{"id":15902,"date":"2023-04-18T12:08:45","date_gmt":"2023-04-18T10:08:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15902"},"modified":"2023-04-26T12:19:20","modified_gmt":"2023-04-26T10:19:20","slug":"cemento-unarma-di-costruzione-di-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/04\/cemento-unarma-di-costruzione-di-massa\/","title":{"rendered":"Cemento, un&#8217;arma di costruzione di massa"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>L\u2019analisi di Anselm Jappe su un materiale distruttivo e lato concreto della logica capitalista<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p><em>di Maria Cariota<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La gestione capitalista dello spazio, con l\u2019ingiustizia che ne deriva, \u00e8 stata spesso criticata, basti ricordare i nomi di Henri Lefebvre e David Harvey. Al contrario non sono molte le analisi critiche sulla questione dei <strong>materiali<\/strong> impiegati. \u00c8 su questo tema, e pi\u00f9 precisamente sul cemento, che si concentra l\u2019ultimo saggio di Anselm Jappe.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cemento ha una storia millenaria e consiste in una <strong>semplice miscela<\/strong> di calce (calcare cotto in forno), sabbia, vari aggregati (pietre e mattoni frantumati) e acqua, che viene versata in stampi. Gi\u00e0 <strong>in epoche lontane<\/strong> erano utilizzati leganti per combinare elementi di costruzione in modo stabile. Gli Egizi usavano malta di gesso (sabbia e acqua) per le mura e calce viva combinata con argilla per le piramidi. I Romani nel I secolo alla malta aggiunsero la pozzolana (aggregato vulcanico) e tegole triturate, ottenendo il <em>caementum<\/em> (\u201cmacerie\u201d, \u201cpietra grezza\u201d); il Pantheon a Roma \u00e8 costruito interamente con questo materiale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019innovazione che rese possibili costruzioni su larga scala fu quella del <strong>cemento armato<\/strong>, comparso a met\u00e0 del XIX secolo, costituito da calcestruzzo (il mix di calce, sabbia, ghiaia e acqua) all\u2019interno del quale viene annegata un\u2019armatura metallica (ferro, acciaio). Tale tecnica <strong>sostitu\u00ec i metodi di costruzione tradizionali<\/strong> e <strong>cambi\u00f2 il volto del mondo<\/strong>. <strong>\u00c8 stato l\u2019uso massiccio del cemento nella sua forma rinforzata che lo ha portato ad essere \u201cil materiale pi\u00f9 distruttivo della terra\u201d<\/strong> (definizione del Guardian).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cemento dura al massimo 50 anni<\/h2>\n\n\n\n<p>Oggi sappiamo che la maggior parte delle costruzioni in cemento armato <strong>dureranno al massimo cinquant\u2019anni<\/strong>. Ce lo ho ricordato il ponte Morandi di Genova, crollato nel 2018, anche per inadempienze nella realizzazione della costosa manutenzione. Edifici, dighe, ponti, strade man mano si indeboliscono perch\u00e9, a contatto con l\u2019umidit\u00e0, l\u2019acciaio arrugginisce e si corrode (continui shock termici moltiplicano le fessurazioni dei rivestimenti aprendo vie per le infiltrazioni); inoltre minerale e metallo si comportano in modi differenti non avendo il medesimo coefficiente di dilatazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Jappe sottolinea il <strong>ruolo fondamentale del cemento armato nella scomparsa delle architetture tradizionali<\/strong>. Tempi ridotti di produzione, sostituzione di operai specializzati con manovali nella produzione e nella posa, materie prime poco costose e facilmente reperibili lo hanno via via reso un prodotto economico rispetto all\u2019utilizzo di pietra e mattoni. Materiale sempre uniforme, adatto alla prefabbricazione e alla standardizzazione, si \u00e8 prestato facilmente alla produzione industriale. Ha cos\u00ec cancellato l\u2019arte di edificare locale, che, legata a molteplici tecniche e stili e a materiali presenti sul posto, garantiva la diversit\u00e0 delle architetture premoderne, in un mondo in cui per sapere dove ci si trovava non serviva guardare cartelli e mappe. Il cemento <strong>ha esteso il proprio monotono regno al mondo intero rendendo i luoghi omogenei<\/strong>. Tutto ci\u00f2 con <strong>prestazioni<\/strong> per molti aspetti inferiori: sono state presto dimenticate le tecniche tradizionali di conservazione del calore e di raffreddamento dell\u2019aria o le tecniche antisismiche premoderne.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abitazione popolare viene sostituita dall\u2019<strong>abitazione di massa<\/strong>, a basso costo, che per\u00f2 <strong>non porta affatto ad una emancipazione delle classi lavoratrici<\/strong>. La \u201cmodernit\u00e0\u201d viene resa disponibile anche ai poveri, anche se con case invivibili, e qualsiasi obiezione era accantonata in nome dell\u2019urgenza di costruire rapidamente e in grandi quantit\u00e0 per il massiccio afflusso di persone dalle campagne alle citt\u00e0 e per i danni provocati dalla guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Jappe il cemento armato esce dalla sua marginalit\u00e0 con il funzionalismo degli anni Venti, in particolare grazie a <strong>Le Corbusier<\/strong>, architetto particolarmente fedele a questo materiale e sostenitore della standardizzazione: il celebre architetto disprezza il popolo, che ritiene debba farsi guidare da un\u2019\u00e9lite tecnocratica; secondo lui la citt\u00e0, oltre che a misura di automobile, doveva essere una macchina per produrre un uomo condizionato, costantemente controllato; con sole linee rette, senza strade sinuose, senza spazi in cui le persone potevano incontrarsi, escludendo ogni possibilit\u00e0 di rivoluzione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cemento, risorsa energivora<\/h2>\n\n\n\n<p>Un capitolo del saggio \u00e8 ovviamente dedicato all\u2019<strong>impatto del cemento su salute e ambiente<\/strong>. \u00c8 il materiale pi\u00f9 impiegato sulla Terra dopo l\u2019acqua e sono le quantit\u00e0 astronomiche a rendere il cemento devastante. Se l\u2019industria del cemento fosse un paese, sarebbe il terzo pi\u00f9 importante per emissioni di <strong>CO<sub>2<\/sub><\/strong>, con 2 miliardi di tonnellate annue, dopo Stati Uniti e Cina (ogni tonnellata di cemento rilascia una tonnellata di CO<sub>2<\/sub>, a partire dalla cottura del cemento). Oltre ad essere molto <strong>energivora <\/strong>(per macinare pietre e calcinacci, scaldare argilla e calcare) la sua produzione consuma circa il 10% dell\u2019acqua disponibile sul pianeta. Ogni anno nel mondo vengono <strong>estratti 40 miliardi di tonnellate di sabbia<\/strong>, in gran parte destinati al cemento: ovunque spiagge, corsi d\u2019acqua, laghi vengono saccheggiati, foreste e terreni agricoli devastati per estrarre questo nuovo oro. In genere la sabbia del deserto non \u00e8 utilizzabile perch\u00e9 i granelli, levigati dal vento anzich\u00e9 dall\u2019acqua, sono troppo arrotondati per aggregarsi fra loro. La <strong>eccessiva cementificazione di terreni agricoli ed urbani<\/strong> soffoca habitat, annulla funzioni ecologiche, distrugge paesaggi, ci allontana sempre pi\u00f9 dalla natura. A ci\u00f2 si aggiungano gli affetti sulla <strong>salute<\/strong>: la silicosi &#8211; malattia polmonare \u2013 \u00e8 provocata dalla prolungata inalazione di silice cristallina da parte di minatori e lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Jappe evidenzia come il cemento abbia trasformato le costruzioni in merci, elementi ad obsolescenza programmata da disfare e rifare. L\u2019autore definisce questo materiale come il <strong>lato concreto dell\u2019astrazione capitalista<\/strong>, che sacrifica l\u2019<em>utilitas<\/em> (le esigenze degli abitanti) alle logiche economiche, che mirano alla quantit\u00e0 senza distinzioni qualitative e che sono per\u00f2 riuscite a presentarsi, sia al centro sia alla periferia del mondo, come insuperabili e desiderabili.<\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idlib=542\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idlib=542\">Anselm Jappe, CEMENTO ARMA DI COSTRUZIONE DI MASSA<\/a>, giugno 2022, traduzione di Carlo Milani, El\u00e8uthera, pp 200.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ANSELM JAPPE (Bonn, 1962) \u00e8 docente di Filosofia Estetica all&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019analisi di Anselm Jappe su un materiale distruttivo e lato concreto della logica capitalista di Maria Cariota La gestione capitalista dello spazio, con l\u2019ingiustizia che [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15903,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[30],"tags":[3794,51],"class_list":["post-15902","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-edilizia-1","tag-capitalismo","tag-cemento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15902"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15902\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}