{"id":16174,"date":"2023-11-01T17:28:53","date_gmt":"2023-11-01T16:28:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16174"},"modified":"2023-11-14T17:03:18","modified_gmt":"2023-11-14T16:03:18","slug":"edifici-non-utilizzati-una-proposta-concreta-per-fermare-il-consumo-di-suolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/11\/edifici-non-utilizzati-una-proposta-concreta-per-fermare-il-consumo-di-suolo\/","title":{"rendered":"Edifici non utilizzati: una proposta concreta per fermare il consumo di suolo"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Pileri<\/p>\n\n\n\n<p>Articolo tratto da <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/edifici-non-utilizzati-una-proposta-concreta-per-fermare-il-consumo-di-suolo\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/altreconomia.it\/edifici-non-utilizzati-una-proposta-concreta-per-fermare-il-consumo-di-suolo\/\">Altreconomia<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ogni Regione ha a disposizione una superficie urbana da recuperare cos\u00ec ampia che potrebbe non consumare un centimetro quadrato di suolo per cinque anni. L\u2019incrocio tra dati Ispra e Istat, questi ultimi non aggiornati da oltre dieci anni, certifica l\u2019urgenza di investire sul patrimonio esistente. Che cosa faranno politici e urbanisti?<\/h2>\n\n\n\n<p>Tra le statistiche che l\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (<a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ispra<\/a>) elabora vi \u00e8 anche quella sulla superficie degli edifici non utilizzati (Munaf\u00f2, 2023). Il conteggio non pu\u00f2 che affidarsi a una base-dati vecchia dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Istat<\/a>&nbsp;sull\u2019edificato italiano (2012), non aggiornata, probabilmente per mancanza di fondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Apriamo una parentesi che \u00e8 gi\u00e0 una proposta per la politica: finanziare la conoscenza statistica degli immobili e del loro stato d\u2019uso cos\u00ec da avere pi\u00f9 contezza del da farsi per risparmiare suolo. Se la politica non vuole fare questo investimento \u00e8 chiaro a tutti che non vuole dare evidenza a questo patrimonio invisibile e quindi non vuole mettersi dalla parte della tutela dei suoli o del contenimento del consumo di suolo e preferisce, senza dirlo apertamente, continuare a foraggiare la cementificazione, magari con l\u2019ipocrisia di qualche proclama<em>&nbsp;green<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiusa la parentesi, torniamo al dato Istat del 2012 che \u00e8 sorprendente: in Italia la superficie degli edifici non utilizzati \u00e8 pari a 248,7 chilometri quadrati, qualcosa come tre volte la superficie urbanizzata di una citt\u00e0 come Torino, ma abbandonata ai fantasmi. Ora proviamo ad associare questo dato, pur con tutti i suoi limiti, a quello di consumo di suolo annuo regionale del 2022, l\u2019ultimo anno disponibile. Quel che ne esce \u00e8 sorprendente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mediamente ogni Regione ha a disposizione una superficie urbana da recuperare talmente ampia che potrebbe non consumare un centimetro quadrato di suolo per cinque anni. La Lombardia per 3,2 anni potrebbe occuparsi solo di recupero, il Lazio per 2,8, la Liguria per 14,5, l\u2019Abruzzo per 7,3, la Calabria per 17,8, il Trentino-Alto Adige per 1,6, l\u2019Umbria per 6,2, la Valle d\u2019Aosta per 6,9 e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"660\" height=\"713\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Pileri-ispra.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-16178\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 pur vero che molti di quegli immobili non soddisfano i requisiti della domanda attuale e non c\u2019entrano nulla con le infrastrutture e gli impianti che alcuni reputano necessari (ma \u00e8 tutto da dimostrare e loro non lo fanno mai), ma quei rapporti numerici sono talmente alti che tolgono il fiato a chiunque e mostrano che esiste in Italia una riserva di urbanizzato enorme della quale non solo non ci si cura, ma che sicuramente potrebbe ridurre il consumo di suolo agli sgoccioli. Con questi rapporti c\u2019\u00e8 un ampio margine anche per tranquillizzare buona parte delle ansie dei costruttori e dei professionisti del mattone.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, ancora una volta la domanda casca sulle spalle dei politici e pure degli urbanisti loro consulenti e consiglieri: che cosa volete fare del suolo italiano? Ancora terra di caccia per il cemento facile? Questi dati non sono sufficienti a convincere voi e chiunque che stiamo massacrando quel che rimane del suolo italiano pur avendo in tasca un patrimonio edilizio abbandonato che grida vendetta? Oppure volete dare retta al&nbsp;<em>marketing<\/em>&nbsp;immobiliare che si \u00e8 inventato le citt\u00e0 attrattive (Milano \u00e8 campione di rendimenti immobiliari e la sua guida politica da anni aiuta queste rendite a crescere) per concentrare l\u00ec altri consumi di suolo redditizi e spopolare e degradare altrove?<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro&nbsp;buona parte di questo edificato abbandonato, se non tutto, \u00e8 gi\u00e0 servito da strade, fognature, acquedotti, rete elettrica ed energetica e quindi non avrebbe neppur bisogno di investimenti infrastrutturali di supporto e neppure andrebbe a pesare sui futuri bilanci comunali o regionali per le necessarie opere di manutenzione. Lavorare al solo recupero dell\u2019esistente \u00e8 la mossa vincente e urgente. Continuare a non considerarla per dare voce alle pretese di costruttori e di sviluppatori immobiliari rapaci che vogliono guadagnare il pi\u00f9 possibile disinteressandosi di impatti ambientali, sociali e futura spesa pubblica \u00e8 una grave inadempienza politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel che c\u2019\u00e8 da fare subito \u00e8 l\u2019aggiornamento puntuale di quella vecchia base-dati sugli edifici perch\u00e9 occorre sapere con pi\u00f9 esattezza quanti sono gli immobili, la tipologia, lo stato d\u2019uso e di conservazione e soprattutto la localizzazione e le infrastrutture attorno. Dopodich\u00e9 occorre un lavoro di<em>&nbsp;matching<\/em>&nbsp;che una agenzia pubblica (tipo un Demanio riformato ma con una sensibilit\u00e0 ambientale ed ecologica che ancora gli manca) deve mettersi a fare. Il tutto avr\u00e0 successo solo se dall\u2019altra parte, nel frattempo, si sar\u00e0 approvata e definita una legge che ferma il consumo di suolo (magari anche solo per i prossimi cinque anni, una specie di patto per il suolo, come il patto dei sindaci di anni fa) e si consente di cancellare le troppe superfici ancora edificabili, stabilite anni e anni fa per pura ingordigia urbanistica, ma ancora l\u00e0 a fare danni nei piani urbanistici. A quel punto il mercato dovr\u00e0 per forza guardare al patrimonio esistente. Fintanto invece che ci saranno campi verdi o gialli a disposizione, il recupero rimarr\u00e0 sempre al palo pur con tutti i sussidi che ci si pu\u00f2 immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi non lo ha capito, questa \u00e8 una proposta. Non si dica che i difensori del suolo criticano e basta. Non ci si limiti a fare silenzio e passare ad altro. Se qualcuno davanti a questi dati non \u00e8 d\u2019accordo con quanto qui proposto, ben venga, ma \u00e8 vietato cavarsela alzando le spalle o bofonchiando qualcosa di spocchioso o asserendo dal proprio podio di eletto che questa proposta \u00e8 totalmente inattuabile perch\u00e9 non gli piace: porti delle convincenti argomentazioni per continuare ad affogare nel cemento come ci ha dimostrato il rapporto&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/2023\/10\/25\/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2023\/\" target=\"_blank\">Ispra del 2023<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cL\u2019intelligenza del suolo\u201d (Altreconomia, 2022)<\/em>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Pileri Articolo tratto da Altreconomia Ogni Regione ha a disposizione una superficie urbana da recuperare cos\u00ec ampia che potrebbe non consumare un centimetro [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16179,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,3796],"tags":[1798,1387],"class_list":["post-16174","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-politiche-urbanistiche","tag-aree-dismesse","tag-paolo-pileri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16174"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16174\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16179"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}