{"id":15904,"date":"2023-04-20T11:46:13","date_gmt":"2023-04-20T09:46:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15904"},"modified":"2023-04-28T09:59:37","modified_gmt":"2023-04-28T07:59:37","slug":"salviamo-il-paesaggio-audita-alla-camera-sul-progetto-del-ponte-sullo-stretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/04\/salviamo-il-paesaggio-audita-alla-camera-sul-progetto-del-ponte-sullo-stretto\/","title":{"rendered":"Salviamo il Paesaggio audita alla Camera sul progetto del Ponte sullo Stretto"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 14 aprile 2023, l&#8217;architetto Riccardo Picciafuoco ha firmato la nota integrativa inviata alle Commissioni riunite VIII Ambiente e IX Trasporti della Camera dei Deputati per conto del Forum Salviamo il Paesaggio, audito sul tema della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Il documento completo si trova a <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Forum_SIP_audizione_14042023_nota-integrativa.pdf\">questo link<\/a>, mentre qui di seguito ne riportiamo qualche stralcio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La realizzazione del Ponte sulla Stretto \u00e8 contro i principi della Costituzione<\/h2>\n\n\n\n<p>&#8220;Il riferimento valoriale dell\u2019azione del Forum \u00e8 stato sin dall\u2019inizio l\u2019Articolo 9 della Carta Costituzionale che, anche a seguito della recente modifica, impegna lo Stato a tutelare \u201cil paesaggio, l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi, anche nell\u2019interesse delle future generazioni. Nei confronti di questi principi costituzionali, lo si ricorda di carattere primario e intangibile come pi\u00f9 volte ribadito dalla stessa Suprema Corte, il decreto del Governo che prevede di riattivare le procedure per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina costituisce a nostro avviso un grave vulnus, e si pone in radicale contraddizione non solo con l\u2019assunto della Carta, ma anche con il buon senso per i motivi che di seguito cercheremo di esporre e argomentare, seppure in sintesi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;In premessa, per\u00f2, non si pu\u00f2 tacere che sono passati pi\u00f9 di sessant\u2019anni da quando furono avanzate le prime proposte, pi\u00f9 o meno fantasiose e irrealizzabili, che prevedevano un collegamento tra Continente e Sicilia. Come noto dagli anni Ottanta si \u00e8 anche costituita una societ\u00e0 partecipata dallo Stato con lo scopo di mettere a punto un progetto di ponte che avesse i requisiti di fattibilit\u00e0, ma tutto questo non ha avuto alcun seguito concreto se non lo sperpero di denaro pubblico (al quale si aggiunge il rischio che il contenzioso generato possa sfociare, in caso di realizzazione dell\u2019opera, in assegnazioni senza gara)&#8221;.<br><br>&#8220;Tra i profili e gli aspetti che si sono rivelati pi\u00f9 critici \u2013 di fatto impeditivi \u2013 riguardo alla fattibilit\u00e0 del Ponte, citiamo qui quelli relativi alla necessaria sicurezza sismica e all\u2019azione dei venti, alla fattibilit\u00e0 tecnico-strutturale, agli elevati costi, sia iniziali che di gestione, rispetto ai benefici reali, agli incerti impatti socioeconomici rispetto al contesto locale, alla indispensabile connessione funzionale efficiente con le reti stradali e ferroviarie a monte e a valle del Ponte e infine, pur convenendo che quest\u2019ultima considerazione non pu\u00f2 essere aprioristicamente ostativa alla realizzazione di opere pubbliche, ai rischi di infiltrazioni mafiose nella fase di appalto e realizzazione dell\u2019opera&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"254\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Ponte_di_messina_1-1024x254.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15905\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Ponte_di_messina_1-1024x254.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Ponte_di_messina_1-300x74.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Ponte_di_messina_1-768x190.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Ponte_di_messina_1.jpg 1250w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Il progetto di Ponte sullo Stretto \u00a9 Wikimedia Commons<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Migliaia di tonnellate di calcestruzzo e acciaio devasteranno il paesaggio<\/h2>\n\n\n\n<p>&#8220;Venendo agli aspetti che a noi interessano maggiormente, quelli pi\u00f9 strettamente paesaggistico-ambientali, dobbiamo registrare che il progetto che al momento sembra essere quello prescelto, prevede un ponte sospeso tra due piloni a un\u2019unica campata che presenta enormi problematiche per quanto riguarda il suolo e il sottosuolo, gli ecosistemi e la biodiversit\u00e0, il paesaggio, le risorse idriche, l\u2019idrodinamica costiera, l\u2019inquinamento dell\u2019aria e da rumore (particolarmente elevato nella lunga fase dei lavori), la salute dei residenti&#8221;.<br><br>Per comprendere la consistenza dei rischi cui le citate risorse naturali e componenti ambientali verrebbero sottoposte, basta qui citare che per la realizzazione delle opere saranno necessari 500 mila metri cubi di calcestruzzo e decine di migliaia di tonnellate di acciaio, e saranno prelevati dal sottosuolo circa otto milioni di metri cubi di rocce. Il calcestruzzo richieder\u00e0 a sua volta centinaia di migliaia di tonnellate di cemento, un materiale dalla produzione fortemente climalterante, oltre a centinaia di migliaia di metri cubi di acqua, sabbia e inerti.<br><br>&#8220;Quanto al paesaggio dobbiamo considerare il suo stravolgimento, non solo relativo all\u2019inserimento delle gigantesche strutture a vista, ma anche alle demolizioni di molteplici edifici e allo stravolgimento della morfologia dei tratti di costa interessati dal posizionamento dei piloni. In relazione alla biodiversit\u00e0, ai relativi habitat e pi\u00f9 in generale agli ecosistemi presenti nell\u2019area, \u00e8<br>sufficiente notare come in zona siano stati individuati ben 12 siti, tra SIC e ZPS, soggetti alle disposizioni delle direttive europee che proteggono gli habitat e le specie target a rischio di cui alla Rete Natura 2000&#8243;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I costi del Ponte li pagheranno i nostri nipoti<\/h2>\n\n\n\n<p>&#8220;Se poi volessimo uscire da una visione esclusivamente ambientalista e allargassimo la valutazione agli aspetti pi\u00f9 strettamente relativi alla fattibilit\u00e0 o, come dovremmo dire, alla ragionevolezza economica del progetto a fronte dei potenziali vantaggi per i portatori di interesse potremmo far rilevare i seguenti elementi:<\/p>\n\n\n<ul>\n<li>Gli investimenti previsti ammontano a oggi a quasi 15 miliardi di euro, il quintuplo dell\u2019investimento<br \/>inizialmente disposto per il ponte sospeso che attualmente detiene il record mondiale di lunghezza: si tratta di una cifra per la quale non sembrano disponibili coperture statali;<\/li>\n<li>Se si decidesse di coprire parte della realizzazione in project financing, cio\u00e8 fondi privati messi a<br \/>investimento su un&#8217;infrastruttura in cambio di una rendita, la rendita dovr\u00e0 essere garantita dai pedaggi autostradali e dai canoni versati dagli operatori ferroviari;<\/li>\n<li>Quanto al traffico su gomma, difficilmente si pu\u00f2 prevedere un grande uso da parte di pendolari (che dovrebbero percorrere chilometri di autostrada solo per raggiungere l&#8217;imbocco); del resto il traffico automobilistico di lunga percorrenza (sostituito da nave o aereo) non \u00e8 pi\u00f9 quello degli anni &#8217;60, e le merci continueranno ad andare via mare (fra i costi per tonnellata nave vs. gomma c&#8217;\u00e8 un abisso);<\/li>\n<li>Relativamente al traffico ferroviario, l\u2019unico operatore con materiale rotabile \u00e8 Trenitalia (non Italo<br \/>perch\u00e9 dopo Salerno non c&#8217;\u00e8 una linea AV), oltre ovviamente a RFI per la rete. Entrambe le aziende sono pubbliche;<\/li>\n<li>Se quindi come sembra logico ad alimentare la rendita dei finanziatori non saranno i trasporti su gomma ma i treni di Stato, l&#8217;opera sar\u00e0 interamente e abbondantemente pagata negli anni dai contribuenti e dai loro figli e nipoti;<\/li>\n<li>Negli anni, quest&#8217;onere potrebbe poi creare un contenzioso. In questo caso, viste le previsioni realistiche di traffico e le citate difficolt\u00e0 di uso da parte dei pendolari, \u00e8 ragionevole ritenere che sussista un rischio elevato di fallimento della societ\u00e0 che avr\u00e0 in gestione l&#8217;infrastruttura. Questo \u00e8 quanto avvenuto a seguito di molte altre faraoniche, per quanto ammirevoli, imprese: citiamo ad esempio Eurotunnel, che mette in comunicazione Parigi con Londra (non Palermo con Stoccolma) e chiude in passivo da decenni.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n<p>&#8220;Alla luce dei molteplici e seri elementi di criticit\u00e0 qui sopra espressi ed argomentati, l\u2019impressione \u00e8 che questa \u201crinascita\u201d del progetto del Ponte sullo Stretto rappresenti la volont\u00e0 di far rivivere un vero e proprio mito, da proporre come simbolo e vessillo a servizio del potere politico di turno (a questo proposito sarebbe molto utile rileggere un libro uscito nel 2007 a cura di Aurelio Angelini \u2013 ultima ristampa 2016 per Franco Angeli \u2013 dal titolo \u201cIl mitico ponte sullo stretto di Messina\u201d, dal quale emerge con evidenza la considerazione che il Ponte abbia sempre rappresentato una \u201csfida mitica\u201d alla ragione)&#8221;.<br \/><br \/>&#8220;Perci\u00f2 rifiutiamo l\u2019accusa dei tanti sostenitori del Ponte che imputano agli ambientalisti un approccio ideologico: questo, al contrario, dovrebbe essere imputato proprio a chi sostiene<em> (e anzi sembra quasi voler imporre alla collettivit\u00e0) <\/em>un\u2019opera che invece dovrebbe meritare riflessioni, analisi e approfondimenti: su aspetti critici ai quali, in pi\u00f9 di quaranta anni, non \u00e8 stata opposta alcuna soluzione credibile e certa, tale da dare garanzie sulla concreta fattibilit\u00e0 dell\u2019opera sotto i vari e complessi profili ambientali, sociali, economici, paesaggistici, e persino etici e culturali&#8221;.<br \/><br \/>&#8220;Del resto, in Italia e nei decenni fino a oggi, la rappresentanza politica degli ambientalisti \u00e8 stata sempre particolarmente ridotta: come ha potuto una rappresentanza cos\u00ec risicata tenere in scacco un progetto di questa portata, se davvero i vantaggi fossero stati quelli da anni propagandati da tanti governi del Paese?&#8221;<br \/><br \/>&#8220;Piuttosto si dovrebbe avviare una stagione politica e culturale per la quale lo sviluppo perseguito con le grandi opere dovrebbe essere sostituito da una crescita realmente sostenibile mediante la realizzazione di tante medie e piccole opere diffuse sul territorio ma integrate all\u2019interno di una strategia di rigenerazione, risanamento e riqualificazione di medio lungo termine, figlia di una visione per la quale l\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 il padrone invasore e prevaricatore della Natura, ma che con essa dialoga rispettandone tempi, valori e prerogative intangibili&#8221;.<br \/><br \/>&#8220;Dovendo comunque prendere atto che le procedure per la realizzazione del Ponte saranno avviate quanto prima in attuazione del Decreto governativo ci aspettiamo che il necessario processo di Valutazione di Impatto Ambientale sia condotto affrontando con seriet\u00e0 e completezza le alternative da pi\u00f9 parti auspicate alla realizzazione del Ponte, anche attraverso un approfondito, informato e trasparente confronto con le comunit\u00e0 locali e con tutti i portatori di interesse, senza alcun approccio dogma5co e precostituito preordinato all\u2019unico obiettivo di \u201cfare il Ponte\u201d ma con l\u2019obiettivo, questo anche da noi condiviso, di facilitare e rendere pi\u00f9 efficienti i collegamenti tra isola e terraferma&#8221;.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 aprile 2023, l&#8217;architetto Riccardo Picciafuoco ha firmato la nota integrativa inviata alle Commissioni riunite VIII Ambiente e IX Trasporti della Camera dei Deputati 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