{"id":15677,"date":"2022-12-10T23:03:19","date_gmt":"2022-12-10T22:03:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15677"},"modified":"2022-12-10T23:03:23","modified_gmt":"2022-12-10T22:03:23","slug":"taranto-per-fermare-il-consumo-di-suolo-nasce-il-comitato-citta-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/12\/taranto-per-fermare-il-consumo-di-suolo-nasce-il-comitato-citta-sostenibile\/","title":{"rendered":"Taranto: per fermare il consumo di suolo nasce il comitato &#8220;Citt\u00e0 sostenibile&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Il progetto di nuova edificazione nella \u00ab<em>sottozona 32<\/em>\u00bb, l&#8217;area che si estende da via Speziale fin oltre il centro commerciale \u00ab<em>Porte dello Jonio<\/em>\u00bb costeggiando Cimino, ripropone il tema del consumo di suolo in una citt\u00e0 \u2013 Taranto \u2013 che si presenta gi\u00e0 estremamente dilatata. In Italia la copertura artificiale di suolo ammonta a circa il 7% del territorio nazionale (dati ISPRA 2022), quasi il doppio della media europea; <strong>a Taranto si arriva al 21% della superficie comunale: il triplo della media nazionale, cinque volte il dato europeo.<\/strong><br>Il consumo di suolo \u00e8 riconosciuto come uno dei fattori che contribuiscono ai cambiamenti climatici, poich\u00e9 i terreni edificati smettono di svolgere una serie di funzioni ecologiche essenziali. Ad esso sono correlati anche problemi di altra natura. <strong>L&#8217;espansione senza freni della citt\u00e0 <\/strong>genera crisi del piccolo commercio, emarginazione sociale, aumento delle patologie legate all&#8217;esposizione al traffico, crescenti difficolt\u00e0 economiche per i Comuni \u2013 costretti a servire aree sempre pi\u00f9 vaste.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la tendenza ormai consolidata al <strong>declino demografico <\/strong>(oltre quattordicimila abitanti in meno rispetto al 2013) i terreni edificati continuano ad aumentare anche nella nostra citt\u00e0 e <strong>si progettano ulteriori colate di cemento<\/strong>. Un vero e proprio spreco di territorio a vantaggio di pochi e a danno della collettivit\u00e0. Tutto questo mentre porzioni crescenti del centro cittadino vanno svuotandosi e Taranto assume sempre pi\u00f9 i contorni della &#8220;citt\u00e0-groviera&#8221; evocata da Alessandro Leogrande.<br>Per progettare un futuro sostenibile per la nostra comunit\u00e0 \u00e8 necessario arrestare queste dinamiche: le energie e le risorse delle istituzioni pubbliche e degli operatori privati vanno rivolte al recupero ed alla rigenerazione dell&#8217;esistente e alla valorizzazione del paesaggio, a partire dagli immediati adempimenti previsti per il Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo e dalla necessaria attenzione ad aree di interesse naturalistico come l&#8217;Oasi della Salina Piccola o la pineta in zona Blandamura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>In particolare, riteniamo che le scelte in tema di pianificazione del territorio debbano seguire quattro direttrici fondamentali:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>respingere qualsiasi progetto che prospetti l&#8217;ulteriore espansione dell&#8217;abitato e l&#8217;edificazione di nuove aree;<\/li><li>individuare all&#8217;interno della citt\u00e0 gi\u00e0 edificata gli spazi e i contenitori per lo sviluppo di nuove funzioni;<\/li><li>tutelare il paesaggio, anche attraverso l&#8217;istituzione di aree naturali protette, adeguando il piano urbanistico alle previsioni del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale;<\/li><li>pervenire nel pi\u00f9 breve tempo possibile a un Piano urbanistico generale (PUG) indirizzato dal principio di consumo di suolo a saldo zero \u2013 obiettivo fissato dalla stessa Commissione europea.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Per sensibilizzare in questo senso la societ\u00e0 civile e le istituzioni promuoviamo il comitato \u00abCitt\u00e0 sostenibile\u00bb<\/strong>. L&#8217;adesione \u00e8 aperta a chiunque, singoli e associazioni, riconosca che non si possono pi\u00f9 riproporre i modelli di sviluppo che hanno provocato la crisi ambientale ed economica in cui ci stiamo dibattendo e che occorre procedere speditamente in direzione della sostenibilit\u00e0, per una Taranto che guardi al futuro.<br><strong>Hanno gi\u00e0 aderito:<\/strong><br><em>ARCA Taranto, ARCI AL42, ARCI Futurja. ARCI Gagarin, Associazione culturale Gruppo Taranto, Comitato Parco regionale del Mar Piccolo, Fillea CGIL &#8211; Taranto, Forum Salviamo il Paesaggio \u2013 Taranto, Fucina 900, Italia Nostra \u2013 Taranto, Legambiente \u2013 Taranto, Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie \u2013 Taranto, LIPU \u2013 Taranto, OPS \u2013 Osservatorio Permanente Salinella OdV, Peacelink, puntapenna.info,<br>SiAmo Taranto, Mario Carobbi (architetto), Assunta Cocchiaro (archeologa), Leo Corvace (ambientalista), Giovanni Fanelli (ricercatore CNR Taranto), Rino Giangrande (presidente Associazione Grande Salento). Massimo Prontera (architetto).<\/em><br>.<br>Il 16 novembre, in previsione del possibile approdo in Consiglio Comunale di una proposta di delibera sulla &#8220;sottozona 32&#8221;, abbiamo rivolto ai consiglieri comunali il seguente appello:<br><em>&#8220;Il prossimo passaggio in Consiglio comunale della delibera sulla sottozona 32 rende necessarie alcune considerazioni.Il testo licenziato dalla giunta e sottoposto al Consiglio in sostanza stralcia il progetto presentato dalla ditta Marchetti Srl per la realizzazione di capannoni commerciali e, nella stessa zona, prospetta la realizzazione di &#8220;servizi di supporto&#8221; al nuovo ospedale San Cataldo. Si fa genericamente riferimento a &#8220;RSA, laboratori, foresterie, centri direzionali&#8221;. <\/em>Interventi che andrebbero ad anticipare in quell&#8217;area le previsioni del <strong>Piano urbanistico generale <\/strong>(Pug) per la cui redazione \u00e8 stato affidato solo pochi giorni fa l&#8217;incarico all&#8217;architetto Karrer.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal nostro punto di vista<strong> la delibera presenta diverse criticit\u00e0<\/strong>. In primo luogo, ci interroghiamo sulla necessit\u00e0 di realizzare proprio in quella porzione di territorio non ancora estesamente urbanizzata i servizi cui si \u00e8 accennato. Scorrendo le pagine del progetto originario del San Cataldo si legge <em>&#8220;il complesso ospedaliero (\u2026) rappresenta (\u2026) un elemento urbano autonomo che non impone la necessit\u00e0 di realizzare nelle aree limitrofe servizi e attivit\u00e0 ad esso connesse, ma che rappresenta una realt\u00e0 sociale in cui soddisfare tutti i principali servizi connessi con le prestazioni che ivi si svolgeranno&#8221;<\/em>. Il nuovo ospedale infatti \u00e8 stato pensato per comprendere gi\u00e0 al suo interno alcune delle funzioni che la delibera intende sviluppare nella sottozona 32, come la foresteria. A ci\u00f2 sono stati aggiunti, con una recente variante, un &#8220;polo direzionale e didattico&#8221; e una &#8220;scuola per l&#8217;infanzia&#8221;. Se queste opere non dovessero bastare a rendere il San Cataldo quel &#8220;polo di eccellenza&#8221; che tutti auspichiamo, \u00e8 opportuno chiedersi <strong>per quale ragione gli altri &#8220;servizi di supporto&#8221; debbano essere collocati proprio nella sottozona 32 e non in un&#8217;area gi\u00e0 urbanizzata<\/strong>. Potremmo citare numerosi esempi di ottimi ospedali che si stagliano come &#8220;cattedrali nel deserto&#8221; nel paesaggio circostante: si pensi al Miulli di Acquaviva delle Fonti, che dista circa sette chilometri dai limitrofi centri abitati.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 gi\u00e0 stato messo in cantiere il collegamento del San Cataldo con la citt\u00e0 attraverso le cosiddette &#8220;BRT&#8221;, le &#8220;linee veloci&#8221; che congiungeranno le diverse zone dell&#8217;abitato. Quanto alle esigenze di ricezione poi, facciamo notare che non mancano in citt\u00e0 aree in cui realizzare strutture idonee: lo stesso progetto del nuovo stadio prospetta la costruzione di un grande albergo in una superficie gi\u00e0 urbanizzata. Infine, la dislocazione di attivit\u00e0 funzionali al San Cataldo all&#8217;interno del tessuto urbano potrebbe favorire quel processo di riqualificazione dell&#8217;esistente che pure \u00e8 stato enunciato come uno dei principi che dovranno informare il prossimo Pug. Un tema che torna con forza se si pensa al futuro delle <strong>strutture del Santissima Annunziata, che non possono essere lasciate vuote<\/strong>. Un altro elemento ci lascia perplessi, e riguarda proprio il rapporto con il Piano. Se questo dovr\u00e0 fornire un nuovo disegno di citt\u00e0, archiviando finalmente l&#8217;attuale strumento urbanistico in vigore dal 1978, quali pressanti esigenze impongono di anticipare l&#8217;edificazione di una zona ancora solo parzialmente urbanizzata? A nostro parere sarebbe pi\u00f9 coerente che gli interventi sulla sottozona 32 \u2013 come su altre superfici non impermeabilizzate \u2013 <strong>fossero parte integrante di una visione globale sul futuro assetto della citt\u00e0<\/strong>. Il rischio, in caso contrario, \u00e8 di elaborare il Piano come somma di decisioni estemporanee, sollecitate ora da questo ora da quel progetto, perdendo la prospettiva d&#8217;insieme. La definizione della sottozona 32 va dunque rinviata all&#8217;iter di elaborazione del Pug.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di tutto questo, <strong>chiediamo ai rappresentanti dei cittadini in Consiglio comunale di non prendere una decisione affrettata<\/strong>. Si avvii un percorso di ascolto delle diverse componenti della nostra comunit\u00e0 prima e non dopo l&#8217;approvazione della delibera \u2013 quando le scelte fondamentali sarebbero gi\u00e0 state prese. Si ricordi che \u00e8 in gioco il futuro della citt\u00e0 e di fronte a questo fermarsi a riflettere non \u00e8 una perdita di tempo. Da parte nostra valuteremo tutte le iniziative necessarie ad arrestare interventi che non rispondano all&#8217;interesse pubblico e alla difesa e tutela dell&#8217;ambiente&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto di nuova edificazione nella \u00absottozona 32\u00bb, l&#8217;area che si estende da via Speziale fin oltre il centro commerciale \u00abPorte dello Jonio\u00bb costeggiando Cimino, [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15678,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[18],"tags":[3734,1995],"class_list":["post-15677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-puglia","tag-citta-sostenibile","tag-taranto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15677","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15677"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15677\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15678"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}