{"id":15959,"date":"2023-05-23T14:23:15","date_gmt":"2023-05-23T12:23:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15959"},"modified":"2023-05-25T13:54:39","modified_gmt":"2023-05-25T11:54:39","slug":"che-cosa-ci-dice-la-giornata-della-biodiversita-nel-pieno-della-tragica-alluvione-della-romagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/05\/che-cosa-ci-dice-la-giornata-della-biodiversita-nel-pieno-della-tragica-alluvione-della-romagna\/","title":{"rendered":"Che cosa ci dice la Giornata della biodiversit\u00e0 nel pieno della tragica alluvione della Romagna"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Paolo Pileri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pubblicato originariamente su <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/che-cosa-ci-dice-la-giornata-della-biodiversita-nel-pieno-della-tragica-alluvione-della-romagna\/\">Altreconomia<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019anno la Giornata mondiale della biodiversit\u00e0 cade nel bel mezzo della&nbsp;<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/lalluvione-in-emilia-romagna-le-lacrime-di-coccodrillo-sopra-un-consumo-di-suolo-senza-argine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tragica alluvione della Romagna<\/a>. Sar\u00e0 curioso vedere se e come la ricorderanno i politici che abbiamo sentito sperticarsi sulla festa della mamma e su quella degli alpini.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensate: la biodiversit\u00e0 \u00e8 al tempo stesso il complesso di risorse pi\u00f9 vitale per il Pianeta e anche il pi\u00f9 minacciato e degradato. E molto ha a che fare con l\u2019uso del suolo, visto che il 30% della biodiversit\u00e0 sta nei primi centimetri di terra non asfaltata. Vedremo se e quali connessioni faranno con i fatti terribili delle alluvioni della Romagna. Ricordiamo che da decenni le nazioni europee si sono impegnate non solo a fermare il degrado della biodiversit\u00e0 ma addirittura a incrementarla. E anche l\u2019Italia ha firmato la&nbsp;<a href=\"https:\/\/environment.ec.europa.eu\/strategy\/biodiversity-strategy-2030_en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Strategia europea per la biodiversit\u00e0<\/a>. L\u2019ha inserita addirittura in Costituzione (all\u2019articolo 9).<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 non posso rinunciare a domandarmi che cosa sappiano sulla biodiversit\u00e0. Chi ha incarichi di governo del territorio, a qualsiasi livello, che cosa sa di biodiversit\u00e0? Perdonatemi se indosso i panni del professore antipatico e saputello ma siccome sono convinto che ognuno di noi difende quel che conosce, capite bene che non sapere nulla o poco di biodiversit\u00e0 e sedere nella \u201cstanza dei bottoni\u201d \u00e8 una combinazione ad altissimo rischio. Quindi sapere di biodiversit\u00e0 \u00e8 un punto chiave della questione. Davanti alle sfide ecologiche e climatiche mi chiedo e chiedo da anni se abbiamo un programma di formazione alla biodiversit\u00e0 per i decisori politici, o se invece continuiamo a cavarcela con sporadici micro-seminari per le scuole elementari e medie, lasciando alle povere future generazioni il compito di cambiare il mondo, mentre le attuali glielo stanno distruggendo.<ins><a href=\"https:\/\/revive.altreconomia.it\/www\/delivery\/ck.php?oaparams=2__bannerid=1002__zoneid=58__cb=3666747429__oadest=https%3A%2F%2Faltreconomia.it%2Ftipologia%2Fabbonamenti%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><\/ins><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 dura dirselo ma non andiamo molto lontano se continuiamo ad avere davanti a noi sfide ecologiche che affidiamo a decisori che di ecologia non solo non sanno nulla o poco, ma non neppur sono chiamati a imparare qualcosa pur decidendo tutto. E ultimamente sono pure tornati a prendersela con gli ambientalisti apostrofandoli ancora come \u201cquelli del no\u201d (basta: aggiornatevi). La contraddizione bruciante tra che cosa \u00e8 la biodiversit\u00e0 e che cosa ne sanno i decisori annulla quasi tutte le migliori intenzioni o, se siamo fortunati, le confina entro recinti strettissimi di qualche parco dove i decisori inscenano inaugurazioni e finti discorsi ecologici per poi uscire da quei parchi e difendere strenuamente il \u201cliberi tutti\u201d e chiudere gli occhi davanti al consumo di suolo, all\u2019agricoltura intensiva, alla deforestazione di pianura, all\u2019inquinamento delle acque e tutto quel che porta voti e consensi.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche le poche buone cose che si sono fatte ultimamente diventano inguardabili se allarghiamo lo sguardo. Ad esempio, se mettiamo fianco a fianco i quattro milioni e mezzo di alberi che l\u2019Emilia-Romagna vuole piantare nei prossimi anni, con le faraoniche opere stradali degli ultimi mesi, ci si attorciglia lo stomaco. In quella martoriata Regione sono iniziati i lavori per la costruzione della quarta corsia della A14 a Bologna, la diramazione autostradale a Ravenna (120 ettari di cementificazione assieme a migliaia di alberi abbattuti che non verranno ripristinati), la costruzione della terza corsia Bologna-Ferrara (93 ettari di nuovo asfalto con altre migliaia di alberi tagliati), il passante della citt\u00e0 di Bologna (20 ettari). Tutto questo si aggiunge alla gi\u00e0 costruita quarta corsia sulla Bologna-Modena (50 ettari), alla previsione di un\u2019autostrada cispadana Parma-Ferrara e ad altre superstrade emiliano-romagnole. \u00c8 chiara la contraddizione o devo aggiungere altro?<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di consumi di suolo dolorosissimi in una Regione che sta contando i morti e i danni che qualcuno ha avuto la bella idea di attribuire alle nutrie o che ha immaginato comodamente di attribuire a un clima cattivo e imprevedibile che se l\u2019\u00e8 presa con una Regione bella e virtuosa. Ma quelle strade, secondo voi, attenueranno i cambiamenti climatici? Miglioreranno l\u2019idea popolare di sostenibilit\u00e0? Aumenteranno la capacit\u00e0 di resistenza dei nostri territori? Si riducono i futuri danni alluvionali alle persone, alle aziende agricole e alle imprese se il territorio continua a essere ferito a morte?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 politicamente corretto citare solo la lista emiliano-romagnola di opere spacca-biodiversit\u00e0. Ecco allora la recente e tronfia proposta ligure di urbanizzare nelle aree alluvionali (non solo inguardabile, ma pure fatta nel momento pi\u00f9 sbagliato. Chiss\u00e0 se la politica romagnola che ha i piedi nell\u2019acqua tirer\u00e0 fuori la voce per dire alla Liguria di rimangiarsi questa decisione); gli inutili 30 chilometri della superstrada Eboli-Agropoli nella piana cilentana a due passi dalla meraviglia di Paestum (due miliardi che sfasceranno un paesaggio gi\u00e0 altamente compromesso ma ancora bellissimo); il nuovo casello autostradale Pesaro-Sud che ha distrutto ettari ed ettari di aree agricole e naturali per strizzare l\u2019occhiolino a chiss\u00e0 quale logistica che aumenter\u00e0 ulteriormente il consumo di suolo; l\u2019ampliamento dell\u2019aeroporto di Malpensa di 44 ettari in pieno parco del Ticino (possiamo parlare di tutela della biodiversit\u00e0?); la cementificazione logistica di Pernate (NO); le centinaia di chilometri di gallerie per alta velocit\u00e0 ferroviaria che si vogliono realizzare con il Pnrr tra Salerno e Reggio Calabria (non so neppure dove metteranno la terra che estrarranno) o l\u2019assurdo consumo di suolo della futura linea AV che passer\u00e0 in Irpinia sfasciandola completamente; i criteri scriteriati della pannelizzazione solare a terra che mangeranno decine di migliaia di ettari di suoli agricoli, quando abbiamo sconfinati tetti di capannoni a disposizione e immense aree a parcheggio da coprire, etc..<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, capite bene che questo elenco, che interrompo qui per decenza e che \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 di un pensiero politico-culturale unico che ci ha governato e ci governa da decenni, non si chiama solo consumo di suolo ma anche distruzione di biodiversit\u00e0 e peggioramento climatico ed \u00e8 quindi la messa in onda di una galattica contraddizione. Un esempio plastico di quanto le politiche siano sconnesse da quella che \u00e8 l\u2019urgenza di rispettare l\u2019ambiente. Quella roba \u00e8 solo omicidio di biodiversit\u00e0. E forse nessun politico dir\u00e0 qualcosa nella Giornata della biodiversit\u00e0 perch\u00e9 effettivamente \u00e8 dura metterci la faccia con quella lista in tasca, dove non \u00e8 riconoscibile alcun cambiamento di cultura politica. Nulla che ci dica che stiamo facendo cose diverse da quelle fatte fino a ieri per il clima e la natura che, poi, vuol dire anche per noi e il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo, allora, fidarci di chi decide con quella lista in mano? Certamente non \u00e8 facile mettere la natura a capo delle nostre agende politiche e culturali. Nessuno sta dicendo che sia facile. Ma \u00e8 necessario. Urgentemente necessario. E, come dice la Strategia europea per la biodiversit\u00e0, occorrono necessari cambiamenti radicali e questi, a mio avviso, non possono partire da menti che non sanno e non capiscono che cosa \u00e8 la biodiversit\u00e0, che non abbracciano il pensiero ecologico profondo come forma mentis, come discorso politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni scorsi ho avuto l\u2019onore di presentare&nbsp;<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/prodotto\/intelligenza-del-suolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cL\u2019intelligenza del suolo\u201d<\/a>&nbsp;alla biblioteca Erica di Capaccio Scalo (SA): ho incontrato persone meravigliose che lottano contro decisioni inconciliabili con il futuro. Persone che piangono i figli che scappano da quelle terre nonostante trasudino di storia e bellezza da ogni poro, terre dove la grecit\u00e0 ha dato origine a pezzi di filosofia fondamentali. Ebbene, quella biblioteca ci ha regalato quattro parole che disegnano l\u2019unico programma possibile per il futuro: \u201ccapire\u201d, \u201cpartecipare\u201d, \u201ccambiare\u201d, \u201ccrescere\u201d. Come a dirci che gli spazi per cambiare ci sono ma hanno proprio bisogno di investire in conoscenza (e le cose di scienza vanno studiate a fondo, soprattutto da chi decide) e in partecipazione altrimenti cambiamento e crescita culturali non arriveranno. Dobbiamo urgentemente formare donne e uomini che sappiano dare voce alla biodiversit\u00e0 nei ruoli che ognuno ricopre, non solo quelli politici; donne e uomini che sappiano spiegare che il rispetto dell\u2019ambiente salva tutto e tutti e realizza pure nuova occupazione, inclusione sociale e benessere. L\u2019attuale cultura politica, men che meno questo governo, fatica a fare questo, allora facciamolo dal basso: prepariamoci qui e ora per farci trovare pronti. Mettiamoci sulle spalle quelle parole: capire, partecipare, cambiare e crescere.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cL\u2019intelligenza del suolo\u201d (Altreconomia, 2022)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Pileri. Pubblicato originariamente su Altreconomia. Quest\u2019anno la Giornata mondiale della biodiversit\u00e0 cade nel bel mezzo della&nbsp;tragica alluvione della Romagna. 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