{"id":16708,"date":"2024-08-22T17:55:51","date_gmt":"2024-08-22T15:55:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16708"},"modified":"2024-08-25T09:57:36","modified_gmt":"2024-08-25T07:57:36","slug":"stop-al-consumo-di-suolo-nella-nature-restoration-law","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/08\/stop-al-consumo-di-suolo-nella-nature-restoration-law\/","title":{"rendered":"Stop al consumo di suolo nella Nature Restoration Law"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Walter Vitali<\/em> (Urban@it), <em>Andrea Filpa<\/em> (Uniroma3) e <em>Rossella Muroni <\/em>(Associazione Nuove Ri-generazioni) del <em>Gruppo di Lavoro ASviS<\/em> sul Goal 11<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato su <a href=\"https:\/\/asvis.it\/approfondimenti\/22-20930\/stop-immediato-al-consumo-di-suolo-grazie-alla-nature-restoration-law\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/asvis.it\/approfondimenti\/22-20930\/stop-immediato-al-consumo-di-suolo-grazie-alla-nature-restoration-law\">asvis.it<\/a> il 17.07.2024<\/p>\n\n\n\n<p><em>La portata di questo Regolamento non \u00e8 stata compresa fino in fondo. Con l\u2019approvazione del Piano nazionale di ripristino, i grandi comuni italiani potrebbero essere liberi dalla cementificazione selvaggia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019approvazione del nuovo Regolamento europeo sul ripristino della natura <em>&#8211; <\/em><strong><em>Nature restoration law<\/em><\/strong><em> &#8211;<\/em> poco prima della fine della legislatura \u00e8 stata giustamente salutata come <strong>un successo di grande importanza per la sostenibilit\u00e0<\/strong>. Il <strong>recupero del 20% degli ecosistemi danneggiati<\/strong> entro il 2030, e di tutti entro il 2050, insieme agli obiettivi sulla <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>, come <strong>l\u2019inversione del declino delle popolazioni degli impollinatori<\/strong>, hanno catalizzato l\u2019attenzione dei media e degli osservatori, incentivati anche dalle proteste di una parte degli agricoltori e dalle resistenze di numerosi Paesi membri compresa <strong>l\u2019Italia che al Consiglio europeo del 19 giugno ha votato contro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un aspetto del nuovo Regolamento colmo di effetti positivi su cui nessuno, almeno in Italia, si \u00e8 finora soffermato: lo <strong>stop immediato al consumo di suolo<\/strong> in alcune parti molto significative del territorio nazionale che entro tre anni si potrebbe estendere, con il Piano nazionale di ripristino, al<strong> 36% dei Comuni italiani<\/strong>. In pratica, i pi\u00f9 urbanizzati che contengono la stragrande maggioranza della popolazione nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ruota intorno all\u2019<strong>articolo otto<\/strong> che, almeno per una parte, si attua direttamente. Nell\u2019articolo si legge che entro il 31 dicembre 2030 non si deve registrare\u201c<strong>alcuna perdita netta della superficie totale degli spazi verdi urbani<\/strong>\u201d. Inoltre viene previsto che dal primo gennaio 2031 deve manifestarsi \u201c<strong>una tendenza all\u2019aumento<\/strong>\u201d degli spazi verdi, rispetto ai valori del 2024. La stessa cosa vale anche per la copertura della volta arborea urbana.<\/p>\n\n\n\n<p>Letto cos\u00ec non sembra questa grande novit\u00e0, che invece diventa grossa se messa insieme ad altri due articoli del Regolamento che, oltre al <em><strong>quando<\/strong><\/em>, ci indicano il <em><strong>che cosa<\/strong><\/em> e il <em><strong>dove<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il caso dell\u2019<strong>articolo tre<\/strong> che definisce gli <strong>spazi verdi urbani<\/strong> come la \u201csuperficie totale di alberi, di boscaglie, di arbusti, di vegetazione erbacea permanente, di licheni e di muschi, di stagni e di corsi d\u2019acqua [\u2026] calcolata sulla base dei dati forniti dal <strong>servizio di monitoraggio del territorio Copernicus<\/strong>\u201d. Mancano le coltivazioni temporanee, come i terreni a seminativo, per le quali devono essere comunque attuate le misure di ripristino previste per gli <strong>ecosistemi agricoli<\/strong>, che a loro volta escludono il <strong>degrado e il consumo di suolo<\/strong>. Ma per il resto si tratta di tutta la <strong>copertura non artificiale del suolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>articolo 14<\/strong>, al comma quattro, prevede invece la necessit\u00e0 per gli Stati membri di determinare le zone urbane nelle quali si applica l\u2019articolo otto. Lo strumento \u00e8 il <em><strong>Piano nazionale di ripristino<\/strong><\/em> che deve essere inviato alla <strong>Commissione europea<\/strong> entro due anni dall\u2019approvazione del Regolamento (entro il 2026). Si avranno poi sei mesi per le osservazioni e altri sei mesi per il loro recepimento (2027).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obbligo di <strong>evitare perdite nette degli spazi verdi urbani<\/strong> pu\u00f2 riguardare <strong>tutti i Comuni classificati come \u201cCitt\u00e0\u201d e come \u201cPiccola citt\u00e0 e sobborghi\u201d<\/strong> \u2013 su un totale di 7960 comuni italiani, il 36% appunto \u2013 oppure solo loro parti, ma in questo caso devono essere comprese almeno le unit\u00e0 territoriali definite <strong>\u201ccentri urbani\u201d <\/strong>e <strong>\u201cagglomerati urbani\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la ragione per la quale in queste porzioni di territorio, importantissime, <strong>lo stop al consumo di suolo netto<\/strong> <strong>\u00e8<\/strong> <strong>immediato<\/strong>, perch\u00e9 in nessun caso il Piano nazionale di ripristino le pu\u00f2 escludere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per comprendere il significato delle classificazioni territoriali utilizzate nel Regolamento occorre risalire alla metodologia statistica europea <em><strong>Degurba<\/strong> \u2013 Degree of urbanisation<\/em>, che suddivide la superficie dell\u2019Unione \u2013 in base anche ad accordi presi in sede Onu \u2013 in celle di 1 chilometro x 1 chilometro facenti parte di una griglia regolare. Sulla base della <strong>densit\u00e0 di popolazione<\/strong> le unit\u00e0 territoriali sono denominate \u201c<strong>centri urbani<\/strong>\u201d, le pi\u00f9 popolate, \u201c<strong>agglomerati urbani<\/strong>\u201d, a densit\u00e0 intermedia di popolazione, e \u201c<strong>celle rurali<\/strong>\u201d, le meno popolate.<\/p>\n\n\n\n<p>La seguente figura a sinistra, tratta dal <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/storage\/rapporti-tematici\/territorio2020\/Rapportoterritorio2020.pdf\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.istat.it\/storage\/rapporti-tematici\/territorio2020\/Rapportoterritorio2020.pdf\">Rapporto sul territorio dell\u2019Istat del 2020<\/a> (pp. 192-193), mostra la rappresentazione dell\u2019Italia in base alla griglia regolare, con <strong>le zone scure nelle quali vale lo stop immediato al consumo di suolo<\/strong>. Si tratta, con buona approssimazione, dei <strong>centri urbani con popolazione superiore a 50 mila abitanti e di quelli suburbani con pi\u00f9 di cinque mila abitanti<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"589\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Immagine-1024x589.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16709\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Immagine-1024x589.png 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Immagine-300x173.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Immagine-768x442.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Immagine.png 1184w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ogni comune, a sua volta, viene definito \u201c<strong>Citt\u00e0<\/strong>\u201d se almeno met\u00e0 della popolazione nella griglia associata al comune ricade nella tipologia dei \u201c<strong>Centri urbani<\/strong>\u201d; \u201c<strong>Zona rurale<\/strong>\u201d se la maggioranza della popolazione ricade nella tipologia \u201c<strong>Celle rurali<\/strong>\u201d e \u201c<strong>Piccola citt\u00e0 e sobborghi<\/strong>\u201d se l\u2019intensit\u00e0 abitativa non \u00e8 n\u00e9 a maggioranza urbana n\u00e9 a maggioranza rurale. La figura a destra mostra inoltre i comuni italiani per grado di urbanizzazione, con <strong>le zone scure nelle quali lo stop al consumo di suolo potr\u00e0 essere stabilito tra tre anni con il Piano nazionale di ripristino<\/strong>.Anche in questo caso ogni consumo di suolo avvenuto dopo tale data dovr\u00e0 essere compensato con analoghe superfici rinaturalizzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Niente male davvero, per un Paese come il nostro nel quale lo Stato non \u00e8 riuscito a legiferare in materia di consumo di suolo (lo hanno fatto solo alcune regioni), e dove il fenomeno \u00e8 di nuovo in aumento negli ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora la cosa pi\u00f9 urgente \u00e8 che gli istituti deputati \u2013 Istat e Ispra \u2013 consegnino ai comuni che hanno unit\u00e0 territoriali classificate da Degurba come \u201ccentri urbani\u201d e \u201cagglomerati urbani\u201d la cartografia relativa, in modo che questi possano provvedere ad <strong>adeguare i loro strumenti urbanistici, bloccando le edificazioni previste<\/strong> o individuando le <strong>necessarie compensazioni territoriali<\/strong> eventualmente in collaborazione con altri comuni della stessa provincia.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi va preparato il Piano nazionale di ripristino, anche attraverso <strong>l\u2019adesione volontaria dei Comuni <\/strong>che sono disponibili all\u2019ipotesi massima, e l\u2019estensione del blocco anche ai terreni agricoli coltivati a seminativo. Una <strong>scelta di sostenibilit\u00e0<\/strong> che potr\u00e0 vedere in prima fila proprio il mondo dell\u2019agricoltura, da sempre molto sensibile su questo tema.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/asvis.it\/public\/asvis2\/files\/Approfondimenti\/PE-74-2023-REV-1_it.pdf\" target=\"_blank\">Scarica il Regolamento del Parlamento e del Consiglio Ue sul ripristino della natura<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Walter Vitali (Urban@it), Andrea Filpa (Uniroma3) e Rossella Muroni (Associazione Nuove Ri-generazioni) del Gruppo di Lavoro ASviS sul Goal 11 Pubblicato su asvis.it il [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16710,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1449],"tags":[124,3875],"class_list":["post-16708","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ue-suolo-territorio-paesaggio","tag-consumo-di-suolo","tag-nature-restoration-law"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16708"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16708\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}