{"id":16634,"date":"2024-07-02T10:36:56","date_gmt":"2024-07-02T08:36:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16634"},"modified":"2024-07-06T22:28:32","modified_gmt":"2024-07-06T20:28:32","slug":"vittorio-peretto-la-liberazione-estetica-del-giardino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/07\/vittorio-peretto-la-liberazione-estetica-del-giardino\/","title":{"rendered":"Vittorio Peretto: la liberazione estetica del giardino"},"content":{"rendered":"\n<p>Di <em>Maurizio De Caro<\/em> (pubblicato su One Magazine Listone Giordano)<\/p>\n\n\n\n<p>Vittorio Peretto, nato a Milano, in una famiglia che si tramanda dai tempi del bisnonno giardiniere in una villa neoclassica di Valdagno (Vi), delle piante di Convallaria japonica. Una sorta di testimone vegetale, erbaceo, secolare, passato di padri in figli senza interruzioni fino all\u2019attuale quinta generazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In dieci pagine tracciate in punta di matita con piccoli disegni, e il tratto di scrittura sicuro e pieno di grazia, l\u2019Autore ci consegna un <strong>minuscolo e profondo trattato sull\u2019essenza stessa del \u201cfare giardino, del fare paesaggio\u201d<\/strong>, da <em>Originalit\u00e0-Eredit\u00e0<\/em>, passando per <em>lontananza<\/em> fino a <em>comunicazione-contaminazione, <\/em>un viaggio pieno di stupori, denso e circostanziato.<\/p>\n\n\n\n<p>Da molto tempo non leggevamo con tale emozione un testo, che \u00e8 al contempo viaggio di formazione e pausa di riflessione.<\/p>\n\n\n\n<p>Peretto ci racconta in poche parole quanto sia una forma di benessere psico-fisico, avere la fortuna e la piacevolezza di guardare (e forse essere guardati) da ogni <strong>essenza naturale, vivente<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/peretto-edited.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16637\" width=\"419\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/peretto-edited.png 950w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/peretto-edited-300x225.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/peretto-edited-768x576.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">      Vittorio Peretto, architetto paesaggista &#8211; ph Altitudini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Respiro silenzioso del mondo, compagne delle nostra evoluzione umana e della ricerca per il futuro, nella lentezza, premio e dono presente in ogni condizione ambientale che coinvolga gli esseri umani, tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste poche pagine si legge la passione e l\u2019impegno dell\u2019autore per la creazione di luoghi migliori, dove <strong>architettura e paesaggio possano finalmente convivere in uno stato di perenne scambio<\/strong> antropologico, in un percorso etico significativo e irrinunciabile, fino a trovare quella libert\u00e0 dove l\u2019esperienza umana raggiunge il suo punto alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo anche riconoscere la totale assenza di retorica e di facile accettazione dei percorsi pi\u00f9 alla moda di Peretto, una visione laterale, non manieristica, non estetizzante o facile da metabolizzare, in queste righe non a caso&nbsp;vergate a mano, c\u2019\u00e8 l\u2019invito a guardarsi dentro per poi poter modificare quello che c\u2019\u00e8 fuori, intorno a noi, e in questa crasi si raggiunge la perfetta sintesi di cui la contemporaneit\u00e0 e l\u2019antropocene hanno bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco l\u2019attualit\u00e0 di questa boccata d\u2019aria fresca, cristallina, balsamica, ed infatti Peretto afferma senza difficolt\u00e0 che <em>\u201c<strong>in natura tutto ha una logica<\/strong>\u201d, <\/em>e come dargli torto, se ci invita a guardare al mondo con occhi meno velati dalla nebbia costante, che non ci fa godere delle <strong>meraviglie che abbiamo ricevuto in dono (ancora per poco), senza avere alcun merito, anzi attaccando i paesaggi solo per violentarli, distruggerli, renderli insopportabilmente artificiali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui le trame ordite dall\u2019architettura moderna e contemporanea si intravedono tutte, un processo di sostituzione tra naturalit\u00e0 e artificio che ha impedito ai fruitori della <em>\u201ccitt\u00e0 dell\u2019adesso, istantanea\u201d<\/em>, di mantenere almeno la nostalgia del paesaggio, come se fosse una contraddizione in termini con la teorizzazione del progetto urbano attuale.<\/p>\n\n\n\n<p>I drammi epocali del pianeta hanno cominciato a farci riflettere su alcuni argomenti che non sono mai stati attuali come negli ultimi venti o trent\u2019anni, <strong>\u201cil paesaggio tutto contiene e tutto trattiene scritto\u201d<\/strong> afferma Martin Pollack, e queste ferite sono difficili da sanare, se non troviamo le cure adatte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo breve saggio, unitamente all\u2019opera di qualche decennio di Peretto ci indica una soluzione, ci chiede, e lo chiede agli architetti, quell\u2019attenzione che \u00e8 mancata nell\u2019affrontare i temi urgenti<\/strong>, grandi e piccoli, e ci chiede ad ogni rigo del suo testo di coltivare nuove meraviglie, in un <strong>progetto di vera e beuysiana <em>\u201cdifesa della natura\u201d,<\/em> prima che sia troppo tardi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste <em><strong>\u201clibere riflessioni sulla libert\u00e0 del giardino\u201d<\/strong>, <\/em>\u00e8 una lettura che toglie l\u2019ansia e produce comunque una qualche forma di serenit\u00e0, che si esplicita nelle pagine bianche che sono lasciate al lettore affinch\u00e9 le riempia di qualche idea, di qualche silenzio, di qualche nota, insomma la parola fine \u00e8 ancora lungi dall\u2019essere scritta ma, questo non ci impedisce, di continuare ad <strong>ascoltare il silenzio frenetico del grande giardino che ci circonda<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Maurizio De Caro (pubblicato su One Magazine Listone Giordano) Vittorio Peretto, nato a Milano, in una famiglia che si tramanda dai tempi del bisnonno 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