{"id":16271,"date":"2023-12-19T17:00:00","date_gmt":"2023-12-19T16:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16271"},"modified":"2023-12-22T11:38:30","modified_gmt":"2023-12-22T10:38:30","slug":"i-boschi-italiani-aumentano-falso-anzi-vengono-sempre-piu-danneggiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/12\/i-boschi-italiani-aumentano-falso-anzi-vengono-sempre-piu-danneggiati\/","title":{"rendered":"I boschi italiani aumentano? Falso, anzi vengono sempre pi\u00f9 danneggiati"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Roberto Cazzolla Gatti<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Se supercomputer e Intelligenza Artificiale avanzano permettendoci scoperte sensazionali sulle foreste mondiali, i boschi italiani indietreggiano a colpi di motosega<\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre col supporto di grandi database, supercomputer ed Intelligenza Artificiale facciamo sempre pi\u00f9 luce sul ruolo, sul funzionamento e sulla complessit\u00e0 delle foreste globali, albero per albero <strong>stiamo trasformando i boschi italiani in semplici pezzi di legno utili solo a sfamare la bulimia energetica ed economica <\/strong>del nostro mondo moderno.\u00a0<strong>Al contrario di quello che credono i pi\u00f9, ci\u00f2 che aumenta non sono i boschi, ma la ricrescita arborea in aree agricole abbandonate<\/strong>. Un <strong>bosco, in realt\u00e0, non \u00e8 un insieme di alberelli<\/strong>. Ci\u00f2 che, invece, resta dei veri, complessi, antichi, biodiversi ecosistemi boschivi nazionali \u00e8 posto sempre pi\u00f9 sotto pressione da interessi economici di breve termine, visioni distorte della Natura e scelte politiche scellerate.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza la capacit\u00e0 di calcolo dei <strong>supercomputer e dell\u2019Intelligenza Artificiale<\/strong> non avremmo mai potuto stimare il numero di specie arboree presenti sulla Terra (<a href=\"https:\/\/www.pnas.org\/doi\/10.1073\/pnas.2115329119\">https:\/\/www.pnas.org\/doi\/10.1073\/pnas.2115329119<\/a>), non avremmo potuto facilmente determinare i fattori che favoriscono le invasioni di piante non autoctone, aspetto fondamentale per tutelare gli ecosistemi nativi e limitare la diffusione di specie invasive (<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41586-023-06440-7\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41586-023-06440-7<\/a>) e non avremmo potuto rilevare che attualmente, il carbonio forestale globale \u00e8 significativamente al di sotto del potenziale naturale, con un deficit totale di 226 Gt anche in aree con una bassa impronta ecologica umana e che questo potenziale si trova in aree con foreste esistenti, dove la protezione maggiore di questi ecosistemi (evitando le ceduazioni, ad esempio) pu\u00f2 consentire alle foreste di recuperare fino alla maturit\u00e0 (<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41586-023-06723-z\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41586-023-06723-z<\/a>). Infatti, lo sviluppo di sistemi di calcolo avanzati combinati all\u2019I.A. permette di ridurre di decine di anni lo sforzo di migliaia di scienziati permettendo di ottenere delle previsioni attendibili. Grazie all\u2019unione di mente umana e intelligenza artificiale, sappiamo ora che nel mondo quasi 9.000 specie arboree sono ancora da scoprire e molte rischiano di estinguersi ancor prima di essere trovate a causa della massiccia deforestazione in corso sul nostro pianeta. Quindi il nemico da battere, ancora una volta non \u00e8 lo sviluppo tecnologico utile alla conoscenza, ma noi stessi e la nostra insaziabile crescita economica verso il baratro. Piuttosto che essere in lotta contro l\u2019I.A. sino al punto da temerla, dovremmo continuare a utilizzarla per velocizzare e rendere pi\u00f9 efficaci le strategie di conservazione.<\/p>\n\n\n\n<p>A settembre di quest\u2019anno, durante la conversione del Decreto-legge  \u201cAsset,\u201d precedentemente focalizzato su un tema completamente diverso, \u00e8 stato approvato dal governo italiano un <strong>emendamento presentato da Fratelli d\u2019Italia che elimina completamente la protezione paesaggistica dei boschi nei confronti dei tagli<\/strong>, alterando il Codice Urbani e l\u2019intento originario della legge Galasso, che miravano a proteggere i boschi nelle aree vincolate. Negli ultimi anni, la <strong>difesa dei boschi \u00e8 stata oggetto di diversi attacchi da parte del settore forestale, delle aziende, dei politici locali e di alcune rappresentanze degli agronomi, nonch\u00e9 di una parte dell\u2019ambiente accademico<\/strong> (si leggano, ad esempio, le assurde giustificazioni date alla necessit\u00e0 di gestione mediante \u201cselvicoltura naturalistica\u201d [un orrore in termini!] con combinazione di tagli precoci e tardivi delle foreste: <a href=\"https:\/\/ancler.org\/gestire-le-foreste-per-obiettivi\/\">https:\/\/ancler.org\/gestire-le-foreste-per-obiettivi\/<\/a>). Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in contrasto con l\u2019opinione prevalente di biologi, conservazionisti ed ecologi. Pian piano, le <strong>Regioni, in modo sregolato, hanno esteso il concetto di taglio colturale a ogni possibile trattamento selvicolturale, incluso il taglio a raso nei boschi cedui<\/strong>. L\u2019<strong>obiettivo<\/strong>, come affermato nell\u2019art. 5-bis del decreto, \u00e8 chiaramente incentivare la filiera del legno, aumentare la concorrenza sui mercati esteri e garantire un maggiore approvvigionamento interno di legno, rallentando lo sviluppo degli ecosistemi forestali. <strong>Ci\u00f2 comporta l\u2019annullamento della conservazione della Natura<\/strong>, di primaria importanza costituzionale, a favore della crescita economica e riflette una tendenza a <strong>violare principi costituzionali <\/strong>per favorire gli abbattimenti boschivi, come gi\u00e0 evidenziato dal Testo Unico per le Filiere Forestali (TUFF), che permette alle Regioni di imporre ai proprietari di tagliare i loro boschi.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, proprio di recente la Costituzione italiana \u00e8 stata ampliata per includere la tutela dell\u2019ambiente, degli ecosistemi e della biodiversit\u00e0. Pertanto, simili provvedimenti andrebbero considerati totalmente anticostituzionali. Purtroppo, per\u00f2, queste scelte politiche non possono essere imputate solo alla destra storicamente intenzionata alla crescita economica molto pi\u00f9 che alla tutela dell\u2019ambiente. Si tratta, invece, di <strong>scelte piuttosto trasversali che riguardano anche i governi di centrosinistra<\/strong>. Infatti, l\u2019approvazione del controverso TUFF, ha interessato i principali partiti, con protagonisti che vanno dal PD alla Lega, a cui si sono uniti poi anche Fratelli d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2021, con i miei colleghi, il Prof. Alessandro Chiarucci dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e il Prof. Gianluca Piovesan dell\u2019Universit\u00e0 della Tuscia, abbiamo scritto un accorato <strong>appello alla prestigiosa rivista Nature (<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-021-01923-x\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-021-01923-x<\/a>) affinch\u00e9 non si continuasse a distruggere quel che resta dei boschi italiani<\/strong>. Nella lettera mettevamo in dubbio i <strong>piani di intensificare la raccolta di biomassa forestale, suggerita nel Quarto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia <\/strong>(<a href=\"https:\/\/www.mase.gov.it\/pagina\/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021\">https:\/\/www.mase.gov.it\/pagina\/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021<\/a>). Sostenevamo che, piuttosto che supportare una transizione verso un\u2019economia verde, un simile incentivo potrebbe tradursi in un aumento dell\u2019abbattimento degli alberi e nella perturbazione degli ecosistemi forestali. Incredibilmente, mentre si cercano soluzioni alla deforestazione mondiale, <strong>la perdita di alberi nelle foreste italiane negli ultimi anni \u00e8 spiegata solo in parte da disturbi come la tempesta Vaia nel 2018 e la successiva raccolta del legname. La principale causa, invece, \u00e8 proprio la produzione di legname (da trasformare poi in pellet, biomassa per le centrali, legna per stufe e camini), derivante principalmente da cedui <\/strong>andando a contribuire a circa il 50% della perdita arborea annuale dai boschi italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile immaginare quanti tra accademici, politici, aziende forestali e persino associazioni ambientaliste ci hanno attaccato per aver preso posizione contro una politica cieca che vede nei boschi nostrani semplici magazzini di legname da sfruttare e non complessi ecosistemi da proteggere. <strong>Le nuove politiche nazionali sulla biomassa potrebbero minacciare pesantemente la funzionalit\u00e0 degli ecosistemi forestali <\/strong>sottovalutando gli impatti dovuti alla rimozione di quello che per i \u201cforestali\u201d \u00e8 semplicemente legno da un bosco, ecosistema complesso secondo i \u201cconservazionisti\u201d, compromettendo il progresso verso la Strategia Biodiversit\u00e0 2030 dell\u2019Unione Europea che prevede un aumento della tutela della Natura entro 7 anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019errore di fondo commesso da coloro che sostengono che le attivit\u00e0 umane abbiano plasmato il paesaggio italiano, compresi i tagli dei boschi che sono parte integrante del paesaggio stesso, \u00e8 che ignorano quello che un ecosistema boschivo\/forestale davvero \u00e8, ovvero un insieme complesso e differenziato di specie interagenti e non una catasta di legno vivo da trasformare periodicamente in legno morto<\/strong>. L\u2019<strong>attivit\u00e0 umana nei secoli, in realt\u00e0, ha impoverito e danneggiato pesantemente i boschi, non li ha plasmati!<\/strong> Inoltre, la pressione moderna facilitata da quella tecnologia che, al contrario dell\u2019I.A., \u00e8 al servizio della distruzione dell\u2019ambiente ha velocizzato e moltiplicato gli impatti sugli ecosistemi forestali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente, come al solito, \u00e8 solo una questione di chi ci guadagna, perch\u00e9 a perderci \u00e8 sempre la Natura.<strong> Con la decisione di modifica del decreto-legge di questo settembre, una parte del settore interessato alle biomasse legnose e dei dottori forestali certamente otterr\u00e0 maggiore libert\u00e0 d\u2019azione sui boschi,<\/strong> che rappresentano uno dei pi\u00f9 importanti patrimoni naturali italiani. Un patrimonio che <strong>non andrebbe mai definito \u201ccapitale naturale\u201d<\/strong>, con quell\u2019orrendo termine di neoformazione proveniente dall\u2019economia che persino le associazioni ambientaliste hanno iniziato ad utilizzare dimenticando che, quando Karl Marx ci illuminava con il suo <em>magnum opus<\/em> Il Capitale, ci ammoniva sui rischi e i pericoli del capitalismo. Quello stesso capitalismo che dai beni materiali, attraverso la globalizzazione, ora \u00e8 passato a coinvolgere la Natura col tentativo di mescolare le carte, per farci credere che lo sfruttamento \u201csostenibile\u201d delle risorse naturali, il capitale naturale appunto di cui ormai si riempiono tutti la bocca, equivalga alla conservazione della biodiversit\u00e0. Cos\u00ec come non andrebbe pi\u00f9 omesso che<strong> <\/strong>il capitalismo \u00e8 alla base dei mali del nostro mondo che va verso la rovina, dovrebbe essere ancor pi\u00f9 chiaro che iniziare a definire la Natura \u201cun capitale\u201d significa consegnarla nelle mani dei boia, che invece della ghigliottina ora hanno in mano le motoseghe.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Roberto Cazzolla Gatti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Professore di biologia della conservazione e biodiversit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alma Mater Studiorum Universit\u00e0 di Bologna<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato sul blog di <a href=\"https:\/\/robertocazzollagatti.com\/2023\/12\/06\/i-boschi-italiani-aumentano-falso-anzi-vengono-sempre-piu-danneggiati\/#respond\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/robertocazzollagatti.com\/2023\/12\/06\/i-boschi-italiani-aumentano-falso-anzi-vengono-sempre-piu-danneggiati\/#respond\">Roberto Cazzolla Gatti<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto Cazzolla Gatti Se supercomputer e Intelligenza Artificiale avanzano permettendoci scoperte sensazionali sulle foreste mondiali, i boschi italiani indietreggiano a colpi di motosega Mentre col [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16272,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[3843],"tags":[619],"class_list":["post-16271","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-boschi-e-foreste","tag-boschi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16271\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16272"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}