{"id":15696,"date":"2022-12-19T09:46:58","date_gmt":"2022-12-19T08:46:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15696"},"modified":"2022-12-19T09:47:01","modified_gmt":"2022-12-19T08:47:01","slug":"ecomafia-2022-presentati-i-dati-sui-reati-ambientali-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/12\/ecomafia-2022-presentati-i-dati-sui-reati-ambientali-in-italia\/","title":{"rendered":"Ecomafia 2022: presentati i dati sui reati ambientali in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>Storie e numeri della criminalit\u00e0 ambientale in Italia nel report di Legambiente. Nel 2021 i reati contro l\u2019ambiente non scendono sotto quota 30mila nonostante una lieve flessione. Quasi il 44% si concentra in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A livello provinciale, Roma prima per ecoreati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>59.268 gli illeciti amministrativi monitorati per la prima volta. A pesare la mano della corruzione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>9.490 i reati nel ciclo del cemento illegale, a seguire quelli dei rifiuti (8.473) e contro la fauna (6.215). <\/strong><strong>Impennata dei reati contro il patrimonio boschivo e storico-culturale. In aumento i furti di opere d\u2019arte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Legambiente: \u201cAl Governo Meloni indichiamo le nostre dieci proposte per rendere pi\u00f9 efficace <\/strong><strong>l\u2019azione dello Stato partendo dall\u2019approvazione di quelle riforme che ancora mancano all\u2019appello, <\/strong><strong>anche in vista della nuova direttiva europea sui crimini ambientali\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Online il nuovo sito noecomafia.it: al via un centro di documentazione sull\u2019illegalit\u00e0 ambientale. <\/em><em>Tutti i dati nazionali e regionali su noecomafia.it.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In Italia nel 2021 le ecomafie continuano ad affondare le loro radici nell\u2019ambiente, spinte da interessi trasversali in cui si intrecciano sempre di pi\u00f9 criminalit\u00e0 ambientale, economica e organizzata in un triangolo perfetto. Il risultato \u00e8 un attacco diretto, nudo e crudo, grazie anche ad una spinta maggiore della corruzione e degli illeciti amministrativi. A fare il punto con dati e storie \u00e8 il nuovo <strong>report Ecomafia 2022, realizzato da Legambiente <\/strong>con il sostegno di NOVAMONT e edito da<strong> Edizioni Ambiente.<\/strong> Nel 2021 i reati contro l\u2019ambiente non scendono sotto il muro dei 30mila illeciti (accertati <strong>30.590<\/strong>), registrando una media di quasi 84 reati al giorno, circa 3,5 ogni ora. Un dato preoccupante e che continua a restare alto, nonostante la leggera flessione del -12,3% rispetto ai dati del 2020, mentre crescono gli arresti toccando quota <strong>368<\/strong>, +11,9% rispetto al 2020. Sono <strong>59.268 gli illeciti amministrativi contestati<\/strong>, con una media di 162 al giorno, 6,7 ogni ora. Sommati ai reati ambientali, raccontano di un Paese dove vengono accertate ogni ora circa 10 violazioni di norme poste a tutela dell\u2019ambiente. Ad agevolare questa ondata di reati lo strumento della<strong> corruzione<\/strong>: <strong>115 le inchieste <\/strong>censite da 16 settembre 2021 al 31 luglio 2022, con 664 persone arrestate, 709 persone denunciate e 199 sequestri. <strong>14 i comuni sciolti per mafia nel 2021 e 7<\/strong> <strong>nel 2022<\/strong>, a cui vanno aggiunti gli ultimi in ordine di arrivo, Anzio e Nettuno (RM). Dati che si traducono da una parte in ferite insostenibili per l\u2019ambiente, la cui tutela dallo scorso 22 febbraio \u00e8 entrata tra i principi fondamentali della Costituzione italiana, e dall\u2019altra in un bottino d\u2019oro per gli ecomafiosi che nel 2021 hanno fatturato <strong>8,8 miliardi di euro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Filiere illegali<br><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Il ciclo illegale del cemento <\/strong>guida nel 2021 la \u201cclassifica\u201d delle filiere illegali con <strong>9.490 reati<\/strong> (31% del totale), seguito da quello dei<strong> rifiuti (8.473) <\/strong>che registra anche il maggior numero di arresti, ben 287, (+25,9% rispetto al 2020) e di sequestri (3.745, con +15%) e dai <strong>reati<\/strong> <strong>contro la fauna (6.215). Impennata dei reati contro il patrimonio boschivo<\/strong> \u2013 5.385 reati tra incendi colposi, dolosi e generici (+27,2%) con una superficie colpita dalle fiamme di oltre 159.000 ettari (+154,8% sul 2020) \u2013 e quelli <strong>contro il patrimonio culturale con l\u2019aumento dei furti di opere d\u2019arte<\/strong>, che arrivano a quota 603 (+20,4%). Le inchieste contro i traffici illeciti di rifiuti monitorate da Legambiente nel 2021 sono state ben 38, contro le 27 dell\u2019anno precedente, mentre nei primi sette mesi di quest\u2019anno la cifra \u00e8 arrivata a quota 17. I quantitativi di rifiuti sequestrati superano i 2,3 milioni di tonnellate, l\u2019equivalente di 94.537 tir: messi su strada, uno dietro l\u2019altro, formerebbero un serpentone di 1.286 chilometri, che da Reggio Calabria potrebbe spingersi al confine con la Svizzera. Da segnalare i 640.195 controlli eseguiti nel settore agroalimentare e il fatto che tra i nuovi interessi delle ecomafie c\u2019\u00e8 il <strong>traffico illecito degli oli vegetali esausti. <\/strong>Il Conoe stima che ben 15mila tonnellate all\u2019anno sfuggano alla raccolta e al trattamento dei certificati dei consorzi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Regioni e province colpite dalle ecomafie<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Campania, Puglia, Calabria e Sicilia<\/strong> sono le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa che subiscono il maggiore impatto di ecocriminalit\u00e0 e corruzione. Qui si concentra il 43,8% dei reati accertati dalle forze dell\u2019ordine e dalle Capitanerie di porto, il 33,2% degli illeciti amministrativi e il 51,3% delle inchieste per corruzione ambientale sul totale nazionale. Tra le <strong>regioni del Nord<\/strong> la Lombardia si conferma quella con il maggior numero di illeciti ambientali (1.821 reati, pari al 6% del totale nazionale e 33 arresti). Crescono i reati accertati in Liguria, ben 1.228, che scala cinque posizioni, arrivando al nono posto. <strong>A livello provinciale<\/strong>, <strong>Roma<\/strong>, con 1.196 illeciti ambientali, scalza nel 2021 dalla prima posizione Napoli (1.058), che viene superata di misura anche da quella di Cosenza (1.060). Di fronte a questo quadro complessivo, c\u2019\u00e8 da dire che <strong>nel 2021 le forze dell\u2019ordine hanno applicato per ben 878 volte i delitti contro l\u2019ambiente<\/strong> (legge 68\/2015). 292 i beni posti sotto sequestro per un valore complessivo di oltre 227 milioni di euro. Il delitto in assoluto pi\u00f9 contestato \u00e8 quello di inquinamento ambientale, con 445 procedimenti penali, ma il maggior numero di ordinanze di custodia cautelare \u00e8 scattato per l\u2019attivit\u00e0 organizzata di traffico illecito di rifiuti, con 497 provvedimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il report Ecomafia 2022, presentato oggi a Roma insieme al nuovo restyling del sito noecomafia.it, strutturato come un vero e proprio centro di documentazione on line, \u00e8 stato anche l\u2019occasione per Legambiente per presentare le sue <strong>10 proposte*di modifica normativa<\/strong> <strong>per rendere pi\u00f9 efficace l\u2019azione dello Stato <\/strong>a partire dall\u2019approvazione delle riforme che mancano all\u2019appello e su cui il Governo Meloni deve dare delle risposte concrete, anche in vista della prossima direttiva europea sui crimini ambientali. Tra queste occorre approvare anche in questa legislatura la costituzione della Commissione parlamentare d\u2019inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (la cosiddetta Commissione Ecomafia); inserire i delitti previsti dal titolo VI-bis del Codice Penale e il delitto di incendio boschivo (423 bis) tra quelli per cui non scatta la tagliola dell\u2019improcedibilit\u00e0, approvare il ddl contro le &nbsp;agromafie, introdurre nel codice penale i delitti contro gli animali, emanare i decreti attuativi della legge 132\/2016 che ha istituito il Sistema Nazionale per la protezione per l\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl quadro che emerge dalla lettura del nostro Rapporto Ecomafia 2022 continua a essere preoccupante \u2013 dichiara <strong>Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente<\/strong> \u2013.&nbsp; \u00c8 fondamentale non abbassare la guardia nei confronti degli ecocriminali, ora pi\u00f9 che mai visto che sono stati assegnati i primi finanziamenti dei bandi del PNRR, molti altri ne verranno aggiudicati nel prossimo futuro, e presto si apriranno i tanti cantieri dell\u2019agognata transizione ecologica. In tutto ci\u00f2 il sistema di prevenzione e repressione dei reati descritti in questo Rapporto non \u00e8 stato rafforzato come si sarebbe dovuto fare. Per questo oggi abbiamo presentato le nostre dieci proposte di modifica normativa, convinti che quel percorso di civilt\u00e0, iniziato a suo tempo con la legge sugli ecoreati proseguito quest\u2019anno con l\u2019introduzione della tutela dell\u2019ambiente tra i principi della nostra Costituzione e con l\u2019inserimento dei delitti contro il patrimonio culturale, possa proseguire anche in questa legislatura. Noi verificheremo sulla base dei fatti se a quel voto favorevole, sostanzialmente all\u2019unanimit\u00e0 a favore dell\u2019ambiente in Costituzione, seguir\u00e0 un percorso coerente nella XIX legislatura per una seria ed efficace lotta ai cosiddetti \u201cladri di futuro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn Europa si discute di una nuova direttiva sui crimini ambientali, per inasprire le sanzioni e rendere efficace l\u2019attivit\u00e0 di prevenzione e repressione. L\u2019Italia, al riguardo, ha maturato importanti competenze, a partire dalle inchieste sui traffici illegali di rifiuti ma sconta ancora ritardi per quanto riguarda in particolare la lotta all\u2019abusivismo edilizio. I reati nel ciclo del cemento \u2013 &nbsp;&nbsp;spiega <strong>Enrico Fontana, Responsabile Ufficio Raccolta Fondi e Osservatorio nazionale Ambiente e Legalit\u00e0 \u2013 <\/strong>sono una vera e propria piaga su cui \u00e8 necessario continuare a puntare i riflettori, sia per scongiurare nuove sconsiderate ipotesi di sanatorie sia per rilanciare, finalmente, una stagione di demolizioni. In particolare, a nostro avviso \u00e8 fondamentale approvare un emendamento di modifica dell\u2019articolo 10 bis della legge 120\/2020 (semplificazioni in materia di demolizione di opere abusive) per affidare ai prefetti, in caso di inerzia dei Comuni, la responsabilit\u00e0 degli abbattimenti oggetto di ordinanze precedenti all\u2019approvazione della norma, fugando cos\u00ec ogni margine di dubbio circa la sua applicazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Focus Rapporto Ecomafia 2022<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Tra i focus si segnalano: <strong>\u201cEcomafia senza confini\u201d<\/strong> a cura dell\u2019Ufficio antifrode dell\u2019Agenzia delle accise, delle dogane e dei monopoli. Solo nei primi nove mesi del 2021, i quantitativi sequestrati di rifiuti risultano essere doppi rispetto ai sequestri effettuati nell\u2019intero 2019. Rispetto alle tipologie bloccate alle frontiere, se nel 2020 i maggiori quantitativi riguardavano materiale plastico e Raee (pari quasi al 75%), nel periodo gennaio-settembre 2021 hanno prevalso i rifiuti metallici e plastici. La gran parte dei rifiuti elettrici ed elettronici sequestrati erano destinate principalmente alla Turchia e alla Malesia, confermando come il ricorso al dumping ambientale a danno di quei paesi sia una pratica ancora in voga. <strong>\u201cEcomafia in Comune\u201d <\/strong>contiene un\u2019ampia gamma degli intrecci con gli interessi diretti dei boss mafiosi, a partire dalle mancate demolizioni di immobili abusivi fino all\u2019aggiudicazione di appalti per qualsiasi tipo di attivit\u00e0. Altro focus, \u201c<strong>Il<\/strong> <strong>processo di transizione ecologica e i possibili fattori di rischio\u201d,<\/strong> a cura del Comando Carabinieri per la tutela ambientale e la transizione ecologica. Nel Rapporto viene anche pubblicato un contributo dell\u2019Ispra sui procedimenti penali in cui viene contestato il <strong>danno ambientale<\/strong>, con la metodologia seguita e i casi principali affrontati. Infine, si segnalano anche il <strong>business degli shopper illegali e il mercato nero dai gas refrigeranti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Rapporto\u00a0Ecomafia\u00a02022 si pu\u00f2 acquistare nelle migliori librerie, nei principali bookstore online, o direttamente sul sito\u00a0<a href=\"http:\/\/shop.edizioniambiente.it\">shop.edizioniambiente.it<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Info su\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.noecomafia.it\/\">noecomafia.it<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storie e numeri della criminalit\u00e0 ambientale in Italia nel report di Legambiente. 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