeguamento degli standard.<\/strong><br>Per i motivi esposti in premessa si chiede che il 50% del totale delle aree ricomprese nel comparto C venga destinato a verde pubblico. In alternativa che venga acquistata e ceduta al comune un\u2019area verde sul territorio comunale di superficie pari a quella su cui si vuole fare l\u2019intervento.<\/li><li><strong>Inquinamento acustico e atmosferico<\/strong><br>L\u2019allegato 36 VALUTAZIONE PREVISIONALE DI IMPATTO ACUSTICO al punto 4 Descrizione dell\u2019attivit\u00e0 ci informa che la fabbrica lavorer\u00e0 a ciclo continuo per cinque giorni alla settimana (da luned\u00ec a venerd\u00ec).<br>Dal punto 4.2 Stima traffico indotto dal Comparto C apprendiamo che per il traffico indotto si stima che tutti gli addetti (circa 250 persone) accederanno all\u2019area di lavoro utilizzando il mezzo privato e che i mezzi pesanti sarebbero 35\/40 mezzi pesanti al giorno durante tutte le 24 ore.<br>L\u2019area Ovest della nostra citt\u00e0 soffre per problemi di inquinamento acustico originati dalla A1 (transito superiore a 100.000 autovetture equivalenti) e dalla linea ferroviaria.<br>Chiediamo che venga fatta un\u2019approfondita indagine per verificare la soglia di inquinamento acustico considerando la concomitanza di queste fonti di rumore e quello del nuovo ipotizzato insediamento e che nell\u2019attesa la delibera venga ritirata.<\/li><li><strong>Impronta di carbonio<\/strong><br>Altro tema non considerato dai documenti e non richiesto dall\u2019amministrazione \u00e8 quello delle emissioni climalteranti.<br>In assenza di una documentazione completa che comprenda anche il calcolo basato sul ciclo di vita utile dell\u2019impianto (Life Cycle Assesment) chiediamo che la delibera venga ritirata.<\/li><li><strong>Incompletezza della documentazione<\/strong><br>La documentazione \u00e8 carente sotto due profili legati alla produzione.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>4.1 <strong>Fumi e vapori.<\/strong> Quale \u00e8 la temperatura di fumi e vapori emessi dal ciclo produttivo? Anche considerando l\u2019articolo 24 DISPOSIZIONI PARTICOLARI della Convenzione stabilisce che venga ceduto gratuitamente al Comune il vapore prodotto invece di scaricarlo in atmosfera, cosa succeder\u00e0 nei mesi estivi in cui il calore risulterebbe inutile per l\u2019impianto di teleriscaldamento, che, ricordiamo, oggi non \u00e8 nemmeno a livello di progetto.? L\u2019eliminazione del bosco, con il suo positivo effetto di mitigazione delle isole di calore prodotte anche dalla vicina A1, con l\u2019aggiunta del calore emesso dalla produzione del nuovo insediamento creerebbe maggiori di-<br>sagi ai cittadini che abitano nel quartiere Ovest.<\/p>\n\n\n\n<p>4.2 <strong>Risorse idriche<\/strong>. Dalla documentazione non emerge in modo chiaro quali sono le esigenze complessive della nuova struttura e quanto possano essere soddisfatte dai pozzi presenti sull\u2019area dell\u2019intervento. Considerando che la carenza di risorse idriche sta diventando sempre pi\u00f9 pesante in relazione ai cambiamenti climatici, riteniamo doveroso presentare un\u2019indagine pi\u00f9 puntuale e dettagliata.<br>Pre questi motivi chiediamo che la delibera venga ritirata e che venga riproposta dopo la ricezione e la verifica delle integrazioni richieste.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"5\"><li><strong>Mancato coinvolgimento della cittadinanza<\/strong><br>Il piano di cui si tratta coinvolge il 5% dell\u2019intero territorio comunale ed \u00e8 profondamente antidemocratico che questo venga deciso nelle segrete stanze del potere e che l\u2019unico confronto con la citt\u00e0 avvenga solo con la possibilit\u00e0 di presentare osservazioni, che saranno poi valutate sotto il profilo squisitamente tecnico.<br>Chiediamo che venga ritirata la delibera e che sia apra un percorso di condivisione e discussione con i cittadini, nel nome di quella trasparenza (il palazzo di vetro) promessa ai melegnanesi da questa amministrazione nelle LINEE PROGRAMMATICHE &#8211; MANDATO 2017 \u2013 2022.<\/li><li><strong>Presenza di un bosco<\/strong><br>Sull\u2019area sono presenti tre zone boschive.<br>Pure se non censite nel Piano di Indirizzo Forestale di Regione Lombardia, lo stato di fatto e l\u2019anzianit\u00e0 delle piante le identifica come bosco, che in quanto tale \u00e8 tutelato dal Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (D.lgs. n\u00b0 34 del 3 aprile 2018).<br>La presenza del bosco \u00e8 confermata anche dalla documentazione; il punto 4.6. Piano di Governo del Territorio dell\u2019Allegato 3.2 Relazione di impatto paesistico recita infatti:<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Dall\u2019esame puntuale della cartografia del PGT, per ci\u00f2 che riguarda gli elementi utili per una definizione della sensibilit\u00e0 dell\u2019area di intervento, si desume che:<br>\u2022 Tavola Dp3.1 \u2013 Carta del paesaggio. All\u2019interno dell\u2019area vi sono alcune indicazioni relative alla presenza di elementi di carattere ambientale e paesaggistico. Si rileva l\u2019indicazione di \u201cboschi\u201d nella parte est dell\u2019area in prossimit\u00e0 del corso della roggia Canarola, l\u2019indicazione \u201carbusteti e cespuglieti\u201d nella parte centrale dell\u2019area e lungo il perimetro nord e sud dell\u2019area e \u201cfilari alberati\u201d sempre in corrispondenza della parte centrale dell\u2019area.<br>Risultano ancora mancanti tutti i pareri definitivi sulla presenza dell\u2019area boschiva e dunque sulla possibilit\u00e0 di edificare su questo suolo.<br>Chiediamo che venga ritirata la delibera poich\u00e9 l\u2019area boschiva \u00e8 protetta dalla legge citata e il progetto necessita quindi una profonda revisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Per tutte queste ragioni non possiamo che ribadire la nostra profonda contrariet\u00e0 agli insediamenti previsti che distruggerebbero il suolo, bene comune fragile la cui perdita sarebbe irreversibile, e creerebbero problemi alla cittadinanza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019Osservatorio \u00e8 un organismo composto dalle strutture locali di Italia Nostra, Legambiente, WWF, Slow Food, DESR, Amici di Carlotta, Comitato Tilt Vizzolo, Greensando, Comitato Stop alla logistica Sordio-San Zenone, Associazione per i Vivai proNatura, Associazione per il Parco Sud Milano, Associazione NOI, Associazione Cittadini di Paullo, Comitato salviamo gli alberi di via Galvani a Peschiera Borromeo, Comitato Salviamo il Pratone, Comitato No Logistica di Paullo e Associazione Culturale per l\u2019Autogestione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura dell&#8217;Osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio. 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