{"id":16002,"date":"2023-06-30T08:05:00","date_gmt":"2023-06-30T06:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16002"},"modified":"2023-07-18T14:33:10","modified_gmt":"2023-07-18T12:33:10","slug":"linvenzione-di-milano-lucia-tozzi-svela-il-ruolo-del-marketing-urbano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/06\/linvenzione-di-milano-lucia-tozzi-svela-il-ruolo-del-marketing-urbano\/","title":{"rendered":"L\u2019invenzione di Milano: Lucia Tozzi svela il ruolo del &#8220;marketing urbano&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Il libro di Lucia Tozzi svela il ruolo del marketing urbano e della cattura del dissenso nella creazione di una citt\u00e0 diseguale e privatizzata<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Maria Cariota<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Da molti anni le <strong>politiche urbanistiche<\/strong> <strong>a Milano sono finalizzate a soddisfare gli interessi di gruppi industriali, della finanza e immobiliaristi<\/strong>. Nel Piano di Governo del Territorio e attraverso un uso sconfinato della perequazione e degli strumenti di urbanistica contrattata, il Comune ha assunto un ruolo di facilitatore dei processi di trasformazione proposti dai privati, attratti dalla possibilit\u00e0 di realizzare rendite elevatissime, anche per gli oneri di urbanizzazione spesso irrisori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il nuovo libro di Lucia Tozzi, \u201c<em>L\u2019invenzione di Milano<\/em>\u201d, pubblicato per Cronopio nel marzo di quest\u2019anno, racconta la \u201crigenerazione urbana\u201d che ha stravolto interi quartieri<\/strong> di questa citt\u00e0, <strong>disegnata in funzione della massima valorizzazione degli immobili<\/strong>. Mentre sono<strong> ridotti i fondi per garantire i servizi pubblici, la manutenzione di strade, case popolari, parchi<\/strong>. <strong>Nelle zone ricche<\/strong> piscine, palestre, mercati, ambulatori, biblioteche e uffici pubblici vengono alienati, trasformandosi in uffici di lusso e centri commerciali; le <strong>zone meno ricche<\/strong> sono accerchiate e tendono a diventare nel tempo anche esse meno ospitali ai meno abbienti. Il ciclo \u00e8 sempre lo stesso, la manutenzione della struttura pubblica viene deliberatamente lesinata, il \u201cdegrado\u201d avanza, la chiusura incombe, spunta un privato pronto ad investire nella riqualificazione, che ne far\u00e0 uno spazio di lusso non per la gente comune. Negli ultimi quarant\u2019anni gli <strong>alloggi popolari<\/strong> sono stati dimezzati, l\u2019ente gestore Aler continua ad alienare case, lasciando 17.500 famiglie senza risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Esaurita la possibilit\u00e0 di ricostruire un tessuto produttivo, <strong>\u00e8 soprattutto con l\u2019Expo2015 che Milano ha valuto assumere l\u2019immagine di una metropoli splendente e attrattiva<\/strong>, cercando di estrarre dall\u2019evento un <em>brand<\/em> per competere con le altre grandi citt\u00e0. Seguendo il modello di New York e Londra, <strong>s&#8217;intende valorizzare ogni metro quadro, gentrificare tutto (centro e periferia)<\/strong> e mira ad una <strong>\u201crigenerazione\u201d continua degli abitanti<\/strong>, attirando non solo turisti ma anche <em>expat<\/em> (turisti lenti) e <em>city users <\/em>o <em>short term citizens<\/em>: nomadi agiati che sono soprattutto consumatori di citt\u00e0 e richiamano investimenti; non possedendo memoria della citt\u00e0 non tentano di conservarla, non mirando a restarci sempre sono meno interessati alle conseguenze delle azioni politiche. Essi man mano <strong>prendono il posto dei nativi<\/strong>, che, se appartenenti a fasce pi\u00f9 deboli, sono di fatto espulsi per gli affitti elevatissimi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Chi governa la citt\u00e0 \u00e8 impegnato in una campagna di marketing senza precedenti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Lucia Tozzi cerca di disvelare le retoriche e il linguaggio usati per produrre il consenso e di studiare le ideologie forgiate dal capitale<\/strong>. L\u2019amministrazione milanese ha costruito attentamente uno <strong>storytelling fondato sull\u2019assioma per cui la collaborazione tra pubblico e privato sia necessaria<\/strong>, in una logica <em>win win<\/em>: gli investimenti del privato che costruisce la citt\u00e0 del lusso consentono di avere verde urbano e spazi sistemati, oltre che, secondo loro, di portare bellezza, ricchezza e lavoro per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>In una citt\u00e0 escludente, classista, con servizi e beni privatizzati, lavoro precario, aria pessima, consumo di suolo tra i pi\u00f9 elevati in Italia, chi la governa \u00e8 impegnata in una<strong> campagna di marketing senza precedenti, finalizzata a diffondere una percezione positiva sulla qualit\u00e0 della vita e lontana dalla realt\u00e0<\/strong>. Un ipertrofico sfoggio di vitalit\u00e0 e di ottimismo forzato in cui le contraddizioni svaniscono. L\u2019 <strong>\u201cinvenzione di Milano\u201d <\/strong>appunto. Il marketing e la comunicazione hanno fagocitato l\u2019agire politico, assumendo una posizione di egemonia, potente strumento per delegittimare la mediazione della critica e dell\u2019articolazione discorsiva attraverso la semplificazione, lo svuotamento di significato, il ricorso all\u2019emozionalit\u00e0, riuscendo ad evadere qualsiasi possibilit\u00e0 di verifica su ci\u00f2 che si asserisce. <strong>Chi osa esprimere critiche \u00e8 definito retrogrado e accusato di frenare la competitivit\u00e0<\/strong>, si screditano cos\u00ec in partenza le sue istanze. Le porzioni di verde (di solito su soletta e di difficile fruizione) inserite nei progetti di trasformazione, ogni nuovo gruppetto di alberelli piantati di ForestaMi, le piste ciclabili disseminate qua e l\u00e0, i minuscoli interventi di urbanistica tattica (area pedonali) sono oggetto di <strong>eccessiva enfasi mediatica, inaugurati in pompa magna<\/strong>, simulando uno sviluppo partecipato e attento alle comunit\u00e0, per bilanciare la violenza delle grandi operazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Anche la cultura e l\u2019associazionismo diventano funzionali alla definizione dell\u2019immagine di metropoli attrattiva<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019autrice si sofferma molto anche sul ruolo primario della <strong>cultura<\/strong> in questo processo e sulla terzosettorializzazione del sociale. La cultura a Milano \u00e8 diventata una degli strumenti della valorizzazione immobiliare: dalle prime conversioni in spazi espositivi di aree dismesse di Pirelli e Prada, la cultura diventa un <em>booster<\/em> efficiente per il valore delle aree; inoltre il legame tra le trasformazioni e soggetti culturali (ad esempio Expo e teatro La Scala) crea un <em>soft power<\/em> con forte capacit\u00e0 di persuasione.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo le <strong>organizzazioni<\/strong> che raccolgono le proteste degli abitanti, che prodigano energie e servizi sul territorio sono state ingabbiate in un sistema di bandi, stimolato dalla finanza a impatto sociale o da fondi europei, che forniscono piccole entrate e un po\u2019 di riconoscimento ad associazioni e attivisti; progetti calati dall\u2019alto e non, come viene raccontato, mediati da una progettualit\u00e0 dal basso. Spesso un regime di privatizzazione di servizi e spazi allocati a privati e terzo settore, ma spacciati per tutela del bene comune. Il sistema dei bandi, ad alto tasso di burocratizzazione, sottrae energie e tempo al lavoro di ricerca e sul campo, frammenta la continuit\u00e0 del lavoro subordinandolo alla durata dei progetti, lo condiziona ideologicamente e avalla un generale definanziamento del welfare pubblico; oltre a neutralizzare la carica politica dei movimenti sociali. Una vera e propria cattura delle forze che potrebbero produrre attrito nel sistema e lotta alle diseguaglianze, forze usate anzi per \u201crivitalizzare\u201d a livello molecolare quartieri, strade e piazze, in modo funzionale alle grandi trasformazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il meccanismo di propaganda sfugge alla percezione dei cittadini<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte i <strong>media<\/strong>, in cerca di sponsor e protezioni hanno allentato spontaneamente i principi deontologici, prestandosi alla grande propaganda dell\u2019amministrazione. Propaganda che <strong>\u00e8 riuscita a fare<\/strong> <strong>interiorizzare ai cittadini<\/strong> <strong>i valori che li rendono complici e subalterni<\/strong>, che \u00e8 condivisa da una buona parte della classe media pi\u00f9 agiata e che spesso ha convinto anche collettivi di artisti, lavoratori culturali, writers, centri sociali, che sono diventati indirettamente agenti della gentrificazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Milano modello da riprodurre<\/strong>?<\/h2>\n\n\n\n<p>La consapevolezza che il sistema di Milano incarna questa comunicazione ideologica a scala urbana, che ha sostituito quasi per intero l\u2019intreccio dei sistemi politici, economici, sociali e culturali preesistenti, producendo una citt\u00e0 diseguale, <strong>dovrebbe auspicalbilmente contribuire a demolire l\u2019idea stessa che esista un \u201cmodello\u201d da riprodurre altrove<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.shopcronopio.it\/prodotto-143132\/Linvenzione-di-Milano-Culto-della-comunicazione-e-politiche-urbane.aspx\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/www.shopcronopio.it\/prodotto-143132\/Linvenzione-di-Milano-Culto-della-comunicazione-e-politiche-urbane.aspx\"><em>L&#8217;invenzione di milano. Culto della comunicazione e politiche urbane<\/em>.<\/a> Cronopio Ed., 2023, LUCIA TOZZI.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucia Tozzi \u00e8 giornalista ed esperta di politiche urbane.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"359\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/bam_desk-1024x359.jpg\" alt=\"\" data-id=\"16004\" data-full-url=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/bam_desk.jpg\" data-link=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?attachment_id=16004\" class=\"wp-image-16004\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/bam_desk-1024x359.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/bam_desk-300x105.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/bam_desk-768x269.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/bam_desk.jpg 1278w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\">BAM Biblioteca degli Alberi a Milano, &#8220;usata da Manfredi Catella (che ha sviluppato il progetto di Porta Nuova) come vetrina per promuovere il suo impero&#8221; (ph Fondazione Catella)<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro di Lucia Tozzi svela il ruolo del marketing urbano e della cattura del dissenso nella creazione di una citt\u00e0 diseguale e privatizzata di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16003,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3796,114],"tags":[124,50],"class_list":["post-16002","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politiche-urbanistiche","category-pubblicazioni","tag-consumo-di-suolo","tag-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16002"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16002\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}