{"id":16711,"date":"2024-08-25T09:27:16","date_gmt":"2024-08-25T07:27:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16711"},"modified":"2024-08-31T16:22:12","modified_gmt":"2024-08-31T14:22:12","slug":"lassalto-del-cemento-alle-coste-cosi-viene-privatizzato-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/08\/lassalto-del-cemento-alle-coste-cosi-viene-privatizzato-il-mare\/","title":{"rendered":"L&#8217;assalto del cemento alle coste, cos\u00ec viene privatizzato il mare"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Negli ultimi quarant\u2019anni sono stati urbanizzati ben 302 chilometri di spiagge. In Liguria il caso dell\u2019Isola di Palmaria, che verrebbe trasformata in una &#8220;piccola Capri\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Mario Tozzi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da La Stampa del 22.08.2024<\/p>\n\n\n\n<p>Nella insana battaglia, tutta italiana, che si sta combattendo senza esclusione di colpi fra una straminima minoranza di &#8220;padroncini delle coste&#8221;, che dire corporativi \u00e8 dire poco, e la stragrande maggioranza di fruitori del libero mare, quello che rischia di rimetterci \u00e8, come al solito, l&#8217;ambiente. Prima di tutto perch\u00e9 non si sta sfruttando l&#8217;occasione al fine di recuperare e riqualificare le spiagge, eliminando, distruggendo e abbattendo tutto <strong>ci\u00f2 che \u00e8 stato illegittimamente costruito<\/strong> dove non si poteva. Strutture ricettive, bar, ristoranti, spogliatoi tutt&#8217;altro che rimovibili, attestati sul patrimonio di tutti, senza alcun titolo, accampando come unica, risibile scusa l&#8217;inconcepibile tolleranza delle amministrazioni e i condoni dei governi che non avevano e non hanno alcun diritto di essere concessi lungo i litorali (come recita financo il Codice della Navigazione).<\/p>\n\n\n\n<p>Gli <strong>stabilimenti balneari &#8220;fissi&#8221; e infrastrutturati<\/strong> soffocano e mettono in pericolo gli ecosistemi costieri, distruggono ambienti, portano all&#8217;abbattimento delle dune e al prosciugamento delle zone umide. Sono un&#8217;aberrazione ecologica che certamente non viene evitata neanche dalle spiagge libere, quando sono fuori controllo, ma che almeno evitano, perfino in quei casi, che si instaurino per sempre strutture e costruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le spiagge libere sono qualche volta ricettacolo di rifiuti, ma questo significa che abbiamo bisogno di educazione e spazzini, non necessariamente di stabilimenti. Per tacere poi del paesaggio cancellato e delle <strong>linee di spiaggia artificialmente alterate nell&#8217;illusione di contenere l&#8217;erosione: moli, pennelli, barriere e scogliere<\/strong>, oltre ad essere brutti, spostano solo il problema erosivo pi\u00f9 a monte o pi\u00f9 a valle, non lo risolvono, e, alla lunga, lo aggravano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma aspetto culturale particolarmente negativo \u00e8 dato dall&#8217;<strong>idea che il mare possa essere considerato privato<\/strong>, isole comprese, come sta accadendo all&#8217;<strong>isola di Palmaria nel Golfo di La Spezia<\/strong>, che, insieme a Tino e Tinetto, fa parte del patrimonio Unesco e del Parco Regionale di Porto Venere. Si tratta di un&#8217;area marina protetta che ospita ancora una piccola prateria di posidonia, ed \u00e8 una delle rare isole italiane ancora sostanzialmente intatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la Regione ha commissionato un Masterplan con l&#8217;intenzione di trasformare addirittura Palmaria nella &#8220;Capri della Liguria&#8221;. Peraltro, la &#8220;questione Palmaria&#8221; \u00e8 stata da detonatore dell&#8217;inchiesta delle procure di Genova e La Spezia che ha portato all&#8217;arresto del presidente Giovanni Toti, del suo capo di gabinetto, Matteo Cozzani (gi\u00e0 sindaco di Portovenere) e di altri personaggi della scena imprenditoriale e amministrativa ligure. Il protocollo d&#8217;intesa (firmato nel 2016) \u00e8 stato redatto seguendo le leggi del cosiddetto federalismo demaniale, che prevede il trasferimento a titolo non oneroso alle amministrazioni locali di beni immobili appartenenti al Demanio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Comune si \u00e8 impegnato, sottoscrivendo il protocollo, a restaurare e mantenere in ottimo stato quei beni che rimangono nella disponibilit\u00e0 della Marina Militare. Si tratta di due stabilimenti balneari, evidentemente strategici per la sicurezza del Paese, riservati ai dipendenti o ex dipendenti del Ministero della Difesa e di alcuni immobili adibiti a residenze estive per gli stessi dipendenti. Ma il rifacimento\/restauro dei beni della Marina Militare comporta spese di notevole entit\u00e0 che il comune di Porto Venere non pu\u00f2 sostenere, se non vendendo a privati tutti i beni che gli vengono trasferiti, ad eccezione dei beni storico-artistici, principalmente fortificazioni e batterie, che saranno dati in concessione pluriennale sempre a privati e trasformati in parte in strutture ricettive. Cos\u00ec verr\u00e0 realizzata una trasformazione dell&#8217;isola sia nella sua natura, sia nella propriet\u00e0, che diventer\u00e0 in gran parte praticamente privata, con la vendita o la cessione per lungo tempo di numerosi immobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro pezzo di costa infestato da stabilimenti e da &#8220;propriet\u00e0 private&#8221;. Dei cinque scenari di sostenibilit\u00e0 ambientale, si poteva scegliere il numero 1, &#8220;Palmaria Paradiso della Natura&#8221;, con valore di ecologia + 3 (il massimo). Si \u00e8, invece, scelto lo scenario 5 bis, che cambierebbe profondamente l&#8217;aspetto dell&#8217;isola.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dal 1985, quando entra in vigore la legge Galasso che tutela i litorali fino a trecento metri dalla costa, sono stati urbanizzati, nella penisola, ben 302 chilometri di coste<\/strong> con una <strong>media di 13 chilometri all&#8217;anno &#8220;consumati&#8221; dal cemento, 48 metri al giorno<\/strong>. In Italia complessivamente sono oltre <strong>3.500 i chilometri di paesaggi costieri trasformati da case, alberghi, palazzi, porti e industrie<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In alcune Regioni i numeri raggiungono situazioni incredibili<\/strong>, come in Abruzzo e Lazio dove si supera il 63%, in Liguria il 64% e in Calabria il 65%, e dove si sono salvate solo le aree meno appetibili, con rilievi, o pi\u00f9 difficili da aggredire, come foci di fiumi e rilievi montuosi. E i dati devono ancora essere aggiornati. <strong>La risorsa spiaggia, nel nostro Paese, \u00e8 scarsa<\/strong>, visto che per spiaggia si deve intendere meno della met\u00e0 delle coste e visto che non possiamo considerare appetibili quei chilometri vicini alle foci dei fiumi, alle discariche, ai porti commerciali, agli stabilimenti industriali o infestati da divieti di balneazione, servit\u00f9 militari, aree cittadine o metropolitane.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"571\" height=\"478\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-1853.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16712\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-1853.png 571w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-1853-300x251.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Invece il tavolo tecnico del Governo ha recentemente statuito che le coste (si badi bene, non le spiagge) hanno uno sviluppo variabile che dipende dalla scala<\/strong>: l&#8217;Italia ha circa ottomila chilometri di coste per tutti, salvo che per i balneari, che ne contano 11 mila, allo scopo di dimostrare che la risorsa non \u00e8 scarsa e invocare la non applicazione della direttiva europea. Nell&#8217;attesa di vedere rifatti i conti con la scala 1:1, applicando astute reminiscenze borgesiane, per arrivare a decine di migliaia di chilometri di coste, suggerisco di <strong>riprenderci le nostre spiagge e di difendere le isole da un attacco senza precedenti al bene comune<\/strong>. A partire dalle piccole isole ancora intatte.<\/p>\n\n\n\n<p>Foto di copertina: Isola Palmaria (parconaturaleportovenere.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi quarant\u2019anni sono stati urbanizzati ben 302 chilometri di spiagge. 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