{"id":16756,"date":"2024-09-22T23:54:03","date_gmt":"2024-09-22T21:54:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16756"},"modified":"2024-09-27T14:11:19","modified_gmt":"2024-09-27T12:11:19","slug":"alluvione-in-romagna-guardiamo-i-fatti-con-gli-occhiali-del-cemento-non-solo-dellemotivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/09\/alluvione-in-romagna-guardiamo-i-fatti-con-gli-occhiali-del-cemento-non-solo-dellemotivita\/","title":{"rendered":"Alluvione in Romagna: guardiamo i fatti con gli occhiali del cemento, non solo dell\u2019emotivit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La quantit\u00e0 d\u2019acqua che rimane sulla superficie di un suolo sano e naturale \u00e8 sei-sette volte meno di quella che rimane in superficie in un\u2019area urbanizzata. Ed \u00e8 esattamente quello che \u00e8 accaduto, di nuovo, in Romagna, come in altre Regioni. E che non diciamo abbastanza: il consumo di suolo aumenta i danni delle piogge, per di pi\u00f9 piogge che saranno sempre pi\u00f9 aggressive. L\u2019analisi di Paolo Pileri<\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Paolo Pileri<\/em> &#8211; Pubblicato su <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/alluvione-in-romagna-guardiamo-i-fatti-con-gli-occhiali-del-cemento-non-solo-dellemotivita\/?fbclid=IwY2xjawFaju9leHRuA2FlbQIxMAABHaelkLnFDUSb3a3RKol8b0FJmXm6iDmxQXQUtLlsDHkJFl1E01AzLDRLCw_aem_u7BBm2hU3f05ZjAKXqXM-A\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/altreconomia.it\/alluvione-in-romagna-guardiamo-i-fatti-con-gli-occhiali-del-cemento-non-solo-dellemotivita\/?fbclid=IwY2xjawFaju9leHRuA2FlbQIxMAABHaelkLnFDUSb3a3RKol8b0FJmXm6iDmxQXQUtLlsDHkJFl1E01AzLDRLCw_aem_u7BBm2hU3f05ZjAKXqXM-A\">Altreconomia<\/a> il 20.09.2024<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo cambiato il clima: questo \u00e8 chiaro anche se non a tutti, purtroppo. Proviamo per\u00f2 a uscire dalla <strong>trappola dell\u2019emotivit\u00e0 con cui ci viene presentato il dramma delle alluvioni<\/strong>. Lo facciamo con pieno rispetto per vittime e danneggiati. E lo facciamo usando un <a href=\"https:\/\/www.arpae.it\/it\/temi-ambientali\/clima\/dati-e-indicatori\/grafici-climatici\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.arpae.it\/it\/temi-ambientali\/clima\/dati-e-indicatori\/grafici-climatici\">grafico<\/a> messo<strong> a disposizione della Agenzia ambientale dell\u2019Emilia-Romagna (Arpae)<\/strong>, ovvero l\u2019ente istituzionale che monitora l\u2019ambiente e fornisce a tutti, politici inclusi, informazioni per capire e decidere.<\/p>\n\n\n\n<p>La pioggia cumulata caduta in questi giorni in Romagna \u00e8 tanta (800 millimetri) e supera la media degli ultimi trent\u2019anni (la fascia evidenziata in verde). Questo ci dice Arpae con quel grafico. E fin qui \u201ctutto bene\u201d. Ma se andiamo a scavare un po\u2019 pi\u00f9 indietro nel tempo, ad esempio prendiamo il 1979, scopriamo cose che ci aiutano a vedere pi\u00f9 chiaro che cosa \u00e8 accaduto e a quali responsabilit\u00e0 guardare. &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/arpa-1024x342.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16757\" width=\"745\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/arpa-1024x342.png 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/arpa-300x100.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/arpa-768x256.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/arpa.png 1349w\" sizes=\"auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>La quantit\u00e0 cumulativa di pioggia caduta in Emilia-Romagna. A settembre del 1979  (linea verde) \u00e8 caduta all\u2019incirca la stessa quantit\u00e0 di acqua rispetto allo stesso mese del 2024  (linea nera)<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La <strong>linea verde rappresentata nel grafico delle precipitazioni giornaliere cumulate in Emilia-Romagna si riferisce al 1979<\/strong>, mentre <strong>quella nera al 2024<\/strong>. Guardate <strong>in corrispondenza di fine settembre. I due valori sono pi\u00f9 o meno alla pari<\/strong>. Che cosa significa? Semplice: che <strong>nel 1979 cadde la medesima pioggia, pi\u00f9 o meno, di quella di qualche giorno fa. Ma nel 1979 non ci furono le alluvioni devastanti di questi giorni. &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dove \u00e8 allora la differenza? Probabilmente ce ne sono tante e sarebbe doveroso per le istituzioni mettersi a studiarle con rigore e urgenza. Tra queste \u00e8 innegabile che <strong>la impermeabilizzazione del territorio degli ultimi anni sia una di queste \u201cdifferenze\u201d<\/strong> perch\u00e9, cumulando cemento e asfalto sul territorio, si rende il territorio pi\u00f9 incapace di svolgere le funzioni di controllo idrologico che il suolo svolge naturalmente. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo due dati. <strong>Un ettaro di suolo sano e ben permeabile arriva ad accumulare quasi quattro milioni di litri di acqua<\/strong>, una quantit\u00e0 enorme, pari a 150 tir che trasportano bottiglie d\u2019acqua. Se quel suolo viene cementificato si azzera quella funzione e quindi quando piove quell\u2019acqua rimane in superficie e\/o va nei corpi idrici superficiali ingrossandoli e aumentando la quantit\u00e0 d\u2019acqua che vediamo durante le alluvioni e di conseguenza danni e vittime. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo dato. <strong>La quantit\u00e0 d\u2019acqua che rimane sulla superficie di un suolo sano e naturale (un prato permanente, ad esempio) \u00e8 sei-sette volte meno di quella che rimane in superficie in un\u2019area urbanizzata. <\/strong>Ed <strong>\u00e8 quello che \u00e8 accaduto in Romagna<\/strong>, come in altre Regioni e che non diciamo abbastanza: il consumo di suolo aumenta i danni che le piogge generano, per di pi\u00f9 piogge che saranno sempre pi\u00f9 aggressive per il clima danneggiato dal nostro assurdo modello di sviluppo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Regione Emilia-Romagna dal 2006 al 2022 ha cementificato oltre 11mila ettari, ovvero 110 chilometri quadrati e quasi tutto, per giunta, in aree alluvionabili<\/strong>. Un <strong>disastro ambientale silenzioso che ha cambiato completamente il ciclo naturale dell\u2019acqua<\/strong> in quella Regione. Non solo. L\u2019aumento di cemento corrisponde a uno di temperatura a terra e altri effetti ambientali che a loro volta concorrono a cambiare il clima, generando piogge e venti anomali che oggi sono diventati normali. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mettiamo le cose in ordine. <strong>Se non si smette di cementificare, non vi sar\u00e0 fine a tutto questo<\/strong>. Ci sono responsabilit\u00e0 di governo del territorio molto precise sebbene vengano messe in ombra da questo abuso di emotivit\u00e0 davanti alla quale le idee si sfocano. C\u2019\u00e8 una <strong>legge di governo del territorio che ha fatto e fa acqua da tutte le parti<\/strong>. C\u2019\u00e8 <strong>impreparazione ecologica in chi governa il territorio<\/strong>. C\u2019\u00e8 una <strong>disattenzione completa alla difesa del suolo<\/strong>: negli ultimi anni si \u00e8 speso 13 volte di pi\u00f9 per allestire seggi elettorali e tenere in ordine l\u2019anagrafe; 6,2 volte di pi\u00f9 per lo sviluppo e la valorizzazione del turismo (anche quello insostenibile), 44 per le strade. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo in mezzo a una tempesta perfetta, perfino pi\u00f9 dannosa delle piogge romagnole<\/strong>: consumo di suolo alle stelle senza alcuna legge seria che lo fermi; spesa pubblica per la difesa del suolo inconsistente; ignoranza ecologica sul comportamento del suolo di chi governa e di chi opera economicamente sui territori. E su tutto questo non si riflette. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019alluvione del maggio 2023 l\u2019Emilia Romagna, che vantava una tradizione urbanistica tra le pi\u00f9 avanzate d\u2019Italia, <strong>non ha aperto un tavolo permanente di riflessione con i sindaci dell\u2019Appennino<\/strong> coinvolti in decine di migliaia di frane per capire le cause e decidere insieme come cambiare il modo di governare il territorio. Era un\u2019occasione unica per generare un laboratorio di idee e di cambiamento che invece non si \u00e8 realizzato. In compenso il governo regionale si \u00e8 premurato, poco prima delle elezioni europee, di mettere in forno <strong>altre deroghe urbanistiche per cementificare sempre pi\u00f9. Idem per le deforestazioni<\/strong> di decine e decine di ettari, come quelle lungo la Secchia. Quindi proviamo a vedere le cose con altri occhiali se vogliamo cambiarle e trovarci meno in quelle dolorose situazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cDalla parte del suolo\u201d (Laterza, 2024)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Foto in copertina: Altreconomia, Cotignola (Ravenna) sott&#8217;acqua, 19 settembre 2024 \u00a9 Michele Lapini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quantit\u00e0 d\u2019acqua che rimane sulla superficie di un suolo sano e naturale \u00e8 sei-sette volte meno di quella che rimane in superficie in un\u2019area [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,106,11],"tags":[124,420],"class_list":["post-16756","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-dissesto-idrogeologico","category-emilia_romagna","tag-consumo-di-suolo","tag-dissesto-idrogeologico-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16756"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16756\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}