{"id":15328,"date":"2022-05-01T09:18:21","date_gmt":"2022-05-01T07:18:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15328"},"modified":"2022-05-01T09:18:27","modified_gmt":"2022-05-01T07:18:27","slug":"lombardia-si-discutono-i-piani-cave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/05\/lombardia-si-discutono-i-piani-cave\/","title":{"rendered":"Lombardia: si discutono i Piani Cave"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura del Forum Salviamo il Paesaggio- Difendiamo i territori, Coordinamento Lombardia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Arrivano in discussione in queste settimane i <strong>piani Cave della citt\u00e0 Metropolitana di Milano e della provincia di Varese<\/strong>, il primo presso il Consiglio regionale lombardo, il secondo in fase di VAS provinciale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I Piani Cave provinciali pur essendo strumenti di pianificazione territoriale sono spesso misconosciuti e sottovalutati, sebbene <strong>influenzino tutta la filiera delle costruzioni<\/strong>, pubbliche e private, impattino con la gestione delle aree protette e la tutela delle acque superficiali, parlino la stessa lingua della gestione dei rifiuti ed abbiano un ruolo essenziale nel consumo di suolo. Gi\u00e0 molti anni fa <strong>Luca Martinelli <\/strong>scriveva \u201c<em>L\u2019attivit\u00e0 estrattiva, in Italia, \u00e8 senza regole. Quasi 6mila cave attive e 10mila abbandonate: nessuno sa con esattezza quanto si estrae, i controlli sono scarsi e chi scava paga pochissimo le concessioni. Cos\u00ec mentre nel resto d\u2019Europa si riciclano ghiaia e inerti, da noi \u00e8 pi\u00f9 conveniente ricorrere alla ruspa. E quando la cava si esaurisce, diventa una discarica. Come quella di Chiaiano<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Attivit\u00e0 estrattiva e consumo di suolo sono strettamente correlati. Il <a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Schede_di_sintesi_consumo_di_suolo.pdf\">rapporto annuale ISPRA <\/a>evidenzia che <strong>la Lombardia ha il pi\u00f9 alto consumo di suolo (12,08% del territorio regionale) rispetto alla gi\u00e0 alta media nazionale (7,11%);<\/strong> nel dettaglio le provincie di Milano e Varese a loro volta presentano i dati pi\u00f9 alti (rispettivamente, Milano il 31,62% e Varese il 20,96% del proprio territorio provinciale). <\/p>\n\n\n\n<p>Per queste due province lombarde, il dato pi\u00f9 eclatante alla base delle previsioni dei volumi di escavazione per il prossimo decennio \u00e8 il <strong>fabbisogno di inerti<\/strong>, sempre sovrastimato nei precedenti piani cave e riproposto negli attuali aggiornamenti. Vediamo i numeri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo piano cave di Citt\u00e0 Metropolitana di Milano, attraverso varie metodologie di calcolo e previsioni pi\u00f9 che ottimistiche di ripresa e sviluppo del comparto edilizio per il decennio 2019-2029, conferma un <strong>fabbisogno di 32 milioni mc.<\/strong> <strong>Nel decennio 2006-2016 sono stati costruiti a Milano e Provincia 125 milioni mc di immobili residenziali e non residenziali, moltissimi dei quali rimasti poi invenduti e inutilizzati.<\/strong> A fronte di un cavato nel decennio 2006-2016 di 18.578.000 mc, il nuovo piano prevede 13,4 milioni mc in pi\u00f9 (41% sul previsto, 58% sul cavato reale). Applicando comuni calcoli edili, <strong>con questa volumetria di inerti cavati sarebbe possibile la costruzione di ben 743.000 alloggi (immobili) da 100 mq<\/strong> ovvero 82.500 palazzine da 3 piani con 3 appartamenti per piano da 100 mq o 40.000 palazzi da 6 piani con 3 appartamenti per piano da 100 mq, per una superficie di costruzione estesa pari a 74 Kmq da sommare agli attuali 630 Kmq gi\u00e0 urbanizzati, portando la percentuale di urbanizzazione del territorio di Citt\u00e0 Metropolitana di Milano (1575 Kmq) dal 41% al 45%. Calcolando 3 persone per 100 mq, la proposta del nuovo Piano Cave dunque permetterebbe l\u2019insediamento di almeno 2.230.000 nuovi residenti in Milano e nei Comuni dell\u2019ex provincia nei prossimi 10 anni , con un incremento del 70% rispetto agli attuali 3.200.000 abitanti circa. <strong>Ma quanti \u2018vuoti a perdere\u2019 ci sono gi\u00e0 nell\u2019area vasta di Citt\u00e0 Metropolitana di Milano? <\/strong>considerato che secondo ISTAT nel nostro Paese sono attualmente presenti oltre 7 milioni di abitazioni non utilizzate, 700 mila capannoni dismessi, 500 mila negozi definitivamente chiusi, 55 mila immobili confiscati alle mafie. <strong>Nel settembre 2018 il Coordinamento Regionale lombardo del Forum Salviamo il Paesaggio-Difendiamo i territori present\u00f2 ben 3 documenti contenenti dettagliate osservazioni alla proposta del nuovo Piano Cave di Citt\u00e0 Metropolitana di Milano<\/strong>, che furono sottoscritti da altre 25 sigle associative regionali tra le quali la Carovana Antimafia Ovest Milano oltre che da 5 illustri personalit\u00e0 del mondo accademico, della Magistratura e della politica (Paolo Maddalena, Virginio Bettini, Vittorio Ingegnoli, Mario Agostinelli, Emilio Molinari). Le osservazioni del 2018 non hanno determinato significative modifiche al Piano e dopo l\u2019adozione definitiva da parte di Citt\u00e0 Metropolitana di Milano nel marzo 2019, l\u2019iter di approvazione si \u00e8 arenato in Regione Lombardia. Tuttora il piano non \u00e8 stato approvato, anche per le segnalazioni effettuate dalla Commissione antimafia regionale seguite al sequestro di una cava a Zibido San Giacomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Piano cave di Varese, a fronte di un cavato nel decennio precedente di 11,415 milioni mc per il prossimo decennio prevede 24,756 milioni mc, dei quali 18,548 milioni mc \u2018autorizzabili\u2019. <strong>Con questa previsione si consentirebbe di estrarre il 50% in pi\u00f9 di materiali rispetto a quanto estratto in 13 anni e complessivamente le previsioni di piano sono il doppio di quanto estratto<\/strong>: dunque un ulteriore incremento degli ambiti estrattivi attivi, insieme al maggior consumo della risorsa suolo che deriva dall\u2019attivit\u00e0 edilizia correlata al fabbisogno di inerti stimato sul territorio provinciale.<br>Da ultimo, ma non per importanza, \u00e8 noto che una consistente parte del cavato prende la via della Svizzera, in media ogni anno non meno di 1 milione di tonnellate di inerti.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa che <strong>in dieci anni sono stati esportati tra i 5,88 e i 6,66 milioni mc di risorsa NON rinnovabile<\/strong>, che rappresenta la met\u00e0 di quanto estratto. Alle note problematiche ambientali connesse alla gestione e al recupero dei nostri siti estrattivi, tali attivit\u00e0 sommano un traffico stimabile intorno ai 120.000 veicoli\/anno e 10 milioni di km percorsi (considerando un carico medio di 16\u00a0t\/veicolo), che tendono a concentrarsi su pochi corridoi transalpini, generando inquinamento dell\u2019aria, inquinamento acustico e consumo energetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le vicende legate ad abusi e mancati controlli sui materiali importati generano inoltre forti perplessit\u00e0, se non aperto dissenso, sulla scelta di Regione Lombardia di favorire il traffico transfrontaliero di materiali inerti dalla Lombardia verso il Ticino e del materiale di scavo\/rifiuti speciali dal Ticino verso la Lombardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo siamo alle solite. \u00c8 evidente la <strong>costante enorme sproporzione fra le previsioni che vengono inserite nei piani cave e quanto viene effettivamente estratto<\/strong>; si tratta di un elemento che va ben oltre i margini precauzionali e non pu\u00f2 essere giustificato se non come copertura degli interessi di parte (attivit\u00e0 estrattive, edilizia, movimento terra, gestione dei rifiuti), laddove invece andrebbero tutelati gli interessi generali che attengono alle risorse naturali non ripristinabili.<br>Vale inoltre la pena di sottolineare che cave e settori correlati sono tra quelli maggiormente soggetti ad infiltrazione da parte delle mafie, dal nord al sud del Paese, e che le concessioni di escavazione divengono spesso una garanzia finanziaria per attivit\u00e0 connesse ben pi\u00f9 remunerative.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi piani si rivelano imponenti elaborati tecnico-politici permeati solo da una logica di tutela degli interessi economici di pochi operatori ed \u00e8 evidente che <strong>la Valutazione Ambientale sia poco pi\u00f9 che un incidente di percorso<\/strong> che comunque pu\u00f2 essere \u2018aggiustato\u2019 mediante mitigazioni e monetizzazioni.<br>Se pensiamo che<strong> quasi tutti gli ambiti estrattivi lombardi si trovano in Aree protette<\/strong> (Parchi Regionali, PLIS , SIC) o comunque limitrofi ad esse e che in molte sezioni dei Rapporti Ambientali si rileva chiaramente l\u2019elevato impatto ambientale negativo delle cave (aria, acqua, suolo, paesaggio), eppure si pensa di risolvere il problema attraverso recuperi ambientali postumi. Un superficiale azzardo nella migliore delle ipotesi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Permane l\u2019assenza di concreti sistemi di controllo e di monitoraggio delle ricadute ambientali <\/strong>generate dalle attivit\u00e0 estrattive e neppure la nuova legge di Regione Lombardia n. 20 \u2013 08\/11\/2021 (Disciplina della coltivazione sostenibile di sostanze minerali di cava e per la promozione del risparmio di materia prima e dell\u2019utilizzo di materiali riciclati) riesce ad andare oltre generici impegni di tutela che hanno pi\u00f9 il sapore di green washing che di un effettivo strumento di conservazione di un bene comune quali sono le risorse estrattive.<\/p>\n\n\n\n<p>Per queste ragioni nel corso dell\u2019audizione del 30 marzo scorso presso la VI Commissione consiliare regionale \u201c<em>Ambiente e protezione civile<\/em>\u201d <strong>abbiamo anche proposto un Osservatorio<\/strong>, costituito dal livello istituzionale e partecipato sia dagli operatori economici di settore che dal civismo organizzato ambientalista, in cui si possa fare il punto a cadenza annuale rispetto ai volumi estratti, alla destinazione finale del materiale, alle variazioni della falda, alla qualit\u00e0 dell\u2019acqua per le cave in falda, alle emissioni in atmosfera. Elemento proposto anche nelle osservazioni per la VAS del Piano Cave della Provincia di Varese che stiamo elaborando in questi giorni cercando di attivare altre risorse civiche del territorio quali i \u201c<strong><em>Tavoli per il Clima<\/em><\/strong>\u201d, ma anche Amministrazioni comunali direttamente o meno coinvolte dalle attivit\u00e0 estrattive. Ognuno dovr\u00e0 fare la sua parte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Salviamo il Paesaggio-Difendiamo i territori, Coordinamento Lombardia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se qualcuno avesse voglia di fare un giro al seguente link\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dati.lombardia.it\/Ambiente\/Cave-Attive\/un9k-q7wz\/data\">Cave Attive | Open Data Regione Lombardia<\/a>\u00a0pu\u00f2 trovare i dati descrittivi e identificativi tratti dal\u00a0Catasto regionale delle cave\u00a0inerenti cave attive e cessate del bistrattato territorio lombardo.\u00a0I dati forniscono informazioni su materiale, tipo ed et\u00e0 della cava, vincoli presenti e tipo di recupero previsto di qualcosa come 695 cave\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura del Forum Salviamo il Paesaggio- Difendiamo i territori, Coordinamento Lombardia. 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