{"id":16827,"date":"2024-11-04T21:55:17","date_gmt":"2024-11-04T20:55:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16827"},"modified":"2024-11-06T11:40:34","modified_gmt":"2024-11-06T10:40:34","slug":"la-via-appia-patrimonio-dellunesco-unoccasione-che-andrebbe-colta-per-tutelare-un-museo-a-cielo-aperto-di-inestimabile-valore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/11\/la-via-appia-patrimonio-dellunesco-unoccasione-che-andrebbe-colta-per-tutelare-un-museo-a-cielo-aperto-di-inestimabile-valore\/","title":{"rendered":"La Via Appia Patrimonio dell\u2019Unesco: un\u2019occasione che andrebbe colta per tutelare un \u201cmuseo a cielo aperto\u201d di inestimabile valore"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Maria Cariota<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>L\u2019iscrizione nella lista dell\u2019Unesco servir\u00e0 a valorizzare e salvaguardare l\u2019Appia Antica? Ne abbiamo parlato con Rita Paris, archeologa e ex direttrice del Parco archeologico dell\u2019Appia Antica, e Paolo Berdini, urbanista<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il <strong>27 luglio 2024<\/strong> il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Nuova Delhi, ha deliberato l\u2019iscrizione della \u201c<em>Via Appia. Regina Viarum<\/em>\u201d nella Lista del Patrimonio Mondiale. Si tratta del 60esimo sito italiano riconosciuto dall\u2019<a href=\"https:\/\/whc.unesco.org\/en\/list\/1708\">UNESCO<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lunga pi\u00f9 di 800 chilometri, la Via Appia \u00e8 <strong>la pi\u00f9 antica e la pi\u00f9 importante delle strade costruite dagli antichi romani<\/strong>. Tracciata a partire dal 312 a.C. da Roma fino a Capua, arriv\u00f2 a Benevento nel 268 a.C. e nel 190 a.C. a Brindisi, che funzion\u00f2 quale principale porto dell\u2019Impero romano verso l\u2019Oriente, la Grecia e l\u2019Egitto. Originariamente concepita come strada strategica per la conquista militare, divenne rapidamente una via fondamentale per il commercio e la produzione agricola. Lungo il tracciato, costruito con tecniche durature e innovative e disseminato di grandi opere di ingegneria civile, si svilupparono siti funerari, templi, acquedotti, ville patrizie, a cui si sono aggiunte poi sopraelevazioni medievali. Custodisce tuttora un <strong>patrimonio storico, archeologico e architettonico unico al mondo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il tratto romano<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il riconoscimento coinvolge <strong>19 tratti<\/strong> della Via Appia. <strong><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/art-gangsters-Cederna-690x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16830\" width=\"332\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/art-gangsters-Cederna-690x1024.png 690w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/art-gangsters-Cederna-202x300.png 202w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/art-gangsters-Cederna-768x1139.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/art-gangsters-Cederna-1035x1536.png 1035w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/art-gangsters-Cederna.png 1216w\" sizes=\"auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il primo segmento, quello della Citt\u00e0 di <strong>Roma<\/strong>, \u00e8 stato protagonista di vicende travagliate e contraddittorie. Qui gi\u00e0 nelle attivit\u00e0 di acquisizione, restauro e scavo della met\u00e0 dell\u2019800 ad opera di Antonio Canova, Giuseppe Valadier e Luigi Canina compare la visione di \u201c<strong>museo all\u2019aperto\u201d<\/strong>: i reperti non vanno trasferiti e chiusi nei musei ma devono restare nel contesto in cui si trovano. Negli <strong>anni \u201950 <\/strong>del secolo successivo, nonostante i primi riconoscimenti istituzionali di notevole interesse pubblico, a ridosso di sepolcri e mausolei vengono costruite strade, ville di attori, piscine, edifici per enti religiosi; il Comune autorizza, imponendo blande mitigazioni architettoniche. Lo scempio viene descritto in modo dettagliato in \u201c<em>I gangsters dell\u2019Appia<\/em>\u201d, pubblicato su Il Mondo l\u20198 settembre 1953, il primo dei 140 articoli che Antonio Cederna dedicher\u00e0 a questa Via (\u00ab<em>Oggi l\u2019antico \u00e8 tollerato solo se, fatto a pezzi insignificanti, pu\u00f2 essere ridotto a ornamento, a fronzolo, a servo sciocco delle \u201cesigenze della vita moderna\u201d, del \u201ctraffico\u201d, del \u201cdinamismo del nostro tempo\u201d, insomma quello che dicono \u201cprogresso<\/em>\u201d\u00bb). <\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Piano Regolatore del 1965<\/strong>, in linea con i suggerimenti di Cederna, vincola l\u2019area da Porta San Sebastiano a Marino a parco pubblico e all\u2019inedificabilit\u00e0 assoluta. Dopo poco tempo comincia ad infuriare l\u2019<strong>abusivismo<\/strong>. Sorgono abitazioni, impianti sportivi, capannoni industriali, piazzali, magazzini, a cui si aggiungono trasformazioni minori che avvengono senza licenza e senza alcun criterio (dopo il 1967 solo nel Municipio VIII sono stati realizzati oltre un milione e trecentomila metri cubi di nuove costruzioni &#8211; Rapporto eseguito dallo studio DeA). Il fenomeno, in parte poi legittimato dalle tre leggi sui condoni edilizi, porta con s\u00e9 anche l\u2019intenso traffico veicolare. Alcuni edifici vengono demoliti, ma pi\u00f9 spesso prevale l\u2019inerzia dell\u2019amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto importanti i risultati ottenuti negli ultimi decenni dalla <strong>Soprintendenza Archeologica di Roma<\/strong> attraverso interventi di liberazione del basolato dall\u2019asfalto e reintegro, dove necessario, con sampietrini dello stesso materiale di lava basaltica, ripristino delle crepidini (bordi dei marciapiedi), scavi di altissimo pregio e una sistematica campagna di acquisizioni (si pensi a Villa dei Quintili, Santa Maria Nova, Capo di Bove, Villa dei Sette Bassi, Mausoleo di Cecilia Metella e Castrum Caetani), consentendo finalmente la fruizione pubblica dei pi\u00f9 importanti complessi monumentali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Quintili.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16836\" width=\"537\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Quintili.png 914w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Quintili-300x143.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Quintili-768x366.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Villa dei Quintili, V miglio via Appia Antica, \u00e8 il pi\u00f9 grande complesso residenziale del suburbio di Roma &#8211; ph Parco Archeologico Appia Antica Roma<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019impatto del riconoscimento Unesco<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per cercare di comprendere <strong>quale potrebbe essere l\u2019impatto del riconoscimento Unesco <\/strong>ci siamo rivolti a<strong> Rita Paris<\/strong>, una protagonista del lavoro svolto dalla Soprintendenza, dal 1996 al 2018 alla direzione del <a href=\"https:\/\/www.parcoarcheologicoappiaantica.it\/\">Parco archeologico dell\u2019Appia Antica di Roma<\/a>, e a <strong>Paolo Berdini<\/strong>, urbanista, che a lungo si \u00e8 interessato al tema e che ha recentemente aggiornato il libro <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/arte-e-musica\/architettura\/roma-moderna-italo-insolera-9788806259693\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/arte-e-musica\/architettura\/roma-moderna-italo-insolera-9788806259693\/\">\u201cRoma Moderna\u201d<\/a> di Italo Insolera.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/rita-paris2.jpg.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16834\" width=\"221\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/rita-paris2.jpg.png 624w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/rita-paris2.jpg-300x206.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">                        Rita Paris<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La dott.ssa<strong> Rita Paris<\/strong> afferma: \u201c<em>Abbiamo sempre chiesto innanzitutto il <strong>rispetto della<\/strong> <strong>legalit\u00e0<\/strong>, la tutela rigorosa contro gli abusi. Ci sono villette costruite a ridosso di monumenti importantissimi, con muri che impediscono persino la vista. In alcuni casi, anche quando la demolizione veniva disposta dal Comune, poi non \u00e8 stata effettuata. Si potrebbero fare accordi con i privati; neanche a loro conviene questa situazione perch\u00e9 non possono ottenere permessi per i vari utilizzi\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Il <strong>riconoscimento dell\u2019Unesco va benissimo ma sar\u00e0 utile se le realt\u00e0 locali lo useranno per recuperare la storia, le testimonianze antiche e del patrimonio culturale, il paesaggio. <\/strong>Oppure il riconoscimento verr\u00e0 solo sfruttato per attrarre pi\u00f9 visitatori?<\/em>\u201d<em>, <\/em>prosegue la dott.ssa Paris<em>. \u201cL\u2019Unesco non comporta un vincolo; nel centro storico di Roma, nonostante questo sia nella lista dell\u2019Unesco, si \u00e8 fatto di tutto e di pi\u00f9, senza tenere conto della fragilit\u00e0 e della peculiarit\u00e0 dei luoghi. Non ci resta che stare a vedere<\/em>. <em>Non possiamo accontentarci dei risultati raggiunti fino ad oggi, perch\u00e9 questi risultati sono una <strong>briciola<\/strong> rispetto all\u2019enormit\u00e0 dei problemi dell\u2019Appia<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong><em>\u00c8 mancato<\/em><\/strong><em> <strong>un progetto complessivo di integrazione dell\u2019Appia nella citt\u00e0<\/strong>, conservando la sua diversit\u00e0. Mancano i servizi pubblici per poterci arrivare<\/em>.\u201d Molti infatti raggiungono il parco in macchina, parcheggiando lungo i campi. Sarebbero quindi necessarie aquisizioni per realizzare punti di sosta, ristoro e informativi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ex direttrice del Parco conclude: <em>\u201cNon basta fare un parco. L\u2019Appia \u00e8 un Parco naturalistico della Regione Lazio dal 1988, area protetta dal 1998 e risponde a regole ambientali e naturalistiche. Il Parco Archeologico \u00e8 stato istituito nel 2016 come istituto autonomo, ma non sono state introdotte nuove normative per la tutela e per facilitare le acquisizioni dello Stato. Rimangono i vincoli di prima, \u00e8 solo una definizione<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Roma Moderna<\/em>\u201d il libro pi\u00f9 volte aggiornato di Italo Insolera e Paolo Berdini (Einaudi 2024) dedica all\u2019Appia Antica l\u2019ultimo capitolo e la propone come modello per il futuro della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paolo-berdini.-Donzelli-Ed.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16835\" width=\"169\" height=\"169\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">             Paolo Berdini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Riguardo al riconoscimento Unesco <strong>Paolo Berdini <\/strong>afferma<strong>:<\/strong> \u201c<strong><em>Sotto i riflettori del mondo \u00e8 andato un oggetto molto delicato<\/em><\/strong><em> dal punto di vista della sua costruzione. Sono anni che, con difficolt\u00e0, si cerca di rendere vivo il progetto del parco su cui si sono spesi in tanti<\/em>. <em>\u00c8 importante il fatto che ci sia una istituzione mondiale terza che possa intervenire se il progetto non viene attuato<\/em>\u201d. \u201c<em>L\u2019abusivismo sar\u00e0<\/em> <em>la cartina di tornasole. Se l\u2019Unesco intervenisse per lanciare l\u2019allarme sulla necessit\u00e0 della demolizione per gli abusi gravi che hanno deturpato le preesistenze romane sarebbe un aiuto straordinario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Riguardo ai <strong>finanziamenti<\/strong>, questi ci sono, ma sempre modesti. Soltanto la grande determinazione delle Soprintendenze ha portato alla costruzione di luoghi meravigliosi. La <strong>Villa dei Sette Bassi<\/strong>, sito imponente di una bellezza sublime, non apre, per mancanza di personale.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Berdini conclude affermando che l\u2019Appia Antica fuori dalla citt\u00e0 di Roma soffre di una quasi inesistenza.\u201c<strong><em>Non c\u2019\u00e8 solo Roma (tra l\u2019altro congestionata) ma dobbiamo guardare all\u2019intero sistema dell\u2019Appia Antica<\/em><\/strong><em>, che dovrebbe essere motore del recupero della bellezza in tanti comuni, che la bellezza l\u2019hanno cancellata<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mappa-1024x702.jpg\" alt=\"Mappa Comparti Patrimonio Unesco\" class=\"wp-image-16832\" width=\"522\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mappa-1024x702.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mappa-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mappa-768x526.jpg 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mappa-1536x1053.jpg 1536w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/mappa.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mappa dei tratti Patrimonio Unesco<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Da Roma a Brindisi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il riconoscimento Unesco riguarda 4 regioni (Lazio, Campania, Basilicata, Puglia) e 74 comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019esclusione di alcuni tratti qualche Comune \u00e8 risultato in prima battuta al di fuori del progetto. Il Ministero della Cultura sta ora lavorando alla richiesta di ricomprendere tutti i tratti originariamente indicati nel dossier candidatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Come racconta Paolo Rumiz nel suo libro \u201c<em><a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/appia\/\">Appia<\/a><\/em>\u201d (Feltrinelli 2016), in cui descrive il suo viaggio a piedi lungo l\u2019Appia, questa via ha anche questo di unico, il fatto che <strong>taglia con una diagonale un\u2019Italia minore<\/strong>, quella che normalmente non era considerata dai nobili viaggiatori. I punti chiave erano Roma, Napoli, Palermo, ma tutto quello che sta in mezzo, l\u2019enormit\u00e0 di sedimenti storici, raccontano un\u2019epopea infinita, uno spazio dimenticato tutto da riscoprire, dove il passato non \u00e8 chiuso in una teca, ma \u00e8 l\u00ec, \u00e8 presente.<\/p>\n\n\n\n<p>ALTRI LINK UTILI:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/www.parcoarcheologicoappiaantica.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Documento-Appia_definitivo-Electa_15_marzo-2018.pdf\">Piano per la gestione e la funzione Parco Archeologico dell\u2019Appia Antica 2018<\/a><\/em><\/strong><strong> <\/strong>a cura di Rita Paris<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.archiviocederna.it\/cederna-web\/indice.html\">Archivio Antonio Cederna<\/a> <\/strong>(la sede si trova nel sito archeologico di Capo di Bove, Via Appia Antica 222)<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Canosa-di-Puglia-ponte-sul-fiume-Ofanto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16833\" width=\"543\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Canosa-di-Puglia-ponte-sul-fiume-Ofanto.jpg 1000w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Canosa-di-Puglia-ponte-sul-fiume-Ofanto-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Canosa-di-Puglia-ponte-sul-fiume-Ofanto-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Canosa di Puglia, ponte sul fiume Ofanto &#8211; ph Unesco.org<\/figcaption><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Cariota L\u2019iscrizione nella lista dell\u2019Unesco servir\u00e0 a valorizzare e salvaguardare l\u2019Appia Antica? Ne abbiamo parlato con Rita Paris, archeologa e ex direttrice del [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16828,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[8,10,13,18],"tags":[1925,1892],"class_list":["post-16827","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-basilicata","category-campania","category-lazio","category-puglia","tag-appia-antica","tag-patrimonio-unesco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16827"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16827\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}