{"id":16195,"date":"2023-11-10T11:20:04","date_gmt":"2023-11-10T10:20:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16195"},"modified":"2023-11-28T13:00:44","modified_gmt":"2023-11-28T12:00:44","slug":"una-concezione-distorta-di-transizione-ecologica-ed-energetica-i-grandi-impianti-eolici-e-lappennino-nord-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/11\/una-concezione-distorta-di-transizione-ecologica-ed-energetica-i-grandi-impianti-eolici-e-lappennino-nord-occidentale\/","title":{"rendered":"Una concezione distorta di transizione ecologica ed energetica: i grandi impianti eolici e l\u2019Appennino nord-occidentale"},"content":{"rendered":"\n<p>Pubblichiamo il documento elaborato da un numeroso e vario gruppo di associazioni radicate nel territorio della catena appenninica compresa nelle province di Genova, Alessandria, Pavia e Piacenza, in cui vengono espresse forti critiche e preoccupazioni su tre progetti di grandi impianti eolici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo ultimo scorcio del 2023 anche per la porzione nord-occidentale della <strong>catena appenninica (compresa nelle quattro province di Genova, Alessandria, Pavia e Piacenza)<\/strong> torna purtroppo di attualit\u00e0 il tema dell\u2019impiantistica eolica industriale sui crinali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel comune di <strong>Isola del Cantone<\/strong> la regione Liguria ha autorizzato la costruzione di un \u201cparco\u201d composto da <strong>4 aerogeneratori<\/strong> da 4,20 MW l&#8217;uno, per complessivi <strong>16,80 MW<\/strong> di potenza, <strong>in localit\u00e0 costa Popein<\/strong>, sul crinale tra valle Scrivia ligure e val Lemme piemontese. I lavori non sono ancora iniziati.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi chilometri pi\u00f9 a sud, sullo stesso confine regionale, al <strong>passo della Bocchetta<\/strong>, ancora la regione Liguria ha appena stabilito che non occorre sottoporre a valutazione ambientale (\u201cVIA\u201d) il progetto dell\u2019impianto eolico &#8220;Monte Poggio&#8221;, in comune di Mignanego, composto da <strong>5 aerogeneratori<\/strong> da 3,22 MW l&#8217;uno, per una potenza complessiva pari a <strong>16,1 MW<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, presso il Ministero dell\u2019ambiente e della sicurezza energetica \u00e8 in corso la verifica amministrativa del progetto di un parco eolico, denominato &#8220;Monte Giarolo&#8221;, composto da <strong>20 aerogeneratori<\/strong>, per una potenza massima complessiva di ben <strong>124 MW<\/strong>, da realizzarsi <strong>nei comuni di Albera Ligure, Cabella Ligure (entrambi nell\u2019alessandrina val Borbera) Fabbrica Curone (in val Curone, provincia di Alessandria) e Santa Margherita di Staffora (in valle Staffora, provincia di Pavia)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parco eolico \u201cMonte Poggio\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il progetto di impianto eolico del \u201cMonte Poggio\u201d, originariamente gli aerogeneratori dovevano essere collocati in territorio piemontese, a ridosso della Zona di Protezione Speciale (\u201cZPS\u201d) \u201cCapanne di Marcarolo\u201d. Per tutelare il pi\u00f9 importante corridoio di migrazione primaverile dell\u2019avifauna in ambito regionale, la regione Piemonte ha per\u00f2 incluso tra le misure di conservazione della ZPS il divieto di realizzare nuovi impianti eolici sia all\u2019interno dei confini della zona di protezione, sia in un buffer di 1 km al loro esterno. L\u2019ente gestore della ZPS aveva perci\u00f2 espresso parere negativo alla richiesta di realizzare l\u2019impianto eolico. Dopo che anche il TAR Piemonte aveva considerato legittima la delibera istitutiva del \u201cbuffer\u201d, l\u2019impresa ha sottoposto lo stesso progetto alla regione Liguria, con il solo accorgimento di spostare la collocazione dei macchinari di poche decine di metri, sempre entro la zona \u201cbuffer\u201d, ma in modo da far ricadere l\u2019impianto entro i confini del comune ligure di Mignanego. E, con il suo recente provvedimento, la regione Liguria ha affermato che le misure di conservazione e il conseguente divieto non possono trovare applicazione al di fuori del territorio piemontese.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parco eolico \u201cPopein\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Sempre Liguria e Piemonte sono chiamate in causa per la costruzione dell\u2019impianto di costa Popein. Il progetto che da tempo ha ottenuto l\u2019autorizzazione lo colloca in territorio ligure, ma prevede pesanti interventi anche nel comune piemontese di Voltaggio, per realizzarvi la viabilit\u00e0 di cantiere e di servizio che dovrebbe interessare la val Barca, ambiente di notevole pregio ambientale anche se privo di forme di tutela. Avallata in modo frettoloso dall\u2019Unione montana con il rilascio di una \u201cautorizzazione paesaggistica semplificata\u201d, sotto molti profili questa soluzione progettuale si rivela del tutto inappropriata, tanto pi\u00f9 se si considera che, a seguito di una sostanziale modifica etichettata come \u201cadeguamento tecnico migliorativo\u201d, sono cresciuti peso e volumi dei macchinari destinati al trasporto verso il crinale (i 5 aerogeneratori da 2 MW ciascuno sono diventati 4 aerogeneratori da 4,20 MW l&#8217;uno).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parco eolico \u201cMonte Giarolo\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il pubblico non pu\u00f2 ancora consultare i documenti progettuali del parco eolico \u201cmonte Giarolo\u201d, del quale, ad oggi, sono note soltanto le caratteristiche generali, ossia potenza e numero degli aerogeneratori e coinvolgimento di due regioni, Piemonte e Lombardia, caratteristiche simili a quelle di analoghi progetti riferiti allo stesso ambito montano proposti negli anni tra il 2010 e il 2011 (nessuno ha superato la fase di valutazione ambientale). Nel 2015 la regione Lombardia ha poi approvato il Programma Energetico Ambientale Regionale (\u201cPEAR\u201d), in base al quale le aree dichiarate di notevole interesse pubblico (ex art. 136 del D.Lgs. 42\/2004) sono considerate non idonee ad ospitare impianti eolici di grande taglia. E l\u2019intero territorio montano del comune di Santa Margherita di Staffora, unico comune lombardo interessato sia dai precedenti progetti sia dal progetto \u201cmonte Giarolo\u201d, fin dal 1968 \u00e8 sottoposto a vincolo ex art. 136. In Piemonte, nel 2017, le norme tecniche del Piano Paesaggistico Regionale hanno stabilito che, su territori vincolati ex art. 136, possano essere realizzati impianti eolici soltanto collocando gli aerogeneratori oltre i 50 metri per lato dalle vette e dai sistemi di crinali. Una prescrizione molto importante rispetto al progetto \u201cmonte Giarolo\u201d: infatti, anche per le alte valli del Curone e del Borbera esiste un vincolo ex. art. 136, apposto nel 1986 ed efficace su gran parte del territorio montano dei tre comuni piemontesi interessati dal progetto: Albera Ligure, Cabella Ligure e Fabbrica Curone. Tra questi ultimi due comuni, inoltre, la \u201cDorsale Monte Ebro Monte Chiappo\u201d \u00e8 individuata come ZPS, e dal 2007 una norma statale vieta la realizzazione di nuovi impianti eolici nelle ZPS (fatta eccezione per impianti di autoproduzione di potenza non superiore a 20 kw). Nel 2022 la regione Piemonte ha approvato la revisione del PEAR e ha voluto dare un \u201csegnale\u201d: pur ammettendo che si tratterebbe di una produzione assolutamente trascurabile a fronte del complessivo \u201cbilancio energetico\u201d piemontese, ha inserito nella programmazione anche la realizzazione di nuovi impianti per l\u2019energia eolica ed ha individuato alcune aree \u201cvocate\u201d a questo scopo. I crinali tra Borbera, Curone e Staffora sono una di esse. L\u2019autore del PEAR, constatato che esistono i vincoli normativi sopra citati, ha auspicato interventi normativi volti a superarli.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Aree idonee<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A tal proposito, occorre tener conto che il Ministero dell\u2019ambiente e della sicurezza energetica ha in corso di emanazione un decreto (noto come \u201cdecreto aree idonee\u201d) destinato a fornire alle regioni criteri uniformi per definire un\u2019area come \u201cidonea\u201d all\u2019installazione di impianti energetici da fonti rinnovabili. Al momento in cui scriviamo, il testo \u00e8 ancora al vaglio della Conferenza Stato-Regioni. Per quanto riguarda l\u2019eolico, si prevede che proprio le aree \u201cricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela ai sensi del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42\u201d siano escluse dal novero di quelle idonee, rispetto alle quali la bozza di decreto prevede anche il requisito di una adeguata ventosit\u00e0, tale da garantire una producibilit\u00e0 maggiore di 2.150 ore equivalenti a 100 metri di altezza (le ore equivalenti rappresentano il \u201ccapacity factor\u201d o fattore di capacit\u00e0, ossia il rapporto tra l\u2019energia elettrica effettivamente prodotta in un determinato periodo di tempo e l\u2019energia che un impianto potrebbe generare funzionando sempre alla massima potenza). Notiamo che nella \u201cRelazione tecnica\u201d acclusa al progetto di parco eolico \u201cMonte Poggio\u201d la producibilit\u00e0 annuale stimata viene indicata in 2.112 ore equivalenti. Dieci anni fa, nel 2013, secondo il proponente, il medesimo dato riferito al parco eolico \u201cCosta Popein\u201d era di \u201ccirca 2.400 ore equivalenti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A questo punto si impongono alcune riflessioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019aggravarsi della crisi climatica ha reso inderogabile l\u2019avvio del processo di \u201cdecarbonizzazione\u201d rispetto alla produzione di energia. I pi\u00f9 accorti tra gli studiosi hanno avvertito per\u00f2 che, <strong>se le energie rinnovabili hanno un ruolo indiscutibile per giungere a una transizione ecologica, l\u2019intero processo, per essere efficace, dovr\u00e0 fondarsi sulla decisa riduzione dell\u2019utilizzo delle risorse naturali accompagnata dalla massima efficienza nel loro impiego<\/strong>. Nessuna fonte energetica pu\u00f2 infatti soddisfare una crescita sfrenata e continua come quella che abbiamo conosciuto finora con \u201cl\u2019era degli idrocarburi\u201d poich\u00e9 \u201cuna crescita infinita \u00e8 incompatibile con un pianeta finito\u201d (Nicholas Georgescu-Roegen, 1906 \u2013 1994).<\/p>\n\n\n\n<p>La transizione ecologica deve dunque compiersi all\u2019interno di una politica di razionalizzazione dei consumi e degli sprechi, perseguendo un radicale cambio di paradigma rispetto al mito della crescita infinita<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso degli impianti eolici e di quelli fotovoltaici, essa <strong>deve accompagnarsi alla tutela del paesaggio, inteso come valore ambientale, storico, sociale ed economico<\/strong>. In caso contrario fallir\u00e0 i propri obiettivi e si trasformer\u00e0 nell\u2019ennesimo attacco all\u2019ambiente, alla biodiversit\u00e0 (ancor pi\u00f9 grave poich\u00e9 la tutela dell\u2019ambiente \u00e8 principio inserito all\u2019articolo 9 della Costituzione Italiana e il ripristino della biodiversit\u00e0 \u00e8 obiettivo fissato dall\u2019Ue) e, in ultima istanza, ai fondamenti stessi della presenza umana sulla terra. Dopo che l\u2019intero territorio italiano, nel corso degli anni, \u00e8 stato caratterizzato da una gigantesca riduzione degli spazi di naturalit\u00e0 e bellezza, con scelte di \u201cesternalizzazione\u201d di funzioni e di impianti rivelatesi insostenibili per l\u2019ambiente e per i cittadini, appare quasi incredibile che si pensi oggi di continuare in questa direzione modificando con pesanti infrastrutture anche gli ultimi crinali \u201cselvaggi\u201d del nostro Appennino.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019associazione confindustriale che riunisce gli imprenditori del settore delle energie rinnovabili ha affermato che si dovrebbe eliminare il requisito dell\u2019adeguata ventosit\u00e0 previsto per l\u2019eolico dalla bozza del decreto aree idonee \u201clasciando in capo all\u2019investitore il rischio commerciale di performance dell\u2019impianto e relativo investimento\u201d. Un\u2019affermazione sintomatica della <strong>distorta logica secondo cui l\u2019urgenza della crisi climatica impone di procedere a realizzare i grandi impianti \u201csenza se e senza ma\u201d.<\/strong> <strong>Non \u00e8 invece possibile tralasciare gli impatti<\/strong> che derivano dalla loro costruzione e dal loro funzionamento.&nbsp; Richiamando quanto scritto sopra circa gli \u201cspazi di naturalit\u00e0\u201d e riferendoci all\u2019impiantistica eolica, ricordiamo che <strong>i crinali appenninici sono tra gli ultimi rifugi di specie ornitiche ormai sempre pi\u00f9 rare in collina e pianura<\/strong> perch\u00e9 sfrattate dall\u2019invadenza umana, e che quegli stessi crinali costituiscono da sempre <strong>fondamentali riferimenti per le rotte migratorie<\/strong> dei rapaci e di altri migratori gi\u00e0 minacciati su pi\u00f9 fronti, mentre numerosi studi in tutto il mondo dimostrano ampiamente l\u2019incidenza pesantemente negativa delle torri eoliche sulle popolazioni ornitiche e dei chirotteri. Sono tante e diverse in ogni caso le ragioni per cui \u00e8 non solo legittimo ma necessario da parte dei governanti e dei cittadini vigilare ed esigere il rispetto delle normative, e porre e chiedere attenzione alla dislocazione degli impianti, al numero e alla taglia dei macchinari, e valutarne le ricadute non solo economiche, ma ecologiche, paesaggistiche, sociali e lavorative. <strong>Gli impianti di produzione di energia rinnovabile devono essere progettati e realizzati in aree gi\u00e0 artificializzate, impiegando le tecnologie pi\u00f9 aggiornate tra quelle esistenti, prima di dare il via in modo acritico a una sregolata proliferazione sui territori pi\u00f9 fragili di opere di enorme impatto ambientale, che finiscono per favorire l\u2019interesse di pochi a danno delle comunit\u00e0 locali e di tutti i cittadini<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno sottoscritto il documento:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>le seguenti realt\u00e0 che partecipano al coordinamento \u201cForum Sentieri Vivi 4P\u201d: Club Alpino Italiano sezione di Novi Ligure \u2013 Club Alpino Italiano sezione di Tortona \u2013 Club Alpino Italiano sezione di Voghera \u2013 Club Alpino Italiano commissione TAM di Tortona<\/li><li>Federazione nazionale Pro Natura,<\/li><li>Comitato per il territorio delle Quattro Province<\/li><li>Gruppo Micologico Vogherese<\/li><li>l\u2019associazione \u201cIl cammino dei ribelli\u201d<\/li><li>l\u2019associazione \u201cPro loco di Caldirola\u201d.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Ulteriori informazioni nel <a href=\"https:\/\/sentierivivi4p.wordpress.com\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/sentierivivi4p.wordpress.com\/\">blog <\/a>e sulla <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sentierivivi4P\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.facebook.com\/sentierivivi4P\">pagina FB<\/a> del coordinamento \u201cForum Sentieri Vivi 4P\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il documento elaborato da un numeroso e vario gruppo di associazioni radicate nel territorio della catena appenninica compresa nelle province di Genova, Alessandria, Pavia [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16196,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[11,33,14,15,6],"tags":[3817,3088],"class_list":["post-16195","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emilia_romagna","category-energie-rinnovabili","category-liguria","category-lombardia","category-piemonte","tag-appennini","tag-impianti-eolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16195","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16195"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16195\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}