{"id":16342,"date":"2024-01-31T19:00:00","date_gmt":"2024-01-31T18:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16342"},"modified":"2024-02-06T11:40:34","modified_gmt":"2024-02-06T10:40:34","slug":"i-dubbi-sul-progetto-del-forte-santa-caterina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/01\/i-dubbi-sul-progetto-del-forte-santa-caterina\/","title":{"rendered":"I dubbi sul progetto del Forte Santa Caterina"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Alberto Ballestriero<\/em> (VeronaPolis)<\/p>\n\n\n\n<p>Il 23 gennaio scorso alla Capannina di Porto S. Pancrazio si \u00e8 tenuta la prima e assai partecipata assemblea pubblica per presentare il progetto denominato \u201c<strong>Rigenerazione urbana, recupero e valorizzazione dell\u2019area di Forte Santa Caterina ed ex caserma sita in comune di Verona<\/strong>\u201d. L\u2019assessore Tommaso Ferrari ha spiegato gli obiettivi generali del progetto coadiuvato dal nutrito team di progettisti che ha predisposto il Masterplan. Il nuovo progetto del Forte S. Caterina cambia la destinazione di quest\u2019area: non pi\u00f9 i cosiddetti \u201cMagazzini della Cultura\u201d, un polo di notevoli dimensioni che avrebbe dovuto accogliere archivi e depositi museali di diverse istituzioni cittadine, <strong>peraltro assai fuori luogo in questo contesto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo progetto cambia le finalit\u00e0 e l\u2019obiettivo diventa la cosiddetta <strong>\u201cRigenerazione urbana\u2019<\/strong> attraverso la valorizzazione delle aree verdi in sinergia con i volumi previsti per i nuovi spazi funzionali. &nbsp;Vengono ipotizzate diverse attivit\u00e0: <strong>Polo dell\u2019inclusione \u2013 housing sociale, Polo della Conoscenza, Polo dei mestieri, Polo del cibo a Km 0, Polo Forte S. Caterina<\/strong>. Qui dovrebbero trovare posto alloggi, aule studio, laboratori artigianali, un Ostello, mercato all\u2019aperto, giardini. Il tutto comunque ancora con definizioni approssimative. Insomma, come ha rimarcato l\u2019Assessore Ferrari nelle intenzioni dell\u2019Amministrazione, emerge la \u2018sfida\u2019 per \u201c<em>indirizzare la progettazione della citt\u00e0 verso modelli pi\u00f9 sostenibili, che non tengano conto solo della rendita finanziaria.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il <strong>dichiarato desiderio di iniziare una nuova fase meritoria<\/strong> tuttavia rimangono diversi dubbi sul metodo di progettazione adottato e sugli obiettivi da raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un progetto urbanistico parte solitamente da una fase di analisi del contesto, dalla comprensione delle esigenze della comunit\u00e0 per arrivare alla valutazione delle risorse disponibili per realizzarlo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene in questa vicenda, al contrario, il progetto originario dei Magazzini della cultura \u00e8 partito <strong>dall\u2019urgenza di incamerare i fondi del PNRR<\/strong> <strong>creando dal nulla un progetto per tale scopo<\/strong>.&nbsp; Ma anche nell\u2019attuale progetto di Rigenerazione Urbana, nonostante i mutati obiettivi e la sensibile diminuzione dei volumi edificati, non vi \u00e8 traccia di quelle che sono le istanze prioritarie delle comunit\u00e0 limitrofe all\u2019area: in primis Borgo Roma e Porto S. Pancrazio-Pestrino che, <strong>per ammissione dei proponenti, non sono adeguatamente collegate al contesto che si vuole realizzare<\/strong>.&nbsp; <strong>Bene i percorsi ciclabili<\/strong> che si stanno rafforzando e che formeranno un\u2019ottima rete di collegamenti, ma che comunque saranno insufficienti per risolvere il tema delle connessioni in un\u2019area cos\u00ec strutturata. Infatti, <strong>una grande incognita rimangono quei 20 alloggi<\/strong> per housing sociale previsti per non meglio specificate persone fragili. <strong>Sappiamo che la zona \u00e8 estremamente isolata e priva dei servizi basilari<\/strong> per la vita quotidiana (bus, taxi, negozi, farmacie\u2026) e <strong>ci si chiede come potranno vivere qui persone con fragilit\u00e0<\/strong>. Come si sposteranno, come potranno ricevere quell\u2019assistenza umana costante e di servizi che solo una comunit\u00e0 urbana consolidata pu\u00f2 offrire?<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro tema critico \u00e8 costituito <strong>dalle difficolt\u00e0 di gestione future<\/strong>, peraltro sottolineate pi\u00f9 volte anche dallo stesso assessore, <strong>di un\u2019area urbanizzata ex novo in modo cos\u00ec complesso<\/strong> che richieder\u00e0 l\u2019impiego di notevoli risorse finanziarie e organizzative, che al momento non \u00e8 dato conoscere. Si tenga presente che gi\u00e0 ora un\u2019area limitrofa a questa, di propriet\u00e0 comunale come il Giarol Grande, \u00e8 stata abbandonata per diversi anni per le difficolt\u00e0 di gestione.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine non \u00e8 un caso che dubbi simili a quelli sollevati pi\u00f9 sopra vengano espressi anche <strong>nell\u2019articolo di Federica Guerra \u2018Santa revisione\u2019, apparso nell\u2019ultimo numero della<a href=\"https:\/\/architettiverona.it\/rivista\/ultimo-numero-e-archivio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> rivista Architettiverona<\/a><\/strong> (A135 pag. 105), il pi\u00f9 importante organo di analisi sui temi urbanistici veronesi. Dice la Guerra: \u201c<em>Ci sembra manchi, insomma, una visione complessiva della parte di citt\u00e0 che faccia rientrare quest\u2019area in un \u201csistema\u201d di spazi che ne promuovano una vera rigenerazione, dettata da un suo nuovo ruolo urbano.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Al Forte Santa Caterina il rischio \u00e8 quindi quello di creare un nuovo polo urbano autoreferenziale generato non da reali esigenze espresse dalla citt\u00e0 ma dal prioritario obiettivo di attingere ai fondi pubblici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alberto Ballestriero<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Coordinatore gruppo verde <a href=\"https:\/\/www.veronapolis.it\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.veronapolis.it\/\">VeronaPolis<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alberto Ballestriero (VeronaPolis) Il 23 gennaio scorso alla Capannina di Porto S. 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