{"id":15451,"date":"2022-07-04T16:06:21","date_gmt":"2022-07-04T14:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15451"},"modified":"2022-07-04T16:07:10","modified_gmt":"2022-07-04T14:07:10","slug":"i-padroni-della-terra-quinto-rapporto-focsiv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/07\/i-padroni-della-terra-quinto-rapporto-focsiv\/","title":{"rendered":"I Padroni della Terra, Quinto Rapporto Focsiv"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di FOCSIV-Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono pari a 91,7 milioni di ettari le terre accaparrate in tutto il mondo.<br>Un fenomeno che la guerra pu\u00f2 amplificare a causa della competizione tra blocchi geopolitici a discapito delle comunit\u00e0 native. Il caso Ucraina \u00e8 emblematico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 quanto emerge dal V\u00b0 Rapporto Focsiv \u201c<em>I padroni della Terra. Rapporto sull\u2019accaparramento della terra 2022: conseguenze sui diritti umani, ambiente e migrazioni<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Presentato a Roma nella Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, in Piazza della Minerva 38, su iniziativa del senatore\u00a0<strong>Mino Taricco,<\/strong>\u00a0il\u00a0<strong>V\u00b0 Rapporto \u201cI padroni della Terra. Rapporto sull\u2019accaparramento della terra 2022: conseguenze sui diritti umani, ambiente e migrazioni\u201d,<\/strong>\u00a0ideato e redatto da\u00a0<strong>Focsiv \u2013 Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato,\u00a0<\/strong>nell\u2019ambito della Campagna<strong>\u00a0Abbiamo riso per una cosa seria,\u00a0<\/strong>iniziativa ventennale volta a sostenere l\u2019agricoltura familiare contro le grandi operazioni di accaparramento<strong>,\u00a0<\/strong>con il patrocinio di\u00a0<strong>GreenAccord\u00a0<\/strong>e il contributo del progetto\u00a0<strong>Volti delle Migrazioni\u00a0<\/strong>co-finanziato dall\u2019<strong>Unione Europea<\/strong>. Presupposto delle cinque edizioni del Rapporto \u00e8 la consapevolezza che la terra, soprattutto quella fertile e l\u2019acqua salubre, sono risorse che si stanno esaurendo, in un mercato globale che tutto fagocita con un modello sviluppista ed estrattivista.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche \u201cI padroni della terra 2022\u201d sono dedicati 358 difensori dei diritti umani uccisi in 35 Paesi per essersi opposti alla devastazione e all\u2019inquinamento su grande scala di foreste, terra e acqua, lottando in difesa del Pianeta e del diritto di ciascuno di non essere sfruttato o emarginato e di poter vivere in un ambiente salubre e sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal Rapporto emerge come siano&nbsp;<strong>91,7 milioni di ettari le terre<\/strong>&nbsp;che sono state accaparrate in questi ultimi 20 anni a danno delle comunit\u00e0 locali, dei contadini e dei popoli nativi, secondo gli ultimi rilevamenti di marzo della&nbsp;<strong>banca dati di Land Matrix<\/strong>, il sito che raccoglie informazioni sui contratti di cessione e affitto di grandi estensioni di terra. Questo fenomeno si concentra in alcuni paesi: il pi\u00f9 coinvolto \u00e8 il&nbsp;<strong>Per\u00f9 con 16 milioni di ettari,<\/strong>&nbsp;a questo seguono a distanza il Brasile e l\u2019Argentina, l\u2019Indonesia e la Papua Nuova Guinea, mentre in l\u2019Europa orientale vi \u00e8 l\u2019Ucraina, e nel continente africano il Sud Sudan, il Mozambico, la Liberia e il Madagascar.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei 60 milioni di ettari di superficie totale dell\u2019<strong>Ucraina<\/strong>, il 55% \u00e8 classificato come terreno coltivabile, la percentuale pi\u00f9 alta in Europa. A milioni di abitanti dei villaggi ucraini, con la privatizzazione dei terreni durante il processo di riforma agraria, sono stati assegnati piccoli appezzamenti di terreni \u2013 in media quattro ettari \u2013 che in precedenza, sotto l\u2019Unione Sovietica, erano di propriet\u00e0 statale o comunale. I grandi investitori con il tempo hanno aggirato il divieto di vendita della terra imposto dalla moratoria grazie alla messa in atto di contratti di affitto. La mancanza di capitale e la frammentazione degli appezzamenti ha costretto molti contadini dei villaggi ad affittare a cifre irrisorie la loro terra, oggi migliaia di questi appezzamenti sono concentrati sotto il controllo di grandi aziende agricole.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>guerra dell\u2019Est europeo<\/strong>, cos\u00ec come la pandemia prima, non ha rallentato il fenomeno, anzi sono proprio queste crisi, come quella del 2008 con il crollo di Wall Street, che generano ed&nbsp;<strong>alimentano la competizione&nbsp;<\/strong>degli attori sovrani e di mercato pi\u00f9 potenti per accordarsi con le \u00e9lite locali appropriandosi di terre fertili e di risorse minerarie per il proprio tornaconto a discapito dei popoli che da secoli vi vivono.<\/p>\n\n\n\n<p>Si mette anche in evidenza come la&nbsp;<strong>digitalizzazione<\/strong>&nbsp;stia facilitando le operazioni di accaparramento con la creazione di registri e certificazioni digitali, mostrando come questa non sostenga i diritti alla terra delle comunit\u00e0 contadine, ma la loro frustrazione da parte di chi si appropria del potere. Le nuove tecnologie informatiche, in linea di massima, appaiono piegate agli interessi di privatizzazione e finanziarizzazione dei terreni. Mentre&nbsp;<strong>Facebook<\/strong>&nbsp;diventa uno spazio per il commercio della terra, situazione per la quale la piattaforma social si sente non coinvolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra situazione drammatica messa in luce dal Rapporto e legato al land grabbing, \u00e8 quello della&nbsp;<strong>deforestazione<\/strong>&nbsp;per lo sfruttamento delle risorse naturali \u2013 11,1 milioni di ettari di foreste tropicali perse nel 2021 \u2013 a favore dell\u2019espansione delle grandi piantagioni monocolturali. Le conseguenze sono pesanti e molteplici: perdita della biodiversit\u00e0 e dei relativi servizi ecosistemici, espulsioni delle popolazioni native e contadine, insicurezza umana e nuove tensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Essenziale \u00e8 il ruolo della finanza e, in particolare, delle&nbsp;<strong>banche pubbliche di sviluppo<\/strong>, come la&nbsp;<strong>Cassa Depositi e Prestiti.<\/strong>&nbsp;Tuttavia, alcune di queste sono coinvolte nel finanziamento di investimenti insostenibili. \u00c8 necessario che esse si dotino di meccanismi efficaci e trasparenti di valutazione&nbsp;<em>ex ante<\/em>, di controllo e di accesso alla giustizia, sostenendo le richieste delle comunit\u00e0 locali. La stessa Cassa Depositi e Prestiti deve adottare questi meccanismi al pi\u00f9 presto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua prefazione al Rapporto&nbsp;<strong>Ivana Borsotto, Presidente Focsiv<\/strong>&nbsp;sostiene come sia indispensabile un processo di cambiamento e come questo dipenda&nbsp;<em>\u201cin gran parte dalla cooperazione e dalle spinte delle lotte dei contadini e dei popoli indigeni, soprattutto delle comunit\u00e0 pi\u00f9 vulnerabili, che sono accompagnati dalle associazioni della societ\u00e0 civile di FOCSIV, CIDSE e non solo. Sono le lotte per i diritti umani e della natura, per una vera democrazia dal basso, che forgiano la speranza di un mondo migliore, senza accaparramenti e con una maggiore capacit\u00e0 di gestire in modo nonviolento i conflitti. \u2013<\/em>&nbsp;aggiunge pi\u00f9 avanti<em>&nbsp;\u2013 Questo processo di cambiamento \u00e8 indispensabile e dipende in gran parte dalla cooperazione e dalle spinte delle lotte dei contadini e dei popoli indigeni, soprattutto delle comunit\u00e0 pi\u00f9 vulnerabili, che sono accompagnati dalle associazioni della societ\u00e0 civile di FOCSIV, CIDSE e non solo. Reiteriamo, quindi, la richiesta dell\u2019aumento dell\u2019aiuto pubblico allo sviluppo, affinch\u00e9 raggiunga lo 0,70% del reddito nazionale lordo, e la sua destinazione a favore prioritariamente di programmi per l\u2019agroecologia, e per il sostegno ai difensori dei diritti umani.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto indica come sia importante ridare forza e cogenza al&nbsp;<strong>Comitato Mondiale per la Sicurezza Alimentare<\/strong>, che ha gi\u00e0 concordato linee guida volontarie per i regimi fondiari, la cui applicazione \u00e8 per\u00f2 insufficiente. Servono regole obbligatorie, ma ci sono anche delle buone notizie che provengono dalla crescente introduzione di regolamenti e proposte di dovuta diligenza che provengono dall\u2019Unione Europea. Proposte che devono migliorare cos\u00ec come l\u2019attuazione dei regolamenti gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rapporto indica&nbsp;<strong>10 raccomandazioni<\/strong>&nbsp;che vanno nella direzione di una ristrutturazione del sistema alimentare internazionale, che possa sostenere il diritto alla terra delle comunit\u00e0 contadine e dei popoli nativi. Raccomandazioni che sono rese ancora pi\u00f9 urgenti a seguito delle conseguenze della guerra in Ucraina che stanno accrescendo l\u2019insicurezza alimentare dei paesi pi\u00f9 vulnerabili e la competizione geopolitica sulle risorse naturali. \u00c8 urgente una riforma del sistema multilaterale per gestire le tensioni tra i grandi poteri geopolitici, dare voce ai popoli impoveriti e proteggere i diritti alla terra delle comunit\u00e0 locali.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Difendi chi lavora la terra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Scarica il&nbsp;<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.focsiv.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/LG2020-5ED-21.06.2022-WEB.pdf\" target=\"_blank\">Rapporto I Padroni della Terra 2022<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di FOCSIV-Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario. 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