{"id":15480,"date":"2022-07-18T11:50:14","date_gmt":"2022-07-18T09:50:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15480"},"modified":"2022-07-18T12:05:07","modified_gmt":"2022-07-18T10:05:07","slug":"ritrovarsi-dimprovviso-allinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/07\/ritrovarsi-dimprovviso-allinferno\/","title":{"rendered":"Ritrovarsi d\u2019improvviso all\u2019inferno"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Cronache dai mondi di collina distrutti dal cambiamento climatico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Franco Correggia, Naturalista esperto di biodiversit\u00e0 e dinamica degli ecosistemi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo andando a fuoco. Siamo in un forno a microonde. L\u2019ambiente intorno a noi si sta letteralmente trasformando in uno&nbsp;<strong>sterile deserto rovente<\/strong>. Il motivo lo conosciamo, la comunit\u00e0 scientifica internazionale ce lo ricorda da decenni, con tanto di numeri, statistiche ed evidenze incontestabili&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La questione, in fondo, \u00e8 semplice. L\u2019<strong>utilizzazione dei combustibili fossili<\/strong>\u00a0(carbone, petrolio, gas naturale) a scopo energetico, associata con la\u00a0<strong>distruzione su larga scala delle foreste<\/strong>\u00a0(riduzione della biomassa fotosintetica) e con i\u00a0<strong>cambiamenti nell\u2019uso dei suoli<\/strong>\u00a0(agricoltura industriale, allevamenti intensivi, ecc.), ha prodotto un sensibile aumento delle emissioni e dell\u2019accumulo in atmosfera di anidride carbonica e di altri gas serra. La concentrazione della CO<sub>2<\/sub>\u00a0atmosferica \u00e8 passata dalle 280 parti per milione del 1850 alle\u00a0<strong>419 parti per milione<\/strong>\u00a0di oggi (il valore pi\u00f9 elevato degli ultimi 800.000 anni e probabilmente degli ultimi 20 milioni di anni), con un incremento di circa il 50% rispetto all\u2019epoca preindustriale. Dall\u2019inizio della rivoluzione industriale a oggi, il combinato disposto della combustione delle fonti fossili (formatesi nel Paleozoico e stoccate nel sottosuolo) e della deforestazione ha immesso in atmosfera circa\u00a0<strong>545 miliardi\u00a0<\/strong>di tonnellate metriche di carbonio. Attualmente, a causa delle attivit\u00e0 umane, si realizza ogni anno un accumulo netto in atmosfera di circa 9 gigatonnellate di carbonio (scarto derivante dalla combinazione tra aumento dell\u2019immissione e diminuzione del riassorbimento), una quantit\u00e0 che cresce su base annua di circa il 6%. Questo processo comporta due effetti nefasti per l\u2019intera biosfera.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"577\" height=\"376\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/rigenerazione-suolo.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12577\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/rigenerazione-suolo.png 577w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/rigenerazione-suolo-300x195.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 il&nbsp;<strong>riscaldamento globale<\/strong>. I gas serra, non essendo trasparenti alla radiazione infrarossa riflessa dalla superficie terrestre (caratterizzata da una lunghezza d\u2019onda maggiore di quella della radiazione solare incidente), assorbono parte dell\u2019energia irraggiata, che altrimenti sfuggirebbe nello spazio cosmico. La modificazione dell\u2019equilibrio dell\u2019energia radiante conseguente all\u2019aumento della loro concentrazione atmosferica produce effetti di intrappolamento del calore, e l\u2019accumulo di energia termica conduce a un&nbsp;<strong>riscaldamento della superficie terrestre<\/strong>&nbsp;e della bassa atmosfera (<em>greenhouse effect<\/em>). L\u2019incremento dell\u2019evaporazione dell\u2019acqua oceanica, indotto dall\u2019aumento di temperatura della superficie planetaria, accresce il contenuto atmosferico di vapore acqueo, a sua volta potente gas serra; ci\u00f2 innesca un&nbsp;<em>feedback<\/em>&nbsp;positivo che accentua ulteriormente lo spostamento del punto di equilibrio termico-radiativo tra radiazione elettromagnetica solare in arrivo (a onda corta) e radiazione infrarossa in uscita (a onda lunga). A causa di queste dinamiche, nell\u2019ultimo secolo la temperatura media globale superficiale del pianeta \u00e8 aumentata di poco pi\u00f9 di&nbsp;<strong>un grado<\/strong>. Entro il 2100, quando la CO<sub>2<\/sub>&nbsp;atmosferica superer\u00e0 in base alle stime attuali la concentrazione di 800-900 ppm, la temperatura media terrestre subir\u00e0 un innalzamento di&nbsp;<strong>2-5 gradi \u00b0C<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La rapida intossicazione da CO<sub>2<\/sub>&nbsp;ha innescato una profonda riconfigurazione degli assetti macroclimatici planetari, con stravolgimento della circolazione generale dell\u2019atmosfera, variazione della posizione media dei grandi centri ciclonici e anticiclonici, modificazione della direzione delle correnti oceaniche. Ci\u00f2 \u00e8 alla base di fenomeni ormai ben noti, che sono davanti ai nostri occhi. Tra questi lo&nbsp;<strong>scioglimento<\/strong>&nbsp;dei ghiacciai continentali, delle calotte polari e del&nbsp;<em>permafrost<\/em>, la perturbazione della&nbsp;<strong>circolazione termoalina globale<\/strong>, la modificazione del&nbsp;<strong>ciclo idrologico<\/strong>&nbsp;e delle teleconnessioni atmosferiche, la tropicalizzazione delle fasce temperate, l\u2019alterazione della distribuzione e dell\u2019intensit\u00e0 delle precipitazioni, la rimodulazione del regime dei venti e dei cicli di piena dei fiumi. Ma anche l\u2019accentuazione dei disequilibri stagionali, la dilatazione dei processi di&nbsp;<strong>desertificazione<\/strong>, l\u2019erosione e l\u2019inaridimento dei suoli fertili, l\u2019aumento della frequenza e della severit\u00e0 degli&nbsp;<strong>eventi meteorologici estremi<\/strong>&nbsp;(mareggiate, uragani, cicloni tropicali, alluvioni,&nbsp;<em>flash flood<\/em>, nubifragi, tempeste di vento, tormente, ondate di calore, periodi di siccit\u00e0 severa, episodi marcati di&nbsp;<em>El Ni\u00f1o<\/em>, ecc.). E ancora il diffondersi degli&nbsp;<strong>incendi<\/strong>&nbsp;negli entroterra continentali, l\u2019aggravamento dei fenomeni di&nbsp;<strong>eutrofizzazione<\/strong>&nbsp;delle acque interne, la riduzione della produttivit\u00e0 del fitoplancton marino, la distruzione di reti alimentari oceaniche cruciali, l\u2019innalzamento del&nbsp;<strong>livello dei mari<\/strong>&nbsp;(con conseguente erosione delle spiagge, sommersione delle isole basse, inondazione delle aree costiere e restringimento delle terre emerse).<\/p>\n\n\n\n<p>E, pi\u00f9 in generale, il crollo della&nbsp;<strong>biodiversit\u00e0<\/strong>, la riorganizzazione lungo flussi orizzontali (distalmente all\u2019equatore) e verticali (a quote superiori sul livello del mare) della distribuzione spaziale di specie ed ecosistemi, il degrado dei&nbsp;<strong>grandi biomi strategici<\/strong>&nbsp;e delle ecoregioni vitali della biosfera (foreste boreali, tundre artiche, torbiere ghiacciate, foreste temperate decidue, foreste pluviali tropicali, foreste equatoriali xeriche, formazioni a mangrovie, savane, praterie, zone umide, lagune salmastre, ecosistemi dunali, ambienti mediterranei,&nbsp;<em>coral reef<\/em>). O addirittura la perturbazione profonda di processi eco-etologici fondamentali come le&nbsp;<strong>migrazioni animali<\/strong>, la&nbsp;<strong>fioritura delle piante<\/strong>, i&nbsp;<strong>cicli vitali degli insetti<\/strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>relazioni preda-predatore<\/strong>. Inoltre il&nbsp;<em>global warming<\/em>&nbsp;sta mandando alla deriva molti&nbsp;<strong>agroecosistemi<\/strong>&nbsp;caratterizzati da basse stabilit\u00e0 di resistenza e di resilienza (gi\u00e0 di per s\u00e9 fragili, deregolati, iporeattivi, vulnerabili, rigidi, anelastici e meno adattabili per la perdita di naturalit\u00e0, di complessit\u00e0, di struttura e di diversit\u00e0 genetica), con riduzione della produttivit\u00e0 agricola mondiale (e di quella cerealicola in particolare) e conseguente estensione dell\u2019insicurezza alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo tragico effetto dell\u2019incremento della CO<sub>2<\/sub>\u00a0atmosferica, ancora peggiore del primo, \u00e8 l\u2019<strong>acidificazione degli oceani<\/strong>. Il pH delle acque marine, a causa dell\u2019aumento dell\u2019acido carbonico disciolto, \u00e8 gi\u00e0 sceso in poco pi\u00f9 di cent\u2019anni da 8,25 a 8,14 e si sta ulteriormente abbassando. Quando verso fine secolo raggiunger\u00e0 il valore di 7,8, gli oceani saranno\u00a0<strong>150 volte pi\u00f9 acidi<\/strong>\u00a0di quanto non fossero in et\u00e0 preindustriale. Le conseguenze di questa progressiva dealcalinizzazione comporta conseguenze devastanti su tutto lo spettro delle forme di vita fondate sui processi di\u00a0<strong>biocalcificazione<\/strong>. Si pensi ai molluschi con guscio calciocarbonatico, al plancton calcareo, ai crostacei con esoscheletro calcificato, agli echinodermi, alle alghe pluricellulari e soprattutto alle barriere coralline (bioarchitettura portante degli ecosistemi oceanici e formidabile attrattore di biodiversit\u00e0 che rappresenta l\u2019<em>habitat<\/em>\u00a0vitale di oltre un quarto delle specie talassiche). Non solo; pi\u00f9 in generale, l\u2019abbassamento del pH delle acque oceaniche implica il collasso dell\u2019intera gamma di forme viventi che abita il\u00a0<strong>biota marino<\/strong>, in quanto interferisce con il metabolismo complessivo degli organismi, con le attivit\u00e0 enzimatiche intracellulari, con la biodisponibilit\u00e0 dei nutrienti e con la fotosintesi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"338\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Siccita-Ispra.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15482\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Siccita-Ispra.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Siccita-Ispra-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma tutto questo, per molte persone, \u00e8 solo un coacervo fumoso e respingente di concetti e dati scientifici, difficile da decifrare e da non prendere fino ad oggi troppo sul serio. Il punto per\u00f2 \u00e8 che adesso\u00a0<strong>il quadro \u00e8 cambiato<\/strong>. Per acquisire consapevolezza dello sconvolgimento climatico e bioecologico che sconquassa il pianeta non \u00e8 pi\u00f9 necessario credere agli esperti, leggere libri e riviste di settore, guardare documentari in televisione, navigare in rete o frequentare i\u00a0<em>social media<\/em>. Basta uno sguardo fuori dalla finestra. E s\u00ec, perch\u00e9 gli effetti del cambiamento climatico ci sono\u00a0<strong>esplosi in faccia<\/strong>. Prendiamo per esempio le nostre familiari colline astigiane. La situazione \u00e8 tecnicamente\u00a0<strong>catastrofica<\/strong>. In tutta la mia vita non ho mai visto nulla di simile. Da quasi un anno non abbiamo pi\u00f9 avuto piogge significative. La neve in inverno \u00e8 una barzelletta. In questo torrido e arido luglio, le nostre campagne sono allo stremo, disseccate da una siccit\u00e0 implacabile. La sofferenza dell\u2019intera tessitura ecosistemica dell\u2019area \u00e8 lancinante e rasenta il punto di rottura. Le\u00a0<strong>falde acquifere<\/strong>\u00a0sono esaurite o sprofondate. Tutti gli\u00a0<strong>ambienti umidi<\/strong>\u00a0sono in ginocchio. Gran parte del\u00a0<strong>reticolo idrografico<\/strong>\u00a0locale \u00e8 completamente asciutto; rii, ruscelli e torrenti non hanno una goccia d\u2019acqua, le sorgenti sono in secca. I corsi d\u2019acqua maggiori sono ridotti a una successione di lanche morte stagnanti e maleodoranti, dove si raccoglie un velo di acque eutrofiche e schiumose colme di alghe agonizzanti. I loro contenuti di biodiversit\u00e0 (fauna ittica, ma\u00adcroinvertebrati bentonici e nectonici, protozoi, rotiferi, macrofite acquatiche, ecc.) sono inesorabilmente distrutti. Anche gli ambienti lentici (stagni, pozze, acquitrini, paludi) sono del tutto inariditi e le loro biocenosi sono annientate. Le\u00a0<strong>formazioni forestali<\/strong>\u00a0sono vicine al collasso, i\u00a0<strong>prati<\/strong>\u00a0e gli erbosi sono bruciati. Gli\u00a0<strong>alberi<\/strong>\u00a0di boschi e siepi ingialliscono e perdono precocemente le foglie; molti (tra cui svariate farnie imponenti) sono gi\u00e0 morti in piedi. Innumerevoli\u00a0<strong>specie vegetali<\/strong>\u00a0non sono arrivate all\u2019antesi e tanto meno, di conseguenza, alla fruttificazione. Muschi ed epatiche sono ridotti a feltri rinsecchiti e avvizziti, i funghi macroscopici sono quasi scomparsi. Negli strati superficiali del suolo non ci sono pi\u00f9\u00a0<strong>lombrichi<\/strong>\u00a0e altri anellidi ipogei. I\u00a0<strong>molluschi<\/strong>\u00a0(acquatici e terrestri) sono spariti. Le popolazioni di gran parte degli\u00a0<strong>insetti<\/strong>\u00a0sono una misera frazione rispetto a quelle degli anni scorsi (decimati i grandi coleotteri, le lucciole, le libellule, le farfalle, gli eterotteri acquatici, i tricotteri, ecc.). Gli\u00a0<strong>anfibi<\/strong>\u00a0sono pressoch\u00e9 solo un ricordo. Molte specie di uccelli sono alle corde e svariati mammiferi sono in profonda crisi. Le\u00a0<strong>colture agrarie<\/strong>\u00a0(seminativi, vigne, frutteti, orti) hanno un aspetto morente e desolato, che rende lunare e penoso il paesaggio. Il tessuto vivente che permeava e innervava fino a ieri i nostri territori si sta inaridendo e dissolvendo.\u00a0<strong>Intorno a noi sta morendo tutto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"338\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/desertificazione-ONU.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15393\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/desertificazione-ONU.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/desertificazione-ONU-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questo scenario apocalittico da girone infernale, la gran parte delle persone, pur avendo la percezione intuitiva che qualcosa di cupo aleggia nell\u2019aria, continua a comportarsi&nbsp;<strong>come niente fosse<\/strong>. Nonostante l\u2019abisso sia ormai a un passo, l\u2019inerzia del pensiero e l\u2019automatismo dei gesti sono blindati e inscalfibili. Finch\u00e9 l\u2019acqua uscir\u00e0 dai rubinetti, finch\u00e9 i supermercati saranno forniti, finch\u00e9 la temperatura non raggiunger\u00e0 i 50 gradi soffocando il respiro, finch\u00e9 tutti gli alberi non saranno ridotti a spettrali scheletri disseccati, finch\u00e9 si potr\u00e0 delirare quotidianamente di idiozie gratuite sui&nbsp;<em>social network<\/em>&nbsp;e finch\u00e9 sugli schermi televisivi e sui&nbsp;<em>display<\/em>&nbsp;degli&nbsp;<em>smartphone<\/em>&nbsp;scorreranno partite di calcio,&nbsp;<em>talk show<\/em>&nbsp;demenziali e&nbsp;<em>reality<\/em>&nbsp;per imbecilli, potremmo andare avanti come sempre, senza modificare i nostri stili di vita e il nostro rapporto con la natura vivente. Fino all\u2019ultimo secondo, la logica dominante e indiscussa sar\u00e0 quella&nbsp;<strong>cinica,<\/strong><strong>&nbsp;autolesionista e nichilista del<\/strong><em><strong>&nbsp;Business as usual<\/strong><\/em>. Che riconosce come baricentro e stella polare solo il profitto, la convenienza economica immediata, l\u2019antropocentrismo e l\u2019egocentrismo assoluti. Poi, quando l\u2019accelerazione esponenziale e autocatalitica dei processi antropici di degrado dell\u2019omeostasi ecologica e degli equilibri dinamici planetari condurr\u00e0 a una transizione di fase caotica e all\u2019implosione repentina del sistema, allora tutti entreranno nel&nbsp;<strong>panico<\/strong>&nbsp;e impazziranno completamente. Magari nel giro di 48 ore\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esempio pi\u00f9 emblematico e la testimonianza pi\u00f9 eloquente di come siamo ridotti vengono per\u00f2, come sempre, dall\u2019alta politica, da coloro che hanno accesso alla stanza dei bottoni, dai burattinai che muovono i fili della commedia umana, dalle oligarchie che custodiscono gli\u00a0<em>arcana imperii<\/em>, dai\u00a0<strong>potenti della Terra<\/strong>. A questo proposito, consideriamo in termini oggettivi e un po\u2019 da lontano (come fossimo osservatori di un altro sistema stellare) la nostra attuale situazione. Ci svegliamo ogni mattina sulla superficie di un\u00a0<strong>pianeta alle corde<\/strong>, in cui uno straziante urlo di dolore si alza dall\u2019intera trama vivente ecosferica. Le attivit\u00e0 antropiche esercitano un livello di pressione che supera largamente la\u00a0<strong>capacit\u00e0 di carico<\/strong>\u00a0degli ambienti naturali. Un\u2019<em>overdose<\/em>\u00a0di stress che, attraverso l\u2019induzione di oscillazioni caotiche e risonanze pericolose nei biomeccanismi delle trame viventi, \u00e8 a un passo dal provocare il\u00a0<strong>collasso<\/strong>\u00a0dei sistemi ecologici portanti di sostegno, autoregolazione, adattamento, stabilizzazione e rigenerazione della biosfera. Le\u00a0<strong>patologie esiziali interconnesse<\/strong>\u00a0che squassano il mondo, perturbando in profondit\u00e0 e alterando su larga scala i fondamentali elementi strutturali e regolatori che ne controllano gli assetti bioclimatici e geofisiologici e ne modulano il\u00a0<em>framework<\/em>\u00a0di funzioni, reti metaboliche, vettori, flussi, cicli, autorganizzazione e propriet\u00e0\u00a0emergenti,\u00a0hanno nomi ben noti. Perdita verticale di biodiversit\u00e0, sovrappopolazione, inquinamento chimico-fisico, cambiamenti climatici, assottigliamento dello strato di ozono stratosferico, piogge acide, deforestazione, distruzione di ecosistemi vitali, frammentazione e insularizzazione degli\u00a0<em>habitat<\/em>. E ancora: cementificazione metastatica, urbanizzazione invasiva, erosione e impermeabilizzazione del suolo, desertificazione, espansione delle monocolture agroindustriali intensive, salinizzazione dei terreni fertili, annientamento dei mari,\u00a0<em>overfishing<\/em>, eutrofizzazione delle acque ferme e correnti, carenza idrica globale. Ma anche: pressione venatoria eccessiva, commercio internazionale di specie selvatiche, introduzione di specie esotiche invasive, sovrasfruttamento generalizzato delle biorisorse naturali (<em>overharvesting\u00a0<\/em>e<em>\u00a0overexploitation<\/em>)\u2026<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"608\" height=\"396\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/suolorischio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13163\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/suolorischio.jpg 608w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/suolorischio-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Inoltre, come se non bastasse, negli ultimi tre anni&nbsp;le nostre societ\u00e0 complesse e ipertecnologiche sono state messe letteralmente in ginocchio dalla&nbsp;<strong>pandemia virale<\/strong>&nbsp;originata dal betacoronavirus&nbsp;Sars-CoV-2, l\u2019agente eziologico della patologia infettiva a prevalenza respiratoria nota come Covid-19. Un microscopico virus a RNA con un genoma di 30.000 nucleotidi, con un&nbsp;diametro di appena 100-150 nanometri e&nbsp;formato da sole quattro \u201cbanali\u201d proteine strutturali, in pochi mesi, ha prodotto un\u2019ecatombe sanitaria impressionante, ha fatto collassare il sistema economico-produttivo planetario, ha distrutto la tessitura di relazioni e reti sociali che caratterizzava fino a ieri il nostro mondo<em>&nbsp;smart<\/em>&nbsp;e iperconnesso. E con il suo mutevole florilegio di varianti genomiche e sierotipi ha trasformato tutto ci\u00f2 che \u00e8 sempre stato considerato universalmente il&nbsp;<strong>bene<\/strong>&nbsp;(l\u2019empatia, la vicinanza, il contatto, il legame, lo scambio) nel&nbsp;<strong>male assoluto<\/strong>, nel sinistro vettore del contagio e nel rischio mortale, generando un\u2019<strong>apnea emotiva&nbsp;<\/strong>e un\u2019<strong>anestesia affettiva&nbsp;<\/strong>dalle devastanti conseguenze psicologiche. Una malattia umana ubiquitaria che si profila come un&nbsp;<em><strong>feedback<\/strong><\/em>&nbsp;veloce di retroazione e controllo a scala globale e ad azione rapida, in grado di giocare un ruolo regolatorio nelle dinamiche non lineari dei fattori sistemici aventi effetti di destabilizzazione e perturbazione sugli equilibri omeostatici della biosfera.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, in questo drammatico contesto, coloro che stringono tra le mani il destino del mondo, le&nbsp;<em>\u00e9lites<\/em>&nbsp;raffinate e le spocchiose caste politico-economiche che reggono le sorti delle nostre vite, quale tipo di formidabile, lungimirante, efficace e assennata risposta hanno elaborato e messo in campo per affrontare in modo deciso e con successo le tragiche crisi sistemiche che attanagliano e strangolano il pianeta? Qualcosa di davvero geniale: la&nbsp;<strong>terza guerra mondiale<\/strong>, con possibile annesso&nbsp;<strong>olocausto termonucleare<\/strong>&nbsp;come potenziale esito finale. Armi a iosa, iperbolica&nbsp;<em>escalation<\/em>&nbsp;delle spese militari, distruzioni, sofferenze, disintegrazione sociale, conflitti, ulteriore degrado ambientale, stop ai gi\u00e0 timidi e insinceri tentativi di riconversione ecologica, rinvio&nbsp;<em>sine die<\/em>&nbsp;delle politiche di decarbonizzazione e delle strategie di mitigazione delle emissioni climalteranti. Questo \u00e8 ci\u00f2 che sono stati in grado di secernere i neuroni, i circuiti sinaptici cablati e le reti biochimiche cognitive contenute nelle scatole craniche dei massimi esponenti del&nbsp;<em>gotha<\/em>&nbsp;che governa la rutilante e biocibernetica societ\u00e0&nbsp;<em>high tech<\/em>&nbsp;del turbocapitalismo avanzato, fondata sui ferrei dogmi e sugli algidi paradigmi del consumo compulsivo e della mercificazione totale. Tra gli applausi fragorosi e monocordi dei mezzi di comunicazione di massa e la fanatica propaganda bellicista in stile orwelliano delle agenzie d\u2019informazione&nbsp;<em>mainstream<\/em>, le talentuose classi dirigenti di un pianeta malato e morente ci trascinano&nbsp;<strong>dritti all\u2019inferno<\/strong>. Una vera perla di rara&nbsp;<strong>intelligenza<\/strong>&nbsp;e commovente&nbsp;<strong>responsabilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 autorizza in modo oggettivo e desolato a pensare che la nostra mirabile ed egemone specie, nella sua attuale versione tecnomorfa e biocida, sia finita nel labirinto oscuro di un\u2019incontrollabile&nbsp;<strong>deriva psicotica, antibiologica, necrofila e suicida<\/strong>. Nonostante il nostro pirotecnico e versatile encefalo dalle qualit\u00e0 straordinarie, nonostante la nostra sbalorditiva autocoscienza, nonostante lo scintillante e variegato introcosmo di&nbsp;<em>p<\/em><em>sych\u00e9<\/em>&nbsp;che si annida dentro di noi, nonostante la massa di informazione e conoscenza di cui disponiamo, nonostante l\u2019unilaterale decisione di proclamarci demiurghi, architetti e dominatori assoluti della nostra fulminea era (che non a caso abbiamo chiamato Antropocene), non possiamo pi\u00f9 allontanare ed eludere un dubbio inquietante. Quello di essere un semplice&nbsp;<strong>errore evolutivo<\/strong>, un&nbsp;<strong>esperimento biologico fallito<\/strong>, che sta lavorando alacremente ventiquattr\u2019ore al giorno per costruire i presupposti della sua imminente e irreversibile&nbsp;<strong>estinzione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dalla transizione da<em>&nbsp;Homo sapiens&nbsp;<\/em>a&nbsp;<em>Homo technoeconomicus<\/em>&nbsp;(trasformazione genetica innescata dalla rivoluzione industriale e completata dalla rivoluzione digitale), abbiamo riconfigurato in un lampo e in modo radicale le&nbsp;<strong>intelaiature portanti e strutturali della&nbsp;<\/strong><strong>biosfera<\/strong>. Abbiamo sfiancato e corroso il firmamento interconnesso e simbiotico di relazioni intrecciate della natura vivente. Abbiamo modificato il clima, cambiato la composizione gassosa dell\u2019atmosfera, perturbato i cicli biogeochimici fondamentali, alterato il ciclo dell\u2019acqua e causato l\u2019ecatombe della biodiversit\u00e0. Abbiamo avvelenato la terra, acidificato gli oceani, dilatato i deserti, cancellato le foreste, inquinato e impoverito i suoli, deviato i fiumi, svuotato i mari e stravolto l\u2019aspetto dei continenti. Abbiamo espanso a dismisura la nostra impronta ecologica. Abbiamo scatenato la nostra tendenza bulimica e ossessivo-compulsiva ad aumentare di continuo e con andamenti esponenziali l\u2019<em>input<\/em>&nbsp;di energia, materie prime, risorse minerarie, acqua, territori, foreste, mari, specie viventi e sistemi naturali nei processi economico-produttivi. Abbiamo violato e sfondato senza ritegno i&nbsp;<em>planetary boundaries<\/em>&nbsp;che definiscono i margini intrinseci di sicurezza relativi alla nostra collocazione nella biosfera. Abbiamo fatto<em>&nbsp;tabula rasa<\/em>&nbsp;dei&nbsp;<em>pattern<\/em>&nbsp;complessi della variet\u00e0 bioecologica e&nbsp;<em>ground zero<\/em>&nbsp;sulla grande costruzione reticolare della vita.&nbsp;<strong>Ci comportiamo simultaneamente da predatore apicale di successo, da specie infestante cosmopolita, da agente virale parassitario<\/strong>&nbsp;<strong>e da clone neoplastico metastatico<\/strong>. Siamo l\u2019empio agente della transizione biotica nota come&nbsp;<strong>sesta estinzione di massa<\/strong>. Nessun altro fattore \u00e8 stato in grado di produrre impatti altrettanto profondi sulla sfera verdazzurra a cui siamo aggrappati. \u00c8 chiaro che c\u2019\u00e8 qualcosa che non va.&nbsp;<strong>Qualcosa di grave<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella noosfera biodigitale e nel multiverso computazionale costruiti intorno al nostro poliedrico sistema nervoso centrale consentiamo quotidianamente che<em>&nbsp;t<\/em><em>echn\u00e9<\/em>, sempre pi\u00f9 ipertrofica e guidata in maniera proterva e famelica da&nbsp;<em>h\u00fdbris<\/em>, venga lasciata libera di martirizzare e sfigurare&nbsp;<em>physis<\/em>. Nella speranza ingenua e arrogante che nel futuro non vi sia&nbsp;<em>n\u00e8mesis<\/em>&nbsp;in attesa. La brutta notizia \u00e8 che&nbsp;<em><strong>n\u00e8mesis<\/strong><\/em><strong>, la vendetta, \u00e8 arrivata<\/strong>. La mia domanda \u00e8 ingenua, semplice e lineare. Quale altra&nbsp;<strong>linea rossa<\/strong>&nbsp;deve essere superata per decidere che bisogna uscire&nbsp;<strong>subito<\/strong>, costi quello che costi, dalla psicosi mortifera e<em>&nbsp;contra naturam<\/em>&nbsp;in cui siamo intrappolati?<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, oggi queste nostre distopiche campagne riarse e desertificate, che nel luglio 2022 pi\u00f9 che all\u2019immagine sognante, al<em>&nbsp;locus amoenus<\/em>&nbsp;e ai reincanti delle tradizionali verdi colline astigiano-monferrine rimandano al&nbsp;<em>locus horridus<\/em>&nbsp;dell\u2019Armageddon o alla tetra e livida terra di Mordor, ci interrogano sulla nostra volont\u00e0 di fare la cosa giusta e di invertire immediatamente la rotta. Cambiando adesso i nostri&nbsp;<strong>valori<\/strong>, i nostri&nbsp;<strong>riferimenti<\/strong>, i nostri&nbsp;<strong>paradigmi<\/strong>&nbsp;e i nostri&nbsp;<strong>stili di vita<\/strong>, mettendoci in gioco in prima persona e agendo in concreto fin da subito con&nbsp;<strong>coerenza<\/strong>, senza se e senza ma, in termini personali, quotidiani, politici e culturali. Combattere per sopravvivere. Nella chiara consapevolezza che, ammesso che il punto di non ritorno non sia gi\u00e0 stato fatalmente oltrepassato, questa \u00e8 certamente&nbsp;<strong>l\u2019ultima occasione<\/strong>&nbsp;che abbiamo.&nbsp;<strong>Il tempo \u00e8 finito<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se invece decideremo di continuare a vivere come&nbsp;<em>zombie<\/em>&nbsp;teleguidati che hanno reciso ogni legame empatico e biofilico con la natura vivente, il destino \u00e8 segnato. La marea montante delle prossime crisi sistemiche subentranti, semplicemente,&nbsp;<strong>ci spazzer\u00e0 via<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronache dai mondi di collina distrutti dal cambiamento climatico. di Franco Correggia, Naturalista esperto di biodiversit\u00e0 e dinamica degli ecosistemi. Stiamo andando a fuoco. 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