{"id":15797,"date":"2023-02-02T18:31:37","date_gmt":"2023-02-02T17:31:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15797"},"modified":"2023-02-02T18:34:13","modified_gmt":"2023-02-02T17:34:13","slug":"pale-eoliche-nel-montefeltro-a-rischio-il-paesaggio-della-gioconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/02\/pale-eoliche-nel-montefeltro-a-rischio-il-paesaggio-della-gioconda\/","title":{"rendered":"Pale eoliche nel Montefeltro, a rischio il paesaggio della Gioconda"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di Italia Nostra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sette pale eoliche alte 180 metri, questo \u00e8 Badia del Vento, un ecomostro che, se autorizzato, deturper\u00e0 l\u2019Alta Valmarecchia e l\u2019area dello storico Montefeltro che ospita scorci riconosciuti tra i pi\u00f9 suggestivi dell\u2019Appennino, quali i Balconi di Piero della Francesca e le morbide colline del paesaggio della Gioconda.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qualora il progetto venisse approvato dalla Regione Toscana, l\u2019impianto eolico vedrebbe l\u2019installazione di sette turbine alte 180 metri, con rotori di diametro pari a 136 metri inseriti su mozzo alto 112 metri che, una volta posizionate, <strong>supererebbero ampiamente i 1200 metri<\/strong> slm nonostante le disposizioni previste dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che tutelano le zone appenniniche localizzate sopra questa quota.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"912\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monna-Lisa-con-Pale-eoliche-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15800\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monna-Lisa-con-Pale-eoliche-1.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monna-Lisa-con-Pale-eoliche-1-197x300.jpg 197w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Presso la Regione Toscana \u00e8 stata presentata istanza di autorizzazione per l\u2019edificazione di un impianto eolico industriale di grande taglia nel comune di <strong>Badia Tedalda <\/strong>(Arezzo) al confine con la Regione Emilia Romagna lungo il crinale che da Poggio Val d\u2019Abeto si dirama sul Monte Loggio verso il sottostante Monte Faggiola. La documentazione riguardante il progetto \u00e8 consultabile al seguente indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.regione.toscana.it\/-\/paur-provvedimento-autorizzatorio-unico-regionale\">https:\/\/www.regione.toscana.it\/-\/paur-provvedimento-autorizzatorio-unico-regionale<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>La vistosa alterazione del paesaggio, data dall\u2019innalzamento delle turbine, sarebbe nettamente percepibile in Romagna nei comuni di <strong>Casteldelci <\/strong>(compreso il centro storico e l\u2019antico borgo di Gattara), <strong>Pennabilli e Sant\u2019Agata Feltria<\/strong> in provincia di Rimini, nonch\u00e9 nel comune di <strong>Verghereto <\/strong>in provincia di Forl\u00ec Cesena e a Badia Tedalda (principalmente nella frazione di Rofelle), in provincia di Arezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Turbine eoliche alte 180 m (come un grattacielo di 60 piani) e con rotori di diametro pari a 136 m (<strong>la stessa altezza della cupola di San Pietro<\/strong>), andrebbero ad impattare negativamente sul territorio, danneggiandone gli aspetti naturalistici e paesaggistici, limitando fortemente ogni prospettiva di sviluppo e valorizzazione territoriale (quali il turismo escursionistico e storico-culturale di cui si \u00e8 registrato un forte aumento negli ultimi anni) con una netta svalutazione di tutto il patrimonio che ricade nel campo visivo di questi macchinari. Tale aspetto \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente se si considera che l\u2019impianto <strong>non rispetta i 7 Km di distanza<\/strong>, di numerosi beni architettonici e nuclei storici tutelati, previsti dal D.Lgs. 50\/2022 cos\u00ec come non tiene conto della vicinanza a siti di importanza comunitaria e aree naturali protette. Chiese, edifici religiosi, torri, castelli e altre architetture storiche ubicate nei comuni di Casteldelci, Pennabilli, Verghereto, Badia Tedalda, Sestino, sarebbero gravemente sfregiate dall\u2019innalzamento di queste turbine, cos\u00ec come sarebbero sfregiate aree naturali protette quali la Riserva Naturale dell\u2019Alpe della Luna, il Monte Fumaiolo, la ripa della Moia, i fiumi Marecchia e Senatello, il borgo di Petrella Guidi, il Monte Carpegna, il Torrente Messa, il Poggio Miratoio, il Parco e la riserva naturale del Sasso Simone e Simoncello.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una installazione estremamente impattante anche per altri aspetti, basti pensare all\u2019<strong>inquinamento acustico, ai pericoli per la avifauna locale e ai danni al territorio, con l\u2019abbattimento non compensabile di alberi e di specie arboree<\/strong>, causati dai mezzi di trasporto eccezionali per raggiungere i crinali nonch\u00e9 dall\u2019innalzamento delle gigantesche torri e dal montaggio delle pale. In aggiunta, devono essere considerate le opere per la realizzazione delle fondazioni delle torri, per lo sbancamento del terreno e delle formazioni rocciose con allargamento delle strade e dei sentieri presenti, per le installazioni delle piazzole, per l\u2019interramento dei cavidotti <strong>in un territorio notoriamente fragile e a rischio idrogeologico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Agli impianti di produzione delle energie rinnovabili dovrebbero essere destinate superfici idonee secondo un piano regolatore nazionale<\/strong>, utilizzando zone dismesse e da riqualificare oppure superfici gi\u00e0 edificate per installazioni di fotovoltaico compatibili con il territorio e non dovrebbero essere prese d\u2019assalto aree incontaminate e di alto valore paesaggistico ed ecologico, quali i crinali appenninici ricchi di storia, bellezza e biodiversit\u00e0. Se, come previsto dalla Convenzione Europea del Paesaggio e dalla Costituzione italiana, il paesaggio e i beni culturali sono patrimonio comune, allora questo patrimonio deve essere tutelato e non pu\u00f2 essere devastato da opere cos\u00ec invasive che, sotto la falsa bandiera della transizione ecologica, ci portano dritto alla devastazione di una delle ricchezze pi\u00f9 importanti del nostro Paese compromettendo in modo irreparabile lo sviluppo del turismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si confida sul fatto che la <strong>Regione Toscana<\/strong>, chiamata ad esprimersi sull\u2019emissione del provvedimento autorizzativo, tenga in debita considerazione gli impatti estremamente negativi sul Paesaggio e sul turismo anche dell\u2019Alta Valmarecchia e della zona di Verghereto e che non esistono logiche di confine per la tutela dei territori e dei loro patrimoni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Antonella Caroli, Presidente nazionale Italia Nostra<br>Massimo Bottini, Italia Nostra Valmarecchia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color\"><strong>La provocazione grafica di Italia Nostra, ovvero l&#8217;accostamento del capolavoro Leonardesco allo sfondo paesaggistico &#8220;moderno&#8221; pullulante di pale eoliche, ha destato molte reazioni e certamente pu\u00f2 essere considerato come un riuscito strumento per allargare un dibattito che, purtroppo, per\u00f2 pare essersi gravemente assestato su posizioni di difficile mediazione.<br>Tanto che il presidente di Legambiente Toscana (anche responsabile nazionale del Paesaggio della stessa associazione) ha cos\u00ec commentato: \u00ab<em>La polemica su Leonardo \u00e8 fuori dal tempo. Come se non fossimo nella pi\u00f9 grave crisi climatica ed energetica della storia umana. Questa sensazione, per la verit\u00e0 fastidiosa, torna ogni qual volta ascoltiamo argomentazioni benaltriste. Occorre ben altro: risparmiare, efficientare, ricorrere all&#8217;idroelettrico, magari persino al nucleare. Tutto, tranne le rinnovabili. Quando invece la comunit\u00e0 scientifica e la tecnica ci indicano proprio nelle rinnovabili e nel loro modello distribuito la via maestra per affrontare la crisi nel modo pi\u00f9 efficace, sicuro e pulito. Gridare allo scempio del paesaggio della Gioconda ci pare, a dir poco, temerario. Non solo e non tanto perch\u00e9 recenti studi hanno collocato quello sfondo nella campagna piacentina e non in Valmarecchia, quanto soprattutto perch\u00e9 scomodano in modo improprio il genio di Leonardo; ossia: la quintessenza dell&#8217;intelligenza umana messa al servizio del progresso. La bellezza che scaturisce dalle opere leonardiane non \u00e8 infatti mai fine a se stessa, ma \u00e8 sempre connessa a una volont\u00e0 integerrima di migliorare la condizione della nostra specie<\/em>\u00bb.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Italia Nostra. 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