{"id":15544,"date":"2022-09-08T13:49:00","date_gmt":"2022-09-08T11:49:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15544"},"modified":"2022-09-12T15:55:19","modified_gmt":"2022-09-12T13:55:19","slug":"alla-ricerca-del-limite-tra-legittimo-interesse-pubblico-e-legittimo-interesse-privato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/09\/alla-ricerca-del-limite-tra-legittimo-interesse-pubblico-e-legittimo-interesse-privato\/","title":{"rendered":"Alla ricerca del limite tra legittimo interesse pubblico e legittimo interesse privato"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura del Direttivo della sezione sarda della Societ\u00e0 Botanica Italiana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Consiglio Direttivo della sezione sarda della Societ\u00e0 Botanica Italiana, ritiene di intervenire in merito al dibattito che a livello nazionale, regionale e locale coinvolge cittadini, associazioni e imprese riguardo alla sostenibilit\u00e0 ecologica (ma anche socio-economica) delle attivit\u00e0 turistico-ricreative sui sistemi costieri, in particolare quelli sabbiosi (<strong>spiagge e dune<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Tale dibattito \u00e8 spesso polarizzato da posizioni diametralmente opposte, quelle iperprotezionistiche solitamente portate avanti dalle associazioni ambientaliste, e quelle improntate alla libert\u00e0 di azione e di impresa, solitamente fatte proprie dagli imprenditori e dalle associazioni di categoria.<br>Va certamente premesso che una mole notevole di pubblicazioni scientifiche documenta in maniera incontrovertibile il <strong>declino degli ecosistemi costieri parallelamente all&#8217;incremento della pressione turistica sui litorali<\/strong>, e che tale declino riguarda in Italia oltre l&#8217;80% dei sistemi sabbiosi, che, va ricordato, sono un bene pubblico, collettivo, che quindi se utilizzato correttamente (cio\u00e8 in maniera sostenibile) pu\u00f2 generare anche dei profitti per i privati ma va gestito nell&#8217;ottica della preservazione del suo valore ambientale, economico, sociale e culturale di tipo comunitario, non privato, come specificato dagli artt. 9 e 41 della Costituzione della Repubblica Italiana, recentemente integrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Ci preme richiamare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica sul fatto che il tema della sostenibilit\u00e0 ambientale \u00e8 un tema di tipo specialistico: solo chi si occupa di ambiente a livello professionale ha le conoscenze e gli strumenti per poter determinare, su basi quantitative (quindi misurabili attraverso tecniche, strumentazioni e sistemi di analisi specialistici) se una certa attivit\u00e0 antropica sia sostenibile o no rispetto al sistema ecologico che la supporta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Quindi a parte poche eccezioni relative ad attivit\u00e0 intrinsecamente negative (ad esempio lo sversamento di liquidi inquinanti nel suolo o nelle acque), le attivit\u00e0 turistiche e ricreative che generalmente vanno ad insistere sui sistemi costieri non sono intrinsecamente incompatibili con la gestione sostenibile della biodiversit\u00e0 e del capitale naturale dei nostri ecosistemi.<br>Dipende soprattutto da quante attivit\u00e0 insistono su un certo ecosistema, dove sono localizzate, quanto carico di utenza portano, ecc., quindi in sintesi <strong>la sostenibilit\u00e0 dipende soprattutto da come queste attivit\u00e0 vengono gestite<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli effetti della presenza e gestione di una o pi\u00f9 attivit\u00e0 economiche su un sistema naturale, ad esempio un litorale sabbioso, non riguardano solo la presenza di materiali inquinanti (ad esempio materiali plastici), rispetto ai quali l\u2019opinione pubblica \u00e8 particolarmente sensibile, ma <strong>coinvolgono le specie animali e vegetali che ci vivono, gli habitat e la morfologia di questi sistemi complessi.<\/strong> Attualmente, nella percezione collettiva, una distesa di sabbia bianca priva di plastica, ma anche priva di piante e di depositi di Posidonia, \u00e8 una spiaggia in salute: in realt\u00e0 lo stato di salute di un sistema dunale si valuta su un insieme variegato di indicatori, biotici e abiotici, che sono misurabili e quantificabili solo da tecnici specializzati, ad iniziare dai laureati nelle discipline delle scienze naturali e ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre bisogna considerare che <strong>oltre agli impatti diretti causati dalla presenza antropica sui litorali <\/strong>(modifica della morfologia dunale e asportazione di sabbia, abbandono di rifiuti, impatto su flora, fauna e habitat), vanno considerati e quantificati gli impatti indiretti, relativi ad esempio alla pulizia meccanica degli arenili (troppo spesso ancora unica modalit\u00e0 di gestione delle banquettes di Posidonia), infrastrutturazione per la fruizione (soprattutto apertura di strade e parcheggi), inquinamento acustico e luminoso (dannoso soprattutto per la fauna), introduzione di piante ornamentali esotiche (talvolta invasive) presso i manufatti, impatti sui corpi idrici retrodunali (canalizzazioni, interramenti, modifica delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il problema del dibattito in corso \u00e8 quindi soprattutto di tipo culturale<\/strong>: \u00e8 prevalentemente impostato su basi ideologiche, tra chi antepone i legittimi interessi comunitari sulla tutela e salvaguardia di un bene pubblico, e chi antepone gli altrettanto legittimi interessi di chi fa impresa, magari da tanti anni e con grandi sacrifici.<\/p>\n\n\n\n<p>Per trovare una via d&#8217;uscita a questo dibattito, che in fondo \u00e8 anche un dilemma di scienza economica e politica (cio\u00e8 capire dove stia il limite tra legittimo interesse pubblico e legittimo interesse privato riguardo ad attivit\u00e0 turistico-ricreative che insistono su sistemi costieri innegabilmente molto fragili), <strong>non c&#8217;\u00e8 alternativa che quella di rivolgersi agli specialisti.<\/strong><br>Infatti, non pu\u00f2 essere un pregiudizio ideologico a definire a priori come non compatibile un&#8217;attivit\u00e0 turistico-ricreativa su una duna o su una falesia, cos\u00ec come non pu\u00f2 essere la singola impresa turistica ad auto certificare la sua compatibilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 ambientale, magari perch\u00e9 una o pi\u00f9 volte all&#8217;anno organizza a proprie spese la raccolta dei rifiuti sulla porzione di arenile di propria pertinenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La compatibilit\u00e0 di una determinata attivit\u00e0 economica, sia essa occasionale, temporanea, stagionale o continuativa, <strong>va determinata su basi oggettive <\/strong>(quindi sulla base di dati scientifici) da organismi terzi rispetto a chi tutela l\u2019interesse collettivo e a chi tutela l\u2019interesse del privato cittadino o dell\u2019impresa. Entrambe le parti, e le cittadine e i cittadini in primo luogo, devono chiedere, anzi pretendere, che, a garanzia dei legittimi interessi comunitari e privati, le istituzioni competenti sul governo del territorio e sulla gestione delle licenze per la realizzazione di attivit\u00e0 commerciali su ecosistemi naturali, impostino un sistema di monitoraggio continuo e trasparente, i cui dati vengano raccolti da organismi indipendenti prima, durante e dopo l&#8217;esercizio dell&#8217;attivit\u00e0 turistico-ricreativa, per pi\u00f9 anni, e che i dati raccolti vengano resi pubblici. Solo in questo modo si pu\u00f2 uscire dall&#8217;ambiguit\u00e0 di un dibattito che se rimane bloccato su posizioni estreme diventa conseguentemente sterile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La sezione sarda della Societ\u00e0 Botanica Italiana invita<\/strong> le associazioni di categoria, le associazioni ambientaliste, le cittadine e i cittadini al dibattito costruttivo su questo tema cos\u00ec delicato e cruciale anche per il nostro sviluppo socio-economico, e chiede ai Comuni, alle Province e alla Regione Sardegna di avviare piani pluriennali di monitoraggio ambientale in tutti i sistemi dunali sardi, anche quelli urbani e quelli non inclusi nella Rete Natura 2000, coinvolgendo gli Enti di Ricerca, le Societ\u00e0 Scientifiche e soprattutto i nostri giovani laureati.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sente spesso dire che la sabbia \u00e8 il nostro oro bianco: se vogliamo che produca benessere per noi e per le generazioni future <strong>\u00e8 necessario gestirla con saggezza<\/strong>, definendo e attuando modelli di turismo sostenibile che non possono prescindere da monitoraggi continui su vasta scala, da realizzare con il coinvolgimento degli specialisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura del Direttivo della sezione sarda della Societ\u00e0 Botanica Italiana. Il Consiglio Direttivo della sezione sarda della Societ\u00e0 Botanica Italiana, ritiene di intervenire in [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15545,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[27,19],"tags":[1382,2963,3690,717],"class_list":["post-15544","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-porti-e-spiagge","category-sardegna","tag-coste","tag-dune","tag-societa-botanica-italiana","tag-spiagge"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}