{"id":15811,"date":"2023-02-06T22:02:57","date_gmt":"2023-02-06T21:02:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15811"},"modified":"2023-02-06T22:03:02","modified_gmt":"2023-02-06T21:03:02","slug":"valsusa-lamento-di-un-prato-distrutto-dopo-15-mila-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/02\/valsusa-lamento-di-un-prato-distrutto-dopo-15-mila-anni\/","title":{"rendered":"Valsusa, lamento di un prato distrutto dopo 15 mila anni"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Luca Mercalli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chi vi parla \u00e8 il suolo terrestre alle coordinate 45.094 N, 7.436 E. Un appezzamento di terreno agricolo pianeggiante nel <strong>Comune di Caselette<\/strong>, 30 km a ovest di Torino, all\u2019imbocco della valle di Susa. Sono nato circa 15.000 anni fa, dai detriti abbandonati dal grande ghiacciaio che per circa 20 millenni aveva riempito l\u2019intera valle. Al ritiro dei ghiacci ero una distesa di sabbia, ghiaia e ciottoli, percorso dalle piene di quello che oggi scorre tranquillo a poche centinaia di metri da me: il fiume Dora Riparia.<\/p>\n\n\n\n<p>Furono le sue acque torbide a deporre sopra di me uno strato di soffice limo. La temperatura si addolc\u00ec e cominciai a ospitare erbe e arbusti. Foglie e rametti mi arricchirono di prezioso humus e secolo dopo secolo fui ricoperto da una florida foresta di roveri, frassini, salici, pioppi. <strong>Alle soglie dell\u2019olocene mi ero trasformato in un suolo maturo, fertile, umido e pieno di vita<\/strong>. Iniziavo a essere percorso dai piedi di un bipede che cercava frutti, cacciava animali e curiosava verso le montagne che voi ora chiamate Alpi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prima costruiva <\/strong>capanne di frasche, poi casupole di pietra, finch\u00e9 due millenni fa genti venute dal sud \u2013 li chiamate Romani \u2013 in pochi secoli mi disboscarono, tracciarono solchi con attrezzi trainati da buoi per seminare cereali, sistemarono una strada di pietra ed eressero sontuose ville che traevano la loro ricchezza proprio dai miei raccolti. Ma tutto ci\u00f2 non mi dispiaceva: mi curavano bene, mi concimavano con grasso letame, il gioco di radure e boschetti mut\u00f2 il panorama selvaggio in <strong>un nuovo paesaggio armonioso che rimase quasi immutato per venti secoli<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio di un\u2019et\u00e0 che voi chiamate <strong>Novecento<\/strong>, sull\u2019antica strada delle Gallie, dove avevo sempre visto passare umani a piedi e a cavallo, carretti e carrozze, giunsero mezzi rumorosi e fumosi che presto \u2013 con molta meno delicatezza dei buoi \u2013 rivoltarono profondamente le mie zolle. Ma io ero sempre l\u00ec, paziente e produttivo. Passata una grande guerra degli umani, altre novit\u00e0 incalzavano: quei pesanti macchinari spargevano intrugli velenosi che uccidevano i miei ospiti di sempre: insetti, vermi, e perfino alcune erbe. E al lato della strada delle Gallie, sulla quale comparve un cippo con scritto \u201c<em>SS24 del Monginevro<\/em>\u201d, aumentarono a dismisura quei mezzi rumorosi che gettavano strani oggetti dai finestrini: involucri colorati che non riuscivo a metabolizzare, per quanto li attaccassi con i miei funghi, niente da fare, resistevano, brutti da vedere e indigesti a tutti i viventi: era la <strong>plastica<\/strong>, che ora impesta i miei strati rilasciando lentamente i suoi veleni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 sempre sembrato strano che quei bipedi prima mi inquinassero cos\u00ec tanto e poi si mangiassero i raccolti cresciuti su quei veleni. Ma sapevo che sul lungo periodo sarei riuscito a depurarmi, tanto pi\u00f9 che quei bipedi mi avevano classificato al primo posto tra i suoli migliori al mondo, segnando su una mappa \u201c<em><strong>Classe prima di capacit\u00e0 d\u2019uso, si pu\u00f2 coltivare di tutto senza limitazioni<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero orgoglioso di essere il migliore e pensavo cos\u00ec di essere rispettato e conservato come un gioiello, perch\u00e9 non siamo in molti sul pianeta a poterci fregiare di queste caratteristiche cos\u00ec pregevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, un giorno della caldissima estate 2022 \u2013 cos\u00ec calda come non avevo mai sentito dalla fine della glaciazione \u2013 da una di quelle scatole metalliche su ruote scesero un paio di bipedi che mi misurarono, fecero dei buchi e appesero un cartello. Non so leggere i loro segni e non ci diedi peso. Un mattino d\u2019inverno, mentre riposavo tranquillo nel mio letargo, <strong>fui svegliato dal rombo di giganteschi carri, feroci ruspe iniziarono a scarnificare il mio prezioso humus che avevo impiegato millenni a produrre<\/strong>, e poi attaccarono gli strati di ghiaia sottostanti, caricandoli sui carri e portandoli via. Ho urlato di dolore, nessuno mi ha sentito. Vennero altri carri che riempirono i buchi di materiale indigesto, cocci, macerie, cemento, asfalto, sintomo di altri miei simili sbancati e martoriati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pi\u00f9 tardi,<\/strong> altri due bipedi che avevano studiato la scienza dei suoli si fermarono inorriditi e lessero ad alta voce il cartello: \u201c<em>Coltivazione giacimento sabbia e ghiaia. Nooo\u2026<\/em>\u201d. Sono perduto, esclamai. Che sciagura inaudita,<strong> quindicimila anni di vita spazzati via in una settimana<\/strong>. Ed ero pure tra i terreni migliori! Ma perch\u00e9, perch\u00e9? Vorrei ribellarmi, oppormi, lottare contro quei distruttori, ma non posso. Sono qui a subire, a soffrire, e prima di scomparire del tutto affido a questi rari umani sensibili il mio messaggio alla loro stirpe: \u201c<em>Siete malati nella testa, scomparirete dopo di me. La mia vendetta sar\u00e0 lenta ma inesorabile. I vostri figli moriranno di fame, questa terra preziosa che avete annientato non vi dar\u00e0 pi\u00f9 cibo. Le alluvioni vi travolgeranno, io non vi protegger\u00f2 pi\u00f9, l\u2019acqua sar\u00e0 inquinata, io non la filtrer\u00f2 pi\u00f9 per voi, l\u2019estinzione della vita nascosta che era in me vi trasciner\u00e0 in un gorgo tenebroso. Senza suolo non potrete vivere. Vi ho servito con lealt\u00e0 per millenni, voi invece siete una specie avida, senza limiti, ingrata ed egoista. Vi maledico per l\u2019eternit\u2026<\/em>\u201d. Roarrrr, clang, clang, broooom.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tratto da: Il Fatto Quotidiano, 2 Feb 2023.<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Mercalli. Chi vi parla \u00e8 il suolo terrestre alle coordinate 45.094 N, 7.436 E. Un appezzamento di terreno agricolo pianeggiante nel Comune di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15812,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126],"tags":[1780,3779],"class_list":["post-15811","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","tag-luca-mercalli","tag-valsusa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15811"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15811\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}