{"id":15765,"date":"2023-01-18T18:55:44","date_gmt":"2023-01-18T17:55:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15765"},"modified":"2023-01-18T18:55:47","modified_gmt":"2023-01-18T17:55:47","slug":"riqualificazione-dello-stadio-tardini-di-parma-la-partecipazione-e-unaltra-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/01\/riqualificazione-dello-stadio-tardini-di-parma-la-partecipazione-e-unaltra-cosa\/","title":{"rendered":"Riqualificazione dello Stadio Tardini di Parma: la partecipazione \u00e8 un\u2019altra cosa!"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Da oltre dieci anni i cittadini di Parma si sentono promettere dalle amministrazioni locali processi partecipativi<\/strong>. Le stesse normative, a qualunque livello, hanno ormai dovuto recepire quelle che sono indicazioni comunitarie cogenti finalizzate al coinvolgimento della cittadinanza nei processi decisori.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure la cultura della partecipazione stenta ad entrare nell\u2019orizzonte di senso delle forze politiche, locali e non: ad ogni tornata elettorale, di fronte al calo inesorabile dei votanti, si versano lacrime da coccodrillo, promettendo azioni per coinvolgere la cittadinanza e restituirle fiducia nei suoi rappresentanti politici, ma poi alla resa dei conti tali promesse si riducono a chiacchiere al vento. E non basta istituire un assessorato alla partecipazione per togliersi il pensiero, adempiendo solo formalmente ad uno scomodo dovere. <strong>La partecipazione bisogna praticarla<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A Parma ci era stato garantito un processo partecipativo in merito ad una <strong>proposta particolarmente impattante per la citt\u00e0 <\/strong>intera dal punto di vista ambientale, economico e sociale: la demolizione e ricostruzione dello stadio Tardini. Ed ora ci ritroviamo nel bel mezzo di un percorso, propagandato a titoli cubitali dall\u2019amministrazione comunale, per il quale si sono addirittura predisposti un bando e dei momenti di presentazione roboanti, che lascia davvero con l\u2019amaro in bocca. Insomma, la montagna ha partorito il topolino. E spiegheremo brevemente il perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, negli incontri partecipati organizzati da un rappresentante della ditta Poleis di Ferrara, viene concesso ai cittadini di esprimersi entro un perimetro di azione molto limitato. Infatti, non viene loro proposto di valutare se realizzare o no il progetto del Parma Calcio, o se, nel caso, possano esistere alternative alla sua localizzazione, ma <strong>semplicemente viene chiesto loro di &#8220;<em>condividere il progetto per raccogliere indicazioni ed orientamenti per la sua realizzazione<\/em>&#8220;<\/strong>. La differenza \u00e8 evidente ed enorme.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ragioni che giustificherebbero un ambito cos\u00ec ristretto di intervento discendono da una precisa volont\u00e0 politica: <strong>l\u2019amministrazione non accetta che possa essere ridiscussa una decisione politica gi\u00e0 presa<\/strong>, relativa all&#8217;approvazione del progetto e al riconoscimento del suo interesse pubblico. In verit\u00e0, l\u2019iter procedurale della progettualit\u00e0 del Parma Calcio \u00e8 ancora lungo: necessita di ulteriori passaggi istituzionali di valutazione, discussione e, infine, una nuova votazione. Fino ad allora, quindi, qualsiasi opzione potrebbe essere rimessa in gioco. Potrebbe, se ce ne fosse la volont\u00e0 e se davvero si volessero ascoltare le ragioni della cittadinanza, che in grandissima parte ritiene questo progetto dannoso o nella migliore delle ipotesi inutile e non richiesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello in corso si qualifica come un processo partecipativo compromesso e non degno di questo nome: non solo perch\u00e9 parte con i limiti inaccettabili imposti dall\u2019amministrazione alle tematiche in discussione, ma anche per la <strong>grave carenza di documentazione messa a disposizione<\/strong> dal proponente.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, oltre a queste carenze strutturali stanno emergendo da un punto di vista squisitamente organizzativo numerose criticit\u00e0 fra le quali, come persone che da anni studiano e sperimentano processi partecipativi in ambito nazionale ed internazionale, ci limitiamo a segnalare alcuni aspetti macroscopici:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tempo per i tavoli di discussione \u00e8 troppo limitato<\/strong>: si concedono interventi di pochi minuti, ai quali solo il referente Parma Calcio 1913 \u00e8 chiamato a rispondere, senza alcuno spazio per il confronto e la condivisione e senza alcuna presenza sostanziale dell\u2019amministrazione; l\u2019impossibilit\u00e0 al dialogo e all\u2019ascolto sta creando conflittualit\u00e0, invece di ridurla e questo \u00e8 impoverente e devastante per l\u2019intera comunit\u00e0;<br><strong>I contributi devono essere tradotti in quaderni scritti per essere accolti<\/strong>; sul dossier che verr\u00e0 alla fine consegnato non \u00e8 previsto alcun momento di valutazione e di discussione;<br><strong>Non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di esprimere bisogni da parte della comunit\u00e0<\/strong> a cui invece sono richieste idee progettuali;<br><strong>La documentazione sulla base della quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi \u00e8 gravemente carente quando non addirittura assente<\/strong>. Non \u00e8 possibile avere un quadro complessivo del progetto e del suo impatto sociale, ambientale ed economico sulla citt\u00e0 e sul quartiere. Si parla di rigenerazione urbana ma per ora non ve ne \u00e8 nessuna traccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-medium-font-size\"><strong>Per tutte queste ragioni chiediamo:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che la discussione sull\u2019interesse pubblico della demolizione e ricostruzione dello stadio Tardini sia un <strong>argomento del processo partecipativo<\/strong>;<br>Che <strong>sia concessa una proroga <\/strong>del processo partecipato, che permetta lo svolgimento adeguato delle diverse fasi e tempi e modi idonei per l\u2019ascolto, il confronto e la condivisione. La citt\u00e0 merita di avere un progetto che diventi un\u2019opportunit\u00e0 per tutti nel rispetto del principio del bene comune;<br>Che <strong>sia adottata una modalit\u00e0 di percorso che dia alla cittadinanza la possibilit\u00e0 di esprimere i propri bisogni,<\/strong> da tradurre poi in azioni adeguate. Va creato un confronto aperto, dove si danno risposte puntuali e si raccolgono i diversi sguardi di tutti gli attori in un clima costruttivo, integrando la discussione sui documenti con sopralluoghi organizzati e strutturati per una corretta conoscenza e con tavoli di lavoro che puntino attraverso il metodo della condivisione a raccogliere proposte costruttive e mediate tra le parti;<br>Che <strong>sia garantita trasparenza assoluta <\/strong>nelle modalit\u00e0 di trasmissione delle informazioni, che devono essere pubbliche e in diretta streaming durante tutte le occasioni di incontro;<br>Che <strong>sia fornita preventivamente in accompagnamento al progetto una documentazione di analisi completa e approfondita <\/strong>sui processi di trasformazione della citt\u00e0;<br>Che infine <strong>la partecipazione ai tavoli di lavoro tecnici sia aperta<\/strong>: d\u2019accordo che possa intervenire solo un membro per associazione\/stakeholder, ma gli incontri devono restare pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Manifattura Urbana<br>Parma Citt\u00e0 Pubblica APS<br>Comitato Tardini Sostenibile<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da oltre dieci anni i cittadini di Parma si sentono promettere dalle amministrazioni locali processi partecipativi. 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