{"id":15716,"date":"2022-12-29T22:38:12","date_gmt":"2022-12-29T21:38:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15716"},"modified":"2023-01-20T10:07:14","modified_gmt":"2023-01-20T09:07:14","slug":"nuovi-insediamenti-per-la-logistica-dalla-politica-locale-un-indirizzo-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2022\/12\/nuovi-insediamenti-per-la-logistica-dalla-politica-locale-un-indirizzo-sostenibile\/","title":{"rendered":"Nuovi insediamenti per la logistica: dalla politica locale un indirizzo sostenibile"},"content":{"rendered":"\n<p>Da tempo, ormai, dovrebbe essere chiaro a tutti che<strong> il fenomeno del consumo di suolo risulta &#8220;accelerato&#8221; anche dal prorompente sviluppo delle aree logistiche<\/strong>, troppo spesso ritenute come una sorta di manna caduta dal cielo per riattivare le debolezze occupazionali di un territorio e la sua relativa economia locale. Eppure i dati consuntivi gi\u00e0 disponibili per molti insediamenti attivi da anni, dovrebbero fornirci spunti statistici importanti su cui riflettere.<br>Ad esempio, citiamo <strong><a href=\"https:\/\/lab.ebicom.it\/files\/2021_giugno_Comunicato_stampa_Impatto_Amazon_Roncade.pdf\">una preziosa ricerca del giugno 2021 di EBiComLab<\/a><\/strong>, centro studi sul terziario di Treviso, che ci consente di capire come i nuovi progetti insediativi di Amazon e le promesse occupazionali sbandierate in fase progettuale poco corrispondano ai risultati effettivi raggiunti.<\/p>\n\n\n\n<p>EBiComLab ha preso in esame <strong>sette centri Amazon<\/strong> &#8211; Castel San Giovanni (PC), Passo Corese (RI), Vercelli (VC), Vigonza (PD), Verona (VR), Torrazza Piemonte (TO), Castelguglielmo &#8211; San Bellino (RO) &#8211; e ricavato alcuni dati piuttosto indicativi applicabili al nascente polo di Roncade, simile per dimensioni e occupati ai sette del campione di riferimento: \u00ab<em>dei 1.400 rapporti di lavoro che Amazon intende attivare nei prossimi 3 anni, si stima<\/em> <em>che 976 di questi <strong>(il 69,7%) sia destinato a cessare<\/strong>, concretizzando un saldo netto di 424 posti di lavoro, <strong>pari al 30,3% delle assunzioni promesse.<\/strong> <strong>Tra i lavoratori assunti, solo il 18% potr\u00e0 godere di un posto di lavoro \u201cbuono\u201d a tempo indeterminato, mentre l\u201982% dovr\u00e0 accontentarsi di forme contrattuali pi\u00f9 flessibili<\/strong>, per la maggior parte provenienti da contratti a termine stipulati tramite agenzie di somministrazione (75,5%). Tra gli assunti: il 48,9% sar\u00e0 costituito da lavoratori under 30 e il 51,1% da over 30; il 64,3% sar\u00e0 di genere maschile e il 35,7% di genere femminile; il 77,9% avr\u00e0 cittadinanza italiana e il 22,1% straniera. Le professioni \u201cqualificate\u201d saranno solo il 19,2% del totale, le \u201csemi qualificate\u201d il 43,5% e le \u201cnon qualificate\u201d il 37,3%. <strong>Lo stipendio netto varier\u00e0 tra gli 800 e i 1.200 euro<\/strong>, per un costo lordo complessivo che superer\u00e0 di poco i 1.600 euro. Considerando le aree di provenienza dei lavoratori, solo il 13,7% di essi (192) sar\u00e0 domiciliato a Roncade, l\u20198,2% in altri comuni contermini (115), il 45,6% (639) in altri comuni della provincia di Treviso, il 21,6% (303) in altri comuni del Veneto e il 10,8% (151) fuori regione<\/em>\u00bb.<br><strong>A Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, il polo esiste dal 2011 e oggi occupa appena il 20,7% dei lavoratori che aveva dieci anni fa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da anni associazioni, comitati, il nostro Forum nazionale ribadiscono la necessit\u00e0 di intervenire &#8220;al contrario&#8221; di fronte alle richieste dei grandi operatori della logistica, ovvero <strong>dicendo di no ai loro progetti su terreni liberi, canalizzandoli cos\u00ec sul recupero e riuso delle tante superfici gi\u00e0 impermeabilizzate presenti ovunque<\/strong>. Un grido che, finora, non \u00e8 stato raccolto da Sindaci e amministrazioni locali convinti, appunto, di trovarsi dinanzi ad una opportunit\u00e0 di rilancio economico, ben ridimensionato dalle evidenze dei numeri che prima vi abbiamo sintetizzato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Accogliamo quindi con particolare interesse una voce che pare, finalmente, essersi levata da parte di un Sindaco piemontese, Gianni Tagliani, primo cittadino di Castelnuovo Scrivia in provincia di Alessandria, Comune con poco pi\u00f9 di 5mila residenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tagliani ha infatti richiesto ed ottenuto dall&#8217;Unione Bassa Valle Scrivia l&#8217;approvazione di <strong>una variante al Piano regolatore del suo Comune con cui vengono ridotti gli indici:<\/strong> la copertura passa dal 50% al 30%, l\u2019altezza dei fabbricati da 15 metri a 12, la superficie a verde alberato minima dovr\u00e0 essere pari al 25% della superficie fondiaria e quella filtrante pari al 35%. E dovr\u00e0 essere creata una cortina di alberi ad alto fusto per l\u2019intero perimetro aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo di questa &#8220;coraggiosa&#8221; scelta \u00e8 l&#8217;esigenza di non consumare altro suolo, a fronte di una situazione attuale che vede <strong>nel Comune la disponibilit\u00e0 di ben sei lotti (per un totale di 50 mila metri) in un&#8217;area industriale gi\u00e0 urbanizzata e la presenza di una confinante superficie dismessa (altri 100 mila metri) anch&#8217;essa gi\u00e0 urbanizzata, impermeabilizzata e con capannoni da recuperare o abbattere<\/strong>. Chiarissima, dunque, la motivazione etica e politica del Sindaco, che a <em><strong><a href=\"https:\/\/radiogold.it\/politica\/333090-castelnuovo-scrivia-stop-consumo-suolo-variante-piano-regolatore\/\">Radio Gold <\/a><\/strong><\/em>ha esplicitato le sue considerazioni: \u00ab<em><strong>A fronte quindi di 150 mila metri gi\u00e0 urbanizzati e utilizzabili sin da subito, che necessit\u00e0 c\u2019\u00e8 di consumare ancora suolo e terreno fertile? <\/strong>Per questo la scelta \u00e8 di un consumo responsabile di terreno fertile prediligendo le aree gi\u00e0 individuate e urbanizzate ma non ancora completate. Diciamo quindi stop a centinaia di ettari di campi agricoli cementificati per costruire poli logistici a supporto del commercio elettronico quando sono disponibili spazi gi\u00e0 urbanizzati. Ricordo \u2013 <\/em>conclude il sindaco<em> \u2013 che <strong>con il Pnrr l\u2019Italia si impegnata ad approvare una legge a protezione del suolo, non solo a ricevere milioni di euro dall\u2019Europa<\/strong>. Utilizzare le aree gi\u00e0 urbanizzate e cos\u00ec destinate, quelle dismesse e quelle cementificate rappresentano una delle soluzioni per riabituarsi a \u201cgovernare\u201d il territorio superando le ritrosie e i timori. In effetti sempre pi\u00f9 spesso <strong>ci troviamo di fronte a importanti gruppi finanziari ed economici che operano in maniera quasi completamente autonoma e autoreferenziale, attivando progetti e operazioni immobiliari anche di grande rilevanza, senza alcuna attenzione o cura di ci\u00f2 che il territorio prevede ed \u00e8 in grado di sostenere<\/strong>. L\u2019approccio \u00e8 quasi sempre il medesimo: io, soggetto privato, ho un progetto importante, ho le risorse finanziarie per attuarlo, tutto ci\u00f2 apporter\u00e0 \u201ccrescita e sviluppo\u201d al territorio, aumenter\u00e0 significativamente l\u2019occupazione e incrementer\u00e0 la potenzialit\u00e0 demografica; tu, soggetto pubblico (Comune, Provincia, Regione, Stato), non puoi dire di no\u2026 e ti dir\u00f2 di pi\u00f9, mentre realizzer\u00f2 ci\u00f2 che a me interessa, ti asfalto un po\u2019 di strade, ti costruisco un impianto sportivo o un parcheggio, ti pago le luminarie natalizie, e quant\u2019altro<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La gestione del territorio e del paesaggio e della loro amministrazione \u00e8 un potere costituzionalmente conferito alle amministrazioni locali, che devono attuarlo nei modi pi\u00f9 attenti e vantaggiosi per tutti, non solo perch\u00e9 \u00e8 un bene comune pubblico, ma anche perch\u00e9 il suolo, una volta consumato, non pu\u00f2 pi\u00f9 tornare alla naturalit\u00e0. \u00ab<em>Ci\u00f2 significa compiere delle scelte &#8211; <\/em>aggiunge il Sindaco<em> -. <strong>\u00c8&nbsp;giunto il momento di fermarsi<\/strong>. E capire, anche in un comune piccolissimo come il nostro, se possiamo fare qualcosa, se possiamo incidere in qualche modo, se possiamo limitare, ad esempio, il consumo di suolo quando nelle zone gi\u00e0 urbanizzate ci sono terreni a disposizione, aree cementificate, fabbriche dismesse e cattedrali nel deserto degli anni Ottanta che possono essere riconvertite. <strong>Bisogna partire da qui, da ci\u00f2 che ognuno pu\u00f2 fare sia nel ruolo pubblico che in quello privato<\/strong>. Certo, sono scelte che possono anche essere divisive ma i tempi degli equilibrismi, delle strizzate d\u2019occhio o delle convenienze politiche, di amicizia e di immagine per quanto riguarda il Comune di Castelnuovo Scrivia sono finiti<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Avanti Sindaci d&#8217;Italia: ora avete un buon esempio da imitare (e ormai zero scuse da sostenere\u2026).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Foto di Paolo Baldi)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo, ormai, dovrebbe essere chiaro a tutti che il fenomeno del consumo di suolo risulta &#8220;accelerato&#8221; anche dal prorompente sviluppo delle aree logistiche, troppo [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15717,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126],"tags":[3748,2163],"class_list":["post-15716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","tag-castelnuovo-scrivia","tag-logistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15716"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15716\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}