{"id":16222,"date":"2023-11-28T19:08:28","date_gmt":"2023-11-28T18:08:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16222"},"modified":"2023-11-30T00:36:17","modified_gmt":"2023-11-29T23:36:17","slug":"nuovo-polo-logistico-ali-a-padova-un-appello-contro-il-cemento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/11\/nuovo-polo-logistico-ali-a-padova-un-appello-contro-il-cemento\/","title":{"rendered":"Nuovo polo logistico Al\u00ec a Padova. Un appello contro il cemento"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">38 associazioni ambientaliste chiedono di fermare la costruzione del nuovo hub su 150 mila metri quadrati di terreni agricoli, nella frazione di Granze di Camin<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Sergio Lironi &#8211; Presidente onorario Legambiente Padova<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tempo delle decisioni si avvicina<\/strong>. A breve verr\u00e0 posta in discussione in Consiglio Comunale la delibera con cui si dovr\u00e0 approvare o respingere la Variante al Piano degli Interventi che, per consentire la realizzazione di nuovo polo logistico a servizio della Grande Distribuzione Organizzata, prevede la destinazione a zona industriale\/commerciale di ben 150.000 mq di aree naturali e terreni agricoli.<br><strong>Dopo lo straordinario successo della manifestazione svoltasi a Granze di Camin il 5 novembre<\/strong> scorso con la partecipazione di pi\u00f9 di cinquecento persone, <strong>una quarantina di associazioni ambientaliste, sostenute anche dal meteorologo Luca Mercalli<\/strong>, ha sottoscritto un \u201c<strong><em>Appello al Sindaco ed al Consiglio Comunale<\/em><\/strong>\u201d per far valere le ragioni dell\u2019ambiente e del paesaggio e per denunciare il fatto che non si pu\u00f2 continuare a distruggere le residue vitali risorse naturali e agricole<strong> in una citt\u00e0 come Padova che \u00e8 in testa alla classifica nazionale per consumo di suolo <\/strong>(49,76% dell\u2019intero territorio comunale) <strong>e per i valori relativi all\u2019inquinamento ambientale<\/strong>  (PM 2,5 d\u2019inverno e ozono d\u2019estate).<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo. <strong>La Variante richiesta dalla societ\u00e0 Al\u00ec contrasta radicalmente con gli impegni programmatici dichiarati dall\u2019amministrazione e con tutti gli strumenti della pianificazione territoriale ed urbanistica<\/strong>. Nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia tutta l\u2019area viene individuata come uno dei principali corridoi della rete ecologica provinciale, mentre sia il Piano di Assetto Territoriale, sia il Piano degli Interventi di Padova la indicano come componente essenziale della cintura verde periurbana, risorsa fondamentale per gli equilibri ecosistemici di tutto l\u2019organismo urbano, per la salute dei cittadini e per far fronte ai cambiamenti climatici in atto. Il Piano del Verde, recentemente approvato, la destina a <em>Parco agro-paesaggistico<\/em>, definendone con precisione le finalit\u00e0, le caratteristiche ed i criteri di trasformabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Rapporto Ambientale <\/strong>presentato dalla societ\u00e0 Al\u00ec a sostegno della propria richiesta \u00e8 risultato talmente inadeguato e fallace da indurre l\u2019amministrazione, a seguito delle proteste degli abitanti, a commissionare un nuovo pi\u00f9 serio studio ambientale. L\u2019incarico conferito ad uno studio professionale esterno appare per\u00f2 orientato pi\u00f9 all\u2019individuazione di possibili compensazioni che ad un effettiva valutazione dell\u2019opportunit\u00e0 di consentire o meno l\u2019intervento richiesto.<br>A tal proposito \u00e8 doveroso osservare che <strong>preliminare ad ogni possibile ipotesi di \u201ccompensazione ambientale\u201d <\/strong>(che comunque non pu\u00f2 tradursi in una \u201cmonetizzazione\u201d del danno ambientale prodotto)<strong> \u00e8 il fatto che l\u2019intervento proposto risponda a dimostrati motivi di rilevante interesse pubblico<\/strong>. Il tema della compensazione ambientale, consistente nella rinaturalizzazione di un\u2019area di estensione uguale o superiore a quella cementificata in grado di fornire servizi ecosistemici analoghi a quelli dei suoli naturali, dovrebbe dunque essere affrontato nel caso di progetti quali quello del nuovo Polo Ospedaliero in zona San Lazzaro e non certo per il progetto di un insediamento commerciale ad esclusivo vantaggio di una societ\u00e0 privata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>appello delle associazioni <\/strong>si conclude dunque con la richiesta di non autorizzare un intervento volto a favorire gli interessi economici di pochi a scapito della collettivit\u00e0: un intervento che distruggerebbe una superficie agricola e naturale pari a due volte il Prato della Valle.<br>E\u2019 infine importante sottolineare come un aspetto non secondario della mobilitazione in atto \u00e8 costituito dall\u2019aver avviato la formazione di una <strong>rete regionale di associazioni <\/strong>che, talvolta con successo come nei casi di Monteortone, di Bassano del Grappa e di Zevio nel veronese, si stanno battendo per la salvaguardia del paesaggio e contro il consumo di suolo. Una battaglia tanto pi\u00f9 importante oggi che i dati forniti dall\u2019ultimo Rapporto dell\u2019<em>Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale<\/em> (ISPRA) testimoniano come nel Veneto negli anni successivi alla legge regionale 14\/2017, che avrebbe dovuto contrastare il consumo di suolo, in realt\u00e0 il consumo annuo di suolo anzich\u00e9 diminuire \u00e8 aumentato, passando dai 500 ettari\/anno a pi\u00f9 di 700 ettari\/anno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-1526.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16228\" width=\"464\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-1526.png 1025w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-1526-300x220.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-1526-768x563.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo stabilimento Al\u00ec esistente con l&#8217;adiacente terreno agricolo su cui \u00e8 prevista la costruzione del nuovo polo &#8211; Google Maps<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">APPELLO al Sindaco ed al Consiglio Comunale di Padova<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">affinch\u00e9 non venga approvata una Variante al Piano degli Interventi<br>che consentirebbe l\u2019urbanizzazione ed edificazione<br>di oltre 150.000 mq di terreni agricoli e risorse naturali a Granze di Camin<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto presentato dalla <strong>societ\u00e0 Al\u00ed s.p.a.<\/strong> si propone non tanto di ampliare i propri magazzini localizzati in via Svezia a Granze di Camin, quanto piuttosto di realizzare un vero e proprio nuovo <strong>Polo logistico per la Grande Distribuzione Organizzata<\/strong>, che prevede la costruzione di un nuovo mega centro di magazzinaggio e smistamento merci automatizzato a servizio di un bacino d\u2019utenza regionale ed interregionale. Un polo logistico che richiede l\u2019urbanizzazione e l\u2019edificazione di un\u2019area di <strong>oltre 150.000 mq<\/strong>. Un\u2019area che vecchio e nuovo Piano degli Interventi prevedono invece venga mantenuta a destinazione agricola.<br><strong>Un\u2019area enorme, la cui estensione, per farcene un\u2019idea, \u00e8 quasi doppia rispetto a quella di Prato della Valle. Un\u2019area di elevato valore naturalistico<\/strong>, che fa parte di <strong>uno dei fondamentali corridoi ecologici previsti dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale <\/strong>(PTCP), prossima alle sponde dell\u2019idrovia Padova-Mare e nella quale \u00e8 presente <strong>una casa rurale di rilevante pregio architettonico e documentale<\/strong>, che il progetto della societ\u00e0 Al\u00ed si propone di demolire.<br>La richiesta della societ\u00e0 Al\u00ed, ove fosse accolta dal Consiglio Comunale, comportando un rilevante consumo di suolo, sarebbe dunque <strong>in evidente, radicale contrasto con le previsioni e le strategie del Piano degli Interventi<\/strong> approvato il 23 febbraio 2023 e con gli stessi \u201cIndirizzi generali di governo 2022-2027\u201d approvati dal Consiglio Comunale il 5 luglio 2022, che affermano la necessit\u00e0 di \u201c\u2026 <em>lavorare per il consumo di suolo zero, per il controllo della densificazione della citt\u00e0, per il recupero dei vuoti urbani delle aree degradate dismesse<\/em>\u201d. Va in particolare ricordato che il Piano degli Interventi classifica l\u2019area come \u201c<strong>Zona agricolo-paesaggistica E1<\/strong>\u201d, ovvero come territorio in cui assumono rilevanza primaria \u201c\u2026 <em>la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali e dell\u2019ambiente e la promozione di un\u2019agricoltura multifunzionale e generatrice di servizi ecosistemici<\/em>\u201d.<br>Non solo.Tra i fondamentali strumenti di pianificazione e programmazione dell\u2019Amministrazione comunale vi \u00e8 anche il \u201c<strong>Piano del verde<\/strong>\u201d, che ha conseguito importanti riconoscimenti a livello nazionale proprio in quanto dedica una particolare attenzione alle aree agricole periurbane caratterizzate da elevati valori agronomici e paesaggistici, Tra queste aree vi sono i 15 ettari interessati dalla Variante di piano richiesta dalla societ\u00e0 Al\u00ed.<br>Nel Piano del Verde le aree che la societ\u00e0 Al\u00ed vorrebbe cementificare fanno parte integrante di <strong>un ambito unitario<\/strong>, chiaramente perimetrato a sud est della zona industriale, che si prevede debba costituire elemento <strong>essenziale per l\u2019attuazione del pi\u00f9 generale progetto di \u201cParco agro-paesaggistico\u201d<\/strong>, finalizzato &#8211; come indicato dallo stesso Consiglio Comunale con propria delibera del 30 novembre 2020 &#8211; al potenziamento dei servizi eco-sistemici, alla sicurezza idraulica, al benessere e alla salute degli abitanti, alla costruzione di un nuovo modello agro-alimentare di elevata qualit\u00e0 biologica, alla valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio, alla promozione del turismo culturale e naturalistico, alla formazione di nuove attrezzature e servizi ricettivi e didattici, alle attivit\u00e0 sociali, sportive e del tempo libero, ad un\u2019azione di contrasto e di adattamento ai cambiamenti climatici e alla ricolonizzazione naturalistica del territorio antropizzato.<br>Il <strong>Rapporto Ambientale<\/strong> presentato dalla societ\u00e0 Al\u00ec a sostegno del proprio progetto fa acqua da tutte le parti, in quanto trascura del tutto gli effetti dalla prevista distruzione dei fondamentali servizi ecosistemici forniti dai terreni agricoli ed arriva persino ad affermare che le attrezzature previste nelle poche aree verdi preservate e qualche filare di alberi a mascheratura parziale dei fabbricati contribuiranno \u201ca migliorare la salute e la qualit\u00e0 della vita degli abitanti\u201d. Un Rapporto a tal punto inattendibile, che la stessa Giunta Comunale, dopo le proteste degli abitanti, ha ritenuto opportuno affidare ad altro professionista la stesura di un nuovo pi\u00f9 documentato e credibile studio ambientale.<br>L\u2019incarico affidato ha per\u00f2 un vizio di fondo in quanto suggerisce non tanto di valutare se l\u2019opera in relazione all\u2019impatto ambientale debba essere realizzata o meno, quanto piuttosto di proporre delle possibili \u201c<strong><em>compensazioni ambientali<\/em><\/strong>\u201d. Da quanto pubblicato recentemente dalla stampa locale dette \u201ccompensazioni\u201d potrebbero consistere nella de-pavimentazione di aree impermeabilizzate e nella messa a dimora di nuove alberature in altri contesti urbani o nella \u201cmonetizzazione del danno\u201d, ovvero nella richiesta di un contributo monetario per la realizzazione di altre opere di pubblica utilit\u00e0.<br>La \u201c<strong>monetizzazione del danno<\/strong>\u201d, a fronte dei cambiamenti climatici in atto ed a fronte dei gravi rischi alla salute degli abitanti che saranno l\u2019inevitabile conseguenza del prevedibile incremento dell\u2019inquinamento urbano e dell\u2019isola di calore generati dall\u2019intervento e dal traffico indotto, <strong>non \u00e8 assolutamente accettabile<\/strong>. Anche perch\u00e9 il valore intrinseco della natura e degli ecosistemi risulta del tutto incommensurabile con i criteri dell\u2019economia neoclassica, che, banalizzando la complessit\u00e0 per poterne determinare il valore di scambio, tende a concepire la natura stessa unicamente come merce.<br>Per quanto poi concerne l\u2019ipotesi di una compensazione effettuata utilizzando il principio del \u201c<strong>consumo di suolo netto<\/strong>\u201d, l\u2019Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel \u201c<strong><em>Libro bianco sulla gestione sostenibile del suolo<\/em><\/strong>\u201d, dopo aver evidenziato come in un ettaro di suolo si possono trovare fino a 5.000 kg di organismi viventi facendo s\u00ec che <strong><em>\u00ab\u2026 sotto i nostri piedi sia concentrato il 25% della diversit\u00e0 biologica\u00bb<\/em><\/strong> e che quindi i suoli <em>\u00ab\u2026rappresentano il supporto e la sede di tutta l\u2019attivit\u00e0 biotica, compresa quella umana, presente negli ecosistemi terrestri\u00bb<\/em>, ricorda anche che la <strong>Commissione Europea<\/strong> ha chiarito nel 2016 come una compensazione per gli interventi che consumano suolo non pu\u00f2 consistere semplicemente nel de-pavimentare aree attualmente asfaltate, in quanto <em>\u00ab\u2026 l\u2019azzeramento del \u201cconsumo di suolo netto\u201d significa evitare l\u2019impermeabilizzazione di aree agricole e di aree aperte e, per la componente residua non evitabile, compensarla <strong>attraverso la rinaturalizzazione di un\u2019area di estensione uguale o superiore, che possa essere in grado di tornare a fornire i servizi ecosistemici forniti dai suoli naturali<\/strong>\u00bb<\/em> (European Commission, aprile 2016).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I sottoscritti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>rivolgono dunque il presente appello al Sindaco ed al Consiglio Comunale <\/strong>affinch\u00e9 non venga autorizzato un intervento che distruggerebbe una superficie agricola e naturale pari a due volte il Prato della Valle favorendo gli interessi economici di pochi a scapito della collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/388639138508529\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/388639138508529\">Comitato Cittadini di Granze di Camin (PD)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Adesioni al 22\/11\/2023<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Luca Mercalli, meteorologo<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Comitato Cittadini di Granze di Camin<\/li>\n\n\n\n<li>Circolo Wigwam\u00ae Il Presidio sotto il portico<\/li>\n\n\n\n<li>Legambiente Padova<\/li>\n\n\n\n<li>Italia Nostra Padova<\/li>\n\n\n\n<li>Associazione Parco Agro-paesaggistico Metropolitano<\/li>\n\n\n\n<li>Istituto Nazionale di Bioarchitettura<\/li>\n\n\n\n<li>Cooperativa agricola El Tamiso<\/li>\n\n\n\n<li>Azienda agricola Arak\u00e8<\/li>\n\n\n\n<li>Associazione per la Pace<\/li>\n\n\n\n<li>Gruppo Giardino Storico Universit\u00e0 di Padova<\/li>\n\n\n\n<li>Adl Cobas<\/li>\n\n\n\n<li>Isde &#8211; Medici per l\u2019Ambiente<\/li>\n\n\n\n<li>Centro Studi l\u2019Uomo e l\u2019Ambiente<\/li>\n\n\n\n<li>Legambiente \u201cSarmazza\u201d &#8211; Saonara e Vigonovo<\/li>\n\n\n\n<li>Legambiente \u201cPatriarcati\u201d &#8211; Albignasego e Maser\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Legambiente Medio Brenta<\/li>\n\n\n\n<li>Prandina Parco della citt\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Fridays For Future<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Lasciateci Respirare Monselice<\/li>\n\n\n\n<li>A.RI.A bassanese &#8211; Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Spontaneo Monteortone<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Zona Verde Saonara<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato civico Salboro Ferri Papadopoli<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Iris<\/li>\n\n\n\n<li>Associazione Intercomunale Brenta Sicuro<\/li>\n\n\n\n<li>AR\/CO Architettura Contemporanea<\/li>\n\n\n\n<li>Comunit\u00e0 e Territorio Maser\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Urbanistica e contesto<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Stanga<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Zero Pfas Padova<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Che aria respiriamo<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Palestro 30 e lode<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato Vivere bene a San Bellino<\/li>\n\n\n\n<li>Spazio Catai<\/li>\n\n\n\n<li>Laboratorio Pontevigodarzare<\/li>\n\n\n\n<li>Comitato No quarta linea inceneritore di Padova<\/li>\n\n\n\n<li>Gruppo di Acquisto Popolare di Padova e Provincia<\/li>\n\n\n\n<li>Il Veneto che Vogliamo provincia di Padova<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>38 associazioni ambientaliste chiedono di fermare la costruzione del nuovo hub su 150 mila metri quadrati di terreni agricoli, nella frazione di Granze di Camin [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16227,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,3799,24],"tags":[3827,3826,2163],"class_list":["post-16222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-logistica","category-veneto","tag-ali","tag-granze-di-camin","tag-logistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16222\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16227"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}