{"id":15467,"date":"2022-07-15T14:26:00","date_gmt":"2022-07-15T12:26:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15467"},"modified":"2022-07-16T16:28:29","modified_gmt":"2022-07-16T14:28:29","slug":"rinnovabili-i-furbetti-del-frazionamento-dei-progetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/07\/rinnovabili-i-furbetti-del-frazionamento-dei-progetti\/","title":{"rendered":"Rinnovabili, i furbetti del frazionamento dei progetti"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Fabio Modesti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ancora tentativi di aggirare le norme sulla valutazione di impianti di rinnovabili. La Regione Campania si accorge dello spacchettamento artificioso di un progetto da oltre 86 MW in due progetti presentati a sette anni l\u2019uno dall\u2019altro. Il Consiglio di Stato conferma il fattaccio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Morcone \u00e8 un Comune della Campania sannita non lontano dalle meraviglie archeologiche della molisana&nbsp;<em>Sepinum<\/em>, oggi Sepino, e di Altilia. I due paesi sono sorti sul tratturo Pescasseroli-Candela. L\u00ec, in quelle terre bellissime e ricche di testimonianze storiche ed archeologiche, una societ\u00e0 che realizza impianti eolici industriali ne ha realizzato uno, denominato \u201cMorcone, da 57 MW e, dopo sette anni, ne ha proposto il completamento con un altro, denominato \u201cLisa\u201d, da 29,92 MW. La Regione Campania ha ritenuto che in realt\u00e0 si trattasse non gi\u00e0 di un completamento dell\u2019originario impianto ma di un \u201cartato frazionamento\u201d di un progetto unitario al fine di ottenere vantaggi in termini di incentivi e di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.fabiomodesti.it\/rinnovabili-in-puglia-revamping-azzoppato-dalla-corte-costituzionale\/\">procedure semplificate<\/a>&nbsp;(DIA \u2013 dichiarazione di inizio attivit\u00e0 \u2013 invece del PAUR \u2013 provvedimento autorizzativo unico regionale -) ed ha archiviato l\u2019istanza ritenendo che la competenza in sede di valutazione d\u2019impatto ambientale fosse quindi, per soglia dimensionale, del Ministero dell\u2019Ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><em><strong>I diversi orientamenti dei giudici amministrativi<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Tar Campania, attivato su ricorso della societ\u00e0 di impianti eolici, non ha invece ravvisato l\u2019artato frazionamento in ragione del lasso di tempo trascorso tra i due progetti (sette anni, appunto). La Regione Campania si \u00e8 cos\u00ec rivolta al Consiglio di Stato che si \u00e8 espresso con una&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.giustizia-amministrativa.it\/portale\/pages\/istituzionale\/visualizza\/?nodeRef=&amp;schema=cds&amp;nrg=202109300&amp;nomeFile=202205465_11.html&amp;subDir=Provvedimenti\">sentenza<\/a>&nbsp;depositata il 30 giugno scorso. I giudici di Palazzo Spada hanno confermato la legittimit\u00e0 dell\u2019operato della Regione Campania stabilendo che di artato frazionamento in effetti si tratta perch\u00e9 \u00ab<em>se infatti, la presentazione delle istanze in momenti differenti e la loro peraltro limitata distanza non valgono ai fini del riconoscimento dei due impianti come distinti, tuttavia, come stabilito dalla giurisprudenza amministrativa di primo grado e d\u2019appello, l\u2019amministrazione competente pu\u00f2 legittimamente trarre la conclusione di trovarsi al cospetto di un unico progetto, con la conseguenza di assoggettare il medesimo a verifica di compatibilit\u00e0 ambientale, in caso di superamento delle soglie di potenza previste dalla normativa di settore, come avviene nel caso in esame<\/em>\u00bb; inoltre \u00ab<em>il collegamento funzionale tra le istanze pu\u00f2 ben desumersi da alcuni elementi indiziari o sintomatici della unicit\u00e0 della operazione imprenditoriale, quali la unicit\u00e0 dell\u2019interlocutore che ha curato i rapporti con l\u2019Amministrazione, la medesimezza della societ\u00e0 alla quale vanno imputati gli effetti giuridici della domanda di autorizzazione (presenti nel caso in esame) e, per finire, la unicit\u00e0 del punto di connessione<\/em>\u00bb. Secondo il Consiglio di Stato \u00ab<em>nel caso di realizzazione di diversi impianti sostanzialmente avvinti dal vincolo della complessit\u00e0 \u00e8 necessario, infatti, avere riguardo non solo alle dimensioni del progettato ampliamento di opera gi\u00e0 esistente, bens\u00ec alle dimensioni dell\u2019opera finale, risultante dalla somma di quella esistente con quella nuova, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019opera finale nel suo complesso che, incidendo sull\u2019ambiente, deve essere sottoposta a valutazione.<\/em>&nbsp;[\u2026].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><em><strong>I tre elementi dell\u2019artato frazionamento<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Esattamente nella direzione test\u00e9 indicata \u2013\u00a0<\/em>conclude il Consiglio di Stato<em>\u00a0\u2013 si muove il provvedimento impugnato che ha ravvisato i tre elementi sintomatici della unitariet\u00e0 del progetto nel fatto che gli impianti sono localizzati in aree vicine, sono riconducibili al medesimo \u201ccentro di interessi\u201d, condividono lo stesso punto di connessione, dimodoch\u00e9 tali caratteristiche hanno fatto ritenere che il progettato impianto \u201cLisa\u201d di cui all\u2019istanza del 22 ottobre 2020 non sia un impianto funzionalmente autonomo dall\u2019esistente impianto \u201cMorcone\u201d, ma ne costituisca invece la modifica (l\u2019ampliamento) al fine di realizzare un impianto finale da 86,2 MW<\/em>\u00bb<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/www.fabiomodesti.it\/rinnovabili-i-furbetti-del-frazionamento-dei-progetti\/\">https:\/\/www.fabiomodesti.it\/rinnovabili-i-furbetti-del-frazionamento-dei-progetti\/<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabio Modesti. 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