{"id":16726,"date":"2024-09-05T09:52:33","date_gmt":"2024-09-05T07:52:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16726"},"modified":"2024-09-12T12:14:22","modified_gmt":"2024-09-12T10:14:22","slug":"perche-il-bel-paesaggio-puo-distruggere-il-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/09\/perche-il-bel-paesaggio-puo-distruggere-il-paesaggio\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 il \u201cbel paesaggio\u201d pu\u00f2 distruggere il paesaggio"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Frederick Bradley<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le recenti notizie sul fenomeno dell\u2019<em>overtourism <\/em>nelle 5 Terre e a Santorini mettono in evidenza un problema che accomuna molti territori il cui sviluppo socio-economico ha avuto il suo motore trainante in quelle che vengono giustamente definite bellezze paesaggistiche. \u00c8 noto che problemi analoghi affliggono sia altri territori di pregio, come, ad esempio, la Val d\u2019Orcia, sia diverse citt\u00e0 d\u2019arte, di cui San Gimignano \u00e8 forse il caso pi\u00f9 emblematico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi che possedere un bel paesaggio sia non solo la fortuna di luogo speciale, ma anche la sua nemesi per ci\u00f2 che quella bellezza arriva a comportare. Sembra un non senso il fatto che un territorio di alto valore estetico venga penalizzato dal suo stesso paesaggio, e in effetti, se ci\u00f2 accade non \u00e8 imputabile al paesaggio in s\u00e9, ma all\u2019accezione che comunemente ne viene data.<\/p>\n\n\n\n<p>Almeno questa \u00e8 l\u2019interpretazione che scaturisce dall\u2019<strong>analisi delle fasi che hanno caratterizzato la crescita socio-economica di molti territori paesaggisticamente rilevanti<\/strong>, modellati dall\u2019uomo nel corso dei secoli. Nello sviluppo di queste aree \u00e8 possibile riconoscere otto fasi sequenziali in cui l\u2019approccio al paesaggio \u00e8 passato dalla sua valutazione cognitiva, quindi che ne percepisce il significato, a quella meramente estetica, dove viene equiparato a un panorama. \u00c8 proprio in questo passaggio che si sono create le condizioni per cui il cosiddetto \u201cbel paesaggio\u201d ha portato paradossalmente a incidere negativamente sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 1<\/p>\n\n\n\n<p>In origine il territorio era povero e\/o sottosviluppato, spesso un ambiente rurale rimasto ai margini della crescita socio-economica degli anni \u201860-\u201970 del secolo scorso. <strong>Il paesaggio non suscitava interesse per l\u2019osservatore dell\u2019epoca<\/strong>, attratto pi\u00f9 dai segni della modernit\u00e0 incombente che non dal retaggio di un mondo ormai appartenente al passato da cui tendeva ad allontanarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 2<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio viene \u201cscoperto\u201d dal viandante colto, spesso benestante, che d\u00e0 inizio alla sua colonizzazione riattando edifici dismessi o abbandonati nel sostanziale rispetto delle realt\u00e0 locali. L\u2019attrattiva principale dell\u2019area \u00e8 la bellezza del suo paesaggio rurale e\/o storico in quanto privo di significative modifiche recenti, e soprattutto <strong>rispondente a canoni riconducibili, anche inconsciamente, alla nostra identit\u00e0 storico-culturale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 3<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio conosce le prime forme di turismo culturale che seguono sostanzialmente l\u2019approccio della prima colonizzazione, di cui condivide la visione paesaggistica. <strong>Nel paesaggio vengono identificati luoghi di alto valore simbolico<\/strong>, oltre che estetico, e viene scoperta la <strong>cultura enogastronomica locale <\/strong>e, pi\u00f9 in generale, quella materiale legata al prodotto tipico.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 4<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio viene scoperto anche dal grande pubblico, spesso tramite media che lo mostrano attraverso icone rispondenti a canoni estetici di valore commerciale. <strong>Il paesaggio diviene uno strumento di marketing su base estetica. <\/strong>L\u2019aumentata frequentazione turistica porta un notevole benessere economico alla popolazione locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 5<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla spinta del successo economico, la popolazione locale sposa incondizionatamente l\u2019azione di marketing delle agenzie turistiche, le cui offerte vendono il paesaggio come bene estetico. Anche i contenuti territoriali divengono oggetto di marketing. <strong>Si pongono le basi per la massificazione del turismo<\/strong>, favorita dalla politica locale che vi vede un\u2019ottima opportunit\u00e0 di crescita del territorio. In questa fase <strong>il paesaggio perde progressivamente il legame con il territorio<\/strong>, come espressione della sua realt\u00e0 ambientale, sociale e culturale, per divenire un elemento astratto, funzionale esclusivamente al richiamo turistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 6<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al turismo di massa e alla sua aumentata popolarit\u00e0 a livello internazionale, <strong>l\u2019area \u00e8 ora in grado di richiamare investimenti esterni interessati al suo valore turistico-industriale<\/strong>. Le icone paesaggistiche giocano un ruolo ancora pi\u00f9 pregnante in quanto presentati a modello della \u201cBella Italia\u201d, spesso con l\u2019avvallo della certificazione UNESCO che ne sancisce l\u2019originalit\u00e0. <strong>Il paesaggio \u00e8 ormai ridotto a un\u2019icona e il territorio, svuotato di contenuti, diviene uno sfondo per selfie.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fase 7<\/p>\n\n\n\n<p>Il carattere industriale del turismo di massa porta al progressivo svilimento dell\u2019identit\u00e0 culturale locale. Compaiono in commercio prodotti, anche gastronomici, copia di quelli tipici originali, se non addirittura legati a culture\/territori diversi ma comunque riconducibili al \u201cmade in Italy\u201d. <strong>Si sviluppa un\u2019edilizia residenziale brutta copia dell\u2019architettura locale. <\/strong>Il territorio \u00e8 spesso ridotto a supporto di iniziative con finalit\u00e0 turistiche poco o nulla attinenti alla realt\u00e0 locale. <strong>Il paesaggio perde di identit\u00e0 e assume il valore di cartolina. <\/strong>Divenuto cos\u00ec un panorama (o scena), non di rado il paesaggio viene usato come sfondo di istallazioni artistiche, finalizzate anche a rivitalizzarne l\u2019interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Fase 8<\/p>\n\n\n\n<p>La popolazione locale si trova spesso impreparata a gestire i flussi turistici di massa che arrivano a incidere negativamente sul territorio. <strong>Compare il fenomeno dell\u2019overtourism. <\/strong>Sorgono non luoghi commerciali pi\u00f9 o meno mascherati da attivit\u00e0 di localismo. Il benessere economico inizia a confliggere con un territorio ormai modellato in funzione del turismo di massa, e con la conseguente perdita dello stile e dei ritmi di vita di un tempo. <strong>Parte della popolazione locale non riconosce pi\u00f9 il suo paesaggio originario, basato non su stereotipi estetici ma sul riconoscimento del valore identitario del territorio. <\/strong>Si sente l\u2019esigenza di un cambio di paradigma dello sviluppo turistico a cui la politica locale non vuole rispondere (per interesse) e\/o non \u00e8 in grado di farlo (per incompetenza).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente lo schema di sviluppo turistico di territori paesaggisticamente rilevanti qui riportato ha un carattere generale, e non mancano eccezioni a pi\u00f9 di una delle fasi descritte. Tuttavia, esso ben rappresenta quanto avvenuto in realt\u00e0 importanti tanto da far comprendere come nelle politiche di valorizzazione territoriali <strong>sia necessario guardare al paesaggio per i suoi contenuti essenziali<\/strong>, <strong>aprendo cos\u00ec a un turismo di qualit\u00e0<\/strong>, che non come sterile immagine ad uso e consumo smodato del territorio che raffigura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p><em>Frederick Bradley (1956) Naturalista e geologo, per quarant\u2019anni ha applicato lo studio del paesaggio alla sua attivit\u00e0 professionale. Nel 2004 ha creato il marchio GUIPA, acronimo di Guide al Paesaggio, con cui realizza saggi e pubblicazioni di divulgazione scientifica e turismo culturale che portano a conoscere il territorio attraverso la lettura olistica del paesaggio. Nel 2020 ha creato il sito web Occhio al Paesaggio con l\u2019obiettivo di rendere la lettura e l\u2019interpretazione del paesaggio, come definito dalla Convenzione del Consiglio d\u2019Europa sul Paesaggio, pratiche accessibili al non specialista con lo scopo di porre le basi per un nuovo approccio culturale alla conoscenza del territorio. Ha tenuto seminari sulla lettura del paesaggio nelle Universit\u00e0 di Firenze, Genova e Bologna. Dal 2022 ha avviato una collaborazione fissa nell\u2019ambito del Laboratorio di progettazione e pianificazione paesaggistica nel corso di laurea magistrale in Architettura del Paesaggio nella scuola di Architettura dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze. \u00c8 autore di oltre una trentina tra saggi, manuali tecnici e guide paesaggistiche. Le sue pubblicazioni pi\u00f9 significative in ambito paesaggistico sono Il Senso del Paesaggio. Sulla pratica ancestrale dell\u2019osservazione del paesaggio (2010), in cui propone una teoria sull\u2019interpretazione del paesaggio, e Paesaggio o Panorama? Dialogo sulla necessit\u00e0 di una visione condivisa del territorio (2011), un saggio divulgativo dedicato al problema della perdita della cultura del paesaggio. Tiene periodicamente corsi di lettura del paesaggio destinati a coloro che si interessano a titolo professionale, e non, alla comprensione, valorizzazione, salvaguardia e pianificazione del paesaggio e del territorio. Ha recentemente pubblicato <a href=\"https:\/\/www.pacinieditore.it\/prodotto\/lettura-paesaggio-frederick-bradley\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.pacinieditore.it\/prodotto\/lettura-paesaggio-frederick-bradley\/\">La lettura del paesaggio<\/a>, Pacini Editore, 2024.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Frederick Bradley Le recenti notizie sul fenomeno dell\u2019overtourism nelle 5 Terre e a Santorini mettono in evidenza un problema che accomuna molti territori il [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16728,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1351],"tags":[92],"class_list":["post-16726","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-paesaggio-tematiche","tag-paesaggio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16726"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16726\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}