{"id":16166,"date":"2023-10-26T23:20:06","date_gmt":"2023-10-26T21:20:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16166"},"modified":"2023-11-14T17:03:05","modified_gmt":"2023-11-14T16:03:05","slug":"il-consumo-di-suolo-in-italia-viaggia-a-ritmi-insostenibili-cementificati-24-metri-quadrati-di-suolo-al-secondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/10\/il-consumo-di-suolo-in-italia-viaggia-a-ritmi-insostenibili-cementificati-24-metri-quadrati-di-suolo-al-secondo\/","title":{"rendered":"Il consumo di suolo in Italia viaggia a ritmi insostenibili: cementificati 2,4 metri quadrati di suolo al secondo"},"content":{"rendered":"\n<p>di Serena Mattia<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTerreni e suoli sono risorse fragili e limitate, soggette alla pressione di una sempre crescente ricerca di spazio: l&#8217;espansione urbana e l&#8217;impermeabilizzazione del suolo consumano la natura e trasformano preziosi ecosistemi in deserti di cemento\u201d (Commissione Europea, 2021).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 il suolo \u00e8 una risorsa limitata? Dobbiamo pensare che l\u2019acqua copre circa il 75% della superficie (oceani, laghi, fiumi), il 25% rimanente rappresenta le terre emerse, di questa percentuale per\u00f2 circa la met\u00e0 \u00e8 rappresentata da aree desertiche o polari, zone montuose, tutte improduttive e inospitali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 12,5% rimanente rappresenta il suolo fertile che abbiamo a disposizione<\/strong> e che compete con tutte le altre esigenze umane, in primis l\u2019urbanizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo quindi tutelare questa piccola percentuale che sostiene la nostra vita e invece agiamo come se avessimo a disposizione una risorsa illimitata, i dati dell&#8217;ultimo rapporto ISPRA sul consumo di suolo lo dimostrano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nell\u2019ultimo anno consumati 21 ettari al giorno<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>In un solo anno sono stati consumati 76,8 chilometri quadrati di territorio, con una media di circa 21 ettari al giorno, il valore pi\u00f9 elevato degli ultimi 11 anni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la velocit\u00e0 del consumo \u00e8 aumentata: <strong>ogni secondo vengono persi 2.4 metri quadrati di suolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le aree agricole cementificate ammontano a 4.500 ettari, troppi considerando che <strong>la superficie agricola utilizzata (SAU) \u00e8 in continua riduzione<\/strong> con conseguente deficit produttivo e importazioni dall\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>La riduzione e la cementificazione delle superfici agricole, inoltre, modificano inevitabilmente la struttura del paesaggio agrario, ovvero <em>\u201cquella forma che l\u2019uomo, nel corso ed ai fini delle sue attivit\u00e0 produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale\u201d, <\/em>per citare le parole di Emilio Sereni. \u00c8 cos\u00ec che si perde l\u2019identit\u00e0 dei luoghi e l\u2019impronta culturale che da quell\u2019identit\u00e0 deriva.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo non \u00e8 l\u2019unico dato a destare preoccupazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Aree a pericolosit\u00e0 idraulica, sismica e da frana<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u20198,6% della superficie edificata nazionale ricade in area a pericolosit\u00e0 da frana; il 36,2% ricade in aree a pericolosit\u00e0 sismica, con un massimo nelle Marche, dove il 100% del territorio \u00e8 esposto a pericolosit\u00e0 sismica. <strong>Il 12,8% ricade in aree a pericolosit\u00e0 idraulica media e poco meno della met\u00e0 di questi si trova in Emilia-Romagna<\/strong>, complessivamente circa il 63% della superficie edificata della regione ricade in zone a pericolosit\u00e0 idraulica media, proprio in quella regione in cui a maggio si verific\u00f2 una delle alluvioni pi\u00f9 disastrose avvenute in Italia. \u201cL\u2019aumento dell\u2019impermeabilizzazione in aree gi\u00e0 a rischio idraulico, nel complesso, non fa che aumentare la pericolosit\u00e0 stessa del territorio\u201d, spiega Michele Munaf\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 la Liguria la regione con la maggior percentuale di suolo consumato in aree a pericolosit\u00e0 idraulica per tutti e tre gli scenari di pericolosit\u00e0, dove <strong>il 23% delle nuove costruzioni ha riguardato zone a pericolosit\u00e0 idraulica elevata<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Implicazioni ecologiche del consumo di suolo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019impermeabilizzazione produce effetti diretti e indiretti<\/strong>, non riguarda solamente le superfici interessate dalla copertura artificiale ma si estende anche alle aree ad esse limitrofe. La realizzazione di una strada, ad esempio, provoca un effetto diretto sulla biodiversit\u00e0, la frammentazione degli habitat che ne deriva \u00e8 invece una conseguenza indiretta.<\/p>\n\n\n\n<p>La cementificazione delle aree urbane ha poi <strong>effetti sul microclima locale<\/strong>: al crescere del tasso di consumo di suolo, la temperatura di superficie aumenta in maniera decisamente significativa, generando l\u2019effetto isola di calore. Nelle principali citt\u00e0 italiane, la temperatura cresce all\u2019aumentare della densit\u00e0 di coperture artificiali, raggiungendo nei giorni pi\u00f9 caldi valori compresi tra 43 e 46 \u00b0C nelle aree pi\u00f9 sature e seguendo andamenti diversi a seconda delle caratteristiche del territorio circostante. Non solo, l\u2019impermeabilizzazione<strong> aumenta anche il rischio idrogeologico<\/strong>, rendendo il nostro Paese sempre meno sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019impatto economico del consumo di suolo<\/strong> in Italia produce perdite molto elevate. I costi relativi alla perdita annuale dei servizi ecosistemici arrivano fino a 9,5 miliardi di euro all&#8217;anno, considerando solo il consumo di suolo avvenuto tra il 2006 e il 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, le conseguenze del consumo di suolo sono ormai sotto gli occhi di tutti eppure questo consumo scellerato sembra non preoccupare la nostra politica.<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Serena Mattia \u201cTerreni e suoli sono risorse fragili e limitate, soggette alla pressione di una sempre crescente ricerca di spazio: l&#8217;espansione urbana e l&#8217;impermeabilizzazione [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126],"tags":[55,124,1928,92],"class_list":["post-16166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","tag-cementificazione","tag-consumo-di-suolo","tag-forum-salviamo-il-paesaggio","tag-paesaggio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16166"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16166\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}