{"id":16520,"date":"2024-04-30T22:02:13","date_gmt":"2024-04-30T20:02:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16520"},"modified":"2024-04-30T22:10:00","modified_gmt":"2024-04-30T20:10:00","slug":"mobilita-salute-tutela-del-suolo-e-del-paesaggio-e-la-nuova-tangenziale-di-asti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/04\/mobilita-salute-tutela-del-suolo-e-del-paesaggio-e-la-nuova-tangenziale-di-asti\/","title":{"rendered":"Mobilit\u00e0, salute, tutela del suolo e del paesaggio: e la nuova tangenziale di Asti?"},"content":{"rendered":"\n<p>Marted\u00ec 9 aprile il Consiglio comunale di Asti si \u00e8 riunito in Seduta Aperta per ospitare le riflessioni di molti rappresentanti civici sui progetti per il Collegamento Asti Sud-Ovest (C.A.S.O.). Vi proponiamo l&#8217;intervento di Daniele Allara a nome del Movimento Stop al Consumo di Territorio\/Forum Salviamo il Paesaggio e della Rete Asti Cambia che propone una rilettura complessiva delle ipotesi formulate dall&#8217;ANAS: partire dai veri bisogni della citt\u00e0 a prescindere dai fondi stanziati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo il testo integrale dell&#8217;intervento, anche consegnato come memoria scritta all&#8217;attenzione dell&#8217;intero Consiglio comunale, diametralmente opposto rispetto alle posizioni espresse &#8211; ad esempio &#8211; dall&#8217;Unione Industriale di Asti.<\/strong><br><br><em>Vi ringrazio innanzitutto per l\u2019invito, che ci consente di esprimere alcune valutazioni sul progetto del collegamento Sud\/Ovest a nome del Movimento Stop al Consumo di Territorio Astigiano\/Forum Salviamo il Paesaggio e dell\u2019intera Rete di Asti Cambia.<\/em><br><br><em>Ci sono alcuni aspetti su cui crediamo sia necessaria una riflessione attenta <strong>a prescindere dal fatto che in questo momento la citt\u00e0 disponga di cinque ipotesi progettuali elaborate dall\u2019ANAS e un rilevante finanziamento da parte del CIPES<\/strong>; ci riferiamo ai vantaggi \u2013 ambientali e sociali \u2013 di cui necessita Asti. In particolare ne evidenziamo due che, ripetiamo, riteniamo occorra valutare con estrema obiettivit\u00e0.<\/em><br><br><em><strong>Il primo riguarda il rapporto delicatissimo tra mobilit\u00e0 e salute,<\/strong> cio\u00e8 la situazione connessa all\u2019emergenziale condizione dell\u2019inquinamento atmosferico urbano.<\/em><br><em><strong>Il secondo, peraltro non scollegato, concerne la funzione del suolo naturale per il benessere ecosistemico e umano<\/strong>.<\/em><br><br><em>Potrebbe apparire come una riflessione teorica, ma a nostro parere si tratta, invece, del punto di partenza di un corretto approccio al problema; <strong>sarebbe erroneo ridurre la questione al semplice dilemma su quale strada sia meglio realizzare<\/strong>, senza porci il quesito superiore: quali sono le vere criticit\u00e0 su cui agire?<\/em><br><br><strong><em>Sentiamo dire che Asti ha bisogno di \u201cspostare\u201d parte del traffico veicolare privato verso le periferie.<\/em><\/strong><br><strong><em>Perch\u00e9?<\/em><\/strong><br><em>Vogliamo dire che il traffico urbano \u00e8 oggi cos\u00ec congestionato da paragonarci alle insidie di una metropoli?<\/em><br><em>E su quali dati basiamo questa affermazione? Conosciamo i dati sul traffico odierno, ovvero quante auto\/ora transitino in ingresso e quante di queste non si dirigano dalla periferia alla citt\u00e0 ma da un lato al suo opposto?<\/em><br><em>Se questi dati sono noti, che vengano allora resi pubblici per tutte le opportune valutazioni di tecnici e semplici cittadini\u2026<\/em><br><br><em>Noi oggi sappiamo con certezza solo che <strong>Asti \u00e8 uno dei capoluoghi di provincia dell\u2019Italia intera afflitto dal pi\u00f9 alto tasso di rischio sanitario collegato al grave fenomeno dell\u2019inquinamento dell\u2019aria<\/strong>, di cui le emissioni veicolari rappresentano uno dei fattori pi\u00f9 rilevanti.<\/em><br><em>Poich\u00e8 \u201c<\/em>prevenire \u00e8 meglio che curare<em>\u201d, un obiettivo primario dovrebbe essere quello di ridurre le emissioni e non di spostarle di pochi metri o chilometri grazie ad una nuova via tangenziale che non toglierebbe neppure un\u2019auto (e le sue emissioni) dalle strade ma, semplicemente, le porterebbe \u201c<\/em>un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0<em>\u201d, senza incidere sul vero problema.<\/em><br><br><em>Capovolgendo quindi la riflessione progettuale, e potendo riflettere su precisi dati rilevati, a nostro avviso la questione andrebbe analizzata attraverso un differente approccio: <strong>quali azioni\/strategie possiamo e dobbiamo mettere in campo per ridurre drasticamente l\u2019ingresso di mezzi privati in citt\u00e0<\/strong> (che rappresenta, secondo noi, il vero problema) e per stimolare una mobilit\u00e0 non urbana su trasporto pubblico?<\/em><br><em>Qui i 104 milioni del CIPES, che si aggiungono ai 40 milioni di euro gi\u00e0 stanziati nel 2022, ci farebbero molto comodo per ipotizzare risposte ben diverse dal collegamento sud\/ovest: <strong>metropolitana leggera sfruttando le linee ferroviarie gi\u00e0 riattivate, riprogrammazione di una rete capillare del Trasporto Pubblico Locale, nuova definizione delle linee urbane, piste ciclabili a rete, servizi di mob<\/strong>ilit\u00e0 collettiva e soprattutto un piano strategico di sensibilizzazione, comunicazione ed educazione rivolto alla cittadinanza, capace di stimolare un vero cambiamento nelle nostre abitudini in tema di mobilit\u00e0.<\/em><br><br><em>Ricordiamo che i trasporti generano un quarto delle emissioni di gas a effetto serra e il 70% di esse sono causate dall&#8217;auto privata. Dato che ha indotto l&#8217;Unione Europea ad emanare una Strategia che ha l&#8217;obiettivo, entro il 2030, di ridurre le sue emissioni nette di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990. Per contribuire all&#8217;obiettivo, il settore dei trasporti deve subire una trasformazione che richieder\u00e0 una riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050, con step progressivi a cui gli Stati membri sono obbligati.<\/em><br><strong><em>Una nuova tangenziale risponde a questi obiettivi?<\/em><\/strong><br><br><em>Il secondo aspetto che vogliamo richiamarVi questa sera riguarda il <strong>consumo di suolo.<\/strong> Anche in questo caso occorre ricordare che \u00e8 in discussione una <strong>Proposta di Direttiva Europea sul suolo<\/strong> che indica con chiarezza che \u201c<\/em>il consumo di suolo arreca un danno permanente all\u2019ambiente<em>\u201d.<\/em><br><em>A livello nazionale il Piano per la transizione ecologica (PTE), trasmesso dall&#8217;Italia all\u2019Unione Europea, ha fissato l\u2019obiettivo di giungere a un consumo netto pari a zero entro il 2030, allineandosi alla data fissata dall\u2019Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile.<\/em><br><em>Non sono dati trascurabili: significa che l\u2019Unione Europea intende tutelare il suolo naturale e che anche l\u2019Italia si \u00e8 impegnata a fare la sua parte.<\/em><br><strong><em>E Asti no?<\/em><\/strong><br><em>Per essere ancora pi\u00f9 chiari: tutte e cinque le ipotesi progettuali definite dall\u2019ANAS prevedono impatti molto rilevanti sul suolo naturale esistente, sia in termini di impermeabilizzazione perenne e sia sotto il profilo dei prevedibili numerosi cantieri temporanei.<\/em><br><em><strong>Il collegamento sud\/ovest andr\u00e0 a devastare prati, colline, coltivi, intere aziende agricole, paesaggio<\/strong>. Una situazione che confligge pesantemente con gli orientamenti indicati dall\u2019Unione Europea e che fatichiamo a ritenere come un\u2019opera indispensabile tale da giustificare una deroga dagli impegni assunti dal nostro Paese.<\/em><br><br><em>Vi ricordiamo che la perdita di suolo genera un &#8220;danno&#8221; non soltanto sotto il facilmente intuibile profilo ambientale, ma anche sotto quello economico-finanziario: un aspetto, purtroppo, poco valutato dalle nostre amministrazioni. Il suolo \u00e8 uno &#8220;strumento&#8221; essenziale per contrastare il cambiamento climatico e fornisce molteplici preziosi servizi ecosistemici, in particolare: stoccaggio e sequestro di carbonio, qualit\u00e0 degli habitat, produzione agricola, produzione di legname, impollinazione, regolazione del microclima, rimozione di particolato e ozono, protezione dall\u2019erosione, regolazione del regime idrologico, disponibilit\u00e0 di acqua, purificazione dell\u2019acqua.<\/em><br><em><strong>La perdita di suolo, cio\u00e8 la sua impermeabilizzazione, rappresenta dunque un costo anche in volgare moneta<\/strong>: l\u2019Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), Ente scientifico dello Stato, lo ha calcolato pari a 88 mila euro per ogni ettaro di suolo consumato. Suolo che perde tutte le sue funzioni, vitali per l\u2019essere umano.<\/em><br><br><em><strong>Oggi dovremmo preoccuparci di aggiungere suolo e spazi verdi naturali, non certamente eliminarli<\/strong>. Tanto meno per progetti che non offrono altri contributi utili al benessere di una comunit\u00e0.<\/em><br><em>Per questi motivi, qui appena accennati per ovvie esigenze di orario, vogliamo esprimere a tutta la cittadinanza &#8211; e, ovviamente, all\u2019intero consiglio comunale &#8211; <strong>l\u2019invito accorato a voler riflettere con cautela e provvedere ad ulteriori approfondimenti non sulle singole ipotesi prospettate da ANAS ma sui reali bisogni della citt\u00e0 e su soluzioni alternative<\/strong> che, se basate su strategie di medio\/lungo termine, sono alla nostra portata.<\/em><br><strong><em>Se, naturalmente, lo vogliamo.<\/em><\/strong><br><br><em>Restiamo a Vostra disposizione per ogni ulteriore opportuno approfondimento e Vi ringraziamo per l\u2019attenzione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 9 aprile il Consiglio comunale di Asti si \u00e8 riunito in Seduta Aperta per ospitare le riflessioni di molti rappresentanti civici sui progetti per [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16521,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[6],"tags":[3232,2488],"class_list":["post-16520","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-piemonte","tag-asti","tag-tangenziali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16520"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16520\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}