{"id":15628,"date":"2022-11-12T09:54:59","date_gmt":"2022-11-12T08:54:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15628"},"modified":"2022-11-12T09:55:54","modified_gmt":"2022-11-12T08:55:54","slug":"taranto-puo-dire-basta-al-consumo-di-suolo-no-a-una-nuova-espansione-in-zona-cimino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/11\/taranto-puo-dire-basta-al-consumo-di-suolo-no-a-una-nuova-espansione-in-zona-cimino\/","title":{"rendered":"Taranto pu\u00f2 dire basta al consumo di suolo: No a una nuova espansione in zona Cimino"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di Legambiente Taranto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>consumo di suolo in Italia<\/strong>, in base ai dati dell&#8217;ultimo\u00a0<strong>Rapporto ISPRA<\/strong>, nel 2021 \u00e8 stato pari a\u00a0<strong>69,1 km quadrati, circa 19 ettari al giorno, pi\u00f9 di 2 metri quadrati al secondo<\/strong>. Si tratta del valore pi\u00f9 alto degli ultimi 10 anni, in accelerazione rispetto al passato recente,\u00a0<strong>assolutamente insostenibile<\/strong>, causa della scomparsa di aree naturali e agricole sostituite da nuovi edifici, infrastrutture, insediamenti commerciali, logistici, produttivi.\u00a0<strong>La copertura artificiale del suolo nel nostro Paese \u00e8 ormai arrivata al 7,13% -mentre la media UE \u00e8 del 4,2%- con gravi conseguenze non solo ambientali, ma anche economiche<\/strong>, per i costi connessi alla crescente impermeabilizzazione e artificializzazione del suolo, stimati in ben 8 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A Taranto nel 2021 il consumo di suolo nell&#8217;anno \u00e8 stato pari a 16, 41 ettari<\/strong>&nbsp;(in incremento rispetto ai 10,1 ettari del 2020),&nbsp;<strong>portando il suolo totale consumato, per effetto di scelte scellerate compiute in passato e di un piano regolatore sovradimensionato, a 5.337 ettari, pari a ben il 21,6% del totale disponibile. Un dato elevatissimo, 3 volte la media nazionale, 5 volte la media UE, che per Legambiente rende prioritaria la necessit\u00e0 di contenere fortemente e possibilmente fermare il consumo di suolo nel nostro territorio<\/strong>. Necessit\u00e0 resa ancora pi\u00f9 stringente dalla&nbsp;<strong>costante decrescita demografica<\/strong>&nbsp;della citt\u00e0 dei due mari: il 31 dicembre 2013 Taranto aveva pi\u00f9 di duecentotremila abitanti, agli inizi di quest&#8217;anno meno di centonovantamila,<strong>con una perdita di oltre quattordicimila abitanti in soli otto anni. Come se fosse scomparso San Giorgio Jonico. O Statte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono dati su cui crediamo occorra fermarsi a riflettere e che, a nostro avviso, vanno assunti come il primo parametro su cui valutare le singole scelte che impattano con il futuro del nostro territorio, come nel caso della proposta di&nbsp;<strong>suddivisione della sottozona 32 del Piano Regolatore in sei subcompart<\/strong>i.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto ad essa, in base alle informazioni disponibili, riteniamo&nbsp;<strong>pienamente condivisibile la previsione<\/strong>&nbsp;della realizzazione di interventi attraverso apposito P.I.R.U. (Programma di Rigenerazione Urbana)&nbsp;<strong>per i comparti indicati con le lettere E e F<\/strong>,<strong>&nbsp;pi\u00f9 prossimi alla citt\u00e0 consolidata<\/strong>, gi\u00e0 antropizzati e sviluppatisi in modo disordinato.&nbsp;<strong>Anche<\/strong><strong>la scelta di attendere l&#8217;adozione del nuovo P.U.G. ,<\/strong><strong>proposta per il comparto indicato con la lettera D<\/strong>, situato dopo il centro commerciale ex Auchan, in direzione di San Giorgio Jonico,<strong>&nbsp;ci appare condivisibile<\/strong>, visto il rinvio ad uno strumento di programmazione frutto di una visione d&#8217;insieme estesa all&#8217;intera citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Destano invece forti preoccupazioni le indicazioni relative ai comparti B e C<\/strong>, situati subito prima del centro commerciale, per i quali, pur escludendo la realizzazione di edilizia residenziale, le altre destinazioni d&#8217;uso ammesse&nbsp;<strong>aprirebbero la strada ad un rilevante consumo di suolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In base alla declaratoria contenuta nell&#8217;articolo 38 delle N.T.A.<strong>&nbsp;risultano in generale ammissibili molteplici destinazion<\/strong>i: possono essere costruiti infatti&nbsp;<strong>edifici direzionali,<\/strong>&nbsp;studi professionali e uffici in genere, pubblici e privati, sedi di rappresentanza e attivit\u00e0 commerciali di ditte, istituti di credito, banche, mostre di prodotti manifatturieri,&nbsp;<strong>sedi e punti di vendita di grandi organizzazioni commerciali, attivit\u00e0 commerciali in genere<\/strong>, attrezzature terziarie di supporto connesse o attinenti alle attivit\u00e0 commerciali e direzionali,<strong>&nbsp;attrezzature alberghiere e turistico-ricettive<\/strong>, edifici per il culto ed opere connesse, attrezzature complementari per il richiamo pubblicitario e il trattenimento sociale e culturale del pubblico (Centri socio \u2013 culturali e assistenziali, sale per riunioni, biblioteche, sale per spettacolo e svago, teatri, cinematografici, ecc.), edifici per l&#8217;istruzione in genere e relativi annessi anche residenziali, poliambulatori, farmacie, posti di pronto soccorso, laboratori di analisi, cliniche private.&nbsp;<strong>Si configurerebbe quindi, nei comparti B e C, una ulteriore espansione urbana cui Legambiente \u00e8 assolutamente contraria sia per il rilevante consumo di suolo connesso<\/strong>,&nbsp;<strong>sia per il decremento demografico in atto, sia perch\u00e9 non si ravvede una effettiva necessit\u00e0 di allocare proprio in quei comparti tutta una serie di servizi,<\/strong>&nbsp;considerando le possibilit\u00e0 offerte sia dai comparti E e F, limitrofi, che pi\u00f9 in generale dalla citt\u00e0 nel suo complesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Taranto \u00e8 segnata dalla presenza di&nbsp;<strong>molte periferie<\/strong>&nbsp;che&nbsp;<strong>non hanno bisogno di nuove espansioni che le dilatino, o della distruzione di ulteriore terreno agricolo per &#8220;riempire i vuoti&#8221; tra centro abitato e nuovi insediamenti periferici, ma di interventi di riqualificazione, di piani di rigenerazione urbana<\/strong>. Il suolo che si continua a consumare, coprire, impermeabilizzare, inquinare, \u00e8 essenziale per la lotta ai cambiamenti climatici: esso contiene il pi\u00f9 importante stock di carbonio terrestre ed una sua gestione corretta e sostenibile \u00e8 essenziale per contrastare gli effetti devastanti del climate change. Per questo \u00e8 indispensabile preservarlo il pi\u00f9 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per Legambiente la priorit\u00e0 oggi \u00e8 giungere nei tempi pi\u00f9 rapidi possibili alla adozione del nuovo Piano Urbanistico Generale di Taranto<\/strong>, che permetta di inquadrare in un disegno complessivo, frutto di una visione d&#8217;insieme, le singole scelte,\u00a0<strong>che dia risposte alle esigenze dei cittadini evitando la reiterazione degli errori del passato, che realizzi una svolta lungamente attesa<\/strong>, nel segno del contenimento, della ricucitura del tessuto urbano esistente, della tutela della natura, rispetto alla realt\u00e0 di un territorio il cui suolo, negli anni, \u00e8 stato consumato in maniera devastante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pubblicato in<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.legambientetaranto.it\/index.php\/vivibilita-urbana.html\">La Citt\u00e0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Legambiente Taranto. 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