{"id":15657,"date":"2022-11-29T16:54:33","date_gmt":"2022-11-29T15:54:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15657"},"modified":"2022-11-29T16:54:37","modified_gmt":"2022-11-29T15:54:37","slug":"gli-invasi-artificiali-non-sono-una-soluzione-alla-siccita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/11\/gli-invasi-artificiali-non-sono-una-soluzione-alla-siccita\/","title":{"rendered":"Gli invasi artificiali non sono una soluzione alla siccit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Lettera di Pro Natura Piemonte ai Ministri dell&#8217;Ambiente e Sicurezza energetica e dell&#8217;Agricoltura e Sovranit\u00e0 alimentare e ai vertici della Regione Piemonte.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 sotto gli occhi di tutti la grave situazione di <strong>siccit\u00e0<\/strong> che ha colpito la nostra Regione e che non interessa soltanto gli strati superficiali del suolo, ma sta fortemente penetrando in profondit\u00e0. La grave crisi idrica in corso va inquadrata nella crisi climatica ed ecologica in atto, per cui andrebbe affrontata in modo strutturale, individuando le cause e non cercando di tamponare qualche sintomo. Ecco perch\u00e9 <strong>riteniamo sbagliato cercare di risolvere il problema della carenza d\u2019acqua con la costruzione di nuovi invasi<\/strong>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 un grave errore costruire grandi invasi? Innanzitutto c\u2019\u00e8 un <strong>enorme consumo di suolo<\/strong>, ormai insostenibile, e una <strong>sensibile variazione della portata del corso d\u2019acqua<\/strong>, su cui incide la diga, a monte e a valle della medesima con tutte le conseguenze ecologiche che questo comporta. Infatti, le dighe hanno un fortissimo impatto sui sistemi idrografici. Gli <strong>studi effettuati da anni <\/strong>hanno messo in evidenza che le dighe, insieme alle escavazioni in alveo, hanno determinato una mancanza di sedimenti nel reticolo idrografico, con pesanti incisioni degli alvei e, soprattutto, erosione costiera, con scomparsa di estese spiagge marine. Quanto si \u00e8 speso finora per realizzare opere di difesa dei litorali? Ma, non solo. Sono stati registrati danni a ponti e altri manufatti lungo i fiumi, con necessit\u00e0 di ingenti esborsi di denaro pubblico per ricostruirli o ripararli.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sa da tempo che l\u2019incisione anomala degli alvei fluviali e l\u2019erosione delle coste sono i principali fattori del <strong>depauperamento delle falde freatiche <\/strong>e del tanto richiamato, questa estate, \u201c<strong><em>cuneo salino<\/em><\/strong>\u201d, ovvero la risalita delle acque salate marine all\u2019interno dei terreni costieri, imputata, erroneamente, unicamente alla siccit\u00e0. Se la causa del \u201ccuneo salino\u201d fosse effettivamente solo la siccit\u00e0, perch\u00e9 si vogliono costruire dighe e invasi che manderanno al mare meno acqua, non contrastando cos\u00ec la risalita delle acque salate?<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono ben altri problemi che non si prendono mai in considerazione. <strong>Quanta acqua evapora dagli invasi? <\/strong>Per l\u2019Italia si calcolano non meno di 10.000 metri cubi all&#8217;anno per ogni ettaro di superficie dello specchio d\u2019acqua. Questa quantit\u00e0 \u00e8 maggiore nel Mezzogiorno e decisamente pi\u00f9 grande per i piccoli invasi. <strong>La conseguenza \u00e8 un incremento dell\u2019effetto serra ed un aumento della temperatura<\/strong>. Inoltre nei bacini piccoli, in estate, l\u2019acqua raggiunge temperature elevate che riducono la quantit\u00e0 di ossigeno presente, favoriscono lo sviluppo di alghe e di cianobatteri che producono pericolose tossine: la conseguenza \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di utilizzare l\u2019acqua per usi domestici o per l\u2019irrigazione dei campi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>In conclusione, una diga con il suo bacino \u00e8 un\u2019opera umana che incide pesantemente sul microclima dei luoghi, modifica gli ecosistemi, cambia la geomorfologia del territorio, altera l\u2019idrologia e i regimi idrici sotterranei, modifica la dinamica delle coste, modifica lo stato tensionale delle rocce su cui grava l\u2019infrastruttura e quella delle sponde. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E, poi, insieme alla diga si costruiscono strade, ponti, muri di contenimento che sconquassano gli ambienti naturali. Al di l\u00e0 degli aspetti ingegneristici e geologici, una diga ha bisogno di una progettazione multidisciplinare, in cui si devono prendere in considerazione anche aspetti biologici, zoologici, microclimatici, sociali, ecc. Le variabili in gioco sono enormi; le <strong>incertezze nella previsione dell\u2019impatto dell\u2019opera e delle sue potenziali vulnerabilit\u00e0 non quantificabili <\/strong>con conseguente insuccesso tecnico, economico, ecologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dice che le dighe evitano che l\u2019acqua nei periodi di pioggia defluisca verso il mare e non resti sul territorio. <strong>Oggi c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0, secondo gli esperti, di stoccare l\u2019acqua nelle falde acquifere sotterranee impoverite<\/strong>. Vale la pena, da parte delle istituzioni, prendere in considerazione questa opportunit\u00e0 che non consuma suolo, non causa evaporazione e riduce la subsidenza. Inoltre, falde pi\u00f9 elevate e pi\u00f9 ricche rilasciano lentamente l\u2019acqua nel reticolo idrografico consentendo una distribuzione uniforme tutto l\u2019anno.<br>Questa soluzione, sempre secondo gli esperti, sarebbe molto pi\u00f9 vantaggiosa: i dati reperibili indicano che <strong>i sistemi di ricarica controllata della falda costano in media 1,5 euro al metro cubo<\/strong> sulla quantit\u00e0 di acqua infiltrata in un anno; per i bacini artificiali il costo \u00e8 di 5-6 euro al metro cubo del volume che viene invaso (dati forniti dal CIRF, il Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale con sede a Venezia).<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Immagine tratta dal sito della Regione Piemonte).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera di Pro Natura Piemonte ai Ministri dell&#8217;Ambiente e Sicurezza energetica e dell&#8217;Agricoltura e Sovranit\u00e0 alimentare e ai vertici della Regione Piemonte. E\u2019 sotto gli [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15658,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[103,6],"tags":[1296,3729],"class_list":["post-15657","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","category-piemonte","tag-dighe","tag-invasi-artificiali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15657","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15657"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15657\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15657"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15657"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15657"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}