{"id":16409,"date":"2024-02-29T18:24:52","date_gmt":"2024-02-29T17:24:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16409"},"modified":"2024-04-08T09:53:21","modified_gmt":"2024-04-08T07:53:21","slug":"al-via-la-campagna-tutti-i-costi-del-suolo-perduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/02\/al-via-la-campagna-tutti-i-costi-del-suolo-perduto\/","title":{"rendered":"Al via la campagna \u201cTutti i costi del suolo perduto\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u00c8 iniziata una nuova campagna nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio che, basandosi sui dati ufficiali sul consumo di suolo registrati dall&#8217;Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) tra il 2006 e il 2022, ha riassunto in un agevole foglio di calcolo tutte le cifre utili per comprendere rapidamente le trasformazioni urbanistiche avvenute in ognuno dei Comuni italiani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il lavoro del Gruppo di studio riassume gli ettari di suolo naturale perduto negli ultimi sedici anni (cio\u00e8 quanto cemento e asfalto hanno sostituito la &#8220;terra&#8221; naturale), la percentuale di superficie comunale impermeabilizzata (cio\u00e8 l&#8217;avvenuta &#8220;antropizzazione&#8221;), il costo annuale in migliaia di euro derivante dalla perdita della risorsa suolo per ciascun Comune e il debito complessivo da ciascuno accumulato. Un debito ecosistemico e ambientale, ovviamente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma anche economico-finanziario. E il &#8220;bilancio&#8221; \u00e8 drammaticamente negativo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ora questi numeri impietosi dovranno essere illustrati a ciascun Sindaco e amministrazione comunale, per riflettere e cambiare. Il Forum Salviamo il Paesaggio invita ogni persona e ogni organizzazione a scrivere ai propri amministratori: ora tocca a voi&#8230;<\/em> <em><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/02\/tutti-i-costi-del-suolo-perduto-messaggio-di-salviamo-il-paesaggio-a-tutti-gli-aderenti\/\"><strong>Come? Leggete qui.<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Casavatore \u00e8 un Comune in provincia di Napoli in cui risiedono poco pi\u00f9 di 18 mila persone su un territorio di circa 153 ettari.&nbsp;<strong>Il 91,43% di questa superficie \u00e8 oggi impermeabilizzata: non pi\u00f9 suolo ma cemento e asfalto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Casavatore non \u00e8, per\u00f2, l&#8217;unico caso eclatante che testimonia la voracit\u00e0 con cui la mano umana ha voluto sostituire la natura e assoggettarla ai propri voleri. Infatti, nella medesima provincia, anche Arzano (83,48% di suolo consumato), Melito di Napoli (81,30%), Cardito (73,72%), Torre Annunziata (72,06%), Frattaminore (71,93%) hanno ecceduto nella stessa bulimia edificatoria. Che non \u00e8 solo una caratteristica del mezzogiorno, dato che coinvolge anche l&#8217;hinterland milanese e la Brianza, con punte apicali per Lissone (71,39%), Sesto San Giovanni (68,89%), Corsico (65,73%), Cusano Milanino (65,61%), Pero (64,94%), Baranzate (63,47%), Cologno Monzese (62,64%).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;iper consumo di suolo non si limita, per\u00f2, a queste due sole aree geografiche, sufficiente leggere i dati di Lallio (67,09%) e Orio al Serio (66,67%) &#8211; entrambi in provincia di Bergamo &#8211; di Torino (65,11%), Cattolica (61,78%), Riccione (51,69%), Pescara (51,55%), Gravina di Catania (50,83%), Padova (49,76%), Villabate (Palermo, 48,67%),<\/p>\n\n\n\n<p>Forte dei Marmi (46,24%), Monfalcone (45,98%), Bari (43,22%), Spinea (Venezia, 43,22%), Udine (42,44%) e a seguire un infinito elenco.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggendo questi semplici dati, immaginiamo che molti saranno stati colti da stupore e anche preoccupazione. Eppure non si tratta di cifre appena elaborate e ancora non conosciute:&nbsp;<strong>sono precisi riscontri facilmente desumibili da anni, grazie ai puntuali monitoraggi di ISPRA<\/strong>. Dati, per\u00f2, su cui minima \u00e8 stata, finora, l&#8217;attenzione analitica da parte di amministratori, operatori dell&#8217;informazione e opinione pubblica: una situazione che ha spinto un apposito Gruppo di Lavoro del Forum Salviamo il Paesaggio a riprendere e sviluppare questa massa di informazioni per ciascun Comune attraverso un ricalcolo dei dati del consumo di suolo registrato annualmente dal 2016 al 2022, dando loro una forma e valori anche di tipo squisitamente economico-finanziario, secondo i parametri indicati dalla stessa ISPRA (che &#8211; \u00e8 forse utile ricordarlo &#8211; \u00e8 un Ente dello Stato che svolge istituzionalmente attivit\u00e0 di consulenza e supporto tecnico-scientifico per il ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non ci sono &#8220;manipolazioni&#8221; di alcun tipo: i dati ufficiali di ISPRA chiunque li pu\u00f2 facilmente verificare<\/strong> qui: https:\/\/www.snpambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/consumo_suolo_estratto_dati_2023_anni_2006-2022.xlsx <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mentre la tabella con i dati di ognuno dei Comuni italiani elaborata dal Forum \u00e8 a disposizione di&nbsp;chiunque voglia analizzarli e approfondirli&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/DATI_Costi_Servizieco_SINTESI.pdf\" target=\"_blank\" id=\"\" rel=\"noreferrer noopener\">IN QUESTO FILE<\/a>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>NOTA BENE: il file excel, completo di tutti i dati e le annualit\u00e0 per ciascun Comune italiano lo potete scaricare dal sito, al fondo dell&#8217;articolo:&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/02\/tutti-i-costi-del-suolo-perduto-messaggio-di-salviamo-il-paesaggio-a-tutti-gli-aderenti\/\" target=\"_blank\" id=\"\" rel=\"noreferrer noopener\">LINK<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>COSA SONO I COSTI ECOSISTEMICI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La perdita di suolo genera un &#8220;danno&#8221; non soltanto sotto il facilmente intuibile profilo ambientale, ma anche sotto quello economico-finanziario: un aspetto, purtroppo, poco valutato dalle nostre amministrazioni. Proviamo a spiegarlo:&nbsp;<strong>il suolo (&#8220;strumento&#8221; essenziale per contrastare il cambiamento climatico) fornisce molteplici preziosi servizi ecosistemici<\/strong>, in particolare: stoccaggio e sequestro di carbonio, qualit\u00e0 degli habitat, produzione agricola, produzione di legname, impollinazione, regolazione del microclima, rimozione di particolato e ozono, protezione dall\u2019erosione, regolazione del regime idrologico, disponibilit\u00e0 di acqua, purificazione dell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Per essere pi\u00f9 espliciti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>&nbsp;ogni ettaro di suolo libero assorbe circa 90 tonnellate di carbonio;<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>ogni ettaro di suolo libero \u00e8 in grado di drenare 3.750.000 litri d\u2019acqua;<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>ogni ettaro di suolo libero, coltivato, pu\u00f2 sfamare 6 persone per un anno.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni, ISPRA \u00e8 riuscita a stimare un costo annuale per ettaro derivante dalla perdita dei servizi ecosistemici, composto da due valori:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>valore del flusso di servizio che il suolo non sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di assicurare;<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>valore dello stock di risorsa perduta.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Il costo \u00e8 stato quantificato complessivamente tra 79.000 e 97.000 euro l\u2019anno per ciascun ettaro di terreno libero che viene impermeabilizzato<\/strong>.<br>Per facilitare i calcoli, il Forum Salviamo il Paesaggio ha&nbsp;<strong>adottato il valore medio (e &#8220;prudente&#8221;) di 88.000,00 euro per ciascun ettaro di suolo consumato\/impermeabilizzato<\/strong>, che sarebbe opportuno inserire come costo nei bilanci sociali\/bilanci di sostenibilit\u00e0\/bilanci ambientali annuali dei nostri Comuni, a partire dall\u2019annualit\u00e0 in cui il consumo di suolo viene accertato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA METODOLOGIA DI CALCOLO DEI COSTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ancora un dato importante: se un Comune consuma un ettaro di suolo libero quest&#8217;anno,<\/p>\n\n\n\n<p><strong>il costo ecosistemico sopra descritto si traduce in un costo &#8220;monetario&#8221; (cio\u00e8 un &#8220;esborso&#8221;) che incide su quest&#8217;anno ma anche su quello successivo e su quello ancora successivo e cos\u00ec via<\/strong>. Forma, cio\u00e8, un debito che si accumula e si aggiunge al nuovo consumo di suolo di ciascun anno a venire.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto chiaro? Forse non troppo&#8230; allora aggiungiamo ancora un elemento: il costo patito non \u00e8 soltanto dato (e sarebbe gi\u00e0 parecchio&#8230;) dalla somma dei costi totali registrati annualmente dal 2006 al 2022, ma il costo totale registrato fino all&#8217;anno precedente sommato al costo effettivo dell&#8217;anno in esame.&nbsp;<strong>Il totale forma il &#8220;debito&#8221; complessivo: un totale spaventoso<\/strong>.<br>E allora&#8230; spaventiamoci! Forse cos\u00ec tutte e tutti avremo chiaro cosa significa sacrificare anche solo un grammo o metro quadrato di suolo per una nuova edificazione, una nuova strada ecc. ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno potr\u00e0 pensare che l&#8217;attribuzione di un costo e un debito complessivo al consumo di suolo sia da considerarsi come un puro &#8220;<em>esercizio di stile<\/em>&#8220;, certamente utile dal punto di vista analitico ma poco concreto poich\u00e9, in realt\u00e0, le amministrazioni pubbliche non devono effettuare un vero esborso di cassa (che altrimenti avrebbe gi\u00e0 messo in default tutti i Comuni!).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero: non c&#8217;\u00e8 uscita di cassa, non c&#8217;\u00e8 pagamento n\u00e8 saldo &#8220;fisico&#8221;. Ma il costo e il debito ci sono, eccome. Basti pensare a quanti miliardi di euro sono stati necessari soltanto per tamponare i danni causati dai pi\u00f9 recenti eventi estremi che hanno colpito l&#8217;Italia:&nbsp;<strong>negli ultimi 14 anni&nbsp;<\/strong>(fonte&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/italia-sempre-piu-rischio-alluvioni-ultimi-14-anni-684-allagamenti-e-86-frane-piogge-intense-166-esondazioni-fluviali-AFQythnB\" target=\"_blank\" id=\"\" rel=\"noreferrer noopener\">IlSole24Ore<\/a>)&nbsp;<strong>si sono registrati 684 allagamenti, 86 frane, 166 esondazioni fluviali che sono costati nel periodo 2013\/2023 oltre 13,8 miliardi di euro in fondi per la gestione delle sole<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>emergenze meteo-climatiche&nbsp;<\/strong>(dati Protezione civile). Aggiungiamo i dati sui danni causati dalla&nbsp;<strong>siccit\u00e0&nbsp;<\/strong>e su tutto ci\u00f2 che il&nbsp;<strong>riscaldamento globale&nbsp;<\/strong>causer\u00e0 nei prossimi anni e decenni ed ecco ritrovati i nostri costi ecosistemici derivanti dalla perdita di suolo libero!<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordandoci anche che il&nbsp;<strong>rischio idrogeologico&nbsp;<\/strong>oggi pende come una spada affilata su 1,3 milioni di persone che vivono in aree definite a elevato rischio di frane e smottamenti e che pi\u00f9 di 6,8 milioni di persone sono a rischio medio o alto di alluvione (dati Ispra).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AGGIUNGIAMO ANCORA QUALCHE SPUNTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1.&nbsp;<strong>Negli ultimi anni il consumo di suolo nel nostro intero Paese \u00e8 diminuito<\/strong>, passando da un ritmo di 8 metri quadrati al secondo a 2,4 metri quadrati al secondo. Questa riduzione non rappresenta, per\u00f2, una linea discendente costante, tanto che&nbsp;<strong>dal 2019 \u00e8 tornato a crescere<\/strong>. Le crisi internazionali e di mercato non sono dunque sufficienti ad arrestare la perdita di suolo libero e&nbsp;<strong>praticamente tutti i Piani Regolatori comunali continuano a prevedere nuove possibili espansioni edilizie<\/strong>. Senza contare la &#8220;normalit\u00e0&#8221; delle continue&nbsp;<strong>Varianti&nbsp;<\/strong>adottate su richiesta di privati investitori.<\/p>\n\n\n\n<p>2.&nbsp;<strong>Il 29,7% delle abitazioni oggi esistenti in Italia (oltre 10 milioni su un totale di circa 36 milioni, secondo le fonti ISTAT 2019) risultano non occupate<\/strong>. L&#8217;articolo 42 della nostra Costituzione ci ricorda che lo Stato riconosce e tutela la propriet\u00e0 privata ma soltanto entro ben determinati limiti, allo scopo di assicurarne la funzione sociale.&nbsp;<strong>Qual \u00e8 la funzione sociale di un&#8217;abitazione non abitata?<\/strong>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>3. I dati demografici indicano la&nbsp;<strong>decrescita della popolazione italiana<\/strong>, per la prima volta scesa sotto i 59 milioni di residenti (Censimento ISTAT 2022).<\/p>\n\n\n\n<p>4.&nbsp;<strong>Il Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranit\u00e0 alimentare e delle foreste ci ricorda che il nostro Paese \u00e8 in grado, oggi, di produrre appena l\u201980-85% del proprio fabbisogno primario alimentare, contro il 92% del 1991<\/strong>. Significa che se, improvvisamente, non avessimo pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di importare cibo dall\u2019estero,&nbsp;<strong>ben 20 italiani su 100 rimarrebbero a digiuno&nbsp;<\/strong>e che quindi, a causa della perdita di suoli fertili (dalla Pianura Padana all\u2019agro romano o campano), il nostro Paese oggi non \u00e8 in grado di garantire ai propri cittadini la sovranit\u00e0 alimentare. Il deficit riguarda in particolare frumento tenero (meno 64%) e frumento duro (meno 40%) destinato alla produzione di pasta, mais (meno 47%), latte (meno 25%), carne (meno 45%), secondo i dati Ismea.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora questi dati sono a disposizione di ogni cittadina\/o: studiateli a fondo,&nbsp;<strong>compilate il box che compare in questa \u201c<\/strong><strong><em>Lettera per il mio Sindaco\u201d<\/em><\/strong><strong>&nbsp;(<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lettera_Tipo_Forum_SiP_Costi_ecosistemici_Comuni_2024.pdf\" target=\"_blank\" id=\"\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>&nbsp;versione classica,&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/LetteraAiSindaci_elezioni.pdf\" target=\"_blank\" id=\"\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>&nbsp;versione per i Comuni che andranno alle urne)&nbsp;<\/strong><strong>e inviatela ai vostri amministratori e ai media locali<\/strong>: ragionando su cifre accertate<\/p>\n\n\n\n<p>Forse sar\u00e0 pi\u00f9 semplice decidere che il suolo che ci resta \u00e8 il futuro della nostra comunit\u00e0!&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Che si apra ora un dibattito. Costruttivo, questo s\u00ec&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Per ulteriori delucidazioni e approfondimenti:&nbsp;<\/em><br><strong><em>Massimo Mortarino,<\/em><\/strong><em>&nbsp; Coordinamento nazionale del Forum SALVIAMO IL PAESAGGIO<\/em><br><em>Tel. 339\/7953173 \u2013 E-mail:&nbsp;<\/em><a target=\"_blank\" href=\"mailto:mmortarino@libero.it\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>mmortarino@libero.it<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 iniziata una nuova campagna nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio che, basandosi sui dati ufficiali sul consumo di suolo registrati dall&#8217;Istituto Superiore per la [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16410,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126],"tags":[55,124,1928],"class_list":["post-16409","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","tag-cementificazione","tag-consumo-di-suolo","tag-forum-salviamo-il-paesaggio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16409","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16409"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16409\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16410"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16409"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16409"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16409"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}