{"id":16847,"date":"2024-11-10T21:09:53","date_gmt":"2024-11-10T20:09:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=16847"},"modified":"2024-11-11T23:34:55","modified_gmt":"2024-11-11T22:34:55","slug":"vendesi-bosco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2024\/11\/vendesi-bosco\/","title":{"rendered":"Vendesi bosco"},"content":{"rendered":"\n<p>di Dante Schiavon<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Nei nostri boschi&nbsp; capita di leggere cartelli \u201cVendesi bosco\u201d. Nel leggere questi cartelli non posso non andare con il pensiero all\u2019articolo 42 della Costituzione: \u201cla propriet\u00e0 privata \u00e8 riconosciuta e garantita dalla legge che ne determina i modi di acquisto, di godimento, i limiti, allo scopo di assicurarne la funzione sociale\u201d. E non posso non&nbsp; trasalire al pensiero che <strong>il 66,4% dei boschi italiani \u00e8 di propriet\u00e0 privata e&nbsp; solo il 33,2% \u00e8&nbsp; di propriet\u00e0 pubblica <\/strong>(demani civici inclusi). Ecco il tema: per garantire la \u201cfunzione sociale\u201d dei nostri boschi quali limiti impone la legge? Quali controlli vengono esercitati dai servizi forestali regionali sul rispetto delle autorizzazioni e delle dichiarazioni di taglio? Una ricerca a livello nazionale del Gruppo di Intervento Giuridico, pur incompleta (mancano i dati di alcune regioni), nel triennio 2020-2022 ha registrato 1122 notizie di reato e 14737 illeciti amministrativi nella gestione dei boschi. Questo accade anche perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 i controlli sul territorio del Corpo Forestale dello Stato che 40 anni fa&nbsp; monitorava la regolarit\u00e0 dei tagli.<strong> Se la funzione sociale del taglio degli alberi&nbsp; viene&nbsp; intesa come funzione prevalentemente economica (creazione di lavoro e di reddito)&nbsp; significa non aver capito nulla del periodo geo climatico che stiamo vivendo<\/strong> e si finisce,&nbsp; inevitabilmente,&nbsp; per&nbsp; giustificare la&nbsp; \u201cconcezione produttivistica\u201d nella gestione dei boschi contenuta nel \u201cTesto unico in materia di foreste e filiere forestali\u201d&nbsp; (Decreto legislativo n. 34\/2018). Si finisce per giustificare anche il recente Decreto Legge n.104 del 10 agosto 2023 che esenta dall\u2019obbligo di preventiva autorizzazione i tagli dei boschi su cui c\u2019\u00e8 un \u201cvincolo paesaggistico\u201d,&nbsp; in totale contraddizione con l\u2019art. 9 della Costituzione che \u201ctutela l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi, anche nell\u2019interesse delle future generazioni\u201d: <strong>\u00e8 completamente scomparsa la \u201cfunzione geo-climatica\u201d dei boschi (per il sequestro del carbonio, per il dissesto idrogeologico, per ciclo dell\u2019acqua, per il contenimento dei processi erosivi, ecc.).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Guardando&nbsp; i dati reali sul presunto aumento dei nostri boschi \u00e8 evidente come ad aumentare&nbsp; sia l\u2019occupazione di aree agricole o pascoli in abbandono da parte di arbusti e di giovani piante, ma sono&nbsp; i \u201cboschi maturi\u201d di cui abbiamo pi\u00f9 bisogno. <strong>Ad aumentare sono le utilizzazioni forestali senza controllo, gli incendi, le infestazioni del bostrico successive agli abbattimenti operati da Vaia, le schiantate sempre pi\u00f9 frequenti ad opera del vento, un&#8217;ininterrotta antropizzazione turistica, selvicolturale, sportiva (olimpica!!!!) e infrastrutturale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno quindi di una \u201cvisione radicalmente diversa\u201d per applicare, nel tempo dei cambiamenti climatici,&nbsp; un \u201cparadigma&nbsp; naturalistico conservativo su basi scientifiche\u201d e con una visione economica di largo respiro e nel lungo termine mantenendo e ampliando&nbsp; i \u201cservizi di regolazione termoclimatica, idrologica e idrogeologica\u201d del bosco. Per applicare tale paradigma scientifico ed ecologico<strong> \u00e8 necessario puntare&nbsp; all\u2019aumento dei boschi maturi per mantenere e ampliare la&nbsp; gamma dei servizi ecosistemici<\/strong> e prevedere i \u201cservizi di approvvigionamento\u201d che possano anche soddisfare il bisogno di \u201clegno d\u2019opera\u201d,&nbsp; ma&nbsp; che non compromettano i servizi di regolazione termoclimatica, idrologica e idrogeologica e di conservazione della biodiversit\u00e0 del sottobosco. Quindi: no ai boschi a ceduo, ai tagli a raso, no alla legna come \u201ccombustibile principale\u201d se non nelle localit\u00e0 di montagna e di collina tradizionalmente legate al bosco e si all\u2019ampliamento delle \u201cforeste vetuste\u201d, alla potenziale espansione dei boschi a fustaia (con tagli selettivi anche se pi\u00f9 onerosi rispetto ad una selvicoltura industriale).<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 per questo che&nbsp; l\u2019articolo 12&nbsp; del Regolamento UE sul \u201cripristino della natura\u201d, recentemente entrato in vigore, indica come necessario il rispetto di alcuni indicatori per gli \u201cecosistemi forestali\u201d allo scopo di rafforzarne&nbsp; la biodiversit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dante Schiavon Nei nostri boschi&nbsp; capita di leggere cartelli \u201cVendesi bosco\u201d. 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