{"id":16663,"date":"2024-07-12T00:05:18","date_gmt":"2024-07-11T22:05:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16663"},"modified":"2024-07-15T23:39:46","modified_gmt":"2024-07-15T21:39:46","slug":"aree-idonee-per-pannelli-solari-e-pale-eoliche-sicuri-di-voler-festeggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/07\/aree-idonee-per-pannelli-solari-e-pale-eoliche-sicuri-di-voler-festeggiare\/","title":{"rendered":"\u201cAree idonee\u201d per pannelli solari e pale eoliche: sicuri di voler festeggiare?"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Paolo Pileri<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/aree-idonee-per-pannelli-solari-e-pale-eoliche-sicuri-di-voler-festeggiare\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/altreconomia.it\/aree-idonee-per-pannelli-solari-e-pale-eoliche-sicuri-di-voler-festeggiare\/\">Altreconomia<\/a> 08.07.2024<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u00c8 stato pubblicato il decreto governativo che disciplina chi e come debba definire le aree idonee a posizionare pannelli e pale eoliche. Il rischio di iniquit\u00e0, impatti sociali, ecologici e ambientali e di nuovi consumi di suolo \u00e8 concreto, osserva il prof. Pileri. Sacrificando le uniche due procedure per arginare il degrado ambientale, a vantaggio di pochi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In diversi festeggiano per il <strong><a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2024\/07\/02\/24A03360\/SG\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2024\/07\/02\/24A03360\/SG\">decreto aree idonee del 21 giugno scorso<\/a><\/strong>, ovvero il decreto che fissa chi e come deve definire le aree idonee a posizionare pannelli solari e pale eoliche (entrato in vigore lo scorso 4 luglio dopo pubblicazione su gazzetta ufficiale n. 153). Inviterei a valutare bene che cosa sta succedendo perch\u00e9 non mi pare sia tutto oro quel che esce dal cilindro. Ovvio che piace al fronte degli energetici e degli investitori in rinnovabili, ma questo non basta per dire che sia immune dalla produzione di <strong>iniquit\u00e0, di impatti sociali, ecologici e ambientali<\/strong> e che non avvii nuovi consumi di suolo. Spieghiamo il perch\u00e9, con calma e <strong>sempre ricordando a tutte e tutti che le prime e uniche aree idonee sono quelle gi\u00e0 asfaltate o costruite<\/strong>, sempre che non siano vincolate paesaggisticamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dalla <strong>definizione di aree idonee<\/strong> che rimane un compito delegato alle Regioni (art. 1, c. 2, pt. a): \u201cle aree in cui \u00e8 previsto un iter accelerato e agevolato per la costruzione ed esercizio degli impianti a fonti rinnovabili e delle infrastrutture connesse secondo le disposizioni vigenti di cui all\u2019art. 22 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199;\u201d. A parte il fatto <strong>che a descrivere le aree \u00e8 un iter e non la sostanza di cui sono fatte le aree<\/strong> (e questo \u00e8 gi\u00e0 una bizzarria che, peraltro, senza dirlo lascia spazio ad altra bizzarria: le 20 Regioni definiranno 20 idoneit\u00e0 diverse), iniziamo con il dire quanto \u00e8 ancora doloroso quel rimando ad altra legge (titolo: \u201cProcedure autorizzative specifiche per le aree idonee\u201d), con tanto di imbarazzante problema (che denunciamo da tempo).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201c1.<\/strong> La costruzione e l\u2019esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nelle aree idonee sono disciplinati secondo le seguenti disposizioni: a) nei procedimenti di autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili su aree idonee, ivi inclusi quelli per l\u2019adozione del provvedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via), l\u2019autorit\u00e0 competente in materia paesaggistica si esprime con parere obbligatorio non vincolante. Decorso inutilmente il termine per l\u2019espressione del parere non vincolante, l\u2019amministrazione competente provvede comunque sulla domanda di autorizzazione; b) i termini delle procedure di autorizzazione per impianti in aree idonee sono ridotti di un terzo. <strong>1-bis.<\/strong> La disciplina di cui al comma 1 si applica anche, ove ricadenti su aree idonee, alle infrastrutture elettriche di connessione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e a quelle necessarie per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, qualora strettamente funzionale all\u2019incremento dell\u2019energia producibile da fonti rinnovabili. <strong>1-ter.<\/strong> La disciplina di cui al comma 1 si applica altres\u00ec, indipendentemente dalla loro ubicazione, alle infrastrutture elettriche interrate di connessione degli impianti di cui medesimo comma 1\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza che si dice? <strong>Appena le Regioni avranno deliberato le aree idonee<\/strong> (tra sei mesi, se va bene), per gli impianti fotovoltaici, agrivoltaici ed eolici <strong>la Valutazione di impatto ambientale, <\/strong>laddove prevista, varr\u00e0 come il due di picchevisto che, per decreto, chi dovr\u00e0 esprimersi parler\u00e0 al nulla: il suo <strong>parere<\/strong> <strong>non sar\u00e0 vincolante<\/strong> e pure affrettato. Insomma, l\u2019autorit\u00e0 competente lavorer\u00e0 a vuoto: e allora perch\u00e9 mai dovr\u00e0 lavorare? A beneficio di chi e di che cosa? Saranno risparmiate dalla Via anche le opere di movimentazione terra per realizzare i tunnel chilometrici per portare i cavi per l\u2019elettricit\u00e0 alle cabine \u201cinfrastrutture elettriche interrate di connessione\u201d e\/o quelle per raggiungere le cabine di raccolta nazionale. C\u2019\u00e8 da fare festa? No. <strong>Con due decreti sono riusciti ancora a imbavagliare la Valutazione di impatto ambientale&nbsp;<\/strong>e questo non va bene affatto. Le compagini politiche ambientaliste non hanno nulla di cui festeggiare perch\u00e9 accettare che la corsa alle rinnovabili renda legittimo l\u2019azzeramento della Via \u00e8 semplicemente grave e apre a successive richieste pericolose davanti alle quali sar\u00e0 ora pi\u00f9 difficile dire che non si \u00e8 d\u2019accordo. Perch\u00e9 non scontare la Via anche ad altre opere \u201cambientali\u201d come ponti ferroviari sul mare, ecogasdotti, centrali a biomassa, caserme dei carabinieri forestali o, magari pure depositi di rifiuti?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Via e Valutazione ambientale strategica (Vas) sono sacre e rimangono le uniche due procedure per arginare il degrado ambientale ed \u00e8 grave decidere di eliminarle\/scontarle\/zittirle. Sono gi\u00e0 oggetto di continuo attacco e molte fatte giusto per farle (specie le Vas). Se addirittura le inertizziamo per decreto, non rimane pi\u00f9 nulla per arginare il declino. <strong>Semmai il governo attuale avrebbero dovuto moltiplicare gli investimenti cos\u00ec da qualificare meglio e ampliare la rosa dei tecnici nei ministeri preposti a verificare queste Via e Vas<\/strong>. Questo andava fatto, approfittando della grande palestra offerta dalla transizione energetica e dagli extraprofitti che questo mondo incasser\u00e0 e da cui si sarebbe potuto generare un fondo pubblico per una <em>task force <\/em>dedicata a Via e Vas. Invece hanno fatto l\u2019esatto contrario: depotenziato lo strumento e non irrobustito i suoi tecnici. C\u2019\u00e8 poco da essere contenti. Lo saranno forse gli energetici della transizione veloce a qualunque costo (sempre che non facciano pannelli e pali in fianco alle loro case al mare o ai monti). Lo sar\u00e0 la generazione degli speculatori <em>eco green<\/em>. Lo saranno quelli del \u201cmeglio cos\u00ec che le energie fossili\u201d. Ma chiedete a quanti dovranno cedere le loro terre per ospitare le rinnovabili, se sono contenti come voi. Chiedete a chi si vedr\u00e0 una pala eolica a due passi da casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro per cui non stare allegri per nulla. <strong>Il decreto governativo suggerisce alle Regioni di considerare idonee le \u201c<\/strong><strong>aree a destinazione industriale, artigianale, per servizi e logistica\u201d<\/strong> (art. 7, c. 2, pt. b). Qui ci sono due gravi problemi. Il primo: un\u2019area a cui \u00e8 assegnata una destinazione urbanistica \u00e8, a <strong>oggi e al 90%, un suolo completamente libero e spesso in buona salute<\/strong>. Non ha nulla di compromesso solo perch\u00e9 il piano urbanistico ne prevede la trasformazione ad altro uso. Potenzialmente potrebbe addirittura diventare prato o bosco e concorrere ad accrescere la quota di aree da riportare a livello di buona naturalit\u00e0 per il regolamento Ue della \u201cNature restoration law\u201d. Invece qui, con il solito fare all\u2019italiana, il decreto <strong>fa passare la \u201cprevisione\u201d di trasformazione per qualcosa che ha gi\u00e0 degradato quell\u2019area <\/strong>e quindi, ope legis, decide di salvarla rendendola idonea per impianti fotovoltaici.&nbsp;Scientificamente inaccettabile. Anzi apre a un pericoloso e perverso giochino: si fa una variante di piano trasformando un\u2019area agricola in area logistica e poi si chiede alla Regione di aggiornare la carta delle aree idonee e cos\u00ec si ottiene la possibilit\u00e0 di installare i lucrosi pannelli.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutto questo, vi \u00e8 anche sotto traccia la gravit\u00e0 che <strong>a prevalere nelle decisioni di idoneit\u00e0 delle aree sia sempre e solo un criterio amministrativo e non uno ambientale n\u00e9 ecologico<\/strong>. Nel decreto <strong>l\u2019idoneit\u00e0 non passa dall\u2019analisi eco-pedologica di suoli<\/strong>: non vedo che cosa ci sia da festeggiare. La seconda cosa tocca il tema dell\u2019equit\u00e0. <strong>Favorendo l\u2019idoneit\u00e0 alle aree previste per logistica o produzione, etc., il decreto sta servendo a un determinato<em> target<\/em><\/strong><strong> di investitori privati<\/strong> (peraltro spesso posseduti a loro volta da fondi di investimento e capitali stranieri) <strong>una grande possibilit\u00e0 di<\/strong> <strong>fare speculazione energetica sui loro terreni<\/strong> che potranno consumare liberamente, pure evitando di mettere i pannelli sui loro tetti. Ci va bene? C\u2019\u00e8 da festeggiare?<\/p>\n\n\n\n<p>E, per finire, <strong>questo decreto non ha fermato ancora il problematico decreto legislativo n. 199 del 2021<\/strong> (promozione dell\u2019uso dell\u2019energia da fonti rinnovabili) dove con un colpo di spugna si \u00e8 deciso che sono aree idonee tutte quelle aree agricole che si trovano entro 500 metri attorno a stabilimenti produttivi (anche capannoni logistici) o impianti industriali o centri commerciali: <strong>le hanno chiamate \u201c<\/strong><strong>solar belt\u201d <\/strong>(art. 20). <strong>Queste aree continuano a essere idonee fin quando le Regioni non approveranno le loro. Ma a quel punto si troveranno costrette a includerle<\/strong>, pena una pioggia di ricorsi. Non a caso il decreto del governo invita le Regioni proprio a includerle (come infatti dice l\u2019art. 7 c.2 pt. c). E poi, non sottovalutiamo il fatto che, nonostante della necessit\u00e0 di definire le aree idonee si sapesse da un anno, <strong>il decreto ha deciso di dare alle Regioni sei mesi per approvare le loro aree idonee (art. 3), pertanto in questo transitorio fioccheranno richieste di <em>solar belt<\/em> <\/strong>e altre richieste nelle more delle aree idonee<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stiamo parlando di una quantit\u00e0 enorme di aree agricole che sfuggir\u00e0 ai criteri di idoneit\u00e0 delle Regioni<\/strong>: quasi quasi <strong>in certi casi potr\u00e0 convenire rilevare un piccolo capannone dismesso per ottenere di diritto una grande area pannellizzabile attorno<\/strong>. Gi\u00e0, perch\u00e9, se hai un ettaro a magazzino (magari per un solo pacchetto) in mezzo alla campagna arrivi ad \u201cautoidoneizzarti\u201d due ettari attorno e in pi\u00f9 potrai usarti i tuoi ettari interni al sedime: bingo. Ovvio che tutto questo \u00e8 configurabile come una deroga bella e buona ai criteri di idoneit\u00e0 ed \u00e8 altrettanto ovvio che tutto ci\u00f2 accelera le speculazioni, con buona pace degli energetici e della loro fretta a passare alle rinnovabili. Prova ne \u00e8 che in un battibaleno societ\u00e0 energetiche italiane e straniere, fondi di investimento e altri soggetti non ben definiti si sono attaccati alle <em>mail<\/em> di geometri e architetti di campagna promettendo loro lauti guadagni: dai cinquemila ai 60mila euro di compenso solo per fare <em>scouting <\/em>ovvero per trovare proprietari disponibili a cedere aree papabili per le <em>solar belt<\/em> e non solo, da presentare a investitori energetici. Visto? Questa \u00e8 la prova provata di <strong>come fare una legge che anzich\u00e9 orientare verso una transizione giusta ed ecologica, ne disegna una facile per le finanziarie che usano le rinnovabili per speculare<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In ultimo ricordiamo ancora che nessuno sta sollevando il <strong>dubbio che, per come \u00e8 stata congegnata, l\u2019attuale transizione \u00e8 di fatto una privatizzazione ante litteram<\/strong>. Quando si raggiunger\u00e0 la soglia di produzione energetica rinnovabile desiderata, saranno le centinaia di operatori privati (oppure le poche unit\u00e0, se scopriremo un giorno che si saranno fusi tra loro) ad avere il pieno controllo della produzione di energia per il Paese e potranno spegnere l\u2019interruttore se vorranno. A quel punto lo Stato e gli interessi collettivi usciranno di scena o si troveranno in una posizione assai complessa e certamente pi\u00f9 ricattabile. Chi oggi ci sta garantendo che un domani ci\u00f2 non accadr\u00e0? Altro motivo per non festeggiare ma per concentrarsi sul da farsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cL\u2019intelligenza del suolo\u201d (Altreconomia, 2022)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Pileri Tratto da Altreconomia 08.07.2024 \u00c8 stato pubblicato il decreto governativo che disciplina chi e come debba definire le aree idonee a posizionare [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16664,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[33,43],"tags":[],"class_list":["post-16663","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-energie-rinnovabili","category-leggi-e-piani-regolatori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16663","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16663"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16663\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16664"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}