{"id":15910,"date":"2023-04-22T06:00:00","date_gmt":"2023-04-22T04:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15910"},"modified":"2023-05-02T11:54:03","modified_gmt":"2023-05-02T09:54:03","slug":"piante-e-suolo-la-giornata-della-terra-e-vostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/04\/piante-e-suolo-la-giornata-della-terra-e-vostra\/","title":{"rendered":"Piante e suolo: la Giornata della Terra \u00e8 vostra"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Paolo Pileri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il 22 aprile \u00e8 la <strong>Giornata della Terra<\/strong>. Come sta? E quella del nostro Belpaese? Che cosa diranno i nostri politici in quell\u2019occasione? Discorsi di circostanza come al solito o impegni concreti? Dal \u201cPiano Terra\u201d vogliamo suggerirgli di impegnarsi sulla gestione dei malandati suoli italici che -forse gli sfugge ancora- hanno un grande ruolo per la biodiversit\u00e0 e la cattura di anidride carbonica (CO2) devastante per il clima. Quest\u2019ultima <strong>dovrebbe essere una vera ossessione per ogni politico<\/strong>: bisogna evitare come la peste qualsiasi azione ne aumenti l\u2019emissione. Per fare questo per\u00f2 non partirei dal cercare bizzarri e costosi rimedi tecnologici come spingere la CO2 nelle profondit\u00e0 oceaniche o nei giacimenti esauriti di metano o petrolio. O intrappolarla in giganteschi filtri o fissarla su carboni attivi. Ho sempre pensato che la passione per i rimedi tecnologici eviti di far cambiare stile di vita (quello che realmente ci serve) e continui a far spendere soldi pubblici senza rimuovere le cause dei guai.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre catturare con la tecnologia una tonnellata di CO2 costa, nella migliore delle ipotesi, dai 200 ai 500 euro (secondo le stime di Eni). E sono milioni le tonnellate da acciuffare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Invece che fissarsi sui rimedi tecnologici<\/strong>, tornerei alla vecchia e inossidabile coppia \u201csuolo&amp;piante\u201d che da miliardi di anni rimuove gratis l\u2019anidride carbonica seguendo uno schema iper-collaudato. Ripassiamolo in breve: le piante la catturano e attraverso la fotosintesi la \u201cspaccano\u201d in due e trattenendo parte del carbonio per se stesse, che usano anche per produrre glucosio (zucchero) da spedire alle radici (dall\u201911% al 40%) le quali, a loro volta, lo cedono a batteri e funghi.<ins><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/revive.altreconomia.it\/www\/delivery\/ck.php?oaparams=2__bannerid=989__zoneid=58__cb=6b7435e68a__oadest=https%3A%2F%2Faltreconomia.it%2Ftipologia%2Fabbonamenti%2F\" target=\"_blank\"><\/a><\/ins><\/p>\n\n\n\n<p>I primi strati di suolo fanno da \u201cstomaco esterno\u201d delle piante (la rizosfera) digerendo il carbonio che viene cos\u00ec bloccato nei primi 30-50 centimetri di terra sotto i nostri piedi dove rimane per sempre, come un diamante. <strong>\u00c8 una vera macchina salva clima<\/strong>. Attenzione per\u00f2: la cattura non avviene solo grazie alle piante, come spesso si sente dire parlando di forestazione urbana o di piante sui balconi dei grattacieli. Cos\u00ec come non avviene solo grazie ai suoli \u201cnudi\u201d e men che meno quelli sotto il cemento o l\u2019asfalto. La cattura avviene con efficienza nei suoli con buoni\/ottimi livelli di coperture vegetali permanenti e sovrastati da sane agricolture.<\/p>\n\n\n\n<p>Ottimi argomenti per la Giornata della Terra. Se vogliono, e ne hanno il potere, i nostri politici <strong>possono allora annunciare leggi che tutelino il suolo<\/strong> fermandone il consumo e le edificabilit\u00e0 che intossicano i piani urbanistici. Possono riconoscerlo come ecosistema fragile, non rinnovabile e non resiliente ma anche strategico per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Questioni estremamente urgenti in Italia dove i suoli sono ancor pi\u00f9 fragili rispetto ai Paesi del Nord Europa, vuoi per le temperature sempre pi\u00f9 alte, vuoi per l\u2019eccesso di agricoltura intensiva e per l\u2019incessante urbanizzazione. I suoli sfruttati e degradati sequestrano meno CO2 rispetto alle attese e addirittura finiscono per ri-emetterla: la situazione sta peggiorando.<\/p>\n\n\n\n<p>Conviene quindi impegnarsi il 22 aprile, <strong>magari iniziando da due mosse<\/strong>. La prima: fermare il consumo di suolo (lo abbiamo detto mille volte). La seconda: definire un piano per ridurre le coltivazioni intensive, l\u2019uso di pesticidi e fertilizzanti. L\u2019uso di quelli azotati, ad esempio, aumenta enormemente la presenza di gas serra in atmosfera perch\u00e9 una tonnellata di protossido di azoto (N2O) riemesso dai suoli trattati vale quanto 298 tonnellate di CO2: un disastro per il clima. Che aspettate?<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano.&nbsp;<em>Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cL\u2019intelligenza del suolo\u201d (Altreconomia, 2022).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tratto da:\u00a0<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/piante-e-suolo-la-giornata-della-terra-e-vostra\/\">https:\/\/altreconomia.it\/piante-e-suolo-la-giornata-della-terra-e-vostra\/<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine: \u00a9 Donald Giannatti, unsplash<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Pileri. Il 22 aprile \u00e8 la Giornata della Terra. Come sta? E quella del nostro Belpaese? 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