{"id":15966,"date":"2023-05-31T10:17:13","date_gmt":"2023-05-31T08:17:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=15966"},"modified":"2023-06-09T17:26:02","modified_gmt":"2023-06-09T15:26:02","slug":"basta-opere-a-rischio-alluvione-stop-al-4-lotto-anas-della-teramo-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/05\/basta-opere-a-rischio-alluvione-stop-al-4-lotto-anas-della-teramo-mare\/","title":{"rendered":"Basta opere a rischio alluvione: stop al 4\u00b0 lotto Anas della Teramo-mare"},"content":{"rendered":"\n<p>a<em> cura delle associazioni Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, LIPU del. Abruzzo, Italia Nostra sez. riunite Abruzzo, Altura, Paliurus, Gruppo di Intervento Giuridico, Mountain Wilderness, Il Cittadino Governante.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Il cambiamento climatico ci dice che nell\u2019area del Mediterraneo \u00e8 concreto il rischio di un aumento della frequenza e dell\u2019intensit\u00e0 degli eventi estremi e quindi ha senso adeguare le specifiche delle infrastrutture \u2013 ponti, strade, ferrovie rendendole pi\u00f9 performanti e meno esposte. Se sono state progettate con tempi di ritorno di 100 o 50 anni e poi l\u2019evento si ripete invece con frequenza molto maggiore \u00e8 ovvio che<\/em><strong><em>\u00a0le opere vanno ripensate<\/em><\/strong><em>\u00a0per resistere ad eventi pi\u00f9 frequenti.<\/em>&#8221; Questa frase \u00e8 tratta da una dichiarazione resa alla stampa di Luca Brocca, ricercatore dell\u2019Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr, in merito all&#8217;alluvione dell&#8217;Emilia Romagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Le stesse osservazioni erano state alla base di un dossier sul progetto del quarto lotto della Teramo-Mare che otto associazioni hanno inviato nei mesi scorsi a varie autorit\u00e0 denunciando, appunto, il gravissimo rischio idrogeologico visto che ANAS vorrebbe realizzare l&#8217;opera da 173 milioni di euro in piena area di rischio alluvione del fiume Tordino secondo le stesse carte ufficiali depositate per la Valutazione di Impatto Ambientale. L&#8217;ANAS ha infatti progettato l&#8217;opera nonostante le pregresse esperienze negative sui tratti esistenti a monte che ha visto diversi crolli del sedime stradale in caso di piene.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il rischio alluvione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Le associazioni hanno contestato l&#8217;uso da parte di Anas di una modellazione delle piene fatta tenendo conto delle portate con tempo di ritorno di soli 200 anni quando ormai \u00e8 assodato che la crisi climatica sta esacerbando i fenomeni meteo estremi. Una piena un tempo duecentenaria oggi sar\u00e0 da considerarsi cinquantenaria, una millenaria praticamente uno duecentenaria e cos\u00ec via. Inoltre i valori delle piene sono calcolati su dati pluviometrici raccolti nel passato che non sono ormai rappresentativi dell&#8217;andamento delle precipitazioni. Basti guardare cosa accaduto sul Misa nelle Marche e in Emilia Romagna in bacini molto simili a quello del Tordino.&nbsp;&nbsp;Facciamo notare che la portata della piena duecentenaria del Tordino \u00e8 di 890 mc\/s, quella cinquecentenaria di 998 mc\/s. Figurarsi quella millenaria\u2026 Pertanto<strong>&nbsp;riteniamo molto grave questa sottovalutazione del rischio idraulico<\/strong>, tenuto conto non solo del rischio per l&#8217;infrastruttura ma anche per tutto quello che rileva ai fini della pubblica incolumit\u00e0, sia dei fruitori sia di tutti gli altri manufatti (case, altre strade ecc.), tenuto anche conto dell&#8217;impatto dell&#8217;infrastruttura sui livelli di piena a valle.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Consumo di suolo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;ISPRA nel suo ultimo rapporto sul consumo di suolo ha lanciato l&#8217;ennesimo allarme sulla perdita di suolo fertile in Italia. L&#8217;Abruzzo risulta essere la regione con maggiore incremento annuo di consumo di suolo. Se andiamo a osservare i dati dei comuni interessati dall&#8217;opera, che consumer\u00e0 o depauperer\u00e0 direttamente o indirettamente decine di ettari di una delle zone pi\u00f9 favorevoli all&#8217;agricoltura dell&#8217;intera regione, vediamo che tutti sono ben oltre il dato medio nazionale (7%) e regionale (5%), a livelli gi\u00e0 oggi insostenibili: Giulianova 23,2%, Mosciano S. Angelo 10,3%, Notaresco 9,7%, Roseto 14,8%.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Mobilit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il progetto non \u00e8 supportato da alcun dato circa la mobilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di pervenire a modelli sostenibili di trasporto di cose e persone. Quante emissioni in atmosfera in pi\u00f9 sono previste dalla realizzazione dell&#8217;opera (cantieri, flusso di materiali ecc.) e dall&#8217;uso ultradecennale della stessa?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 si deve ancora sostenere una enorme spesa pubblica per facilitare il trasporto privato su gomma quando il principale nodo, lo svincolo autostradale di Mosciano S. Angelo, \u00e8 ormai gi\u00e0 collegato con la dorsale trasversale verso Roma? Che impatto avrebbe sul traffico, ad esempio sul nodo di innesto con la SS16 e sul centro di Giulianova, gi\u00e0 pesantemente colpito da ingorghi?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sedime di cantiere<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La sede delle attivit\u00e0 di cantiere nell&#8217;area industriale di Colleranesco potrebbe ricadere in aree potenzialmente contaminate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I<strong>mpatto paesaggistico enorme<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La scelta di un tracciato in area a rischio idrogeologico che &#8220;costringe&#8221; ad andare in rilevato, la volont\u00e0 di introdurre mega-svincoli assolutamente sovra-dimensionati come quello di Coste Lanciano, l&#8217;introduzioni di viadotti per superare le aree a rischio R4, determinano un impatto paesaggistico enorme sull&#8217;ultima porzione di pianura alluvionale abruzzese priva di grandi infrastrutture.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lo stato ecologico del Fiume Tordino<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il fiume e il corpo idrico sotterraneo della pianura alluvionale presentano estese criticit\u00e0. La qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente fluviale \u00e8 &#8220;scarsa&#8221; secondo i dati ARTA, cos\u00ec come &#8220;scadente&#8221; \u00e8 lo stato delle acque sotterranee a cause delle molteplici pressioni antropiche totalmente insostenibili che gi\u00e0 insistono nell&#8217;area. Aggiungere l&#8217;ennesima fonte di pressione antropica appare del tutto ingiustificabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Impatto sull\u2019area archeologica di Castrum Novum a Giulianova Lido<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019opera, come \u00e8 dichiarato anche nella relazione illustrativa del progetto definitivo,&nbsp;<em>\u201cpotrebbe avere un forte impatto sui resti dell\u2019antico insediamento di Castrum Novum localizzato al margine sud della citt\u00e0 di Giulianova\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Impatto sulla componente faunistica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il corso del Tordino \u00e8 interessato dalla presenza di varie specie di uccelli tutelati, anche a livello comunitario, quali Airone bianco maggiore, Garzetta e Marangone minore. La presenza di una strada determina un forte disturbo alla componente faunistica, come dimostrano numerose ricerche scientifiche pubblicate a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;alternativa necessaria<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Davanti a una nuova opera pubblica la tentazione forte \u00e8 dire in maniera semplicistica: l&#8217;importante \u00e8 farla. Ci\u00f2 porta troppo spesso a non considerare che si tratta di fondi pubblici &#8211; in questo caso ben 173 milioni di euro per soli 7 km alla modica cifra di oltre 20 milioni di euro a km- che devono essere allocati privilegiando una opzione rispetto ad altre esistenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Riteniamo che sia molto pi\u00f9 vantaggioso, procedere a un Accordo di Programma Territoriale tra enti affinch\u00e9:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1)<\/strong>si mantenga la SS80 nella sede attuale migliorando la fluidit\u00e0 del traffico (ad esempio, prevedendo una rotatoria a Bivio Bellocchio, allo sbocco cio\u00e8 della SS 80 sulla SS16 per fluidificare&nbsp;&nbsp;il traffico proprio nel punto in cui si creano attualmente i maggiori ingorghi) con l&#8217;eliminazione di semafori, la sicurezza con interventi sulla segnaletica e sui marciapiedi, mitigando gli impatti delle emissi acustiche e gassose con siepi ecc.;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2)<\/strong>si lavori sulle alternative trasportistiche investendo sulla ferrovia, con l&#8217;acquisto di materiale rotabile, e sulla mobilit\u00e0 ciclistica;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3)<\/strong>si assicurino le spese di funzionamento del sistema nei primi anni per facilitare la transizione da una mobilit\u00e0 insostenibile, quella privata su gomma, con quella pi\u00f9 sostenibile sotto tutti i punti di vista (sicurezza dei trasporti; emissioni; impatti paesaggistici; consumo di suolo ecc).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4)<\/strong>si attuino interventi di risanamento ambientale sul Tordino.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/DossierTeramoMare_19_03_2023_def.pdf\">dossier<\/a> realizzato dalle associazioni \u00e8 stata fatta una prima e indicativa ripartizione economica per dimostrare che esiste un&#8217;alternativa concreta al progetto ANAS.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura delle associazioni Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, LIPU del. 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